Parco Gallorose in Articoli
il 02 Aprile 2026, 23:09
Come lavoro quando mi trovo in Italia.
La mia collaborazione con questa struttura nasce per raccontare, proteggere e far conoscere la natura nel cuore della costa toscana, a Cecina.
Esiste un luogo speciale dove la natura non è solo osservata, ma vissuta.
Voglio spiegare alle persone quanto aiuto c'è da dare anche nelle zone vicino a casa nostra e quanto arricchimento di studio sono in grado di darci.
Non tutti questi centri sono da promuovere, ma non voglio fare di tutta un'erba un fascio... piuttosto voglio raccontare quelle realtà che nascono davvero per il benessere del nostro pianeta.
Vi racconto la mia esperienza.
Il Parco Gallorose ospita oltre 150 specie tra animali domestici, fauna esotica e specie rare provenienti da ogni continente. È un luogo nato dall’amore autentico per gli animali e dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni il valore della biodiversità.
Per me, come fotografa e come essere umano profondamente legato alla natura, Gallorose rappresenta molto più di una collaborazione.
È uno spazio che ha scelto di aprirsi, condividere, raccontare.
Ed è diventato parte del cuore di Se mi guardi esisto.
Gallorose non è uno “zoo” nel senso tradizionale del termine, ma un percorso naturalistico che unisce:
- Specie domestiche della tradizione rurale toscana.
- Animali esotici (lemuri, suricati, felini, rapaci, ungulati).
- Progetti educativi per famiglie e scuole.
- Spazi verdi curati e rispettosi delle esigenze degli animali.
Ogni area è pensata per raccontare una storia: quella di un ecosistema, di una specie, della relazione profonda che da sempre lega l’uomo agli animali.
Qui i bambini vedono da vicino ciò che sui libri appare lontano, e gli adulti riscoprono lo stupore di osservare con lentezza.
PERCHè QUESTI ANIMALI SI TROVANO QUì?
Questa è la domanda più importante. Ed è giusto farsela.
Gli animali presenti al parco non sono lì per essere “esposti”, ma per motivi precisi legati alla tutela e alla gestione responsabile delle specie:
molti nascono in ambienti controllati e non potrebbero sopravvivere in natura.
Alcuni provengono da situazioni di recupero, sequestri o strutture non idonee.
Altri fanno parte di programmi di conservazione e gestione genetica.
Per diverse specie, una reintroduzione in natura non è possibile o sarebbe dannosa.
Rilasciare un animale in natura non è sempre un atto di libertà.
A volte significa condannarlo.
Un animale cresciuto con l’uomo, senza le competenze necessarie alla sopravvivenza, non sa cacciare, difendersi o integrarsi in un ecosistema complesso.
Strutture come Gallorose diventano quindi luoghi di responsabilità, dove questi animali possono vivere in sicurezza, ricevere cure adeguate e diventare ambasciatori della loro specie.
E qui succede...
Parco Gallorose: dove la biodiversità trova casa in Blog
il 27 Marzo 2026, 22:25
La nostra collaborazione nasce per raccontare, proteggere e far conoscere la natura.
Nel cuore della costa toscana, a Cecina, esiste un luogo speciale dove la natura non è solo osservata, ma vissuta.
Parco Gallorose ospita oltre 150 specie tra animali domestici, fauna esotica e specie rare provenienti da ogni continente.
È un luogo nato dall’amore autentico per gli animali e dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni il valore della biodiversità.
Per me, come fotografa e come essere umano profondamente legato alla natura, Gallorose rappresenta molto più di una collaborazione.
È uno spazio che ha scelto di aprirsi, condividere, raccontare.
Ed è diventato parte del cuore di Se mi guardi esisto.
Un parco che educa, accoglie e protegge
Gallorose non è uno “zoo” nel senso riduttivo del termine, ma un percorso naturalistico che unisce:
Specie domestiche della tradizione rurale toscana.
Animali esotici (lemuri, suricati, felini, rapaci, ungulati).
Progetti educativi per famiglie e scuole.
Spazi progettati nel rispetto delle esigenze degli animali.
Ogni area è pensata per raccontare una storia:
quella di un ecosistema, di una specie, della relazione profonda che da sempre lega l’uomo agli animali.
Qui i bambini vedono da vicino ciò che sui libri appare lontano, e gli adulti riscoprono lo stupore di osservare con lentezza.
Perché questi animali si trovano qui?
Questa è la domanda più importante. Ed è giusto farsela.
Gli animali presenti al parco non sono lì per essere “esposti”, ma per motivi precisi legati alla tutela e alla gestione responsabile delle specie:
molti nascono in ambienti controllati e non potrebbero sopravvivere in natura
alcuni provengono da situazioni di recupero, sequestri o strutture non idonee
altri fanno parte di programmi di conservazione e gestione genetica
per diverse specie, una reintroduzione in natura non è possibile o sarebbe dannosa
Rilasciare un animale in natura non è sempre un atto di libertà.
A volte significa condannarlo.
Un animale cresciuto con l’uomo, senza le competenze necessarie alla sopravvivenza, non sa cacciare, difendersi o integrarsi in un ecosistema complesso.
Strutture come Gallorose diventano quindi luoghi di responsabilità, dove questi animali possono vivere in sicurezza, ricevere cure adeguate e diventare ambasciatori della loro specie.
E qui succede qualcosa di fondamentale:
le persone li guardano.
E, guardandoli davvero, iniziano a comprendere.
La nostra collaborazione.
La collaborazione tra Gallorose e Se mi guardi esisto nasce da un intento comune:
raccontare la fauna con uno sguardo rispettoso e autentico
promuovere conservazione e consapevolezza ambientale
creare contenuti fotografici e video che generino connessione
educare le nuove generazioni
sostenere progetti di tutela in Italia e all’estero
Il parco ha creduto nel progetto e ne sostiene la visione:
uno sguardo che non è intrusione, ma incontro.
Grazie a questo spazio posso osservare gli animali nel tempo, cogliere dettagli, relazioni, espressioni che difficilmente emergono in contesti più fugaci.
Allo stesso tempo, il progetto restituisce valore al parco, amplificando la sua missione attraverso immagini e storie.
Perché Gallorose è così importante per il mio progetto?
Il parco è una risorsa preziosa per tre motivi:
1. Continuità
Osservare nel tempo significa capire davvero.
2. Spazio di ricerca visiva
Un ambiente controllato dove sperimentare e crescere, per poi portare uno sguardo ancora più consapevole nelle missioni sul campo.
3. Educazione
Le immagini diventano strumenti concreti per sensibilizzare, spiegare, raccontare.
Un impegno condiviso per la biodiversità.
Questa collaborazione si traduce in:
servizi fotografici dedicati
contenuti educativi
divulgazione condivisa
eventi e iniziative future
Gallorose non è una location.
È un partner.
E insieme portiamo avanti una missione:
far conoscere, far emozionare, far riflettere.
Uno sguardo che crea rispetto.
Ogni immagine nata qui diventa parte di Se mi guardi esisto:
un progetto che unisce fotografia, conservazione e racconto.
L’obiettivo è uno:
creare un ponte tra le persone e la natura.
Perché ciò che conosciamo davvero,
non riusciamo più a ignorarlo.
Visita il Parco Gallorose.
Cammina, osserva, ascolta.
È un luogo che ti ricorda quanto siamo parte
di un mondo molto più grande.
Nel cuore di Sasso Fratino in Articoli
il 28 Agosto 2025, 0:03
L'11 agosto 2025 ho avuto il privilegio di percorrere uno dei tracciati interni della
Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, nel cuore del Parco nazionale delle
Foreste Casentinesi. È stata la prima volta che il mio progetto viene aperto all'interno di questo
scrigno di biodiversità grazie alla collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità
di Pratovecchio per il progetto “Se mi guardi esisto”. Di seguito racconto la storia e l'emozione di
quest'esperienza, intrecciandola con alcune informazioni per comprenderne il valore.
- Sasso Fratino: un patrimonio da custodire.
Sasso Fratino è una foresta vetusta che si estende per circa 765 ettari sul versante romagnolo del
Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Istituita nel 1959 per volontà
dell'allora amministratore forestale Fabio Clauser, è stata la prima
riserva naturale integrale d'Italia e oggi fa parte della rete delle 130
riserve statali gestite dai Carabinieri. La foresta accoglie alberi
monumentali di faggio e abete bianco che superano i quattro secoli di età, con diametri di oltre un metro.
La sua eccezionale integrità ha portato nel 1985 al conferimento del Diploma Europeo delle Aree Protette e nel 2017 all'inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come parte
delle “Foreste primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa”.
L'area è classificata come riserva naturale integrale secondo la IUCN e la conservazione assoluta è la sua missione:
ogni elemento dell'ecosistema, dalle piante agli animali, dall'acqua alle rocce, deve essere tutelato. L'accesso è quindi rigidamente regolamentato: solo per motivi di studio, educazione o vigilanza, e sempre accompagnati da carabinieri forestali esperti.
La visita in compagnia del Reparto Biodiversità di Pratovecchio è stata dunque un'occasione rarissima.
- Carabinieri Forestali e sorveglianza del parco
Il Parco nazionale affida al Reparto Carabinieri Parco Nazionale “Foreste Casentinesi” la sorveglianza territoriale e il supporto tecnico.
Questo reparto, inserito nel Comando Regione Carabinieri Forestali “Toscana”, dirige dieci strutture tra distaccamenti e nuclei
per garantire la tutela quotidiana dell'area.
Le riserve più delicate, come Sasso Fratino e le riserve biogenetiche casentinesi, sono gestite direttamente dal Reparto Biodiversità di Pratovecchio.
La presenza dei Carabinieri non è
solo di controllo: grazie a loro e agli enti scientifici si promuovono studi, ricerche e divulgazione
per far conoscere il valore della foresta.
- Il progetto “Se mi guardi esisto”.
“Se mi guardi esisto” è un reportage fotografico e videografico.
Un documentario sulla vita.
Il progetto è un viaggio che vuole celebrare la bellezza della vita: un percorso ambizioso e itinerante che si snoda tra paesaggi e natura, con
tappe ben definite.
Il voler mostrare la bellezza in tutte le sue
forme e dimostrare che un problema...