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Panasonic Lumix S 18-40mm f/4.5-6.3 Pro: Molto compatto e leggero, perfetto per corpi piccoli. Costruzione plastica ma solida, niente sensazione “plasticosa”. Range 18‑40 mm estremamente versatile per street/viaggio. Buona nitidezza su tutto il range, distorsione poco percepibile. Vignettatura trascurabile nell’uso reale. Resa cromatica neutra, facilmente lavorabile. Bokeh piacevole nonostante l’apertura modesta. AF efficace e silenzioso per uso quotidiano. Prezzo interessante sul mercato dell’usato. Contro: Apertura massima f/4.5‑6.3: non ideale per chi cerca look molto luminosi o massima separazione dei piani. Non pensato per close‑up spinti o lavori specialistici. Opinione: Il Lumix S 18‑40mm nasce praticamente su misura per FF compatte e da portare in giro senza troppi orpelli, io l’ho preso come lente principale per la Sigma BF: è uno zoom full frame compatto e leggero che non snatura l’idea di “mattonella portatile”, ma le dà un range focale davvero utile per street e viaggio. La costruzione è in plastica ben fatta, senza sensazione economica, e l’integrazione estetica e di bilanciamento con la BF è molto naturale. Sul piano ottico offre una nitidezza convincente da 18 a 40 mm, distorsione poco visibile, vignettatura di fatto non problematica e una resa cromatica neutra che si sposa bene con i JPEG già equilibrati della BF. Il bokeh è più che dignitoso per un f/4.5‑6.3 e il comportamento in controluce è corretto, senza flare invasivi. L’unico vero limite è l’apertura massima, chi pretende sfocati estremi o scatta spesso in luce critica dovrà contare sulla buona tenuta ISO del corpo. Per il resto, preso usato a buon prezzo, è un’ottica che ha molto senso: ideale per chi privilegia leggerezza, portabilità e uso “everyday street” su corpi L‑mount compatti, con cui forma un kit coerente e piacevole da usare. inviato il 22 Maggio 2026 |
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Sigma BF Pro: Design e costruzione: monoblocco in alluminio, solido, compatto, con un’estetica “Beautiful Foolishness” che invoglia a portarla sempre con sé. Ergonomia migliore del previsto: thumb rest posteriore e frontale semi‑ruvido danno un grip sorprendentemente decente per il formato. Qualità d’immagine: file equilibrati, colori convincenti (WB Auto + profilo standard/neutro), verdi realistici, buona lavorabilità con PP minima. Alta sensibilità: molto più sfruttabile in low light rispetto al Foveon, con notturni e interni gestibili. AF, discretamente performante. Interfaccia: software essenziale, menu brevi, poche distrazioni. Contro: Autonomia: è energivora, richiede almeno una seconda BP‑81 e un minimo di gestione (sleep/auto‑off, niente sprechi). Peso “denso”: corpo non leggerissimo; il monoblocco si sente, e con ottiche Sigma pesanti davanti può diventare impegnativa. Ergonomia non per tutti: assenza di vero grip frontale; con lenti grandi e lunghe non è la macchina ideale per ore di scatto continuo. Sistema batterie chiuso: usa la sola BP‑81, niente cross‑compatibilità con Panasonic/Leica come nel mondo BP‑51. Software minimale ma non raffinato: essenziale sì, ma lontano per raffinatezza e completezza dai menu delle mirrorless più mature. Confronto col Foveon: chi ne è innamorato sa che il Foveon resta imbattibile in alcune situazioni “lente e ragionate”. Opinione: Dopo qualche uscita “vera” posso dire che la BF è esattamente quello che promette il nome: una beautiful foolishness. Una macchina che non punta a essere razionale o universale, ma a farti venire voglia di uscire a fotografare. La BF dal vivo sembra un oggetto di design più che una fotocamera. È un monoblocco di alluminio, sottile e molto pulito, con il top piatto e pochissimi comandi. L’idea del corpo ricavato da un blocco unico è affascinante e dà una sensazione di solidità/stabilità notevole; non è una “scatolina” vuota, ma un piccolo mattone metallico che in mano appare denso. Non è leggerissima, dimenticatevi la compatta tascabile da 250 g, l’idea di marketing che vorrebbe questa Sigma in competizione con l’iPhone mi sembra assurda. È comunque compatta, soprattutto in spessore, e questo la rende molto portabile nello zaino o a tracolla. L’ergonomia è meglio di quanto sembri. Guardandola in foto sembra quasi anti‑ergonomica, in realtà in uso la situazione è meno estrema. Il grip è comunque decente grazie al piccolo appoggio per il pollice destro sul retro (un vero e proprio thumb rest integrato) ed alla texture semi‑ruvida sulla metà destra del frontale, che offre un minimo di attrito alla mano. Con queste due cose, più una cinghia da polso o neck strap, io ci giro tranquillo. Non è una macchina “da lavoro” pensata per montare zoom pesanti e stare in mano tutto il giorno, ma per street, city‑scape e uso “da flâneur urbano” la trovo gradevole. Io la sto usando con il Panasonic Lumix S 18‑40mm la BF, che per me ha molto più senso che con uno zoom Sigma pesante. Il 18‑40 è compatto, leggero, e ti mette in mano un range reale per il mio modo di fotografare (street in senso ampio, paesaggio urbano, qualche ritratto ambientato). Con un’ottica Sigma importante davanti immagino che il peso complessivo cresca parecchio e il bilanciamento perda la sua eleganza minimalista. Avendo anche una SD Quattro, il confronto col Foveon è stato inevitabile, però devo ammettere che paragonare le due macchine non ha molto senso. Il Foveon resta unico per micro‑dettaglio, tridimensionalità e modo in cui disegna certe luci, la BF di suo offre file equilibrati, molto utilizzabili già in JPEG, tenuta ad alti ISO. Per l’uso reale, BF + Lumix mi produce file che mi piacciono molto e su cui prevedo una PP minima. L’autofocus della BF, pur non essendo da top mirrorless sportiva, è discretamente performante, aggancia, si fa i suoi errori, ma nel complesso permette di concentrarsi sulla scena invece che combattere col fuoco. Capitolo doloroso, come da tradizione per Sigma, è la batteria. La BF è energivora per natura (schermo sempre protagonista, full frame, nessuno slot SD e tutto su memoria interna). In sintesi La BF non è la fotocamera giusta per tutti, e probabilmente neanche prova a esserlo. È una full frame minimalista, un po’ folle, che ha senso se vi interessa più l’esperienza di scatto che avere tutte le funzioni possibili, accettate un’autonomia modesta in cambio di portabilità e piacere tattile, volete file puliti, equilibrati, con colori convincenti già out‑of‑camera. Anche per chi viene da Sigma Foveon, secondo me la BF è una macchina di valore, meno carattere estremo, ma una resa moderna, gestibile e versatile, che richiede poca post‑produzione. In sintesi, se cercate una full frame razionale, con autonomia infinita, ergonomia tradizionale e menu pieni di opzioni, la BF non fa per voi. Se invece vi incuriosisce l’idea di una “mattonella” di alluminio che mette insieme design radicale, portabilità, buona qualità d’immagine e una certa dose di beautiful foolishness, in accoppiata con una lente leggera da street (per me il Lumix 18‑40 è una piacevole sorpresa), allora è una macchina che può dare parecchia soddisfazione. inviato il 22 Maggio 2026 |
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Ricoh GR IIIx Pro: Compatta ma di qualità professionale Contro: Per il tipo di macchina che è nessun Opinione: È una macchinetta geniale, fa in pratica tutto quello che fanno le “grandi” con le dimensioni di un pacchetto di fazzolettini, o poco più. Il sensore è un APSC da 24MP, l’ottica fa un gran lavoro, non distorce, garantisce una buona luminosità, i files che produce sono di qualità non dissimile da altre grandi macchine, insomma se non è un problema l’ottica fissa questo aggeggino fa il suo molto ma molto bene. Poi, vabbè non ha il mirino, ma ci si abitua, la batteria è piccolina ma basta ricordarsi di spegnerla se non si usa subito e lei si riaccende in un attimo. A voler essere pignoli, la mancanza di un filtro potrebbe causare ingresso di polvere nell’ottica, ma si trovano filtri adesivi ultra sottili, e anche dei copri-obiettivo ben fatti. Insomma, un gran bel giocattolo. inviato il 26 Aprile 2026 |
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Ricoh GR III Pro: Compatta con una performance sorprendente Contro: Manca un viewfinder ma è il prezzo da pagare per le dimensioni Opinione: Volevo una compatta di qualità da affiancare alle varie Full Frame, APSC e Micro 4/3, ho a lungo valutato le varie compatte Sigma avendo una SD Quattro e apprezzando il Foveon, poi ho cominciato a leggere e studiare meglio questa Ricoh e alla fine ho scelto per la nuova GR III HDF, con ottica 26 equivalente. Devo dire che la qualità della macchina è impressionante e, da quando la uso, le altre “grosse” rimangono spesso a casa. È come avere in tasca la Z6 con il pancake o la SD quattro con il grandangolo. Gestisce bene anche livelli di ISO piuttosto alti, non è la Z6_II, ma mangia la pappa in testa alla SIGMA. Fatto salvo il limite dell'ottica fissa, con questa macchinetta ci si può divertire tantissimo. Peraltro la qualità del file consente dei crop assolutamente eccellenti, che non fanno sentire la mancanza di una lente 50 equivalente o giù di lì. Essendo poco più grande di un iPhone SE, è la compagna ideale per una street discreta oppure per la paesaggistica. Ha anche una discreta funzione macro. La batteria è piuttosto piccola e quindi dura poco se utilizzata intensamente. Io ho impostato l'auto-spegnimento al tempo più breve e così facendo la uso senza problemi per uscita da mezza giornata. Sempre utile comunque avere una seconda batteria di backup. Non ha viewfinder e bisogna abituarsi al solo uso dello schermo LCD ma direi che non è proprio grave. Insomma una aim & shoot professionale che può dare grandi soddisfazioni. inviato il 17 Agosto 2025 |
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Panasonic GX9 Pro: Piccola Contro: Poca ergonomia, durata batteria ridicola, app pessima, menù farraginoso, aggiornamento firmware fermo a diversi anni fa. Opinione: Mi sono fatto convincere a prendere questa macchina perché cercavo qualcosa di più “portabile” della Z6_II o di quel mattone della Sigma Sd Quattro. In effetti la Gx9 è portabile, compatta leggera e lo sono anche le sue ottiche. E qua finiscono i pregi, soprattutto se venite da decenni di pellicola e digitali FF o con dentro il famigerato Foveon. È piccola sì, ma anche poco maneggevole, con le dita si finisce per impastarsi tra i comandi, se venite da corpi macchina più grandi bisogna mettere in conto un periodo di adattamento. Io l'ho presa col Panaleica 12-60 che mi sembra una buona lente anche se l'autofocus, non di rado, è incerto. La batteria dura talmente poco che non mi lamenterò più di quella della Sigma, con un uso ordinario, in una uscita tranquilla non si arriva a mezza giornata. Averne due è il minimo necessario. La app è veramente pessima, instabile, funziona solo se c'è un Wi-Fi altrimenti è un disastro assoluto, il firmware è fermo ad anni fa e qualche aggiornamento non farebbe male, tanto per dire, il passaggio LCD mirino lascia parecchio a desiderare. Infine i files, avevo letto meraviglie, files fantastici, spettacolari…sarà che vengo da altri standard ma a me sembrano normali, niente di più. In sintesi, per me una delusione, ma immagino che dipenda da quello a cui si è abituati. Aggiornamento, dopo alcuni mesi ancora non riesco a capire il senso di questa macchina, veramente meglio investire in un iPhone, fa lo stesso e almeno la batteria dura 1 giorno intero. inviato il 02 Giugno 2023 |
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Sigma SD Quattro Pro: Il sensore Foveon, le ottiche Sigma proprietarie, una certa semplicità d'uso, ottimi files RAW e JPG, sistema di sviluppo RAW in macchina semplice e rapido Contro: Tecnologia di supporto obsoleta, autofocus imbarazzante, peso eccessivo, durata della batteria ridicola, il Foveon non sarà mai - pare - FF Opinione: Sono arrivato alle digitali dopo moltissimi anni di pellicola (scusate ma analogica non si può sentire) e ho cominciato con una super tecnologica Z6_II della quale sono molto contento. Ho preso la Sigma attratto dal Foveon e dalla vulgata seconda la quale i files di questo sensore siano vicini alla pellicola. Ora in tutta onestà devo dire che questa macchina sforna files molto belli, almeno secondo me. Per ottenere i risultati che voglio devo fare molta meno PP che con la Nikon ma anche con questa alla fine arrivo dove voglio. I limiti di questa macchina sono tutti nella tecnologia attorno al sensore. Un autofocus imbarazzante per lentezza e a volte incapace di agire in condizioni a basso contrasto (mare cielo con un po' di foschia lo scenario davvero impossibile), ciliegina sulla torta una batteria dalla durata ridicola. È una macchina per fotografia contemplativa, arte, centri storici medioevali, giardini, paesaggi, street rilassata. Spero che prima o poi Sigma Corp mi smentisca e tiri fuori una FF con attorno una tecnologia all'altezza delle aspetta attuali. inviato il 15 Maggio 2022 |
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Nikon Z 14-24mm f/2.8 S Pro: Un rasoio, molto nitido, altissima qualità Contro: dimensioni verso lenti ad ottica fissa, prezzo, non esente da distorsione Opinione: Per me che vengo dal cosidetto analogico, le foto coi rullini insomma, avere una nitidezza così marcata in una ottica non fissa è stata una sorpresa piacevolissima. L'obiettivo è davvero nitido e piacevole, i files prodotti sono decisamente belli e necessitano di pp minima, questo è un punto di vista personale ovviamente ma oggettivamente i files sono davvero ottimi. Capisco quelli che lo definiscono piccolo e maneggevole...io rispetto alle ottiche fisse da foto analogica lo vedo enorme ma apprezzo il punto di vista di chi ha una prospettiva diversa. Giusto una considerazione da questo punto di vista, in alternativa io avevo ipotizzato il 14-24 Sigma che costa parecchio meno, ecco quello pesa quasi il doppio da solo e per l'attacco Z ci vuole l'adattatore. Un neo che mi sento di segnalare è che questo obiettivo non è esente da distorsione, alla lunghezza focale minima e per soggetti molto vicini, bisogna farci caso. inviato il 04 Ottobre 2021 |
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Nikon Z 24-200mm f/4-6.3 VR Pro: Estremamente versatile, relativamente portabile, perfetto per gli amatori Contro: poco luminoso ma non è un grosso problema Opinione: Smarchiamo subito il fatto che non è uno degli obiettivi della linea PRO Nikon Z. Detto ciò per coprire il range di focale di questo obiettivo con i PRO, ce ne vogliono 2, il 24-70 e il 70-200 che - se entrambi pro - arrivano a costare oltre 5K. Per gli utenti come me che usano la macchina forografica per svago e per hobby, direi che è ideale e tutto sommato anche preferibile al 24 -70 f4. Nonostante il fatidico f 4-6.3, posso rassicurare tutti sul fatto che il bokeh si può fare e il rischio di non poter scattare una foto per poca luminosità è davvero minimo, soprattutto se il corpo macchina è una Z6/Z7 versioni I o II, queste macchine infatti hanno una tenuta ISO molto buona. Giusto fare un esempio io ho impostato ISO massimi a 400 ed è davvero raro doverli alzare. Insomma a meno di avere esigenze professionali, io lo consiglierei senza alcun dubbio. inviato il 04 Ottobre 2021 |
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Nikon Z6 II Pro: Tenuta ISO alti, menu intuitivo, qualita' file, app, stabilizzatore Contro: macchina pressoche' perfetta, a volerne trovare uno direi dimensioni "importanti" per il concetto ML Opinione: Devo prima di tutto dire che la Z6 II e' la mia prima digitale dopo molti decenni di analogica. Prima di fare il grande passo ho studiato molto, ho letto il vostro forum, ho visto le macchine in negozio. Ho scelto prima il concetto ML invece che DSLR perche' mi pare di capire che sia il futuro e perche' di Reflex ne ho gia' tre, seppure analogiche e la mia intenzione non e' sostituirle con la digitale ma affiancarla. Poi ho scelto Nikon per un fatto volendo affettivo, perche' leggendo e sentendo recensioni alla fine tutte le macchine sono piu' o meno buone e gli utenti piu' o meno tutti felici. La Z6II l'ho scelta rispetto alla Z6 perche comunque e' una evoluzione di una macchina gia' eccellente e la differenza di prezzo non mi ha allettato del tutto. Adesso che finalmente mi e' arrivata e sto cominciando a prenderci confidenza le mie considerazioni sono le seguenti: Intanto le dimensioni, non e' una macchina piccola, e' piu' grossa delle mie reflex a pellicola e col 24-200 e' tanta roba, se andate in giro per la citta' vi si nota da lontano e nella tasca del giaccone non ci sta nemmeno il solo corpo, ma questo lo sapevo avendo giocherellato in negozio con una Z6. Insomma se volet una ML perche' vi alletta la possibilita' di una macchina che sta in una mano, comprate una APSC o una micro 4/3. Poi una cosa che mi ha colpito, passando da analogica full manual a una Z6 II, mi ha colpito la facilita' d'uso, menu facilissimo, impostazioni personalizzabili con estrema facilita' ed un manuale (in inglese) molto dettagliato. La Z6 II fa delle foto fantastiche, sforna JPG che necessitano di PP minima ha una tenuta ottima ad ISO altissimi ed e' stabilizzata in un modo che a me che vengo dalla pellicola paleozoica pare incredibile. Ho l'impressione che l'autofocus a volte faccia un po' fatica in certe condizioni ma non escludo che questo sia dovuto al fatto che ancora non so adoperare le molteplici possibilita' di uso della funzione. Insomma, in sintesi una macchina che ad un paleozoico come me pare perfetta! Unico limite o meglio unica consapevolezza da avere, le dimensioni non si adattano col concetto di maneggevolezza e compattezza della ML. inviato il 18 Marzo 2021 |
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