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Irix 150mm f/2.8 Macro Pro: Qualità d’immagine eccellente, ghiera di messa a fuoco precisa e con lunga corsa, costruzione solida, collare treppiede nativo con attacco Arca, ottima distanza operativa. Contro: Consumo anomalo della batteria se lasciato montato sulla fotocamera Opinione: Utilizzo questo obiettivo da quasi due anni, affiancandolo al mio storico e fidato Canon EF 180mm f/3.5 L. Devo riconoscere che l’Irix lo supera nettamente sia in qualità d’immagine sia nella precisione della ghiera di messa a fuoco: la corsa è lunghissima e permette un controllo chirurgico, ideale per la macro più rigorosa. Già a tutta apertura la nitidezza è sorprendente e attorno a f/4.5 raggiunge probabilmente il suo punto di massima resa; anche chiudendo il diaframma continua a comportarsi molto bene, gestendo ottimamente gli inevitabili problemi di diffrazione. La presenza del collare con attacco Arca nativo è un vantaggio concreto: si integra perfettamente con le slitte micrometriche, accessorio praticamente indispensabile per chi lavora in focus stacking. La focale nominale di 150 mm, unita alla minima distanza di messa a fuoco di 34 cm, consente di operare a una distanza di lavoro comoda, riducendo il rischio di urtare soggetti delicati durante la preparazione del setup. Naturalmente, essendo un’ottica priva di autofocus e stabilizzazione, il treppiede diventa quasi obbligatorio per sfruttarne appieno le potenzialità. L’unico vero difetto che ho riscontrato — confermato anche da un altro utente Canon — è il consumo anomalo della batteria: se lasciato montato sulla fotocamera, tende a scaricarla nel giro di poche decine di ore anche a macchina spenta. Una volta conosciuto il problema, basta ricordarsi di rimuovere l’obiettivo o la batteria per evitare spiacevoli sorprese. Continuo a tenere nel corredo il vecchio Canon EF 180mm f/3.5 L solo per avere un’opzione con autofocus nelle rare situazioni in cui mi serve un macro per scatti più rapidi e meno pianificati. inviato il 09 Aprile 2026 |
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Mitakon Creator 85mm f/2.8 1-5X Super Macro Pro: Distanza operativa, robustezza, rapporto di riproduzione, qualità d'immagine, collare con attacco arca, illuminatore led circolare in dotazione. Contro: Innesto baionetta Canon EF difficoltoso. Opinione: Ho acquistato quest'ottica per esplorare il mondo della macrofotografia ad elevati rapporti di riproduzione e ritengo sia un ottimo compromesso ad un prezzo accessibile. Parto nella descrizione dall'unico sostanziale difetto che ho riscontrato che riguarda l'innesto della baionetta un po' difficoltoso. Inizialmente avevo pensato di effettuare il reso ma poi ho preferito risolvere il problema lasciando innestato sull'obiettivo un anello di prolunga da pochi millimetri che influisce marginalmente sul range di rapporti di riproduzione utilizzabili; al proposito segnalo che ho contattato un altro utente che ha l'ottica con medesima baionetta e che non ha riscontrato il mio problema. Venendo all'uso pratico va specificato che si tratta di un'ottica estremamente specialistica che dà il meglio di sé solamente quando impiegata su treppiede in combinazione ad una slitta micrometrica per realizzare degli stacking. Il principale punto di forza di questa ottica è la grande distanza operativa che consente di mantenere tra la lente frontale ed il soggetto. Lavorando al minimo ingrandimento (1x) si ha una distanza veramente notevole: quasi 30cm dal soggetto! Anche lavorando al massimo ingrandimento rimane comunque una distanza di tutto rispetto: si hanno infatti ben 7cm considerando anche di aver montato l'illuminatore a led anulare fornito in dotazione. Dal punto di vista costruttivo l'ottica è interamente in metallo e risulta solida e robusta; le ghiere sono fluide ed il collare con attacco arca incluso completa in modo ottimale la dotazione. Dal punto di vista della qualità d'immagine non posso lamentarmi e ritengo vada usata a tutta apertura o poco chiusa in quanto ci si scontra rapidamente con problemi di diffrazione che sono un limite fisico e non un difetto dell'ottica. L'apertura massima F/2.8 è in realtà solamente un valore nominale: infatti misurando la luce con l'esposimetro della reflex e confrontando la misura con altre ottiche ( sempre f/2.8), si può vedere che i tempi di scatto diventano equivalenti a quelli quando si imposta l'apertura a F/16 sull'ottica presa a campione. A maggior riprova che l'apertura massima di F/2.8 è in realtà solamente un valore nominale c'è che negli scatti si notano subito tutti gli eventuali granelli di sporcizia presenti sul sensore che non si vedrebbero normalmente in scatti fatti veramente a F/2.8 Da segnalare che questo obiettivo, lanciato sul mercato a fine 2019, è stato subito ritirato per problemi progettuali che influivano negativamente sulla qualità d'immagine. Il progetto è stato rivisto ed è stato subito dopo messo sul mercato nella versione finale. La differenza più evidente tra le due versioni consiste nel diametro della lente frontale che è sensibilmente stato ridotto: la foto presente nella scheda riporta ancora la un esemplare della prima versione. inviato il 30 Ottobre 2020 |
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Manfrotto 410 Pro: precisione dei movimenti, stabilità, qualità costruttiva. Contro: nessuno, se usata per quello che è progettata. Opinione: Senza scomodare le sorelle maggiori (405 e 400), la Manfrotto 410 offre tutto quello che serve al 99% dei fotografi che si vogliono applicare alla macrofotografia con la certezza di controllare inquadratura e parallelismo con i soggetti. Anche nella foto paesaggistica, pur essendo pesante da portarsi in giro, offre la possibilità di gestire perfettamente la composizione delle immagini. Ovviamente non è adatta alle foto sportive e di azione, ma non nasce per questo! inviato il 16 Febbraio 2015 |
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Canon EF 135mm f/2.0 L USM Pro: Nitidezza, velocità AF, bokeh, robustezza, f/2.0, peso contenuto, rapporto qualità/prezzo Contro: mancanza IS Opinione: Ottica davvero notevole che restituisce immagini eccellenti con uno sfuocato gradevolissimo. Particolarmente indicata su FF per ritratti stretti o sport indoor. All'inizio appare difficile gestire la ridottissima profondità di campo a TA e nei primi scatti è difficile azzeccare la MAF. Però presto ci si prende la mano e diventa tutto più semplice... segnalo che più lo si usa e meno si è propensi a chiudere il diaframma! inviato il 17 Maggio 2012 |
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