sent on 01 Agosto 2024 (10:12)Chiedendo il permesso a Giuseppe aggiungo due righe.
L'attuale linea intrapresa dal continente europeo risponde esattamente ed esclusivamente al modello di sviluppo del capitale; non c'è nessuna novità o volontà di fare qualcosa per il pianeta. Non è un caso infatti che esistendo alternative più o meno ecosostenibili e soprattutto socialmente sostenibili nel breve e medio periodo si sia scelta la via della trazione elettrica a tutti i costi. Occorreva portare a termini ciò che era iniziato negli anni '80 e consentire alla grande industria di disinvestire i settori meno remunerativi, ad esempio le linee dei MCI europee, per calvalcare la bolla futura dell'elettrico (made in china), permettendo lo shift of power sul quale hanno tanto investito 30 anni fa. La conseguenza saranno crescenti tensioni locali che possono essere controllate solo accentrando il potere, esattamente come accaduto con la panregione europea governata da una ristretta cerchia di non eletti, ma nominati; e non è un caso.
"Il declino della produzione della ricchezza provocherà presto o tardi un declino più generale del paese, molto banalmente perché scarseggera la materia prima per
farlo funzionare come in precedenza; il sistema di protezione sociale sarà meno efficiente e l'avvenire degli individuipiù incerto e, quindi lo stato perderà
via via parte della credibilità agli occhi dei suoi cittadini; la coesione sociale si frammenterà in gilde intese a preservare i privilegi di questa o quella
corporazione a discapito delle altre; la classe politica si adeguerà a questa lotta di egoismi contrapposti, lottando essa stessa per la propria sopravvivenza,
indebolendo così la solidità delle istituzioni. A quel punto, i competitori internazionali non mancheranno di soffiare sul fuoco, alimentando le divisioni e
approfittando di tutte le debolezze possibili dell'avversario in difficoltà"
Tuttavia non è chiaro, e invito tutti a fare due calcoli, se non prendendo un bilancio energetico nazionale che non basteranno i pannelli o le pale a a sostituire i consumi di "fossile" di un intero parco auto. Sono illusioni di chi non conosce il termine "densità di energia". Ed è ancor più grave che il termine uso razionale dell'energia sia sparito sostituito da sprechiamola tanto è gratis. Ma gratis cosa? sicuri?
Vediamo cosa ci costerà:
"Quella sequenza (guerra di annientamento del nemico -> resa incondizionata -> nuovo ordine politico) si è ripetuta regolarmente, seppure in forme diverse. Non per caso, ma perché l'unico modo attraverso cui una potenza può costringerne un'altra a rinunciare ai propri interessi è la forza. Non esiste, nel corso della storia dell'umanità, un «ordine mondiale» nato dalla decisione di una o tutte le parti di rinunciare volontariamente a quelli che, nel
linguaggio politico, vengono chiamati gli «interessi vitali». Solo quando la polvere delle «guerre di sterminio» si posa sul «grande cimitero del genere umano» (secondo la definizione di Kant), allora, e solo allora, si dettano le «regole» dell'ordine mondiale e, ovviamente, sono i vincitori a dettarle ai vinti.
Ogni periodo di stabilità relativa ha sempre cominciato a vacillare per effetto di una fase prolungata di sviluppo ineguale, cioè di crescita – economica, politica e militare – dei diversi paesi a velocità differenti nell'arco di più anni.
I rapporti di forza tra i vari attori politici sono sempre in movimento perché i ritmi di crescita degli uni e degli altri sono sempre ineguali (Lo sviluppo diseguale è la principale causa delle tensioni geopolitiche; fenomeno formalmente noto come trappola di tucidide)
Il fenomeno a cui ci riferiremo spesso con la formula di shift of power – dislocamento dei rapporti di forza tra le potenze – è permanente; ma solo col tempo è possibile rendersi conto che le relazioni politiche tra i vari paesi ne sono condizionate, e che l'ascesa degli uni comporta il declino di altri, seppure relativo; e solo col tempo le potenze che in precedenza erano state in grado di dettare le regole perdono via via la loro capacità di farle rispettare, cioè
perdono progressivamente la loro egemonia. A questo punto – anche se la stabilità porta sempre in sé elementi
d'instabilità e l'instabilità porta sempre in sé elementi di stabilità – si entra in una fase di transizione da un'epoca storica in cui la stabilità (seppur relativa) era dominante a un'altra in cui è l'instabilità (seppur relativa) a divenire dominante; inizia cioè un periodo storico caratterizzato da una sorta di acefalia politica , in cui nessuno riesce
più a tenere le crescenti tensioni sotto controllo, che si conclude inevitabilmente con la caduta rovinosa della vecchia potenza egemonica e del suo sistema di potere"
Ma la domanda vera è: esiste un modello di sviluppo diverso che si possa affermare col tempo? Occorre creare quell'alternativa non contaminata dall'avidità o dal fanatismo.
"Il problema è che il precetto del Codice (del graal) è stato sopraffatto da un avido complesso sociale, basato sul concetto della "sopravvivenza dei più idonei". Oggi, è chiaro che la ricchezza, piuttosto che la salute, è un
importante trampolino verso l'inserimento sociale. Un altro criterio è l'osservanza della legge. Ma al di sopra di tutte queste considerazioni c'è un altro requisito: attenersi alle direttive del partito e rendere al tempo
stesso omaggio ai semidei del potere. Questo requisito indispensabile non ha niente a che fare con l'osservanza della legge o con un comportamenteo corretto: consiste unicamente nell'evitare di far dondolare la barca
e di manifestare opinioni non conformiste. Coloro che escono dai ranghi vengono dichiarati eretici, intriganti e sobillatori e come tali vengono considerati socialmente inidonei dal loro establishment governativo.
Una palese idoneità sociale si ottiene quindi sottomettendosi all'indrottinamento e rinunciando all'individualità personale allo scopo di preservare lo status quo amministrativo. Qualunque metro di giudizio si usi,
questo non può certo essere considerato un sistema di vita democratico. L'ideale democratico è stato espresso dal 'governo del popolo per il popolo'. Per facilitare il processo, le democrazie sono organizzate su una base
elettorale seconda la quale i pochi rappresentano i molti. I rappresentanti sono scelti dal popolo perché governino per il popolo, ma il risultato paradossale è generalmente un governo del popolo. Ciò è contrario a tutti i
principi della comunità democratica e non ha nulla a che fare con il servizio. E' in diretto contrasto con il Codice del Graal. A un livello nazionale e locale, i rappresentanti eletti sono riusciti da lungo tempo a
ribaltare l'ideale armonico ponendosi su piedistalli al di sopra del loro elettorato. In virtù di questo, i diritti, le libertà e il benessere individuali sono controllati a mezzo di dettami politici che determinano
chi è socialmente idoneo e chi non lo è in un dato momento. In molti casi questo equivale persino a decidere chi deve sopravvivere e chi no. A tale scopo, molti cercano di ottenere posizioni influenti unicamente
per acquistare potere sugli altri. Servendo i propri interessi, diventano manipolatori della società e privano la maggioranza del potere. Il risultato è che invece di essere correttamente servita, quella stessa
maggioranza è ridotta in schiavitù.
In questa epoca di tecnologia informatica, di telecomunicazioni via satellite e d'industria spaziale internazionale, i progressi scientifici avvengono ad un ritmo allarmante. Con l'avvento sempre più rapido di ogni nuova
fase di sviluppo, coloro che sono funzionalmente capaci emergeranno come i sopravvissuti, mentre gli altri saranno considerati inidonei da un establishment impetuoso che serve soltanto le proprie ambizioni e non i suoi sudditi."
Laurence Gardner - La linea di sangue del santro graal
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