sent on 27 Febbraio 2018 (15:45)una serie fotografica completa dei luoghi turistici.
Riguardo questo lago, passai una notte nel kibbutz su una delle sponde, nei primi anni '90.
Ero un vigoroso 28enne accompagnato dalla madre per visitare il paese secondo la formula più classica del pellegrinaggio.
Ricordo che, nello spazioso locale adibito ai pasti, quella sera adocchiai una giovane signora piuttosto vistosa, diciamo attraente, che era in un tavolino da quattro tuttavia sola.
Le tenni gli occhi addosso cercando il suo sguardo finchè se ne accorse ... e mi ricambiò
Il caso volle che il gruppo di cui facevo parte finisse la cena quasi in concomitanza con quella donna, sicchè lungo il percorso acciottolato che collegava quel locale ai bungalows in cui si dormiva l'affiancai e le rivolsi una battuta in inglese, accorgendomi però subito che non lo capisse un granchè e, soprattutto, non lo parlasse.
Tuttavia l'approccio fu talmente eloquente che lei mi fece un mezzo sorriso e mi mostrò il numero impresso sul retro della chiave del bungalow
Colto dall'entusiasmo salutai velocemente mia madre (buonanima, che ha sempre avuto il grandissimo pregio di non farmi mai domande) dicendole che sarei tornato più tardi e mi recai trepidante a bussare alla porta di quel numero.
Non potrò mai dimenticare l'apertura a 90 gradi della porta che mi fece quell'israeliana, che riuscii in seguito a capire come donna di Gerusalemme (pronunciata in ebraico Giaruslaim) sposata con un uomo più anziano rimasto a casa, mentre lei era in avventurosa gita con un baldanzoso uomo che faceva il cuoco nella struttura.
Come non potrò mai dimenticare che, senza nemmeno che io le dicessi nulla, me la trovai completamente nuda davanti nel giro di meno di un minuto.
Mi sono sentito come un latin lover, anzi come "uno degli ultimi playboys internazionali", come diceva una canzone dell'epoca degli Smiths
Mi sono però ben affrettato per evitare il ritorno dell'amante cuoco