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Street: come rompere la barriera della timidezza?


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avatarsenior
inviato il 23 Giugno 2023 ore 22:46

Sicuramente una macchina fotografica di ridotte dimensioni non alimenta troppe preoccupazioni in chi viene fotografato. Devi essere tranquillo, discreto. Pensa che se fotografi con una biottica a pellicola Rolleiflex sono le persone che ti chiedono se vuoi fargli una foto dopo averti fatto mille complimenti per la macchina fotografica... Non è difficile vincere il blocco della timidezza, della paura della reazione altrui. Puoi cominciare con il recarti in quegli spazi dove i ragazzi si divertono a provare evoluzioni con la bicicletta, pattini a rotelle, chi sotto un portico fa della break dance, chi si allena con lo Skateboard... Quelle sono situazioni dove nessuno fa caso a chi fotografa, anzi, gli fa piacere che qualche persona si fermi a fotografali e tu cominci a fotografare rilassandoti.

avatarsenior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 0:30

Rimani tempo nello stesso posto. Impara a conoscerlo e a farti conoscere, capisci chi hai davanti e scatta con l'atteggiamento di chi vuole conoscere con curiosità e rispetto. Cammina molto, osserva molto, sorridi molto. Non per compiacere ma perché stai facendo qualcosa che ti piace e che vuole rendere omaggio a ciò che fotografi. Sii convinto che stai facendo qualcosa di positivo in modo che gli altri lo percepiscano. In alcuni casi chiedi in altri no. Se si stabilisce un contatto cogli l'opportunità, perché fotografare in strada in fondo è soprattutto questo; entrare nell'attimo altrui e lasciare che gli altri entrino nel tuo. C'è un bisogno diffuso di rompere l'indifferenza e ridurre le distanze.

avatarsenior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 7:49

Ma perchè qualcuno sostiene che non si possono fotografare i bambini in luogo pubblico?

Non c'è alcun divieto legislativo in Italia, c'è soltanto una forma di protezione mentale (una sorta di pudore materno) non suffragata da alcuna norma.
Ma anche gli indiani americani non volevano essere fotografati per paura che gli venisse rubata l'anima!

Parlo di scattare, non pubblicare, attenzione!

Per pubblicare serve sempre la liberatoria e, con la giurisprudenza più recente, meglio se di entrambi i genitori.

Questo almeno per i non professionisti, per questi ultimi le cose si possono complicare e di molto con il GDPR sulla privacy, anche se la cosa è ancora molto fluida e dibattuta …


avatarsenior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 8:13

Ripeto per quanto mi riguarda, non fotografo bambini anche perché come si fa a garantire che le foto non verranno pubblicate? Sufficiente vedere i servizi su carta stampata e tv dove il minore ha il viso ''quadrettato''MrGreen

avatarsenior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 9:58

Tonyrigo qua affermerebbero il contrario, mi sembra:
www.laleggepertutti.it/280845_fotografare-bambini-e-reato

avatarsupporter
inviato il 24 Giugno 2023 ore 10:08

A me è capitato di avere dei bambini incuriositi che mi chiedevano di fotografarli. Ho sempre risposto negativamente a meno che non ci fossero i genitori presenti. In qualche caso è venuta la mamma è si fatta fotografare col bimbo in braccio, poi le ho mandato via wuozzapp la foto. insomma dipende dai casi. Sicuro per sicuro non fotografo mai bambini da soli, e non perché lo dice la Legge, ma perché se non ci sono i genitori e non mi sembra etico. Io mi arrabbierei abbastanza nella fattispecie.

avatarsenior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 10:42

@Grohmann

Il sito da Te citato di solito è preciso, ma non sempre.
Come vedi non cita la norma che farebbe divieto, perchè semplicemente non c'è (per il non professionista).

E ciò che non è vietato è consentito.

Questo solo per sfatare un mito, quasi universalmente riconosciuto. Poi possono rimanere remore di natura morale, che - ripeto - esistono nel comune modo di pensare, ma io parlavo di diritto riferendomi solo allo scatto: la pubblicazione è severamente vietata e può anche configurare illecito di natura penale, come lo è sempre (anche il solo scattare) in proprietà privata e non solo ai bambini.


avatarsenior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 11:06

Non ho letto tutti i commenti ma ti dico la mia esperienza.

All'inizio come te , essendo introverso, non fotografavo persone sconosciute.
Però avevo bisogno di soggetti da fotografare.
Trovai su internet un suggerimento.
Un progetto il cui scopo era " 50, o100 sconosciuti".
I primi scatti sono stati difficili, mi avvicinavo ai soggetti in maniera impacciata, ma mano a mano le cose sono migliorate.
Spiegavo che studiavo fotografia e avevo un progetto da completare.
Spiegavo che lo scopo del progetto era migliorare l'empatia con i soggetti e perché li avevo scelti, Spiegavo che uso avrei fatto delle foto e che se lo desideravano, avrei provveduto a inoltrargliele.

Il risultato è stato sorprendente.
Al termine del progetto, (mi sono fermato a 50) , tutti i soggetti erano tra le mie amicizie su Facebook.

L'80% delle persone cui chiedevo, non solo dicevano di sì, ma ne erano lusingate. Spesso il singolo scatto diventava una sessione.
Suggerivano le pose che volevano, lo sfondo etc etc.
A chi rispondeva con un no, ringraziamo e salutavo.
Morale, continuo a essere piuttosto timido, ma quando impugno la macchina fotografica, le cose cambiano.

Oggi mi dedico ai paesaggi, ma quel progetto , fotografare gli sconosciuti, mi ha fatto capire che basta veramente poco per approcciarsi correttamente verso il prossimo.

Sincerità e disponibilita'.

avatarjunior
inviato il 24 Giugno 2023 ore 12:52

Potresti anche usare lo zoom al massimo, così essendo a maggiore distanza la preoccupazione, la tensione sia tua che quella di eventuali soggetti diminuirebbe.
Oppure fotografi in grandangolo in mezzo ad una folla, e poi se all'interno della scena trovi qualcosa di interessante la ritagli.
Nb zoom al massimo lato tele, 100 200mm ecc.
Ciao

avatarsenior
inviato il 25 Giugno 2023 ore 13:26

Arrivo a commentare a discussione ormai spenta, ma spero di poter offrire un piccolo contributo.

Innanzitutto, mi sembra che troppo spesso si confonda lo scattare immagini con il dare pubblicazione alle medesime. Sono cose ben diverse: "rubare" la foto di un passante e conservarla nel proprio hard disk, avendo rispetto della privacy del soggetto ritratto, è un conto, pubblicarla sui social a sua insaputa è cosa ben diversa che, personalmente, non tollero. Per fare fotografia di strada occorre innanzitutto etica e rispetto: senza liberatoria o consenso esplicito, non si pubblica, punto e fine. Ovviamente, la situazione è ben diversa quando la foto viene scattata durante una manifestazione o un evento pubblico, quando il viso di una persona non è perfettamente riconoscibile o quando l'elemento umano non è il soggetto principale dell'immagine, ma è inserito in un'inquadratura più ampia (ad esempio, la foto di una strada gremita di passanti).

Fatta questa doverosa premessa, passiamo al discorso sul come approcciare la street e vincere eventuali timidezze. Sicuramente parliamo di un genere fotografico che un minimo di sfrontatezza lo richiede: un buon modo per superare l'imbarazzo può essere quello di fare street... Lontano da casa! Scegliere località turistiche, dove le macchine fotografiche sono frequenti e tollerate ed è più facile confondersi nella folla. Scattare immagini a perfetti sconosciuti in una città diversa dalla propria, inoltre, aiuta molto a sbloccarsi, tanto chi le rivedrà mai quelle persone?

Molto utili anche le manifestazioni pubbliche, gli eventi, le sfilate e quant'altro di simile: in quei contesti, le fotocamere sono presenze "normali" e nessuno sbufferà nel caso dovesse capitare in qualche inquadratura.

E qui apriamo il discorso della "normalità": oggi tutti fotografano tutto con lo smartphone e nessuno trova da ridire, perché, appunto, viene considerato "normale". L'anomalia che può infastidire e mettere sulla difensiva è la macchina fotografica, che conferisce una parvenza di "professionalità" che insospettisce molti, quindi è assolutamente utile evitare fotocamere vistose, zoomoni importanti, borsoni pieni di ottiche e treppiedi al seguito. La fotografia di strada non è un genere per esibizionisti: servono macchine piccole e discrete, con pancake o grandangolari (utilissimi a inserire elementi nella scena mentre pare si stia fotografando altro). Evitare tracolle vistose, meglio laccetti da polso; imparare a scattare senza inquadrare, magari aiutandosi con l'iperfocale, e tenendo la macchina all'altezza del petto; guardare sempre "oltre" il soggetto inquadrato (così sembrerà siamo interessati allo sfondo); tenere l'inquadratura ben oltre il passaggio del soggetto e così via.

Nel caso si venga sgamati, nessuna fuga precipitosa o atteggiamento imbarazzato: un sorriso basta nella stragrande maggioranza dei casi, oppure, se si ha la faccia tosta, alzare un muro e fare un'espressione stupita, come a dire "ce l'hai con me? Per cosa? Io non ho fatto proprio nulla".

Per il resto, basta il buon senso: meglio evitare di fotografare bambini, immigrati, clochard e persone in situazioni umilianti/imbarazzanti.

Se a qualcuno può interessare, tempo fa ho aperto un topic su un tema vicino a quello in oggetto.

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4314649

avatarsupporter
inviato il 25 Giugno 2023 ore 16:29

Opinioni , tutte rispettabili ma , a mio modesto avviso, sono troppe le variabili e le situazioni in cui ci si può trovare nella street e in moltissime di queste NON è possibile avere la famosa "liberatoria" .
Fatte salve alcune regole , per così dire , che condivido e che credo condivise dalla maggior parte di noi fotoamatori (no minori né situazioni di disagio o imbarazzanti o pregiudizievoli per la dignità del soggetto) non credo sia corretto parlare di "foto rubate" o di mancanza di rispetto o di maleducazione: la street , a parer mio , è immediatezza , spontaneità , "occhio" fotografico , la street coglie l'attimo e la situazione , non "ruba" nulla né offende nessuno e senza l'intraprendenza del fotografo non c'è street .
Tuttavia , non ce l'ha ordinata il medico e , come già detto giustamente da altri , se ci crea o ci si crea troppi problemi o ci accorgiamo che non è "nelle nostre corde" , non mancano i generi fotografici a cui dedicarci con maggiore serenità .

avatarsenior
inviato il 25 Giugno 2023 ore 16:53

"Foto rubata" non ha un'accezione necessariamente negativa, è semplicemente un'immagine scattata a un soggetto inconsapevole di essere ritratto.

La mancanza di rispetto non sta nel fotografare una persona a sua insaputa, ma nel dare pubblicazione all'immagine senza informare la persona suddetta. Ogni giorno vedo sui social ritratti a passanti ignari e la cosa la trovo francamente intollerabile. Sulla questione, ognuno si regoli secondo coscienza, la mia è evidentemente più pignola della media.

avatarsenior
inviato il 25 Giugno 2023 ore 17:44

Io trovo che Enzillo l'abbia detta giusta.
Io non faccio foto Candid, faccio foto agli sconosciuti per strada chiedendoglielo esplicitamente, ti dico che mi sono volutamente ispirato a Joel Sternfeld ed al suo 'Stranger Passing', conosci il suo libro? vale la pena guardarlo per più di una ragione:
www.joelsternfeld.net/strangers-passing
ebbene le foto sono scattate con un banco ottico, nulla di più lontano dalla foto rubata. Mi son detto "se ci è riuscito lui con un banco ottico non dovrei riuscire io con una reflex? Ci sarà bene un modo".
Il modo in effetti c'è, bisogna riuscire a mettersi nei panni degli altri, mettere in conto che ci saranno dei no perché se alcuni sono timidi nel fotografare altri son timidi nel farsi fotografare. D'altra parte bisogna pensare che oltre ai timidi vi sono varie altre attitudini e, cmq, anche i più timidi se presi nel giusto modo possono essere convinti, bisogna spiegare esplicitamente il perché si chiede loro di fotografarli, dire che si è fotoamatori e che si ha un progetto fotografico, magari spiegare perché si è scelto proprio loro come soggetto. A volte spiego anche che io stampo le foto e che non le metto su internet se loro non mi danno il permesso e che il mio sogno sarebbe realizzare un libro ma che non credo sia così probabile, che se vogliono la foto però gliela posso inviare de mi danno un indirizzo mail (molti non lo danno ma si lasciano ugualmente fotografare).
Insomma ti assicuro che quelli che consentono sono molti fi più di quel che si possa credere all'inizio, metti in conto che ci saranno dei no, alza le spalle e prova con un altra persona.
La foto consapevole allo sconosciuto dà risultati completamente diversi dalla candid e sfrutta meccanismi psicologici diversi che ogni persona mette in atto davanti all'obiettivo.
Ultima cosa: io fotografo con reflex FF e 50mm ma anche con una Rolleiflex e pellicola, forse con quest'ultima si ottiene più simpatia e se di dice che non è digitale ma a pellicola si vincono più remore, firse la gente è più disponibile pensando, erroneamente, che con la pellicola non si possa finire sulla rete.

avatarsenior
inviato il 25 Giugno 2023 ore 18:07

E' vero che i limiti imposti dalla legge riguardano più la pubblicazione che non il fotografare, e che quindi fotografare persone ignare è consentito, però quando nella foto la persona esprime qualcosa di sè non mi sentirei a mio agio nel fotografarla a sua insaputa, specialmente se non la conosco e non so se la cosa le potrebbe dar fastidio o meno. Mi sembrerebbe di essere un po' un guardone.
Diverso il caso di figure umane inserite in un paesaggio ma piccole o riprese di spalle o comunque non riconoscibili, che stanno lì come potrebbe stare qualsiasi altro figurante, nel qual caso non mi faccio troppi problemi.

avatarsenior
inviato il 25 Giugno 2023 ore 19:54

Il fotografo è un guardone per definizione, senza che questo porti necessariamente con sé una valenza di perversione. Se non si ama guardare, che si fotografa a fare?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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