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Fotografia d'architettura e d'interni - consigli su ottiche


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avatarsupporter
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 18:23

A costo di apparire ripetitivo, ribadisco la convinzione che vada posta una particolare attenzione a questi due fattori, ovvero l'allargamento dell'angolo di campo e il raddrizzamento delle linee cadenti, ponderando attentamente il loro utilizzo, specie se la finalità della fotografia è di tipo documentario. E quindi occorre sorvegliare attentamente gli effetti di questi due fattori riguardo alla sensazione di allargamento degli spazi e all'induzione di deformazioni marginali (o anamorfiche).

Sempre Adreas Feininger, non ricordo se nell' Occhio del fotografo o in Principi di composizione , consigliava a tal fine di allontanarsi dal soggetto, ovviamente qualora lo spazio disponibile l'avesse consentito, utilizzando focali che quanto più possibile si avvicinassero al "normale".

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 19:10

@Roberto
Non posso che essere d'accordo con te.

L'unica cosa che mi trova in disaccordo è che il TS-E 24mm sia più «giusto» del TS-E 17mm: almeno per le mie esigenze (ma anche per molti altri che si interessano di fotografia di architettura) la focale più corta finisce per essere più flessibile soprattutto quando si fotografano spazi interni.


avatarsupporter
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 19:17

Io preferisco il 24ts ancorato su cavalletto.. Faccio più scatti sfruttando il decentramento.. E mantengo lo stesso punto di ripresa..
Ho la resa del 24mm con un campo più ampio

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 19:41

Io preferisco il 24ts ancorato su cavalletto.. Faccio più scatti sfruttando il decentramento.. E mantengo lo stesso punto di ripresa..
Ho la resa del 24mm con un campo più ampio

Quando si uniscono più scatti l'angolo di campo in orizzontale o verticale (a seconda del decentramento e dell'orientamento) non è più quello del 24 mm fisso e, come giustamente scrivi, più ampio. Però i problemi eventuali di «aberrazione periferica» a questo punto aumentano.
Se per «resa» intendi la risoluzione, sicuramente il 24 mm va meglio del 17 (soprattutto ai bordi) ma parliamo comunque di ottiche eccezionali. Tanto per fare un esempio - e fidandomi dei test di Photozone - il TS-E 17 mm, tutto decentrato, risolve mediamente ai bordi estremi su Canon 5D mark II più dello zoom 11-24 a 11 mm su Canon 5Dsr.

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 19:45

Io andrei su una delle due lenti grandangolari TS di canon.
L'11-24 può essere interessante, ma si tratta di una soluzione più costosa e se quello che interessa è solo fotografia di architettura ritengo la funziona ts molto utile, soprattutto per le linee cadenti.
Ps: il 24 tse, decentrando, permette di coprire l'angolo di campo (vado a memoria) di un 16mm circa, mentre il 17 tse copre un angolo più ampio di quello di un 11mm: però devi fare più scatti e poi fonderli con photoshop (funziome photomerge)


Questa funzione in photoshop è abbastanza semplice da attuare e il risultato finale è eccellente.
Di seguito un video esplicativo sull'argomento (minuto 7e40):

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 19:54

Questa funzione in photoshop è abbastanza semplice da attuare e il risultato finale è eccellente.

Con Photoshop basta utilizzare il comando Photomerge.
Scattando con l'obiettivo montato sul cavalletto e decentrando il corpo macchina (come fa correttamente Canopo70) l'unione si può fare ancora più semplicemente.

P.S.
ll TS-E 24, se si considera il massimo decentramento sul lato maggiore, arriva a coprire un angolo di campo appena inferiore a quello di un 14 mm.

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 20:16

l 11 24 è una gran lente ma dilata troppo gli ambienti che fotografi

E' uno zoom, basta non usarlo alla focale estrema di 11mm.



E comunque quella è la prospettiva reale, anche se la disegni, non solo se la fotografi.

Recensione e confronto con altri obiettivi:
www.juzaphoto.com/article.php?l=it&t=recensione_canon_11-24l

avatarsupporter
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 20:49

L'unica cosa che mi trova in disaccordo è che il TS-E 24mm sia più «giusto» del TS-E 17mm: almeno per le mie esigenze (ma anche per molti altri che si interessano di fotografia di architettura) la focale più corta finisce per essere più flessibile soprattutto quando si fotografano spazi interni.


Effettivamente in spazi interni l'angolo di campo del TS-E 17mm può spesso fare comodo.
Come mi è già capitato di dire, l'ideale sarebbe avere sia il 17 che il 24 TS-E, la controindicazione consiste nel fatto che si tratta di circa 4000 euro di spesa.
Un tre mesi fa sono stato lì lì per acquistare un'A7II (soprattutto per usare le mie ottiche vintage con l'angolo "giusto"); poi, dopo aver fatto il riepilogo dei mie acquisti recenti (tanta robbba) ho deciso per un anno di rinunciare a spese così importanti in ambito fotografico.
Se l'anno prossimo avrò questa benedetta A7II (o forse A7III a questo punto) so già che (per usare una metafora usata e abusata su questo forum) mi salterà sulla spalla una scimmia che mi suggerirà di acquistare uno di questi due TS-E da utilizzare con un adattatore come fa Garciamarquez.
Nel dubbio, una soluzione sarebbe prendere il 17 e, qualora potessi allontanarmi abbastanza da poter usufruire di un angolo di campo più moderato, agganciare l'obiettivo all'A6000 (che conto di tenermi) con cui avrei l'angolo equivalente a 25mm su FF.


avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 20:57

Pur utilizzando reflex Canon, avendo avuto modo di provare un paio di A7 (la II e la RII), posso dirti che fotografare con i due TS-E è molto più semplice e comodo con le Sony.

avatarsupporter
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 21:23

Pur utilizzando reflex Canon, avendo avuto modo di provare un paio di A7 (la II e la RII), posso dirti che fotografare con i due TS-E è molto più semplice e comodo con le Sony.


Grazie per l'informazione, che mi conferma quel che ho sentito da più fonti, ovvero che i TS-E vanno molto bene con le A7.

Sempre a proposito delle deformazioni (o aberrazioni) marginali (o anamorfiche), esse non riguardano solo la fotografia ma ogni rappresentazione in prospettiva rettilinea (o piana) e si manifestano con maggiore evidenza quanto più ci si allontana dall'asse ottico.
Sappiamo che queste erano già note a Piero della Francesca, il cui De prospectiva pingendi, redatto verso la fine del XV secolo forse è da considerarsi il primo trattato sistematico di prospettiva piana*.
Da Erwin Panofsky, La prospettiva come forma simbolica (op. orig. Die Perspektive als symbolische Form, 1927 - da allora testo di riferimento sull'argomento)
www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-prospettiva-come-forma-simbol
p. 71, nota 8:




Leonardo, in uno dei suoi due codici parigini (quindi tra il 1489 e il 1516), approfondì questo fenomeno.
Da E. Panofsky, cit. p. 72:






Questo che il Panofsky sintetizza come consiglio "a evitare la distanza ravvicinata" somiglia un po' a quello, in ambito fotografico, di non avvicinarsi troppo al soggetto allargando eccessivamente l'angolo di campo, con la conseguenza di accentuare le aberrazioni marginali.

P.S.: Però il consiglio di Leonardo era destinato a un pittore, che ha a disposizione uno spazio virtuale illimitato in cui collocarsi.
Noi che fotografiamo, arretrando spesso ci imbattiamo in un muro o un altro ostacolo, da qui l'utilità dei grandangolari.


* Per quanto tale materia fosse già stata ampiamente studiata nel corso del '400. Si ricordino gli apparecchi ottici realizzati da Filippo Brunelleschi e come Leon Battista Alberti, nel De Pictura, tratti l'argomento. Anche i disegni e i dipinti di Paolo Uccello dimostrano studi approfonditi della prospettiva, cosa peraltro riportata da Giorgio Vasari nel suo Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri (1568).

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 21:32

Seguo interessato. ;-)

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 21:45

Non mi pare di aver letto una cosa però...qual è la disponibilità economica?
Perchè altrimenti qua rischiamo di perderci!!
Sarebbe utile avere un riferimento per poter essere più precisi e non perderci, anche se resto dell'idea che un ts 17mm per l'interno sia l'ideale.

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 22:15

Del libro di Panofsky ho anch'io l'edizione Feltrinelli (quella vecchia con la copertina verde).
Credo che ormai sia esaurita. Giorni fa ho visto in libreria che c'è una nuova edizione pubblicata da Abscondita.

Comunque le «aberrazioni marginali» dal punto di vista percettivo scompaiono se si guarda la prospettiva dalla «giusta» distanza. Cosa che però normalmente non si fa: dovremmo avvicinarci notevolmente all'immagine.

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 22:21

Non mi pare di aver letto una cosa però...qual è la disponibilità economica?
Perchè altrimenti qua rischiamo di perderci!!
Sarebbe utile avere un riferimento per poter essere più precisi e non perderci, anche se resto dell'idea che un ts 17mm per l'interno sia l'ideale.

Discorso giustissimo. E, come già ho scritto in uno dei post precedenti, in molte situazioni per fotografare spazi interni può essere anche non fondamentale utilizzare un obiettivo decentrabile.

avatarsenior
inviato il 02 Ottobre 2016 ore 22:42

in molte situazioni per fotografare spazi interni può essere anche non fondamentale utilizzare un obiettivo decentrabile.


Infatti, bisognerebbe avere qualche informazione in più.
Potrebbe essere interessante anche valutare il nuovo sigma 12-24 di cui però non ho ancora molte informazioni.
L'opzione canon 11-24 è molto interessante, o in caso di budget limitato anche un samyang 14mm

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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