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sent on 08 Marzo 2025 (7:10)
Ricevere una critica positiva in italiano drammatico da Lastprince è più di quello che avrei mai osato sperare! Certo non per una foto pubblicata, anzi una minkjata...ma comunque me la incornicio. A chi mi chiederà, dirò che è arte concettuale. |
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sent on 08 Marzo 2025 (8:59)
"Non ricordo più chi fosse, ma ho letto tanto tempo fa che un fotografo famoso consigliava, per valutare la composizione di una foto, di osservarla capovolta". In realtà il consiglio non nasce da un fotografo ma è molto più antico e nasce dalla pittura di paesaggio, lo racconta Falcinelli nel suo libro 'Figure', (il quale lo avrà appreso da qualche altro saggista serio, non che lui non lo sia ma è più che altro un abilissimo e informato divulgatore di idee e pensieri profondi...altrui). C'è poi un racconto che Kandinsky fece di come nacque e si sviluppò il lungo percorso durato dieci anni che lo portò a produrre una pittura sempre meno rappresentativa fino all'astrattismo. Ricorda che arrivando al suo atelier gli capitò di scorgere una magnifica e compiuta composizione di forme e colori che non ricordavano nulla di simile visibile in natura, si affrettò ad entrare nel suo studio e, una volta entrato, si accorse che ciò che aveva visto attraverso il vetro era un proprio quadro non concluso appoggiato capovolto. Rimanendo al tema del giudizio sulla 'composizione' ho già riferito altrove qui su Juzaforum di quel che succedeva quando avevo una fotoincisione tessile. Avevamo un cliente tedesco che ogni anno ci faceva produrre i quadri da stampa serigrafica per una grossa collezione di foulard e scialli. Per avere dei riferimenti (non esisteva il digitale) si era soliti fotografare ogni foulard e scialle von la polaroid (Sx70 ). Nell'osservare in dimensione ridotta ai circa 8*8cm della Polaroid i foulard 90*90 o gli scialli 140*140 saltavano fuori evidenti i difetti di composizione (e anche i difetti dei disegni all-over). Mi scuso per il lunghissimo fuori tema. |
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sent on 09 Marzo 2025 (14:38)
Certo certo è che qui sono state scomodate le categorie della Cultura con la C maiuscola e della Grande Arte e siccome si tratta pur sempre e semplicemente di foto commerciali per riviste di moda a delle gran fig0ne con le gambe aperte ed i tacchi a spillo a me viene un po' da sorridere, come quando si sostiene che i maglioni di Tizio i vestiti di Caio e le giacche di Sempronio siano arte, ma per favore, tuttalpiù costume e mercato. E pure non essendo mai stato né ad Arles né a Cortona ho l'impressione che siamo di fronte al solito paradosso per cui tutto ciò che nasce con l'etichetta dell' Arte fotografica alla fine si riduce a merce su un mercato, anche quella più maledetta, antisistema e rivoluzionaria, entra in questo bailamme e viene masticata e digerita. Dunque alla fine della fiera, non è molto diversa dagli Oh Bej! Oh Bej! Ecco spiegato il "Perché continuano a fare mostre". ******************************************** Quotone³ caro Andrea anche se hai sottaciuto l'importanza (anzi quanto egli sia essenziale) del gallerista |
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sent on 09 Marzo 2025 (14:45)
Poi é chiaro che spesso le gallerie la fanno da padrone, ******************************************** Diciamo SEMPRE. Soprattutto certi galleristi   |
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sent on 11 Marzo 2025 (19:26)
Avevo letto questa discussione man mano che si è sviluppata, ma non ho commentato perché non sapevo bene cosa dire. Penso che sia un argomento molto ampio e poco utile - nel senso: a cosa serve a me che si distingua tra foto di serie A,B o C? Parlo per me: a nulla. Ogni genere ha foto buone e meno buone, ma anche ogni autore ha foto buone e meno buone, e ogni reportage. Quindi secondo me è più proficuo parlare di progetti e di "senso" di una fotografia "Non metto in dubbio che tale suddivisione esista e che nelle manifestazioni fitografiche più prestigiose venga attuata questa discriminazione, però non me ne spiego i fondamenti logici ed estetici." Non credo che ci siano fondamenti logici ed estetici, dato che il valore di una foto o di un progetto sono troppo complessi per assegnare un valore oggettivo (Cosa ha portato l'autore a costruire così la narrazione, e con quali strumenti? A chi è rivolta? qual è l'obiettivo? e la portata sociale o storica o documentaria? ecc ecc). Credo siano esigenze pratiche/organizzative, molto più banalmente, e poi scelte strategiche delle mostre. |
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