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sent on 10 Aprile 2020 (16:43)
Usare l'acetico per fissare, quindi anche stoppare ( in unico passaggio lungo) 40 anni fa si faceva sempre... è un modus operandi che deriva dal processo Polaroid, va bene solo per il B/N (tanto per chiarire). Ho ancora negativi vecchi di 30- 40 anni perfettamente conservati (FP4, HP5 e AGFA). La fase più delicata, per quanto riguarda le stampe è la smaltatura. |
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sent on 10 Aprile 2020 (16:46)
“ La fase più delicata, per quanto riguarda le stampe è la smaltatura. „ se volessi approfondire leggo volentieri!!! |
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sent on 10 Aprile 2020 (16:58)
“ La fase più delicata, per quanto riguarda le stampe è la smaltatura. „ ma con le carte politenate non serve |
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sent on 10 Aprile 2020 (17:06)
ok... La smaltatura si può fare in due modi, a seconda se si vuole stampa lucida o satinata (ci sono carte satinate, o almeno esistevano, autosmaltanti).... Entrambi i modi sono per essicazione, ma il procedimento è differente. Il primo metodo consiste nell'essicazione in "armadio", cioè un contenitore a ventilazione forzata di aria riscaldata a 40-45 °C (temperatura indicativa, dipende dal tipo di carta, con alcune bisogna salire fino ai 60°). La carta viene inserita verticalmente nell'armadio e stesa con dei supporti di misura adeguata, in genere guide che fermano la carta sulla parte che poi verrà rifilata. Il secondo metodo, che va bene per le carte non autosmaltanti, si fa con la smaltatrice a telo. Tale apparecchio è costituito da una superficie di materiale inox, che viene riscaldata da una resistenza elettrica, sulla quale si appoggia la fotografia dal lato carta; essa viene fissata con un telo teso da molle. Con questo sistema si riesce ad ottenere qualsiasi risultato di finitura della stampa, però richiede un'attenta valutazione dei tempi e un preciso posizionamento /stiramento della carta. |
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sent on 10 Aprile 2020 (19:16)
Una volta, ma proprio tanti anni fa, si usavano fissaggi lenti, per i quali era opportuno il bagno di arresto. Forzare lo sviluppo delle stampe non è buona cosa, perché oltre un tanto ingrigiscono e perdono di brillantezza, se hai esposto troppo poco e stai lavorando con un minimo di cura, conviene rifare la stampa, comunque le strisce di provino si fanno per questo motivo. |
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sent on 10 Aprile 2020 (22:42)
io ho provato solo con il secondo metodo ma purtroppo chi ci faceva da maestro ne sapeva poco e quindi ho ottenuto risultati veramente pessimi... praticamente va inserito con l'emulsione verso il telo...invece con le baritate lucide va messo nell'inox,vero? il primo metodo proprio non lo conoscevo! |
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sent on 10 Aprile 2020 (23:15)
Io le metto sotto dei pesi tra 2 fogli di legno... |
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sent on 11 Aprile 2020 (5:54)
L'emulsione va verso il telo..... Il metodo dell' "armadio", si usa sia per la carta che per la pellicola, dimenticavo. |
user120016
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sent on 11 Aprile 2020 (6:33)
Io uso il metodo dell'armadio e mi trovo bene soprattutto perché carte, rulli e lastre non prendono polvere. L'armadio me lo sono autocostruito perché non ne ho trovati di funzionanti ad un prezzo decente. Ho usato un armadietto di metallo tipo quelli da spogliatoio. In basso ho fissato una resistenza di una stufa alogena, poi ho praticato un foro posteriore, sempre in basso, ed ho alloggiato la ventola di in PC, montata al contrario (altrimenti mi avrebbe spinto il calore fuori) ed in alto ho fissato una griglia a cui appendere pellicole o carte. Raggiunge i 48°C e posso far asciugare 6 rulli o 4 stampe contemporaneamente. |
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sent on 11 Aprile 2020 (9:35)
per la smaltatrice, se state usando carta opaca (o avete la lucida ma non la volete a specchio) e vi interessa solo di farla asciugare, l'emulsione va verso la tela. Se la volete lucida, l'emulsione va a contatto della lastra, che deve essere perfettamente pulita. Se viene male la smaltatura, bagnate la copia e riprovate. Ricordo che la smaltatura lucida non è facile da ottenere, ed è stata la disperazione di molti stampatori dilettanti, prima dell'arrivo delle carte politenate. La carte baritate, smaltatura o no, non presentando la strato plastico, si imbevono molto di più dei prodotti chimici e necessitano di una lavaggio più accurato. |
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