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sent on 22 Novembre 2023 (14:55)
Si era il 55 Micro AI f3.5 . Corretto. |
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sent on 22 Novembre 2023 (18:09)
Sono sorpreso anch'io dalla resa del f3,5, il 2,8 mi pare meno inciso sulle lunghe distanze. |
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sent on 22 Novembre 2023 (18:13)
scusate, mi intrometto anch'io nella discussione, posseggo anch'io il 55 f2,8 ais; ho anche il set dei tre tubi pk11-12 e 13 e se non erro l'ottica in accoppiata con il pk 13 (27,5 cm) arriva al rapporto di riproduzione1:1. Volevo sapere come calcolare il rapporto usando gli altri tubi o combinandoli insieme visto che fino ad oggi sono andato sempre a casaccio. |
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sent on 22 Novembre 2023 (18:30)
“ Sono sorpreso anch'io dalla resa del f3,5, il 2,8 mi pare meno inciso sulle lunghe distanze. „ Dovrebbe essere il contrario; ovvero l'f/2.8 rendere meglio a distanza per via del dispositivo CRC; mentre pare che l'f/3.5 sia più risolvente nelle macro, in quanto più specializzato. Però, guardando quella foto dell'Arsenale alla massima risoluzione www.juzaphoto.com/hr.php?t=4576239&r=12613&l=it mi sembra difficile che l'f/2.8 possa fare di meglio anche sui soggetti distanti; perlomeno a f/8. |
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sent on 22 Novembre 2023 (19:03)
“ Dovrebbe essere il contrario; ovvero l'f/2.8 rendere meglio a distanza per via del dispositivo CRC; mentre pare che l'f/3.5 sia più risolvente nelle macro, in quanto più specializzato. „ In effetti dovrebbe essere così; però, come succede anche per i 105mm macro, f/2.8 ed f/4, la versione sprovvista di CRC ad infinito risulta un po' inferiore solo ai diaframmi aperti. Non ho fatto confronti ad infinito fra i due 55mm, però in un test con inquadratura circa 60x90cm (cioè 1:25, una via di mezzo come estensione dell'obiettivo fra infinito ed 1:10, rapporto per il quale i micro Nikon pare siano ottimizzati), la versione f/2.8 è leggermente più nitida ad f/4 ed f/5.6, poi si eguagliano; forse ad infinito la differenza sarebbe maggiore. Penso che nella progettazione dei macro Nikon senza CRC la prestazione ad infinito ai diaframmi aperti sia stata un po' messa in secondo piano per privilegiare le prestazioni in regime macro, giustamente. Si parla comunque di differenze ravvisabili solo ad ingrandimenti del 100%, sono entrambi obiettivi eccellenti e usabili per qualsiasi genere, hanno anche meno distorsione dei 50mm Nikon manuali. |
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sent on 22 Novembre 2023 (19:13)
Il CRC migliora la resa alle corte distanze. |
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sent on 22 Novembre 2023 (19:52)
“ scusate, mi intrometto anch'io nella discussione, posseggo anch'io il 55 f2,8 ais; ho anche il set dei tre tubi pk11-12 e 13 e se non erro l'ottica in accoppiata con il pk 13 (27,5 cm) arriva al rapporto di riproduzione1:1. Volevo sapere come calcolare il rapporto usando gli altri tubi o combinandoli insieme visto che fino ad oggi sono andato sempre a casaccio. „ So che esistono le formule che in base alla focale e distanza dovrebbe uscirne il R.R. però per mia "capragine" conclamata non l'ho mai cercata, poi magari l'ottica alle brevissime distanze di maf ti cala di focale e allora la regola vale meno, un sistema cavernicolo è quello di conoscere le dimensioni del sensore ( a patto che il mirino riprenda il 100% oppure guardi dopo il file)e riprendere della carta millimetrata, li l'errore è belle che eliminato. |
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sent on 22 Novembre 2023 (22:18)
“ Il CRC migliora la resa alle corte distanze. „ La cosa è relativa secondo me. Cioè in un obiettivo normale, che di solito è ottimizzato ad infinito, il CRC fa sì che alle brevi distanze non ci sia il calo che ci sarebbe senza. In un obiettivo macro è viceversa, essendo ottimizzato alle brevi distanze il CRC migliora le prestazioni ad infinito. La correzione aumenta la possibilità di avere alte prestazioni su tutto il range di messa a fuoco. Essendo stato adottato la prima volta su un obiettivo non macro (il 24mm f/2.8 N), hanno chiamato la correzione ottenuta con l'elemento flottante Close Range Correction. |
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sent on 22 Novembre 2023 (22:45)
“ Volevo sapere come calcolare il rapporto usando gli altri tubi o combinandoli insieme visto che fino ad oggi sono andato sempre a casaccio. „ Se: LT = lunghezza del tubo FL = lunghezza focale Rmax,orig = Rapporto di Riproduzione alla minima distanza dell'obiettivo senza tubi (NB: 1:2 -> 0.5) si ha che: Rinf = RR con i tubi e obiettivo ad infinito = LT / FL Rmax = RR con i tubi ed obiettivo alla minima distanza = Rmax,orig + (LT / FL) |
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sent on 23 Novembre 2023 (0:15)
“ Cioè in un obiettivo normale, che di solito è ottimizzato ad infinito, il CRC fa sì che alle brevi distanze non ci sia il calo che ci sarebbe senza. In un obiettivo macro è viceversa, essendo ottimizzato alle brevi distanze il CRC migliora le prestazioni ad infinito. La correzione aumenta la possibilità di avere alte prestazioni su tutto il range di messa a fuoco „ A mio parere è proprio così. Avendoli usati al tempo della pellicola tutti e due ricordo che il 2,8 era più "flessibile" per tutti gli usi. Ma in foto ravvicinata mi è sempre piaciuto di più il 3,5 e per questo sul digitale ho ripreso questo. Alcuni anni fa ho poi fatto delle prove empiriche confrontando il mio micro 3,5 con il più recente micro 60 AfD 2,8. E' un confronto improprio, ma qualcosa mi ha detto: in macro a diaframmi sotto f/8, il 60 ha qualcosa in più, per poi eguagliarsi a quelli superiori, ma differenze impercettibili, intendiamoci. Alle altre distanze il 60 vince a mani basse, ma ad infinito mi pare che torni a prevalere il vecchio 3,5, però azzardo che potrebbe essere un vantaggio solo apparente dovuto al microcontrasto. I 4 0 5 lenti in genere hanno questo apparente "vantaggio". |
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sent on 23 Novembre 2023 (0:33)
Mah, dipende da come giri la polenta. Dal nome sembrerebbe una lente ottimizzata per le lunghe distanze che grazie alle lenti flottanti ottiene ottimi risultati in macro. Fosse il contrario la denominazione non mi parrebbe appropriata. Comunque sarà come dite voi. |
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sent on 24 Novembre 2023 (0:11)
I micro nikkor vintage sono tutti ottimizzati per la corta distanza, mi risulta non 1:2 o meno, ma 1:10, sia quelli con CRC che no. Ma non so la ragione. |
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