user16612
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sent on 16 Dicembre 2015 (14:34)
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sent on 16 Dicembre 2015 (16:12)
Vedi,da noi non c'è mai stata,che mi ricordi io,almeno,una tradizione come quella che hai descritto.Bene troppo prezioso lo stelo,o quel che rimaneva (ul malgasc) per sprecarlo così,serviva per scaldare la casa,avviare stufe o camini.La pianta del granturco o mais veniva sfruttata al 100%.In estate appena spuntava il fiore,veniva tagliato come foraggio per le mucche.Poi veniva pelato di tutte le foglie,ottimo foraggio anche quello.Raccolte le pannocchie,anche l'involucro,I scartozz venivano usate come come combustibile,e certe volte,fino ai primi del 900,per fare materassi.lo stelo,legato in fascine veniva accantonato per l'inverno. Perfino il torsolo,ul luin veniva usato nei camini o stufe.Certe volte veniva usato anche quello che rimaneva conficcato nel terreno,se l'inverno era freddo e lungo. Quindi a gennaio nei campi non c'era piu nulla da bruciare.Terra avara,la nostra,qui in Brianza per fornire,allora,lussi così. Oggi,con le mietitrebbie,non rimane piu nulla,o meglio,con un po di buona volontà passando nei campi c'è da raccogliere qualcosa.Quest'anno qui è stato un brutto anno per il mais,vista la siccità estiva,e molto e stato trebbiato anzitempo per farne foraggio per le bestie di allevamento.In un campo ho incontrato una persona,oltre i 70 anni,con una carriola che spigolava un campo appena trebbiato.Aveva piccole pannocchie,e le raccoglieva per farne cibo per questo inverno per le anatre ed i germani che vivono in un tratto,stranamente pulito,del fiume Lambro,a Baggero di Merone. Ciao Nonnograppa,e grazie per il tuo racconto. Alessandro. |
user30556
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sent on 16 Dicembre 2015 (16:52)
E si nonnograppa, sei proprio fortunato. Mi hai fatto venire un magone... Spero almeno che i mandarini erano siciliani . Io sono ridotto ai solitari col mazzo della briscola. Magari ci fai un bel fotolibro da riguardare tutti insieme l'anno venturo, fra noci, grappa e.. mandarini. Un abbraccio. |
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sent on 16 Dicembre 2015 (19:51)
Scusa,mi sono dimenticato,nella fretta della prima risposta, che da noi esiste qualcosa di simile,ma è collocata nell'ultimo giovedì del mese di gennaio.Noi la chiamiamo la Giubiana,anche qui rappresentata da una vecchia,che viene bruciata per simboleggiare la fine dell'inverno.In questo giorno è quasi d'obbligo gustare un bel risotto giallo con tanta buona salsiccia,la luganiga ed un buon bicchiere di vino rosso,magari anche due. Colgo l'occasione per farti gli auguri di Buone Feste. |
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sent on 16 Dicembre 2015 (19:59)
Nonnograppa mi è piaciuto molto come hai descritto questa bellissima giornata e mi hai pure commosso. E' bello che certe tradizioni continuino ad essere tramandate e sono sicura che i tuoi ragazzi saranno stati contenti di averla trascorsa in modo così intenso insieme alle persone care ed amici. Grazie per averlo condiviso con noi, mi sono piaciute anche le foto che, immagino non siano casualmente in bianco e nero, ci hanno fatto vedere l'atmosfera di questa giornata particolare. Tanti auguri da oltreoceano , ciao Tiziana |
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sent on 26 Marzo 2016 (14:52)
Anch'io potevo godere di queste feste feste, ma i veci se ndati, assieme a queste usanze, e tutti i pranzi storici per raggruppare famiglia e amici ormai, per quello che mi riguarda non eskstono piú..solo a pensare al brodo de gaina di mia nonna, o ai fiori di sucara fritti in pastella, me vien da criare!! Grande nonnograpp!! |
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