JuzaPhoto uses technical cookies and third-part cookies to provide the service and to make possible login, choice of background color and other settings
(click here for more info).
By continuing to browse the site you confirm that you
have read your options regarding cookies and that you have read and accepted the
Terms of service and Privacy.
You can change in every moment your cookies preferences from the page Cookie Preferences, that can be reached
from every page of the website with the link that you find at the bottom of the page; you can also set your preferences directly here
L' opera del prof. Settis "Se Venezia muore" richiede, per Suo altissimo e pregevole spessore, un'attenta lettura.
La "questione Venezia" si scoprirá in tal guisa esser di tal trasversale respiro ed ampiezza da investire l'intera nostra cultura Occidentale, persino in rapporto ad altre culture.
Un Testo non di certo "pari a tanti altri" e nel quale le "indicazioni" per conseguenti e debite riflessioni sono molteplici.
Buona lettura !
[ ...i testi di Ennio Concina costituiscono altresí un fertile parallelismo di presa di coscienza... ]
più delicato è il "giocattolo", più deve essere ben gestito, tenendo in considerazione le esigenze del turista e la salvaguardia dei luoghi...
il grosso guaio è che l'italia, nonostante l'enorme potenziale turistico che ha, non è per nulla un paese turistico...non ne ha proprio la vocazione. L'accoglienza del turista è una cosa proprio fuori dalla mentalità italiana, dove praticamente ovunque è visto come un intruso che viene a rubarci in casa.
Persino sul lago di garda, dove buona parte delle strutture vive di turismo, riescono ad odiare i tedeschi, quando in tutto il mondo sono considerati i migliori turisti da ricevere.
Escludendo la Riviera romagnola...che, forse casualmente, ma per me non è un caso, è l'unico posto in tutta italia dove il turismo è stato creato, valorizzando un territorio che di se' non aveva nulla da offrire. Se tutta l'italia fosse così, probabilmente avremmo il 50% del PIL legato al turismo.
Ognuno fa quel pippa che gli pare, tanto va sempre tutto bene, tanto ci si arrangia...e poi ogni tanto non ci si arrangia e scoppiano i casini.
Pieno di gente e di negozi/ bancarelle che vendono tutte le stesse cianfrusaglie, come a Venezia. Bello da vedere da lontano, mentre arrivi, soffocante quando ci sei dentro...
“ ...i testi di Ennio Concina costituiscono altresí un fertile parallelismo di presa di coscienza... „
L'ho conosciuto, e la sua prematura scomaparsa mi ha addolorato, avendo a lungo frequentato il Dipartimento di Storia dell'Architettura dell'IUAV (in cui ogni tanto faccio ritorno). I suoi studi sono fondamentali per un approfondimento della storia urbana di Venezia*; al pari di quelli di altri storici che operano o hanno operato in tale dipartimento, quali Donatella Calabi, Guido Zucconi, Paolo Morachiello, Giorgio Gianighian e altri. Ricordiamo soprattutto Manfredo Tafuri che è stato, in un certo senso, il fondatore di questo ambito di studi storici.
* P.S.: E non solo di quella. Ad esempio il suo La macchina territoriale (Roma-Bari, Laterza) è indispensabile per poter comprendere l'organizzazione del territorio veneto del Cinquecento; che ha lasciato un'impronta profonda nei secoli successivi.
“ Pieno di gente e di negozi/ bancarelle che vendono tutte le stesse cianfrusaglie, come a Venezia. Bello da vedere da lontano, mentre arrivi, soffocante quando ci sei dentro... „
vero, forse è anche peggio di Venezia da questo punto di vista...ma del resto, con i soldi che porta l'indotto di quel turismo lo possono tenere in vita e mantenere...per assurdo, se domani dovessero chiuderlo, fare entrare solo 100 persone al giorno, certamente per qualche tempo sarebbe un posto bellissimo, in cui i pochi fortunati che riuscirebbero ad entrare respirerebbero l'atmosfera di tempi ormai andati, bolla di medioevo nel frenetico mondo globalizzato....ok....e poi? tra 10 anni? 20 anni? Proprio a m.s. Michel il governo francese ha appena finito un'opera di bonifica e sistemazione della foce del fiume, perchè i depositi del fiume stavano poco per volta riempiendo l'estuario, facendo avanzare la costa. Senza questo intervento, costato milioni di euro, tra 10-20 anni la costa sarebbe arrivata al monte. Se ha investito tanto in questa opera, è solo per poter sfruttare ancora per decenni un turismo che, altrimenti, sarebbe morto assieme all'unicità di quel posto.
Siamo tanti, abbiamo tutti voglia di vedere bei posti, ci sono possibilità di spostamento a scala planetaria e meglio ancora a scala continentale che 40 anni fa non c'erano. Non puoi combattere questa cosa, l'unico modo è imparare a sfruttarla o, se proprio non si vuole, almeno a gestirla ma consci del danno economico che ci si porta addosso.
Io invece ai primi anni '80. L'anno accademico di preciso non lo ricordo, è passato tanto tempo...
Ricordo però bene quel che ho appreso da lui come metodologia della ricerca storica.
P.S.: Nel precedente post non ho fatto menzione di Egle Renata Trincanato che ha insegnato all'IUAV ma non al Dipartimento di Storia. I suoi studi sulla "Venezia Minore" sono fondamentali per leggere il tessuto edilizio della città.
What do you think about this topic?
Do you want to tell your opinion? You can join the discussion by joining JuzaPhoto, it is easy and free!
There is more: by registering you can create your personal page, publish photos, receive comments and you can use all the features of JuzaPhoto.
With more than 257000 members, there is space for everyone, from the beginner to the professional.