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sent on 01 Gennaio 2018 (19:26)
Chiaro che le immagini vanno contestualizzate è quello che stiamo ripetendo dall'inizio, ma se lo porta a farsi delle domande qualcosa già gli comunica e racconta... |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:27)
“ Una persona dotata di una normale capacità interpretativa, invece, ti chiederà "quando è successo, chi era quell'uomo, dove andavano i carri armati, come è andata a finire" e ti farà quelle domande tenendo gli occhi incollati alla foto, perchè quella foto è potente. „ ...mi sembri parecchio ottimista! |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:27)
Probabilmente frequentiamo ambienti diversi. |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:28)
“ .mi sembri parecchio ottimista „ A me sembra invece la normalità |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:33)
...ma mettiamo anche che qualcuno ti chieda "cosa fa" e tu glielo spieghi. Poi ti dice: "Balle! Questo è un ritocco fatto da qualche rivoluzionario contrario al regime". Come fai a dimostrargli che non è così? Sei poi così sicuro anche tu che ti abbiano raccontato la verità? Ah, già: è presa da un video! |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:35)
“ focalizzando tutta l'attenzione sulla minipolazione in Ps come viene fatto dai media si possono far dimenticare all'osservatore gli altri elementi fondamentali per l'onestà dell'immagine e mentire meglio „ Questo è vero; quando parlavo di osservatore comune non mi riferivo a quella percentuale di "pubblico colto" che per fortuna esiste ancora e frequenta gli eventi dedicati, ma alla massa verso cui viene veicolata oggi la maggior parte delle immagini. Prima della diffusione della TV e delle riviste a buon mercato questo pubblico non esisteva nemmeno; oggi, che oltre tutto abbiamo anche Internet, questo è diventato numericamente il pubblico preponderante e quello su cui il bombardamento di immagini viene utilizzato in modo sistematico e con settori a dir poco specializzati (marketing e pubblicità dozzinale ecc.). Non è un fenomeno da sottovalutare, perché sta iniziando a modificare anche settori della comunicazione tradizionalmente ben più qualificati. Ad esempio, lavorando in una Rete di musei scientifici, da alcuni anni vedo una progressiva tendenza ad appiattirsi sugli standard dei media veramente "di massa", con un decadimento di quel "rigore scientifico" che in precedenza aveva sempre contraddistinto quelle stesse istituzioni, al punto che dalle immagini più o meno taroccate si sta già passando, in alcuni casi, agli oggetti esposti (vedere esporre, in alcuni musei di Scienze Naturali, campioni della roccia X spacciati per la roccia Y, perché tanto la gente non se ne accorge, non è molto edificante, e ho potuto constatare che questo deriva da un progressivo allentamento di attenzione a tutto ciò che è immagine, a partire dalle fotografie, in favore unicamente delle immagini d'effetto, la ricerca del classico WOW che attira un po' più pubblico; potenza del marketing! Ovviamente non faccio nomi perché lavorandoci dentro ...) |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:38)
“ "Balle! Questo è un ritocco fatto da qualche rivoluzionario contrario al regime" „ ...tutto è possibile, anche che gli americani non siano mai atterrati sulla Luna. Pensa che io ho fatto vedere il gheppio che ho fotografato a volo ad un gruppo di personaggi e nessuno ha creduto che l'avessi fotografato io. Pensavano che avessi usato un qualche drone invisibile. Non sono riuscito a convincerli in nessun modo. |
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sent on 01 Gennaio 2018 (19:41)
“ Insegnare massivamente ad analizzare/leggere una foto è come insegnare a leggere un dipinto e riconoscere le fake news. Un tema molto attuale, ma ancora senza soluzione pratica su grande scala. „ Questo purtroppo è vero, ma è quello che mi preoccupa proprio per il fatto che la fruizione delle immagini non aveva mai raggiunto in precedenza questa stessa scala, quindi il problema non si poneva, almeno non in questi termini “ ...ma mettiamo anche che qualcuno ti chieda "cosa fa" e tu glielo spieghi. Poi ti dice: "Balle! Questo è un ritocco fatto da qualche rivoluzionario contrario al regime". Come fai a dimostrargli che non è così? Sei poi così sicuro anche tu che ti abbiano raccontato la verità? Ah, già: è presa da un video! „ Anche questo è un problema che c'è sempre stato, ma che oggi sembra avere assunto un rilievo di gran lunga maggiore; difficile dare ora come ora una soluzione, però la cosa vale per qualunque forma di comunicazione; il fatto che l'attenzione si punti sempre e solo sulla fotografia fa pensare che la gente sia ancora convinta che le foto di reportage degli anni '40 raccontassero sempre "la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità" con tanto di autore che aggiungeva "lo giuro" |
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sent on 01 Gennaio 2018 (20:03)
“ Pensavano che avessi usato un qualche drone invisibile. „ Potevi raccontargli che avevi veramente un drone invisibile, ma essendo invisibile non potevi farglielo vedere Comunque ti capisco: è fastidioso, ma è solo perchè rosicavano di invidia. Purtroppo, come vedi, tocca abituarsi e restare indifferenti a queste insinuazioni di "manipolazione" o uso di "trucchi" perchè non c'è modo di difendersi. “ fa pensare che la gente sia ancora convinta che le foto di reportage degli anni '40 raccontassero sempre "la verità „ Penso che le nuove generazioni siano abbastanza smaliziate e indifferenti alla veridicità. Il fatto che apparentemente abbocchino alla fake news è solo desiderio mascherato di fare caciara tutti insieme . ...e qui, dopo la deriva fondamentalista, torniamo al post iniziale: “ Per spiccare un'immagine deve avere sempre qualcosa di più, come avessimo bisogno di stimoli sempre forti. „ Se la quantità di immagini che vediamo è molto elevato, è normale che quelle che possono emergere debbano essere speciali. Non necessariamente vere, ma speciali di sicuro. |
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sent on 01 Gennaio 2018 (20:15)
Daniele Ferrari: vedo che piano piano l'idea che la fotografia digitale non è più un documento si sta facendo strada.... Buon anno a tutti. |
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sent on 01 Gennaio 2018 (20:22)
“ Penso che le nuove generazioni siano abbastanza smaliziate e indifferenti alla veridicità. „ Lo credo anch'io e penso che spesso facciano come scrive Steve Mayes “ " Nell'era delle immagini digitali usiamo le foto come fossero parole" „ completandole magari con testi, musica ed altre informazioni, chiaramente qui è lecito porsi la domanda se un prodotto così più evoluto possa ancora definirsi semplicemente fotografia, possiamo rispondere no ma dobbiamo avere la consapevolezza che questo significa consegnare nel medio periodo la Fotografia alla storia almeno nella sua forma più diffusa, resisterebbero forse nicchie nell'arte e dintorni, o rispondere si ed accettarne l'evoluzione, alla fine probabilmente sarà l'abitudine a prevalere orientandoci verso la seconda scelta Buon anno Claudio!! |
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sent on 01 Gennaio 2018 (20:38)
Claudio, buon anno , ma non provocare il delicato equilibrio, che la conversazione ha preso una piega costruttiva. L'autore del thread aveva posto un altro tema: "Per spiccare un'immagine deve avere sempre qualcosa di più, come avessimo bisogno di stimoli sempre forti?". Il tema prescinde dal fatto che una immagine sia vera o manipolata (in fase di produzione adattando la scena o in post produzione). Verrebbe da chiedersi: si arriverà ad un momento in cui tutte le foto saranno deja vu di qualcosa fatto prima? Ci siamo già arrivati tanto che bisogna attaccare altri elementi alle foto (foto animate, pezzi di video, testi, musiche, storia) altrimenti nessuno se le fila? Mi viene in mente la mostra Van Gogh experience che gira l'Italia. Non c'è neanche un quadro vero di Van Gogh, eppure ci vanno in tanti. Chissà cosa ne penserebbe Van Gogh? |
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sent on 01 Gennaio 2018 (20:49)
Le foto scattate alla fontana della barcaccia a Roma, subito dopo il passaggio degli hooligans olandesi, sono un documento. Il disastro in quel caso è parecchio chiaro. Il ritrovamento di Aldo Moro dentro la Renault 4 descrivono un fatto cruento di cronaca. I casi secondo me vanno distinti anche in base al tipo di foto. Il falco pellegrino in mezzo ad uno stormo di storni è un documento. |
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sent on 01 Gennaio 2018 (21:00)
Se fossero foto di oggi, diresti lo stesso? Oggi, giureresti che sono documenti se non avessero un contesto intorno che le spiega, le rafforza e le certifica? Basterebbe il contesto per darti la certezza che non sono costruite ad hoc per qualche scopo? La fotografia digitale è un'altro mondo. Uno po' restare ancorato al passato se vuole, ma il mondo evolve. |
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sent on 01 Gennaio 2018 (21:09)
Quelle foto insieme al contesto descrittivo individuano un fatto di cronaca documentato e certificato. In quel caso a scattare le foto si era in tanti ed in tempo reale erano già ovunque sul web. Anche se il controllo di ciò che viene pubblicato è sempre più serrato e blindato. Nella maggior parte dei casi censurato. |
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