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Il fotografo e l'apparecchio. Chi è il padrone?







user46920
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sent on 02 Marzo 2015 (15:42)    

... Cosi' si creano i bisogni indotti, ...

e mi sa che quà c'è tutto

Wild, il percorso a piedi che ti da la consapevolezza e che rappresenta secondo me il leggere le istruzioni, fare domande, cercare risposte, conoscere la propria attrezzatura (e anche se stessi, ecc), però è una scelta personale che non tutti hanno bene in evidenza (forse non tutti sanno di avere) ... ovvero, spesso è più semplice lasciarsi prendere dai bisogni indotti della lente L o smacchinare sul PC (sempre bisogno indotto) per "migliorare" uno scatto magari con abbellimenti esagerati, tanto per dare un tocco di artistico, perché quella originale non "sapeva di niente", ecc

.. quindi, le riflessioni di questi topic, potrebbero "allargare" la mente o aprire gli occhi a tanti "fotografi" o aspiranti tali, che per caso li leggessero con attenzione (secondo me)

avatarsenior
sent on 02 Marzo 2015 (16:38)    

Cosi' si creano i bisogni indotti

vero, ma bisogna stare attenti anche a non farsi prendere dalle manie inverse, sul tipo di tornare ai piccioni viaggiatori come rifiuto del telefono cellulare MrGreen
L'importante è comprendere quello che la nuova tecnologia può fare, ma soprattutto avere già un'idea di quello che TU ci vuoi e puoi fare; se la stessa cosa la puoi fare meglio o anche soltanto più velocemente, o senza costi aggiuntivi, può valerne la pena; se cominci a smanettarci solo perché "così fan tutti", allora sei in preda ad un bisogno indotto.
La regola dovrebbe essere: valutare prima di acquistare, non acquistare e poi valutare!

avatarsenior
sent on 02 Marzo 2015 (17:15)    

vero, ma bisogna stare attenti anche a non farsi prendere dalle manie inverse


Hanno pensato anche a questo, Monochrom e look simil Leika.MrGreen

avatarsenior
sent on 02 Marzo 2015 (17:15)    

Credo che l'acquisizione del fatto che esistano "bisogni indotti", per questa discussione, sia giusta parte delle cose.
Anche se riporto ancora una volta alla riflessione nella sua idea originaria.

Ovvero: il bisogno indotto prevede che ci sia qualcuno che ha il preciso scopo di indurlo (esempio: un produttore di scope elettriche che induce il bisogno di liberarsi dalla fatica della scopata manuale), per un prevedibile tornaconto economico, elettorale o altro.

Ma Flusser identifica nell'apparecchio in quanto tale, prima cioè dei bisogni monetari dei produttori del medesimo, del brand, del marketing, come il "costruttore estetico" che determina (o meglio, "può" determinare) in successione approcci e comportamenti.

Lo dico solo per un motivo: troppo semplice dire che tutto si riduce al fatto che qualcuno deve venderci un nuovo obiettivo (cosa che è ovviamente vera). Semplice giacchè questo ci distoglierebbe dalla riflessione stessa.
Perchè avremmo già trovato il cattivo di turno e saremmo tutti felici e convinti che noi non ci faremo fregare! ;-) MrGreen

avatarsenior
sent on 02 Marzo 2015 (17:17)    

O.T. Sorry

liberarsi dalla fatica della scopata manuale

No comment.MrGreen

avatarsenior
sent on 02 Marzo 2015 (17:23)    

.... Avevo in effetti il dubbio, rileggendo il post, di essermi espresso in modo un tantino... bizzarro MrGreen

avatarsenior
sent on 03 Marzo 2015 (11:21)    

troppo semplice dire che tutto si riduce al fatto che qualcuno deve venderci un nuovo obiettivo (cosa che è ovviamente vera). Semplice giacchè questo ci distoglierebbe dalla riflessione stessa.
Perchè avremmo già trovato il cattivo di turno e saremmo tutti felici e convinti che noi non ci faremo fregare!

Vero; in effetti però mi chiedo se alle volte anche lasciarci "padroneggiare" dall'apparecchio non sia comunque un alibi per non ammettere qualche nostra mancanza o la superficialità con cui abbiamo affrontato una determinata situazione.

avatarsenior
sent on 03 Marzo 2015 (11:26)    

Perchè avremmo già trovato il cattivo di turno e saremmo tutti felici e convinti che noi non ci faremo fregare!


Sembra facile, e la sindrome di Stoccolma, dove la mettiamo ? MrGreen

avatarsenior
sent on 03 Marzo 2015 (12:55)    

Max, a Stoccolma fa freddo, non è cosa mia! ;-)

avatarsenior
sent on 04 Marzo 2015 (9:52)    

Visto che la discussione mi pare sia arrivata alla sua fisiologica conclusione (salvo "recuperi" futuri), voglio ringraziare tutti quelli che hanno portato le loro idee, quale che ne sia stato il segno e la direzione.

Approfitto anche per segnalare ancora una volta il testo da cui sono partite le chiacchiere, che nonostante gli annetti, credo resti una lettura imperdibile, per chiunque abbia interesse alle idee, intorno alla fotografia

Un saluto
F




avatarsenior
sent on 04 Marzo 2015 (15:15)    

Ordinato da qualche giorno, è in arrivo.
Grazie a te.

avatarsenior
sent on 04 Marzo 2015 (15:19)    

Anch'io grazie a te sto cercando il Flusser Sorriso

avatarsenior
sent on 04 Marzo 2015 (15:22)    

Pierfranco.... e allora, fosse una fregatura, sei autorizzato sin d'ora a lanciarmelo Sorriso
In fondo, sul piano fisico, non è il tempo perduto di Proust.... MrGreen

Idem Daniele. Ma uno alla volta ;-)

user46920
avatar
sent on 04 Marzo 2015 (19:31)    

oh ... ecco ;-) ... finalmente scoperte le carte MrGreen

ho letto qualche pagina con google, mi sembra scritto bene, forse andrebbe letto tutto e tenuto il libreria.

avatarjunior
sent on 12 Maggio 2019 (19:46)    

@Francesco Merenda:
Visto che la discussione mi pare sia arrivata alla sua fisiologica conclusione (salvo "recuperi" futuri), voglio ringraziare tutti quelli che hanno portato le loro idee, quale che ne sia stato il segno e la direzione.

Eccolo qua un recupero futuro MrGreen ! (proponi argomenti così piacevoli che vinco la mia tendenziale riluttanza a partecipare ai topic).

Per esporre le mie opinioni partirei dalla citazione da te riportata:
" La fotografia è l'emblema della pericolosa deriva che rischia di travolgere gli esseri umani: quella di essere schiavi di una tecnica priva di fondamento.
Solo attraverso il suo ripensamento l'uomo potrà scongiurare la minaccia di asservimento alle macchine e ridare spazio a quella libertà e a quel senso che l'era postindustriale sembra avere smarrito -" .


Il pensiero, di derivazione chiaramente heideggeriana ma un pò meno pessimistica, prosegue nel ragionamento e poi applica al mondo della fotografia quelle ampie riflessioni sul ruolo della Tecnica nella società contemporanea già aperte da molti filosofi, da Nietzsche ad Horkheimer sino a Flusser.
Pur condividendone le considerazioni, non entro nel loro merito sia perchè sarebbe troppo impegnativo sia perché, pur partendo da quell'affermazione, il topic si incentra su più ristrette refluenze. Cercherò solo di ricordarmi delle differenze fra Tecnica, tecnica e tecnologia, per quanto siano fra loro collegate e/o collegabili. Della prima vale il significato dei filosofi di cui sopra. Con la seconda (t minuscola) si intende, restrittivamente, la capacità, individuale o di gruppo, di controllare strumenti, quali che essi siano. La terza è rappresentata dal livello più o meno evoluto (se vogliamo: dalla potenza) degli strumenti che si usano per interagire con l'ambiente. In tal senso, tecnica (t minuscola) e tecnologia sono termini applicabili anche all'antico “faber”; che di certo non apparteneva ad una società “dominata dalla Téchne” nel senso di Horkheimer o di Flusser; la Tecnica rimanendo comunque l'attrezzamento evolutivo e modo di essere al Mondo dell'Uomo. Quindi tecnica e tecnologia, di per loro stesse, mi sembrano assolutamente utili o indispensabili.

La premessa permette una considerazione a chi, come me, guarda alla macchina fotografica da una prospettiva un po' meno consueta. Ho letto interventi interessanti e condivisibili, che sottoscriverei. Ho però ricavato la sensazione che il termine di riferimento fosse (peraltro coerentemente al tema) il mondo esterno, fenomenologicamente inteso. Quindi con implicita allusione a generi fotografici come il reportage, il paesaggio, ecc. che recano un modo più tradizionale (non posso dire: peculiarmente fotografico perché, con le nuove tecnologie, molto è cambiato) di intendere la Fotografia: una interpretazione delle varie realtà che sulle varie realtà resta.
In questo caso l'avere dei dubbi su “chi sia il padrone” mi pare questione più che legittima.

Non altrettanto direi per altri casi (non so se siano tanto rari), per altri utenti di macchine fotografiche, come fu chi ora sta scrivendo. Per rendere l'idea, io ho sempre (salvo i primissimi approcci) considerato la fotocamera un po' come un'evoluzione delle ematiti usate sulle pareti di Altamira, delle velature a calce di Raffaello, come un ritrovato tecnologico più potente (e preciso, ove potesse servire) delle tele e dei pennelli di Caravaggio o di Chagall… E chi più ne ha più ne metta. Ho sempre ambìto a raffigurare realtà “interne”, inesistenti nel mondo cosiddetto “reale”, sogni. Tanto per esemplificare ancora, con un episodio simpatico: un giorno di tanti anni fa la mia compagna, vedendomi insolitamente inattivo su una poltrona, con l'aria addormentata, mi chiese ironicamente cosa stessi facendo. Le risposi: “Una fotografia”. Mentre lei rideva io mi chiedevo se la mia Pentax mx, le duplicazioni, i sandwich e tutto il resto mi sarebbero bastati da soli a tradurla su un supporto fisico.
In casi come questo penso che nessuno possa aver dubbi: il padrone è l'autore, dacché mette un apparecchio casualmente fotografico al servizio delle sue idee; e solo se, e solo quando un'idea gli nasce.

L'unica padronanza che mancava all'inesperto praticante dell'episodio citato era quella della tecnica con la t minuscola: quel sogno non vide mai triacetato di cellulosa, né carta baritata.
Era il 1990 e quel sognatore incapace di tecnica portò il bauletto tecnologico in soffitta. Non gli interessò portare a spasso la fotocamera o farsi portare a spasso da quella.

In altri termini: dato comunque per certo il fenomeno generale del dominio della Tecnica, a cui nessuno sfugge (né posso farlo io), penso che possano ancora esistere degli anfratti di resistenza individuale; eventualmente tramite la pratica di una calibrata rinuncia.
Non parlo, ovviamente, del grande fenomeno, del mondo della produzione... ma di qualche praticabile scelta personale in tema di consumi, come quelli che riguardano la fotografia amatoriale.




Francesco: mi avevi detto che per i topic si può prendere tempo, sì?
Servito: 1536 giorni. Addì 12 maggio 2019

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