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sent on 26 Gennaio 2021 (8:52)
Certi i colori ma non era solo quello; lo scatto kodachrome, visto affiancato ad altro nelle stesse identiche condizioni, era soprattutto diversa, indefinibile sensazione. Curioso come dicevo sopra ma pochi dubbi che abbia ragione Paolo sull' impossibile ritorno. Giustissimo Francesco. In effetti non sono neppure del tutto certo che la resa delle Kodachrome (almeno col K12) fosse più veritiera per esempio rispetto a quella della Ektachrome 64 che però di suo tendeva a riprodurre il cielo sempre di un azzurro perfetto (non per nulla era la pellicola preferita dal paesaggista ) anche quando azzurro non era proprio... appunto per questo negli anni '80 c'era chi affermava che l'Ektachrome 64 non fosse tarata per 5200° K ma piuttosto per 5500° K. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (9:01)
Io da qualche anno ho preso una Canon 50e ed un proiettore Leica pradovit .. e ci faccio ogni tanto un rullo di dia velvia. Purtroppo non ho avuto l'onore di conoscere le Kodachrome .. quindi seguo con interesse perché la resa delle velvia sul proiettore già mi sembra molto particolare rispetto al digitale! A conti fatti non ti sei perso niente caro Daniele, se escludi quella sorta di sensazione di déjà-vu che si può provare nell'immediato per il resto la Velvia l'ha sommersa in tutto e per tutto! Parlo del confronto Velvia 50/Kodachrome 25 ovviamente. P.S. - mi piacerebbe conoscere il modello del proiettore e soprattutto l'ottica che monta |
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sent on 26 Gennaio 2021 (9:06)
il kodachrome è molto "mitizzato", ma tutto sommato già a partire dagli anni 80 non è che fosse poi così diffuso era già stato soppiantato dalle Ektachrome anche in ambito professionale |
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sent on 26 Gennaio 2021 (9:08)
Una volta fatto Kodachrome bisognerà fare anche Ektachrome per par condicio |
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sent on 26 Gennaio 2021 (9:26)
“ il kodachrome è molto "mitizzato" „ Premesso che secondo me la fine del KR non è stata decretata dalla Velvia ma dal costo e dalla complessità del processo sia come logistica che elaborazione chimica... Il KR non è mitizzato. Il KR è (era) un dato di fatto. Nel mio archivio incasinatissimo di diapositive, mescolandole come in un minestrone, andavo a pescare le immagini che all'occorrenza mi servivano per strutturare le mie proiezioni di diapositive (dissolvenze incrociate ecc...) e puntualmente... la scelta andava a cadere su quelle fatte in Kodachrome. Questo, per tante e validissime ragioni che si possono riassumere in quello che invariabilmente accadeva: già dalla prima occhiata quella dia era quella perfetta. In pratica, se su un rullino di dia 'processo E6' (cioè tutte, sia Kodak che Fuji) c'era la possibilità che 2-3 immagini fossero annoverabili tra quelle buone, su un rullino KR (in realtà, da quando l'hanno introdotta: sempre PKR) il numero saliva almeno a 15. p.s: il mio primo rullino di foto -dia- sulla mia prima OM1, fu KR64 ed ancora oggi quelle dia (scattate a Venezia) sono perfette per luce e colore. Sfortunatamente posseggo migliaia di dia E6 che col tempo si sono inesorabilmente deteriorate (quei cani dei laboratori...), ma questo non è accaduto a nessuno dei rullini KR che ho impressionato. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:07)
Giuseppe avete delle dia in kodakchrome? perché fotografandoli con una digitale si potrebbe ricreare le cromie corrette. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:15)
Le Kodachrome sono solo dia. In merito ai sample postati in apertura di thread, per me non ci siamo con i passaggi tonali, per le cromie siamo molto vicini ma mancano la delicatezza e le sfumature tipiche del Kodachrome. Se è un problema solo di gestione del file, sarebbe bello poter vedere un editing meno contrastato e più dinamico dell'immagine. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:17)
“ ...il kodachrome è molto "mitizzato", ma tutto sommato già a partire dagli anni 80 non è che fosse poi così diffuso era già stato soppiantato dalle Ektachrome anche in ambito professionale... „ Certo ma soltanto per una questione di praticità; chiuso il centro di sviluppo di Milano, salvo consegnare i rullini al fotografo (ma era la stessa cosa), si poteva soltanto spedire a quelli esteri. Io scelsi la seconda soluzione inviando il tutto in Svizzera a Losanna, Francia o Germania; si aspettavano anche 25 giorni ma una volta, incredibilmente, riebbi tutto in tre. Chi abitava a Milano o Como si recava di persona a Lugano da qualche fotografo. A questo punto una precisazione va fatta; è chiaro che un professionista non poteva aspettare tanto, anche alla luce del fatto che nei posti giusti l'Ektachrome era pronto già la sera ma per chi non aveva fretta il discorso era molto diverso. Da dire anche che il genere fotografico c'entrava e tanto; posso discutere su paesaggio, ritratto, tutto quello che volete ma in fotografia naturalistica c'era il kodachrome, tutto il resto veniva dopo. Mai, tra i colleghi del ramo, ho sentito obiezioni che non riguardassero esclusivamente la comodità d'uso. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:22)
Personalmente ho amato molto la Kodachrome 64, ho continuato a usarla anche quando l'unica opzione era spedirla in Germania - passato ad altro e disgustato dai disastri che i laboratori riuscivano costantemente a procurare (rigature ecc), sono migrato x qualche tempo al negativo colore ma .... niente da fare, una Diapo e' altra cosa - con cio' non va dimenticato che, parte del successo della Kodachrome, era legato alla sua maggior tolleranza alle alte temperature e ai passaggi di controllo agli aereoporti - va da sé, che in reportage di viaggio o una semplice vacanza in Egitto, era comunque la scelta migliore - concordo sul fatto che, emulare una Diapo, sia un'impresa e che comunque, x quanto buono sia il risultato, accontenterà solo chi già e' predisposto ad un certo tipo di soluzioni - personalmente preferisco continuare a fare PP mirata, consapevole che un certo tipo di retaggio ha influenzato i miei gusti e le mie soggettive valutazioni .... |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:32)
“ ...avete delle dia in kodakchrome? perché fotografandoli con una digitale si potrebbe ricreare le cromie corrette. „ Lo faccio abitualmente ma non arrivi ad un risultato valido sotto tutti gli aspetti. Come nel mio esempio sopra, c'è sempre una micro-variabile che va a stravolgere il risultato. Ma non è quello il vero problema. Un processo ottimale per creare un profilo colore KR valido per tutti dovrebbe tenere conto di una variabile troppo aleatoria che è il sensore della fotocamera. Se... uso Canon, avrò una resa più ricca sui rossi, se uso Nikon di meno. Va da sé che un profilo colore KR potrebbe essere ben indovinato per -quel- sensore Canon e non per -quel- sensore Nikon o viceversa. Attenzione: -quel- sensore... non esiste un solo sensore per tutti, come esisteva un solo KR per tutti che tutti metteva d'accordo, per cui qualunque profilo concepito dovrebbe essere personalizzato su un certo sensore. Cambi macchina? Devi farti un profilo nuovo... |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:41)
Un tempo si cambiava pellicola in funzione di quello che si sarebbe andati a fotografare e della luce della giornata. Ora, quello che faceva la pellicola lo fa il sensore. Penso sia arrivato il momento per un cambio di mentalità e di cominciare a considerare le variabili -di colore- introdotte da ciascun sensore, in funzione del lavoro che si vuole svolgere, proprio come un tempo si sceglieva la pellicola. Non per nulla... la mia macchina ottimale da ritratto è la vecchia Nikon D200 che... tutto sommato, restituisce immagini con caratteristiche apprezzabili -ma non uguali- a come faceva un tempo il Kodachrome. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:43)
Ma perché bisogna sempre cercare di imitare qualcosa? Piuttosto allora mandiamo una petizione a qualcuno perché resusciti la pellicola Kodachrome. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:48)
“ Se... uso Canon, avrò una resa più ricca sui rossi, se uso Nikon di meno. Va da sé che un profilo colore KR potrebbe essere ben indovinato per -quel- sensore Canon e non per -quel- sensore Nikon o viceversa. „ . . . . infatti credo che la storia sia proprio in questi termini. Ho trovato in rete un profilo colore Kodachrome 25 per fotocamere canon e DPP4 di canon che tenta di simulare l'omonima invertibile, l'ho aperto con picture style editor, ho aumentato un pelo la saturazione e ho tolto di un grado il contrasto. l'ho caricato in macchina e pure nella libreria di DPP4, i risultati sono accattivanti ma che poi la simulazione sia attendibile è tutto da vedere. anzi credo che non lo sia. allego uno scatto convertito con tale simulazione: www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3851196&l=it “ Cambi macchina? Devi farti un profilo nuovo... „ . . . esatto. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:52)
“ Ma perché bisogna sempre cercare di imitare qualcosa? „ . . perchè si è creato un mito . . . e molti inseguono quel mito . poi che questo sia un comportamento sensato . . non saprei dire e non spetta a me giudicarlo. Per ora mi diverto con i profili personalizzati che rispondono ai mie gusti. |
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sent on 26 Gennaio 2021 (10:57)
“ ...Per ora mi diverto con i profili personalizzati che rispondono ai mie gusti... „ E forse neanche di questi c'è bisogno. La p.p. la vedo, torno a dire, come procedura che deve restituirmi quello che ho visto, non una sua interpretazione. Quello che è stato è stato e stamattina, riaprendo le valigette con i caricatori dia, una volta di più mi sono reso conto che il kodachrome non era un mito ma realtà inarrivabile. |
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