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sent on 15 Maggio 2019 (7:35)
Si nel mondo dei sogni |
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sent on 15 Maggio 2019 (7:43)
“ Quando fotografo con un cellulare (qualcosa che non sia un documento o la confezione della farina da mandare a casa per sapere se è quella giusta) o sento parlare di fotografie fatte con esso, mi vengono i crampi allo stomaco e i conati di vomito, per favore basta, ma che stomaco avete? „ Eppure c'è gente che con lo smartphone (i cellulari sono un'altra cosa) tira fuori capolavori. Per fortuna ragionano diversamente. E per fortuna ci sono gli ebook reader, ottimo complemento alla carta stampata ;) |
user12181
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sent on 15 Maggio 2019 (7:49)
“ Stessa cosa per gli e-book vs libri cartacei „ In questo ambito pare non ci sia da temere, stanno diminuendo significativamente le vendite degli e-book rispetto a quelle dei libri di carta. Hanno cominciato ad assaggiare il pudding e lo hanno trovato sciapetto... |
user23063
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sent on 15 Maggio 2019 (8:21)
@Perbo Per fortuna a me ebook e smartphone per fotografia non interessano ;-) |
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sent on 15 Maggio 2019 (8:35)
Quando fotografo con un cellulare (qualcosa che non sia un documento o la confezione della farina da mandare a casa per sapere se è quella giusta) o sento parlare di fotografie fatte con esso, mi vengono i crampi allo stomaco e i conati di vomito, per favore basta, ma che stomaco avete? Io nemmeno quello: piuttosto telefono e leggo tutta l'etichetta ma le fotografie no ... assolutamente proprio NO ... neanche a pagarmi! |
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sent on 15 Maggio 2019 (8:46)
“ Eppure c'è gente che con lo smartphone (i cellulari sono un'altra cosa) tira fuori capolavori. Per fortuna ragionano diversamente „ Immagino, non ho dubbi, cosa non si farebbe per cercare un po' di esclusività e dimostrare la propria estrema figaggine e la altrui incapacità. Ho visto diverse dimostrazioni di queste operazioni, spesso di fotografi discutibili e quasi sempre sconosciuti il cui messaggio è: sono talmente figo e bravo che faccio "capolavori" che voi non riuscite a fare anche con le migliori attrezzature. Poi, "capolavori". Di solito umanità sofferente ripresa in zone terribili. Bambini, mamme, vecchi in situazioni di guerra e/o di fame. Non mi importa nulla di fare questi capolavori. Una fotografia che proprio non mi dà niente. Ad esempio un tizio che aveva fatto delle riprese in una qualche favela sud americana, laddove "rischiava la vita" con una attrezzatura fotografica. In realtà aveva uno "smartphone" molto più costoso di una macchina fotografica e molto più riconoscibile e appetibile oggi di una perfetta 5D da 300€. Poi ognuno fa quello che preferisce. Se uno ama lo smartphone che lo usi quanto vuole Personalmente potrei anche non fare più una fotografia, non mi accadrebbe niente. Se lo faccio è perché amo farla, in un certo modo. Mi può piacere viaggiare leggero, ma anche no, se è il caso. Se voglio fare un determinato scatto sono pronto anche a sacrificarmi un po' (me e la schiena). Poi non estremizzo, spesso fa comodo fare una foto a un documento e mandarla in tempo reale, o avere gli orari di ricevimento del medico, così non rischio di sbagliare nel copiarli. Cosiccome mi fa comodo l'ebook in certe situazioni, in viaggio o se voglio leggere a lungo, ho pure un braccio che lo sostiene quando sono a letto o in poltrona, ma sono un po' patologico, se inizio un testo che mi interessa sono capace di leggerlo ininterrottamente fin quando lo finisco |
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sent on 15 Maggio 2019 (10:37)
“ In questo ambito pare non ci sia da temere, stanno diminuendo significativamente le vendite degli e-book rispetto a quelle dei libri di carta. Hanno cominciato ad assaggiare il pudding e lo hanno trovato sciapetto... „ L'unica cosa da temere è la chiusura mentale, fa danni enormi |
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sent on 15 Maggio 2019 (12:35)
Conosco reporter , anche molto seri ed affermati, che con gli smartphone hanno documentato cose che non avrebbero potuto fare altrimenti. Spesso lo smartphone è un mezzo di fortuna, che ti fa vendere foto. Il giorno della strage del Bataclan, un noto reporter di guerra, che alloggiava vicino al Bataclan, ha documentato tutto con il suo iPhone. Immagini che sono finite nell'agenzia Magnum. |
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sent on 15 Maggio 2019 (12:43)
“ Conosco reporter , anche molto seri ed affermati, che con gli smartphone hanno documentato cose che non avrebbero potuto fare altrimenti. Spesso lo smartphone è un mezzo di fortuna, che ti fa vendere foto. Il giorno della strage del Bataclan, un noto reporter di guerra, che alloggiava vicino al Bataclan, ha documentato tutto con il suo iPhone. Immagini che sono finite nell'agenzia Magnum. „ Evidentemente non ha detto “piuttosto che usare lo smartphone, non faccio foto” |
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sent on 15 Maggio 2019 (12:49)
Infatti. Quando lo fai per professione, devi documentare e vendere foto, non segui i consigli di juzaforum |
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sent on 15 Maggio 2019 (12:54)
le foto fatte con lo smartphone non sono vere foto? vabbè... |
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sent on 15 Maggio 2019 (12:59)
“ un noto reporter di guerra, che alloggiava vicino al Bataclan, ha documentato tutto con il suo iPhone. Immagini che sono finite nell'agenzia Magnum. „ In quella circostanza la qualità non contava, bensì solo il documento. Stessa sorte hanno avuto gli scatti dell'omicidio in diretta tv dell'ambasciatore russo in Turchia, che però furono eseguiti da un fotoreporter con una reflex. Conta anche il momento, esserci. I grandi investimenti nel comparto foto degli smartphone sono giustificati dai vantaggi del mezzo, che è parte ormai della nostra quotidianità, sta sempre in tasca. E la qualità attuale è davvero elevata, inutile nasconderlo. |
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sent on 15 Maggio 2019 (13:01)
L'addio alla fotografia e il benvenuto al video dal mirino |
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sent on 15 Maggio 2019 (13:02)
“ I grandi investimenti nel comparto foto degli smartphone sono giustificati dai vantaggi del mezzo, che è parte ormai della nostra quotidianità, sta sempre in tasca. E la qualità attuale è davvero elevata, inutile nasconderlo. „ Indubbiamente. Come ho scritto, è un mezzo di salvataggio (oramai di qualità ottima, basti vedere il P30) nel caso sia impossibile utilzizare una fotocamera. Specialmente in ambito documentaristico. Il discorso di Leone per me non ha ne capo ne coda |
user92023
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sent on 15 Maggio 2019 (13:08)
@Flyer. La caratteristica IMPRESCINDIBILE di una "vera" fotografia e' la FISICITA'. Le fotografie, quelle vere, si possono incorniciare, passare di mano in mano, persino strappare ove non piacciano. Altrimenti si parla di immagini "virtuali", che pure possono diventare fotografie nel momento in cui assumano (eventualmente) consistenza fisica (cioe' vengano stampate). Lo capi' e lo spiego' per prima Kodak -e scusate se e' poco!- quando agli inizi degli anni '90, chiuse la divisione fotografia, ed apri' la divisione "imaging"! Del resto capita anche con la....femminilita': quanti dimenticano "carne & ossa", e si "contentano" della virtualita' (web)! Ciao. G. |
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