user20639
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sent on 03 Agosto 2015 (20:37)
Franco, questa volta in poche parole hai sintetizzato mesi di battaglie... se questo è il dunque, facciamo metà e metà. “ Ho lanciato questa discussione solo per la "stanchezza" di leggere risposte come "i gusti non si discutono" o "perchè va bene a me" etc. I commenti si riducono a soli rilievi tecnici (orizzonto storti, rumore digitale etc.). I "gusti non si discutono" spesso castra sul nascere ogni stimolo ad una critica più ragionata magari su temi non strettamente tecnici. „ Sono pienamente in accordo. Anche se è da capire che spesso ci troviamo di fronte all'inesprimibile e al mistero. “ Ho cercato di far comprendere i limiti di una soggettività ed un relativismo che, interpretati acriticamente, portano solo ad uno sterile ripiegamento su se stessi. „ E' inutile, qui non resisto, spacci una tua verità per dei valori consolidati, come quando citi la soggettività e il relativismo. Scusami, ma non riesco a non smentirti, come ho già fatto. |
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sent on 03 Agosto 2015 (21:38)
Caro Leo, non vorrai costringermi a ripetere, dopo ogni riga, "a mio parere" ! Nel merito, non so proprio cosa di buono possa esserci nell'interpretare acriticamente la soggettività ed il relativismo. Farne un dogma assoluto? Libero di pensarla come vuoi, ma mi sembra una posizione almeno bizzarra dopo tutto quello che è stato detto (anche da te). |
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sent on 03 Agosto 2015 (23:23)
Ora vi voglio.... |
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sent on 03 Agosto 2015 (23:32)
Jeromin, tutti questi post pseudo-filosofici che apri e che porti avanti con destrezza alla fine hanno anche uno scopo di tipo autoreferenziale e autopromozionale |
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sent on 03 Agosto 2015 (23:44)
Credo che per quello sarebbero decisamente più efficaci una raffica di commenti con banalità tecniche fatte cadere dall'alto, temo per lui che abbia voglia ancora di parlarci sinceramente di fotografia solo per il piacere di farlo e con la speranza di trovare un po' di comprensione, un'altro come lui, il bravo Giuseppe Pagano si è stancato e ha rinunciato da tempo, Jeronim come da nome, rischia d'essere l'ultimo coraggioso a parlare di fotografia qui |
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sent on 03 Agosto 2015 (23:49)
Certo Domenik. Ho anche dei grossi ritorni economici! Visto che ci siamo e che lo dici tu, mi piacerebbe che riportassi qui quei miei passaggi nella discussione che definisci "pseudo filosofici". Giusto per capire cosa intendi tu o se è solo l'effetto di una cattiva digestione. Grazie Mauro! Troppo gentile. |
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sent on 04 Agosto 2015 (0:01)
Provo a spararla con i due neuroni rimasti elettricamente attivi... Leone X, Benedetto XII.. Gregorio Magno, Alessandro VI, Celestino V.. più vicini.. Benedetto XVI e Francesco.. credono soggettivamente lo stesso Dio?.. sulla carta usano "la stessa macchina fotografica"... sotto sotto... |
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sent on 04 Agosto 2015 (22:30)
Ciao a tutti, ho trovato estremamente interessante questo post che l'ho riproposto in altro forum e precisamente in (fotocomefare) al fine di sentirne altri pareri. Benedetto |
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sent on 04 Agosto 2015 (22:44)
Ti ringrazio Benedetto. Sentire altre opinioni è sempre positivo. Ti saluto. Franco |
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sent on 07 Agosto 2015 (20:24)
La creazione artistica deve accedere anche alla parte inconscia, al simbolo. Essa è simbolo di una realtà oggettiva o soggettiva. Ci sono due stili essenzialmente nell'arte secondo Herbert Kuhn: stile sensitivo o riproduttivo (portare dentro la realtà) che concerne una riproduzione diretta della natura o dell'oggetto pittorico, e stile immaginativo (portare fuori la realtà psichica) rappresentata da una fantasia o un'esperienza, propria dell'artista, secondo moduli espressivi irreali, di tipo onirico o addirittura astratti. Già nel 3000 a.c. le iscrizioni non sono determinate da un'ignoranza dell'artista, ma esprimono un'emozione di ordine religioso o spirituale e se sono oggi particolarmente vive è perché nell'ultimo mezzo secolo l'arte è entrata in una fase che può definirsi immaginativa. (Es. il cerchio e il quadrato si ripresentano come immagini di mandala e di perfezione). Questo tipo di simbolo è definito da Jung come un esprimere quello che non si può pensare e ci si muove solo sul piano del sentimento o dell'intuizione. Il cerchio è un simbolo della psiche, il quadrato è simbolo della materia terrestre, del corpo e della realtà, separati sono un segno di dissociazione tra corpo e psiche. Come sono separati Oriente Dualità coesistenti e Occidente dualismo inconciliabile |
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sent on 07 Agosto 2015 (21:37)
L'oggettività cambia con i tempi e nessuno ne conosce la sua dimensione, ma si può avere un indice di misura creando i presupposti affinché questo indice emerga. Ma per tanti è meglio vivere nella finzione e nella dimensione chiusa del circolo di amici. La paura del confronto è più forte di qualsiasi riconoscimento oggettivo. |
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sent on 07 Agosto 2015 (22:47)
Credo che sopra la soggettività di un parere sia in ambito fotografico,che in qualsiasi altro ambito,ci stia il giudizio critico di una persona competente. Tempo fa suonavo in un gruppo e sebbene con la musica facessimo saltare il pubblico,questo non ci ha reso più o meno bravi tecnicamente.(Anche se fa piacere vedere il coinvolgimento del pubblico) Non è che con mille "mi piace"espressi da dei fotoamatori la mia fotografia puó essere chiamata tale.puó essere un bello scatto,ma credo che sia con l'approvazione di Fotografi che il mio scatto può diventare fotografia,e questo non è soggettivo. |
user46920
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sent on 07 Agosto 2015 (23:15)
“ Credo che sopra la soggettività di un parere sia in ambito fotografico,che in qualsiasi altro ambito,ci stia il giudizio critico di una persona competente. „ credo anch'io che la competenza abbia un ruolo molto importante. |
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sent on 08 Agosto 2015 (0:23)
Non si legge senza conoscere l'alfabeto. Quando si parla di "critica", di critica seria, chi la pratica deve conoscere l'alfabeto dell'arte in questione. Se parliamo di poesia, metrica e retorica in riferimento a un "genere", per esempio. C'è poi la questione della "tradizione" (o del "canone", come si dice in Letteratura) e del cosiddetto "orizzonte d'attesa", che possono spiegare perché certi autori non vengono compresi in vita e celebrati invece in morte o a distanza di tempo. Non si tratta di soggettivismo, ma più semplicemente di opere che superavano di molto l'orizzonte d'attesa di un opera. Erano, per così dire, "fuori tempo" rispetto al periodo in cui sono state composte. Van Gogh, per esempio. Infine, sugli straordinari burloni di Modigliani: l'arte moderna, specie visiva, si presta di più a questi equivoci perché la "tecnica" è apparentemente meno impegnativa. Che poi Pollock o Modigliani o Picasso o chi volete voi sia giunto a quei pochi gesti/segni conoscendo perfettamente l'alfabeto di cui sopra e conoscendo perfettamente il canone o la tradizione, chi è superficiale e/o ignorante non lo considera proprio. E pensa di riprodurlo senza sapere il perché. |
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sent on 08 Agosto 2015 (9:05)
La (critica)*** va benissimo, ma tutto va rapportato al tipo di foto. ***Postilla. Ad una bella foto di un leone o uccello ecc.., ci si pone in un certo modo, non certo che in rarissimi casi si può parlare di espressione estremizzata di chi la scatta, riprende cosa gli si pone davanti, con tutte le varianti possibili nella ripresa del soggetto. E qua possiamo dire si può dare un giudizio oggettivo dello scatto. In una foto di macro di un fiore, stessa cosa come sopra, ma qua ti puoi anche sbizzarrire se vuoi con un espressione personale, credo che qua oltre all'oggettivo possa rientrare anche il soggettivo, in base alla rappresentazione. Questo vale per tutti i tipi di foto, oggettivo e soggettivo camminano di pari passo, se osservi per la pura tecnica è oggettivo,perché ci sono i canoni che puoi sempre infrangere a questo punto osservare una foto che infrange i canoni ed è un espressione di chi la effettua diventa soggettivo. La cultura, si ok osservare, ascoltare, leggere, informarsi, ecc...ecc..., è utile per tutti. Ma poi, cito Preben: “ Non si tratta di soggettivismo, ma più semplicemente di opere che superavano di molto l'orizzonte d'attesa di un opera. Erano, per così dire, "fuori tempo" rispetto al periodo in cui sono state composte. Van Gogh, per esempio. „ sicuramente erano persone acculturate a dare un giudizio, oggettivo o soggettivo. Infine salto nel banale e non, credo che qua nessuno si arroga il diritto di essere chiamato artista, credo che nessuno crede di esserlo per i mi piace, credo anche che quando c'è una foto che ti dia un qualcosa i membri scrivono il loro commento la loro suggestione, oltre alla tecnica, ci sono foto che ti ispirano proprio nel commento, il fatto è anche quanto ci soffermiamo ad osservare, cosa osserviamo, se andiamo a vedere ogni particolare o se la osserviamo e basta, ci sono molti fattori da contestualizzare. Anche questo ricalca in modo soggettivo di come ci si pone davanti ad un qualcosa, ma non implica necessariamente la cultura de soggetto stesso che la osserva, può essere anche un grande acculturato, ma la osserva e basta. *** Infine la (critica), a me non piace questa parola, mi piace più commento di condivisione di idee, si può condividere e non condividere, ma sempre nel rispetto di chi effettua lo scatto, tenendo sempre presente, che chi osserva non conosce mai il perché e il per come di quello scatto, più estremo, meno estremo, cartoline, banalità è pur sempre una foto dove dietro c'è una persona che prova nella speranza di un miglioramento, poi se è consono agli occhi di tutti o a quelli di nessuno questo non sta a me a giudicare, importante esprimere la tua visione delle cose qualsiasi esse siano. Oggettivo o soggettivo, bella, brutta, ecc..ecc..., chi può dire dove è il giusto. Chi lo sà? |
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