user19058
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sent on 24 Febbraio 2015 (16:36)
Mi rendo conto di non essere stato sufficientemente chiaro nell'esporre ( ?!? ) il mio ultimo pensiero: intendevo dire che non mi pare corretto nei confronti del BN "declassare" uno scatto a colori, magari poco riuscito, riducendolo a una questione di scala di grigi. Nell'operatività, non potendomi permettere Leica M monochrom, è certo che scatto in colore, anche perché mi serve per dare maggior risalto a certe tonalità nella successiva trasformazione, ma la previsualizzazione tiene conto dei soli toni di grigio e dei rapporti di luminanza. Senti il buon vecchio AA: "per la pre-visione suggerisco di utilizzare un filtro Kodak Wratten N. 90 grigio/ambra scuro, darà un'idea molto vicina alla realtà dei rapporti di tonalità tra le varie parti dell'inquadratura". Solo questione di opinioni, mantenere due varianti (col+BN) ha anche il suo senso, ma per la mia formazione è l'una o l'altra. E' un po' come sentire una cover: mi rimane più impressa e gradita la musica originale, quella che mi ha emozionato  |
user61069
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sent on 24 Febbraio 2015 (16:41)
salgado disse che il colore distrae... gardin che il BN da più l'idea di documento. piace anche a me, ma non per tutto. |
user46920
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sent on 24 Febbraio 2015 (17:06)
“ intendevo dire che non mi pare corretto nei confronti del BN "declassare" uno scatto a colori, magari poco riuscito, riducendolo a una questione di scala di grigi. „ no, era più che sufficientemente chiaro addirittura nostalgico e quasi sofferente: "please, non distruggete quel poco rimasto" !!! ... compreso perfettamente ... forse il BN col digitale oggi è leggermente differente solo nella metodologia di produzione, diversa dal processo con la pellicola (da quel che è nella mia esperienza) ... ma credo che rimane sempre la stessa risposta, alla domanda "bn perché?", uguale a come era anche con la pellicola. |
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sent on 27 Febbraio 2015 (12:10)
dal post iniziale “ Impariamo a giustificare le nostre scelte „ , proprio a questo proposito posto uno scritto, non mio, perché non ho abbastanza padronanza della materia, ma di Salgado: "Se mi sono concentrato sulla natura con "Genesi" non ho però rinunciato al bianco e nero. Non mi serve il verde per mostrare gli alberi, né l'azzurro per mostrare il mare o il cielo.... Fin dai tempi dell'analogico quando lavoravo a colori, gli azzurri e i rossi li trovavo talmente belli che diventavano più importanti delle emozioni contenute nella foto. Mentre con il bianco e nero e tutta la gamma dei grigi posso concentrarmi sull'intensità delle persone, sui loro atteggiamenti, sui loro sguardi, senza che siano disturbati dal colore. Cero nella realtà niente è in bianco e nero. Ma quando guardiamo un'immagine in bianco e nero, questa entra a far parte di noi, la assimiliamo e inconsciamente la coloriamo. Penso che il potere del bianco e nero sia davvero straordinario e per questo l'ho utilizzato senza alcuna esitazione per rendere omaggio alla natura: fotografarla così era per me il modo migliore di mostrare la sua personalità, far emergere la sua dignità. Bisogna sentire la natura, bisogna amarla e rispettarla per poterla fotografare, come per le persone e gli animali. E tutto questo per me è veicolato dal bianco e nero; mi piace è una mia scelta, ma anche il mio impedimento e a volte la mia difficoltà." |
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sent on 28 Febbraio 2015 (14:22)
Per dare maggior respiro alla discussione, mi sembra interessante segnalarvi una serie di riflessioni del "nostro" Francesco Merenda. Come molti di voi sapranno, Francesco è un ottimo fotografo che, oltre a prediligere il B&N per i suoi lavori, è interessato a cercare possibili risposte a tutti quei perchè che danno un senso a qualsiasi discussione incentrata sui valori espressivi della fotografia. Questo è il link: magazine.gabbiarmonica.it/2014/07/bianconero-molteplice-essenza/ Interessanti anche una serie di "presentazioni" di alcuni autori. Credo possano servire da ispirazione per quello che mi auguro si possa fare qui: magazine.gabbiarmonica.it/category/le-rubriche-della-gabbia/in-biancon |
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sent on 28 Febbraio 2015 (14:46)
Io vorrei condividere con voi queste riflessioni "polemiche" (come le definisce anche l'autore) di Efrem Raimondi blog.efremraimondi.it/bianco-e-nero-una-pura-formalita-4/ "Bianco e Nero? Non è una tecnica. Non è una religione? È un'idea, un concetto." Già queste poche parole racchiudono, secondo me, l'essenza della fotografia in bianco e nero. |
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sent on 28 Febbraio 2015 (15:05)
ho appena pubblicato una galleria dedicata al B&N e mi ritrovo questo topic il bn, almeno personalmente, non è un "opzione" che provo per far rendere al meglio certi scatti.. almeno l'80% dei miei scatti in bianco e nero sono stati fatti pensando già a quel tipo di conversione. togliere tutti quegli elementi "di distrazione" come il WB, la resa cromatica, alte o basse luci.. il bn permette di concentrarsi sulla composizione, sul "messaggio", sul "concetto"; poi certo capitano condizioni in cui il BN è l'unico modo di ottenere foto interessanti ma personalmente sono casi rari, se si pensa che il bn sia la soluzione per recuperare foto con problemi di esposizione ci si sbaglia di grosso |
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sent on 28 Febbraio 2015 (15:10)
Ti ringrazio Jeronim per la segnalazione che mi coinvolge, che ovviamente mai avrei fatto in prima persona. Certamente non è quello luogo e articolo che si occupa del "perchè" del bianconero, ma sottolinea un aspetto che, a mio avviso, spesso è trascurato in nome di logiche un pò manichee. Quella che lì definisco molteplice essenza, ovvero quella potenzialità espressiva che può, forse deve, snodarsi non per un'unica via. Che credo sia una delle potenzialità del monocromatico da cui poi derivare e comprendere anche i suoi perchè... Un caro saluto F |
user46920
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sent on 28 Febbraio 2015 (18:56)
“ ...È un'idea, un concetto." Già queste poche parole racchiudono, secondo me, l'essenza della fotografia in bianco e nero. „ ... se devo essere sincero, mi piacerebbe che tu potessi spiegare a me/noi queste due parole .. cosa racchiudono secondo la tua idea e concetto di essenza, nella foto in bn !!! (grazie ) Lo dico perché molto spesso si scrivono righe e righe di parole e frasi, ma con poco significato dentro (...), costruite su personalissimi sottointesi e che lasciano spazio (troppo) ad interpretazioni di ogni genere e direzioni, quindi nella sostanza non spiegano un bel nulla. ... e faccio l'esempio: “ almeno l'80% dei miei scatti in bianco e nero sono stati fatti pensando già a quel tipo di conversione. „ ... quindi il bn è una conversione (religiosa, tecnica, etica, ... ???) “ togliere tutti quegli elementi "di distrazione" come il WB, la resa cromatica, alte o basse luci.. il bn permette di concentrarsi sulla composizione, sul "messaggio", sul "concetto" „ ... quindi è un metodo di concentrazione (come lo Zen ???) naturalmente sono solo provocazioni, ma ... “ Certamente non è quello luogo e articolo che si occupa del "perchè" del bianconero, ma sottolinea un aspetto che, a mio avviso, spesso è trascurato in nome di logiche un pò manichee. Quella che lì definisco molteplice essenza, ovvero quella potenzialità espressiva che può, forse deve, snodarsi non per un'unica via. Che credo sia una delle potenzialità del monocromatico da cui poi derivare e comprendere anche i suoi perchè... „ Riassumo: il BN ha una possibilità/capacità (suppongo diversa dal colore) multipla di esprimersi "liberamente" in molte direzione (vie) e questa è una (non tutte) potenzialità da cui derivare i suoi perché (usare il bn ???) e questo concetto è spesso trascurato in nome di logiche Manichee. PS:le logiche manichee = riferito a ideologia, teoria, dottrina che ponga in netto contrasto il bene e il male, o di chi accentua le differenze di opinioni, teorie, posizioni ecc., ritenendole inconciliabili. (tratto da qui) ... a volte la semplificazione da semplicità e la chiarezza da facile comprensione ... perché attorciliare semplici concetti attorno a parole difficili e incomprensibili, cercando un tono artistico-poetico-intelletuale, inutile , in una discussione che dovrebbe essere aperta a tutti (anche a chi non ha "studiato") ???   |
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sent on 28 Febbraio 2015 (20:44)
@L'occhiodelcigno: i miei perchè li ho già espressi a pagina 3 di questo thread e la frase estrapolata dai pensieri di Efrem Raimondi racchiude in poche parole quello che ho già espresso un po' più approfonditamente in precedenza. Visto che nel frattempo le mie idee in merito al bianco e nero non sono cambiate, non sto a ripetermi. Saluti Barbara |
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sent on 28 Febbraio 2015 (21:04)
Caro Occhiodelcigno, sinceramente la polemica mi attrae poco, quando è formulata così, basando tutto sulle pulci alle parole, sulla speculazione fine a se stessa. Ti rispondo perchè sono per natura cortese, ma non lo farò ancora, in futuro. La molteplicità espressiva del bianconero non l'ho messa in relazione a quella più o meno grande del colore, per cui la supposizione è errata. L'ho messa in contrapposizione all'idea che esiste un "buon bianconero" e "uno cattivo", idea che non bisogna essere fini studiosi della rete per capire che assai spesso si fa strada. Tu non ce l'hai. Benissimo. Non è idea di tutti, ma percettibilmente una diffusione strisciante ce l'ha. E a quella mi riferivo (come ben definisci il termine manicheo, questo si attanaglia alle due categorie sopra, giusto? "contrasto bene-male..."). L'idea che esista un bianconero buono e uno cattivo implica in se che uno dei due, Ansel Adams o Mario Giacomelli per esempio, non sapesse come fare un monocromatico decente. E questo, sbaglierò, ma è esattamente un concetto per chi si accosta alla fotografia, perchè chi ne ha masticazione antica lo sa. La semplicità c'è già. Ce n'è quanta ne vuoi. Se osservando una fotografia vuoi dire "bel bianconero" per default, fai pure. E, a parte ciò, se io non sono capace di essere semplice andrò ragionevolmente all'inferno, e me ne farò una ragione (spero). Non sopporto i "professori" nella vita, ma se tu leggi quanto scrivo nella chiave che in modo dotto esprimi nell'ultimo periodo, o sbaglio tutto io o comprendi storto tu. La mia esperienza in materia di comunicazione mi dice che comunque poco importa e differenza ne fa poca, per cui, vabbè, già scritto sopra Un caro saluto F |
user46920
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sent on 01 Marzo 2015 (3:44)
Francesco, non intendo fare polemiche, ma solo esporre sinceramente ciò che vedo leggendo. Sto letteralmente commentando quello che leggo come se fosse una foto: se da fastidio parlare di composizione, di cosa dovremmo discutere ??? A me non danno fastidio "i professori" (e ce ne fossero...), invece l'ipocrisia la ritengo uno dei più potenti veleni di sempre (in tutti i campi, anche in Diplomazia). Cercavo di dare una smossa a chi potrebbe insegnare qualcosa (e ce ne sono) ma sembrano rimanere secondo me nel guscio o a girarci intorno: "Lo dico perché molto spesso si scrivono righe e righe di parole e frasi, ma con poco significato dentro (...), costruite su personalissimi sottointesi, che lasciano spazio (troppo) ad interpretazioni di ogni genere e direzione, quindi nella sostanza non spiegano un nulla." So benissimo che discutere apertamente di un tema (spero per arrivare in fondo a qualcosa, altrimenti è del tutto inutile), come ho già constatato, non è per niente facile, ma se cominciamo a chiuderci in discorsi "tra amici del club dell'Artista", quello che fa naufragare la barca non sono io con i miei modi ... (o almeno, spero di no ) Non è difficile essere chiari e semplici: -La molteplicità espressiva del bianconero non l'ho messa in relazione a quella più o meno grande del colore...L'ho messa in contrapposizione all'idea che esiste un "buon bianconero" e "uno cattivo" ... E a quella mi riferivo (manicheo = "contrasto bene-male...") -L'idea che esista un bianconero buono e uno cattivo implica in se che uno dei due, Ansel Adams o Mario Giacomelli per esempio, non sapesse come fare un monocromatico decente. ... ecco, queste secondo me sono informazioni importanti date al Gruppo (e non solo), e in forma chiara (senza ambiguità o sottintesi incoprensibili), magari concetti da ripetere facendo anche altri esempi, per far meglio comprendere il succo del tema anche a chi di fotografia non ne mastica da 20 anni, ma si è appena comperato una fotocamera e gli interesserebbe il BN (... esagerando ) potresti approfondire l'ultimo concetto riguardo ad Adams e Giacomelli ??? (grazie) non intendevo fare le pulci a nessuno ne' speculazione fine a se stessa, solo aiutare la cultura ... mi spiace aver innervosito, stizzito o offeso qualcuno. Se do fastidio, me ne vado senza problemi !!! Che gusto c'è rimanere in un gruppo dove non sei ben accetto ??? |
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sent on 01 Marzo 2015 (10:26)
Sono andato a spulciare i link lasciati da Jeronim, rileggedomi in particolare la discussione di Francesco sul B&W, che mi pare offra parecchi spunti di meditazione. Proprio a partire da quella discussione, vorrei sottolineare l'importanza anche di alcuni aspetti "tecnici" che finiscono per influenzare anche le scelte "di metodo" quando decidiamo di realizzare un'immagine in B&W. Prendo ad esempio le foto di Tarik Daria e di Toti Itot, che Francesco commenta all'interno di quella riflessione: sono immagini che fanno dell'estensione delle aree completamente nere il loro punto di forza comunicativo, sia da un punto di vista compositivo (la geometria di Toti Itot), che narrativo (lasciare in evidenza solo l'acqua della cascata, come fa Tarik). Dubito che in un'immagine a colori riusciremmo a raggiungere quella profondità e purezza di nero senza alterare sgradevolmente il cromatismo generale; però se rispettassimo i colori, quelle aree diventerebbero probabilmente di un "bistro" che non solo non restituirebbe la purezza e la forza del nero, ma porterebbero a domandarsi: "cosa c'è lì dentro, perché non mi fai vedere i particolari in ombra?" (aprire le ombre è diventata una mania nell'era del digitale a colori). Credo che la forza dell'ombra pura sia apprezzabile quasi esclusivamente nel B&W (quasi... ). Però poi mi vengono in mente anche autori (che apprezzo ugualmente) nelle cui immagini B&W i neri non ricoprono un ruolo così importante (e qui trovo il mio limite di "analista" e mi piacerebbe che qualcuno riuscisse ad analizzare anche le prerogative tecniche di quell'interpretazione), per cui quella molteplicità espressiva del B&W di cui parlava giustamente Francesco è evidentemente qualcosa che caratterizza "tipicamente" il bianco nero, sia da un punto di vista tecnico che espressivo, ma che è diversa, non migliore o peggiore, di quella che troviamo nel colore. Si tratta di arrivare a comprenderle entrambe se si vuole fare una scelta consapevole; per questo trovo giustissimo l'invito di qualche pagina fa a non utilizzare la conversione in B&W per tentare di recuperare una immagine a colori sbagliata. |
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sent on 01 Marzo 2015 (10:37)
Aggiungo, rispetto alle due foto citate, che probabilmente, anche raggiungendo la stessa profondità di nero senza alterare il comatismo generale, in una foto a colori quelle aree nere non avrebbero la stessa forza espressiva proprio per la presenza del colore, perché il "contrappunto" al nero lo fa il bianco, e la cosa mantiene il suo impatto, o comunque rimane più leggibile, proprio in assenza dei colori che, in questo senso, non contribuirebbero più alla lettura di quelle foto, ma costituirebbero solo un elemento di distrazione |
user61069
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sent on 01 Marzo 2015 (12:04)
daniele, sul concetto di aprire "per forza le ombre", sono d'accordo, e aggiungo, che in certi generi fotografici "troppe" informazioni rovinano la foto, tant'è che l'esercizio che molti fotografi fanno per ottenere immagini migliori è quello di semplificare e ridurre al minimo gli elementi nella foto. tutti questi dettagli nelle foto più importanti, apprezzate e famose della storia non c'erano...eppure le ammiriamo e ci piacciono. classico esempio che non tutto quello che è nuovo è progresso e non tutto quello che è nuovo è un vantaggio. angelo. |
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