user120016
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sent on 18 Luglio 2019 (11:02)
“ Regola numero 1 del photo club: Non parlare del photo club MrGreen Regola numero 2 del photo club: Divulga l'arte della dia-proiezione ;-) Regola numero 3 del photo club: La proiezione digitale è il male :-P Regola numero 4 del photo club: Scimmiottare la velvia con photoshop e considerarla uguale a quella vera, è come paragonare la carbonara di 4 salti in padella a quella della Sora Lella (Ho fatto anche la rima MrGreen) „ +1 +1 +1 +1 |
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sent on 18 Luglio 2019 (19:54)
+2 +2 +2 +2 |
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sent on 18 Luglio 2019 (19:55)
Oh Durden ... guarda che se vuoi invito pure te eh |
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sent on 19 Luglio 2019 (14:56)
Accetto la sfida... Anche perché dovreste fare attenzione al mio alias... |
user124620
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sent on 19 Luglio 2019 (15:10)
una domandina...ma cosa vuol dire una proiezione con i controfiocchi? io vedevo quelle di mio papà con il proiettore ed il telo...ma si discosta molto da questo quello che dite? ci sono nuovi metodi di proiezione? ....mi avete incuriosito ora |
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sent on 19 Luglio 2019 (17:45)
In generale il sistema è sempre quello: Proiettore e telo Ma come si può intuire, tutta la catena... dall'obiettivo di ripresa fino al telo di proiezione devono essere tenuti conto. Altrimenti l'anello debole di tutta la filiera vanificherà il nostro sforzo. E la qualità si abbasserà a quel livello. Un esempio elementare per rendere l'idea: inutile usare un obiettivo leica da migliaia di euro durante lo scatto, se durante la proiezione il telo non è in asse con il proiettore Le classiche proiezioni in famiglia delle vacanze, spesso (per non dire sempre) erano arrangiate. Chi scattava non era fotoamatore, o magari lo era ma con scarse conoscenze di diapositive. Ciò portava a fotografie esposte male, riprese magari con ottiche scarse, nessuna cura nel disporre il proiettore e telo. Hai presente la classica pila di libri per alzare il proiettore? Appunto.... Quindi come si può capire, si andava a disintegrare a colpi di mannaia il potenziale della dia-proiezione. Ovviamente c'erano le eccezioni di chi sapeva proiettare, ma era piuttosto raro. Appannaggio di veri appassionati e non del fotografo vacanziere ;-) In linea di massima la filera è questa: Qualità dell'obiettivo di ripresa, tipo di pellicola, qualità dello sviluppo, qualità dei telaietti, qualità obiettivo di proiezione, qualità del proiettore (non entro nello specifico), distanza di proiezione, proiettore e telo in asse, qualità del telo/muro. Quindi per concludere, la proiezione è una forma d'arte..... Se si ha cura dei minimi dettagli, è magia pura!!!! Se si fà alla carlona.....meglio fare altro |
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sent on 29 Luglio 2019 (10:11)
Ciao Ho letto questa discussione e vi faccio una domanda sperando di non uscire fuori tema: Con quali prodotti è possibile trattare lo sviluppo di diapositive colore? La difficoltà del trattamento è simile a quella delle pellicole oppure si incontrano complicazioni aggiuntive? Mi interessa lo sviluppo delle diapositive. Visto l'oblio in cui sono cadute, ottenere uno sviluppo decente dai laboratori è ormai impossibile. Arriva tutto slavato e privo di contrasto, un disastro! A questo punto mi piacerebbe tentare. In base alla vostra esperienza che dite, Sarà possibile? |
user33434
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sent on 29 Luglio 2019 (13:19)
Ciao Pierpo, ti rispondo in ordine. Per sviluppare le diapositive serve il kit E6. Che io sappia attualmente lo producono Tetenal e Bellini, il tetenal usa tre bagni mentre il Bellini usa i sei tradizionali. La qualità del Bellini mi pare leggermente superiore ma é un parere personale. La difficoltà del trattamento consiste principalmente nel trattamento dal primo sviluppo dove la temperatura e i tempi devono essere rigorosamente rispettati fino al secondo sviluppo. Variare anche di mezzo grado o di pochi secondi ha un impatto sul bilanciamento del colore. Ho fatto un po' di casini con gli sviluppi in questi anni ma una volta fatta l'abitudine il procedimento non é così drammatico e la soddisfazione è tanta. La scadenza dei chimici riportata è però sempre ottimistica, se hai rulli per te importanti ti consiglio di usare sempre chimici freschi. Saluti |
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sent on 29 Luglio 2019 (13:33)
Ciao Mauro Intanto grazie moltissimo per le informazioni preziose. Mi appresto a cercare i kit da te indicati, Colgo l'occasione per fare un paio di domande riguardo a ciò che hai detto: In particolare sulla temperatura , mi chiedevo se per portare in temperatura ottimale l'interno della tank sia sufficiente immergerla nella bacinella con acqua alla gradazione indicata o vi sia la necessita invece di operare un riscaldamento con un bagno preliminare di sola acqua come, mi sembra di capire, avviene per le pellicole. Inoltre mi chiedo se i cambi tra un bagno e l'altro non abbiano effetto sulla temperatura della tank. In realtà avrò di sicuro altre domande ma intanto molte grazie a te e a tutti quelli che volessero inviarmi altre indicazioni |
user33434
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sent on 29 Luglio 2019 (14:44)
Pierpo io mi regolo così, riempo due taniche separate per acqua bollente e acqua fredda. Preparo una bacinella (la più alta e stretta possibile) con acqua a 38 gradi e ci metto dentro i chimici in bottiglie di plastica, stessa temperatura per l'acqua in tank per il prelavaggio con i tempi indicati. Nel frattempo il primo sviluppo deve raggiungere i 38 gradi, quindi svuoto la tank in un secchio e inizio lo sviluppo, mantengo la temperatura del bagno e dei lavaggi con le due taniche e proseguo così. Dopo la sbianca non serve più regolare la temperatura perché il range utile aumenta e mi ritrovo con la giusta temperatura per il fissaggio con il normale raffreddamento della bacinella. Buon divertimento, se hai altri dubbi sono a disposizione. |
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sent on 29 Luglio 2019 (16:47)
Ciao a tutti! Domanda semplice semplice: esiste una guida chiara, semplice, senza troppi giri di parole per lo sviluppo delle pellicole negative in lingua italiana? Grazie mille! Thomas |
user120016
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sent on 29 Luglio 2019 (18:16)
Cerca ''Lo Sviluppo Fotografico'' di jacobson & jacobson, edizione italiana edita da Cesco Ciapanna Editore. È un bel volume che spazia dall'allestimento della camera oscura alla scelta dei reagenti (incluse le formule per prepararli) fino ad una guida chiara e semplice sullo sviluppo del negativo sia BW che colore. Un testo molto utile. |
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sent on 29 Luglio 2019 (19:18)
Grazie mille Domenico! |
user120016
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sent on 29 Luglio 2019 (19:22)
Stasera ti scrivo un altro titolo di un manualetto, sempre in lingua italiana, molto più compatto di quello che ho scritto sù ma comunque ugualmente completo. |
user120016
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sent on 29 Luglio 2019 (22:19)
Rieccomi. L'altro testo che consiglio è ''manuale pratico di camera oscura'' di O.F. Ghidina, edito da ''Il Castello''. È un testo dalle caratteristiche meno da trattato e più da taglio pratico. Ma comunque i concetti fondamentali sono ben spiegati. Entrambi i testi presentano una ricca iconografia che illustra bene ciò che viene spiegato nel testo. Se ti interessano testi su argomenti precisi, chiedi pure e ti saprò indirizzare. |
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