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sent on 06 Giugno 2019 (14:41)
“ Che poi il guadagno è da dimostrare, il 75% dei turisti non scende dalla nave preferiscono i ristoranti di bordo l'altro 25% scende per una toccata e fuga che di soldi alla città lascia ben poco, credo che l'interesse sia della compagnia che ti vende la crociera pubblicizzando che passa a Venezia „ Oddio, per un paio di giorni circolano per Venezia e qualcosa spenderanno. Magari comprano qualche souvenir in vetro di Murano (in realtà made in China) o qualche pizzo di Burano (idem come sopra) e fanno una capatina in qualche bar (ormai in buona parte gestiti da cinesi). Comunque il mancato afflusso dei croceristi che sbarcano dalle grandi navi non penso che manderebbe in fallimento l'industria turistica di Venezia. Stando a questo studio di Ca' Foscari (ovviamente da prendere "cum grano salis") in una città come questa "Il limite oltre al quale il turismo da risorsa diventa problema, ipotizzano i ricercatori, è quello di 52mila visitatori al giorno, ovvero 19 milioni di visitatori l'anno. Numero ampiamente superato: l'affluenza reale è stimata in circa 28 milioni all'anno." www.unive.it/pag/14024/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=5268&tx_news_pi1%5Bc “ Sull'inquinamento generato dalle grandi navi, non solo quelle da crocera ma soprattutto le mercantili portacontainer, ... „ Però c'è da dire che le mercantili e le portacontainer svolgono un ruolo che temo non sia rimpiazzabile nell'ambito dell'economia mondiale, a differenza di quelle da crociera. Poi, stando a quel rapporto di Trasport Environement citato dal Fatto Quotidiano : "L'inquinamento delle città di porto deriva in gran parte dallo stazionamento delle navi da crociera ormeggiate ai moli. 'Queste città galleggianti – si sottolinea nel rapporto – devono tenere i motori accesi per funzionare e garantire i servizi di bordo ai passeggeri'. In questo modo però vengono liberati nell'aria fumi altamente tossici che compromettono la qualità dell'aria, l'ambiente e la salute dei cittadini." SE (e sottolineo il se, perché anche questo rapporto lo prendo "cum grano salis") le cose stanno così, ritiro quel che ho detto qualche pagina avanti (e più di tre anni fa), in cui mi mostravo se non favorevole perlomeno "possibilista" a uno di quei due o tre progetti di moli galleggianti alle bocche di porto per le navi da crociera. Si tratterebbe di far respirare agli abitanti del Lido e di Cavallino-Treporti i fumi tossici che attualmente si riversano nel centro storico. Quanto all'aspetto estetico dell'impatto di questi ecomostri galleggianti in una città come Venezia, la mia l'ho detta nella didascalia a questa foto: www.juzaphoto.com/galleria.php?t=1446132&l=it |
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sent on 06 Giugno 2019 (15:24)
la forza con cui si sostiene la libertà di espressione e si condanna la censura quando opera secondo le nostre idee, è sempre molto simile a quella con cui si censurano le idee e i messaggi contrari. |
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sent on 06 Giugno 2019 (15:36)
che poi la gestione del turismo a Venezia faccia pena, dalle navi ai singoli turisti, come fa pena tutta la gestione del territorio in tutto il resto d'italia, questo è un altro discorso... |
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sent on 06 Giugno 2019 (16:01)
Nell'inchiesta che citavo c'era anche uno studio statistico degli effetti dell'inquinamento sugli abitanti di alcune città portuali, mi pare americane. |
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sent on 06 Giugno 2019 (16:10)
“ Che poi il guadagno è da dimostrare, il 75% dei turisti non scende dalla nave preferiscono i ristoranti di bordo l'altro 25% scende per una toccata e fuga che di soldi alla città lascia ben poco, „ Quello è l'indotto. Ci sarà pure qualche concessione, tassa portuale, ... “ credo che l'interesse sia della compagnia che ti vende la crociera pubblicizzando che passa a Venezia „ chiaro, poi dovesse succedere il fatto tragico, si troverà il colpevole, il quale verrà prontamente sostituito risolvendo alla radice il problema. |
user124620
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sent on 06 Giugno 2019 (16:35)
riferito al primo post dell'utente che ha aperto il 3d: Viva l'Italia!!! La patria del controsenso! |
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sent on 06 Giugno 2019 (17:01)
premesso che l'aspetto della sicurezza e dell'organizzazione vada sempre al primo posto, vorrei comunque esprimere un pensiero sull'atteggiamento di fastidio nei confronti del turismo di residenti di molte località turistiche italiane. Io abito a Brescia, per chi non la conoscesse è una delle provincie più industrializzate d'Italia, probabilmente la prima. Nel nostro territorio convivono spesso aziende produttive e abitazioni residenziali. Situazione che, a volte, è causa di contrasti. La legge stabilisce un limite di tolleranza e accettabilità che implica, in molte situazioni, la necessità da parte dei cittadini di sopportare un disagio che viene ritenuto un prezzo equo da sopportare per permettere all'industria di produrre lavoro e reddito, reddito che serve all'intera nazione, non solo ai diretti interessati. Il turismo è una fonte di reddito collettivo, al pari della produzione industriale o manifatturiera in generale, che va tutelato nell'interesse nazionale, anche se può provocare qualche disagio a qualche residente delle località turistiche. Fatta salva come dicevo la tutela del patrimonio, dei luoghi ecc ecc, ma se un veneziano è disturbato dai turisti in estate, fa come deve fare un monzese disturbato dall'autodromo o chiunque che abiti vicino ad un aeroporto: cambia casa. Se poi i "furbi" commercianti italiani delle località turistiche (costa romagnola esclusa, vera ed unica perla del turismo italiano) avessero evitato di t*fare per decenni i turisti, con prezzi gonfiati, servizi scadenti ecc, probabilmente da quelle navi scenderebbe qualche turista in più. |
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sent on 06 Giugno 2019 (17:54)
“ ...se un veneziano è disturbato dai turisti in estate, fa come deve fare un monzese disturbato dall'autodromo o chiunque che abiti vicino ad un aeroporto: cambia casa. „ E' quello che sta puntualmente accadendo. In base al rapporto demografico 2017 del Servizio Statistica e Ricerca della Città di Venezia, scaricabile in PDF da qui www.veneziatoday.it/cronaca/dati-cittadini-venezia-2017.html dal 2000 i residenti del centro storico e nelle isole sono diminuiti di 17.000 unità attestandosi a meno di 80.000. Che poi sia per l'eccessivo affollamento di turisti, o per i prezzi elevati delle case e in generale del costo della vita (fattore strettamente correlato alla pressione turistica), o per il fatto che sempre più negozi di generi di prima necessità vengono riconvertiti al turismo mordi-e-fuggi, oppure per altre problematiche della specifica situazione veneziana; di questo si potrebbe discuterne. Resta il fatto che lo spopolamento di Venezia NON è una leggenda metropoloitana. |
user33434
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sent on 06 Giugno 2019 (19:50)
Quello dello spopolamento è un tema interessante e complicato, molto difficile da analizzare e ancora più difficile è riuscire trovare delle soluzioni. Ho però una mia idea piuttosto netta in proposito, il turismo sta di fatto uccidendo alcuni luoghi. Venezia non è fatta solo dalla sua indiscutibile bellezza ma anche dai veneziani stessi, se dalla città vanno via i suoi abitanti diventa una luna park a cielo aperto. Alcune città hanno bisogno di cure particolari e Venezia è sicuramente tra queste, le proposte nel settore turistico che propugnano un'idea di gestione e amministrazione del flusso vanno almeno provate. Sul tema dell'accesso delle grandi navi in città non riesco a trovare un buon motivo nell'interesse collettivo per consentire una pratica del genere. |
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sent on 06 Giugno 2019 (19:53)
Mala tempora currunt |
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sent on 06 Giugno 2019 (19:55)
@ Roberto P Sono d'accordo: la soluzione non può essere "chi non è d'accordo se ne vada"! E' questo un fenomeno che pian piano sta dilagando anche nei centri storici minori, con case trasformate in B&B o passate in mano a grosse società che ne fanno alberghi o, peggio, abitazioni di lusso, destinate, queste, a rimanere vuote per gran parte dell'anno. La cosa, come tante altre problematiche, va governata, o ci troveremo veramente con delle città finte. |
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sent on 06 Giugno 2019 (21:08)
Mi stupisco il dibattito si sposti sul merito di una politica dalla discussione sulla gravità di un'azione totalitarista che arriva sino a colpire la comunicazione in forma fotografica. |
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