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Documentare, manipolare, interpretare o impressionare?







avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (8:17)    

Perché usare la macchina fotografica?

Probabilmente perché è il più tecnologico degli strumenti di comunicazione a disposizione di tutti, quindi è anche quello che viene ritenuto più idoneo ad esprimere il "succo" di una società altrettanto tecnologica.
Che poi venga usato bene o male (direi "consapevolmente" o meno) credo dipenda in buona parte dal fatto che anche rispetto all'intero sistema sociale che vogliamo rappresentare è tuttora difficile inquadrare dove stiano i suoi aspetti di "bene" e di "male"; la famosa "crisi di valori" della società attuale è tuttaltro che una barzelletta, e il primo luogo in cui si manifesta è proprio il campo comunicativo

user46920
avatar
sent on 28 Dicembre 2017 (10:47)    

la mia domanda era più semplice: perché usare una macchina fotografica se poi quello che presentiamo non sono fotografie?

Certo, purtroppo fà tutto parte anche del
la famosa "crisi di valori" della società attuale
che
è tuttaltro che una barzelletta
... ma sarebbe bello sentire le risposte direttamente dagli interessati.

Come sarebbe totalmente assurdo usare una motocicletta per voler gareggiare nel Giro d'Italia (ciclismo) e pretendere anche di voler vincere la coppa, allo stesso modo, usare una fotocamera per poi presentare dei disegni ricostruiti postumi, è del tutto demenziale, assurdo, stupido, per non dire becero e fasullo ... non trovi?

Io mi vergognerei di ritenermi un fotografo in quel modo, anche perché un motociclista non è un ciclista: sono due mestieri differenti ... o sbaglio?

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (11:46)    

Documentare, manipolare, interpretare o impressionare?


O magari anche semplicemete raccontare?

Ognuno adopera la macchina fotografica per fare quello che più gli piace, nei limiti di quanto previsto dalla legge, poi dire se il suo prodotto è fotografia o altro spetta a chi ha la competenza per giudicarlo, ammesso che interessi ed abbia senso farlo,non certo ad un qualunque possessore di fotocamera che passi il suo tempo a cercare d'imporre strampalate tesi sui forumMrGreen

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (11:49)    

la mia domanda era più semplice: perché usare una macchina fotografica se poi quello che presentiamo non sono fotografie?

Da questo punto di vista non possiamo dimenticare che la fotocamera è uno strumento e la fotografia rimane pur sempre una "tecnica di rappresentazione"; l'utilizzo delle "tecniche miste" non possiamo demonizzarlo a priori, anche se ci sono opere (in altri campi) che oggettivamente non si riesce più ad inquadrare come dipinti o come sculture, da tanto è forte in loro la commistione fra 2D e 3D. La vera differenza è di "significato", nel senso che un fotomontaggio non potrà mai costituire un "documento" di una realtà materiale, ma potrà comunque esprimere lecitamente una "visione interiore" dell'autore: due funzioni oggettivamente diverse, ma comunque possibili.
Sarebbe sufficiente che l'utilizzatore della fotocamera fosse cosciente di questa differenza a livello di messaggio e di coerenza col significato che lui vuole dare a quell'opera; sono convinto che a quel punto nessuno pretenderebbe di gareggiare nella competizione sbagliata. Tuttavia, a parte l'ambito professionale che ha richieste ed esigenze specifiche, tra i fotoamatori manca spesso la consapevolezza della differenza che corre tra documentare ciò che i tuoi occhi vedono e "sognare" come vorresti che si presentasse quella visione; questa cosa è anche più difficile da correggere rispetto alla malafede, perché il disonesto sa perfettamente che ti sta ingannando, mentre chi manca di consapevolezza non si rende conto delle implicazioni di ciò che sta facendo.

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (11:57)    

Perché vedere la fotografia come competizione e non semplicemente come mezzo di comunicazione visiva com'è?

Questa è la vera distorsione.

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (12:01)    

Mauro, quella delle gare credo fosse solo una metafora, mentre il problema della comunicazione è sempre lo stesso: cosa vuoi comunicare?
Se un quotidiano spacciasse per notizia di cronaca un racconto poliziesco inventato di sana pianta non ti faresti qualche domanda?

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (12:30)    

Ma perchè inventarsi sempre recinti, la fotografia non è solo quella dei quotidiani, che tra l'altro è banale ricordare come possa mentire senza il bisogno di manipolazioni, il problema non è certo quello;-) e comunque ho scritto
nei limiti di quanto previsto dalla legge


Faccio presente che nel post d'apertura c'è scritto questo
" vorrei chiedere a tutti voi cosa ne pensate degli intenti che muovono le persone che si avvalgono della macchina fotografica come strumento espressivo"
quindi di questo si parla.

Conosco moltissimi fotografi, professionisti o amatori poco importa ma spesso sono tra i mgliori;-) per cui ad esempio la fotografia è essenzialmente il mezzo per l'esteriorizzazione d'immagini interiori, non vedo perchè e soprattutto con quale autorevolezza li si debba discriminare.

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (15:15)    

Mauro, mi pare che quello che si crea schemi mentali sia proprio tu:
nei llimiti di quanto previsto dalla legge

Non esiste solo la Legge nei rapporti con i tuoi interlocutori: se tu non fai capire all'osservatore se ti stai muovendo nel campo della documentazione piuttosto che in quello dell'interpretazione o addirittura dell'invenzione, il tuo messaggio non avrà alcun valore perché non verrà compreso per quello che è. Certo, se a te non interessa "trasmettere" qualcosa attraverso la fotografia, ma solo avere dei like (o un guadagno economico) per un generico effetto WOW, allora diventa inutile tutto il discorso su "Documentare, manipolare, interpretare o impressionare", perché restano in piedi solo "manipolare" e "impressionare".
Ti chiedi mai, ad esempio, se quegli autori che dici di conoscere e che intendono la fotografia come
essenzialmente il mezzo per l'esteriorizzazione d'immagini interiori
presentano quelle immagini in contesti inappropriati per quello scopo?
Quelli che tu intendi come recinti sono in realtà i codici di comprensione di un linguaggio; i Futuristi provarono a liberare il linguaggio scritto e parlato da questi "recinti" e crearono le "parole in libertà", col risultato che nessuno le capiva allora e nessuno le ricorda ora: ne è valsa la pena?
L'esteriorizzazione di immagini interiori è una delle più grandi capacità di un artista, a patto che metta in atto un sistema di "codici" che facciano comprendere questo intento che, altrimenti, gli rimane in gola se l'osservatore non lo percepisce e scambia la sua foto per il documento di una situazione reale.
Oltre tutto, anche se potrà sembrarti un paradosso, la grande omologazione di immagini a cui stiamo assistendo oggi nasce proprio dall'idea che la fotografia debba in primis estrarre ciò che l'autore ha "dentro di sé", solo che quest'idea viene portata avanti da una caterva di personaggi che non hanno ancora capito se dentro di sé hanno qualcosa da estrarre, col risultato di scimmiottare unicamente il lavoro di altri; questo manierismo estremo potrà finire solo quando ci si renderà conto che l'espressività NON è l'unica funzione della fotografia.
Ed è vero che con la fotografia si può mentire e che c'è chi lo faceva anche a metà '800, ma per favore smettiamola di usarlo come alibi per non percorrere altre strade: è questo il vero, grande recinto!

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (15:59)    

Se io vado ad Arles vedo una serie di mostre fotografiche dagli argomenti e temi più disparati realizzate con un'infinità di tecniche e mezzi diversi... e nessuno sente il bisogno di recinti, mi sembra chiaro chi vuole mettere rigidi ed arbitrari confini pretendendo di definire fotografia solo ciò che rientra nei propri standard e non sono certo io...

Quelli che tu intendi come recinti sono in realtà i codici di comprensione di un linguaggio


Se vengono definiti e discussi chiaramente ed in modo univoco uno a uno, se vengono tirati in mezzo ambiguamente in una discussione ad ampio raggio sulla fotografia sono solo un pretesto per imporre una propria limitata visione.

Oltre tutto, anche se potrà sembrarti un paradosso, la grande omologazione di immagini a cui stiamo assistendo oggi nasce proprio dall'idea che la fotografia debba in primis estrarre ciò che l'autore ha "dentro di sé", solo che quest'idea viene portata avanti da una caterva di personaggi che non hanno ancora capito se dentro di sé hanno qualcosa da estrarre, col risultato di scimmiottare unicamente il lavoro di altri; questo manierismo estremo potrà finire solo quando ci si renderà conto che l'espressività NON è l'unica funzione della fotografia.



Buttare fango sul lavoro di altri in modo del tutto gratuito ed indiscriminato non mi sembra molto corretto, ci sarà certamente chi non fa della buona fotografia ma altrettanto sicuramente ci sono ottimi interpreti del genere e comunque siamo assolutamente sicuri di essere in grado di giudicare i primi ed i secondi?

Ed è vero che con la fotografia si può mentire e che c'è chi lo faceva anche a metà '800, ma per favore smettiamola di usarlo come alibi per non percorrere altre strade: è questo il vero, grande recinto!


Non c'è bisogno di nessun alibi per percorrere liberamente la propria strada mentre non sorprende che dire la veritàdi una fotografia menzognera dia fastidio a chi quella libertà vorrebbe limitarla.
Fate la vostra fotografia e rispettate quella degli altri, siete solo degli utenti di un forum, cercate almeno di mantenere questa consapevolezza, non è così difficile;-)

Ps, "nei limiti di quanto previsto dalle legge" è doveroso, quando si partecipa ad una discussione dove ci sono certi utenti ...

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (16:21)    

La fotografia è innanzitutto documento, vedi caccia fotografica e Street, ma anche ritrattistica e paesaggistica, quindi studio e successivamente, solo se si è in grado, racconto.
La manipolazione e l'interpretazione rientrano nell'ambito pseudoartistico autoreferenziale e fine a se stesso.

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (16:58)    

MrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (18:54)    

Non c'è bisogno di nessun alibi per percorrere liberamente la propria strada mentre non sorprende che dire la veritàdi una fotografia menzognera dia fastidio a chi quella libertà vorrebbe limitarla.


Con questo cosa vorresti dire, che siccome i ladri esistono da sempre, rubare sarebbe una libertà sacrosanta?

Rigiriamo la cosa, perché mi pare che tu faccia un po' di confusione; non è la fotografia che mente fin dalle sue origini, ma alcuni tra quelli che la fotografia la usano come linguaggio; una doppia esposizione per aggiungere un personaggio a una foto spacciata come street è una menzogna, le doppie esposizioni di Man Ray no: perché?
Se riesci a rispondere a questa domanda, allora potremo parlare di codici linguistici anziché di inesistenti recinti.

avatarsupporter
sent on 28 Dicembre 2017 (19:22)    

Non ho seguito tutto il post... però la fotografia non ha più un supporto chimico, alterabile solo dell'invecchiamento del supporto.... ma oggi ha un supporto digitale, alterabile in tutte le fasi successive allo scatto. Eppure la mente umana continua a pensare al passato: quando ci convinceremo che la fotografia digitale non è più un documento? È così difficile farsene una ragione? Per essere considerata un documento deve ormai essere certificata... ma anche il raw potrebbe essere hakerato: sempre un codice numerico alterabile rimane...

avatarsenior
sent on 28 Dicembre 2017 (19:24)    

Con questo cosa vorresti dire, che siccome i ladri esistono da sempre, rubare sarebbe una libertà sacrosanta?

Proprio non riesci ad uscire dalla tua gabbia!!!
Voglio dire per l'ennesima volta che qui si sta parlando
vorrei chiedere a tutti voi cosa ne pensate degli intenti che muovono le persone che si avvalgono della macchina fotografica come strumento espressivo
per indicazione di chi ha aperto la discussione, quindi voler delimitare il campo ad una piccola parte della fotografia per poterne imporre i parametri a tutto il resto è totalmente arbitrario e senza senso, inoltre torno a ripetere che il discorso di onestà della fotografia prescinde da eventuali manipolazione della stessa, ci sono possono essere foto vere che raccontano storie false e foto false che raccontano storie vere, legare l'onestà di una fotografia esclusivamente al suo processo produttivo è talmente limitante che trovo abominevole vederlo fare in un forum di fotografia...ma come dicevo prima continui a spingermi volontariamente OT, perché nel vero campo di gioco la fotografia a tutto tondo non c'è partita e Man Ray è solo uno dei tanti che lo dimostrano, i vostri paletti potete piantarli altrove per delimitare i vostri recinti e all'interno di essi su un campo ben specifico e chiaramente delimitato potrò davi ragione su alcuni punti, fatti i doverosi chiarimenti, ma la fotografia che racconta può farlo in molti modi senza dover essere rinchiusa non deve per forza essere ne documento ne street ne reportage e magari nella sua possibile finzione essere più onesta delle vere foto allestite con figuranti o che escludono per scelta o limite tecnico parti fondamentali d'informazione.

L'arte meriterebbe ancora un discorso a parte ma lasciamola fuori perché qui dentro provoca a molti gravi intolleranze MrGreen

Rigiriamo la cosa, perché mi pare che tu faccia un po' di confusione; non è la fotografia che mente fin dalle sue origini, ma alcuni tra quelli che la fotografia la usano come linguaggio;


Smargiassi
la fotografia è obbligata a mentire, e mente soprattutto a chi pensa che sia obbligata a dire la verità

Mi sa che confusione la stai facendo tu forse fuorviato da un vecchio aforisma di Hine;-)

L'importante comunque alla fine è almeno rimanere consapevoli del proprio ruolo senza ergersi a giudici come è stato fatto prima.

user90373
avatar
sent on 28 Dicembre 2017 (21:59)    

@ Mauro266

Nel tempo ho imparato a non esser schiavo di paletti e recinti e, men che meno, di un errato concetto di libertà che, seguendo le tesi di alcuni, finisce per assumere caratteristiche di obbligo, l'obbligo di esser libero . MrGreen

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