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sent on 23 Luglio 2014 (19:17)
Se non c'è bisogno di lavorazioni pp (ad esempio un paesaggio o un ritratto a cui non bisogna fare il lifting), vanno bene anche i raw solo se sono corredati dal sidecar o sono dng, si aprono in acr e appaiono in automatico le impostazioni di sviluppo scelte dal fotografo, altrimenti la scelta migliore è tiff/16 prophoto. Poi comunque è doveroso per il fotografo farsi almeno un softproof a video simulando la condizione di stampa a cui è destinata la foto, così da accertarsi di eventuali variazioni cromatiche troppo evidenti dei colori fuori gamut che potrebbero non piacere una volta stampate. |
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sent on 23 Luglio 2014 (19:38)
“ Puoi provare.... apri la pagina di stampa di Photoshop e guarda se chiede ppi o dpi „ Non lo chiede perchè non ce n'è bisogno: la stampa implica un output di dimensioni definite, cioè io dico a phtoshop che voglio la foto larga 15 e alta 10. Photoshop invia al driver di stampa tutti i pixel che compongono la foto, non spetta a lui fare un downsampling (o upscaling se necessario) per adattarsi alla risoluzione fisica della stampante, ci pensa il driver. è ovvio che se la mia foto, così dimensionata, risulta essere a 300 pixel/pollice e la stampante stampa a 1200 dot/inch ne consegue che 4 dot della stampante fanno un pixel della foto. un pixel è sostanzialmente un dot dello schermo |
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sent on 23 Luglio 2014 (19:57)
“ un pixel è sostanzialmente un dot dello schermo „ Ma anche no... proprio no. Mai visto un ingrandimento della matrice del monitor? Un pixel è una unità ideale, non esiste fisicamente. Per una stampa corretta sarebbe bene prima fissare il valore ppi come sottomultiplo intero del dpi, e poi riscalare l'immagine in Photoshop; solo dopo procedere alla stampa, senza far sì che il driver proceda a un ricampionamento. |
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sent on 23 Luglio 2014 (20:00)
Concordo pienamente con Raamiel per il discorso ppi/dpi, a questo aggiungo che l'ideale sarebbe predisporre il file nella risoluzione nativa del sistema di stampa, questo proprio per evitare l'intervento del driver o del RIP, i quali, offrono prestazioni di ricampionamento inferiori a sw plug-in dotati di algoritmi specifici, senza contare che i ricampionamenti possono causare cali di acutanza che andrebbero corretti con opportune maschere di contrasto. Sul discorso raw ho giò commentato precedentemente, è una questione di licenze d'uso, senza contare che photoshop (e quindi il tiff che può lavorare) non serve a fare lifting, tarocchi o simili, ma è parte integrante di un normale e corretto workflow digitale, anche nel paesaggio ;) |
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sent on 23 Luglio 2014 (20:07)
Infatti lo scopo è proprio quello di evitare che il driver si trovi ad operare con conversioni non intere tra ppi e dpi. Ad esempio sulla mia Epson R3000 il ppi migliore è 360 perché è un sottomultiplo esatto sia di 1440(4) che di 5760(16), che sono i valori dpi massimi della testina. La dimensione della stampa la decido a priori facendo a mano il calcolo e riscalando l'immagine da Photoshop. |
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sent on 23 Luglio 2014 (20:17)
“ a questo aggiungo che l'ideale sarebbe predisporre il file nella risoluzione nativa del sistema di stampa „ controproducente, in termini di peso del flusso di stampa e tempo di elaborazione, in quanto tutta quella risoluzione verrebbe scartata dalla mezzatinta. ad esempio, in un fotoplotter la cui risoluzione è 2400 dpi e si sceglie di stampre a 60 lpc (circa 170 lpi), la risoluzione ideale di una foto è di 340 ppi, che spesso si arrotonda ai canonici 300. Eventuali pixel oltre i 340 verrebbero semplicemente non rappresentati. per il discorso raw intendevo dire che se il fotografo di turno mi porta un raw completo di sidecar o dng e quindi non devo sbattermi allora è anche accettabile, fermo restando che sono il primo a dire che è sempre meglio fornire un tiff a priori |
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sent on 23 Luglio 2014 (21:48)
Ma infatti Leo io predispongo il file per avere 360 ppi il che significa che poi in stampa ogni pixel viene rappresentato da una matrice di 4x4 dots nel caso stampi a 1440 dpi. |
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sent on 23 Luglio 2014 (22:07)
Grazie ragazzi, mi rendete tutto più chiaro. Praticamente state anche confermando in molti la mia opinione in riguardo. Mandare il RAW, come direbbe un crociato convinto, "GIAMMAI"! La vogliono "minimo a 2480 pixel, che corrispondono a 21 cm a 300 dpi. Quando ridimensionate le vostre immagini fate attenzione a non inviarcele di dimensioni inferiori al necessario o con una risoluzione scorretta". Mmmm, capite ora? Io che mi sono un pò informato su queste cose, e rimango comunque un ignorante evidentemente, mi sento a spinto a dire (per assurdo, eh: sto scherzando e mi perdoni la rivista in questione perchè davvero l' adoro!): "Bene... vuoi dpi? Te la mando stampata!". Aiutatemi perchè ne saprete voi molto più di me: per le mie conoscenze questa raccomandazione citata mi è equivoca. Per quanto riguarda ridimensionamente, ricampionatura, pixel e quant' altro è mia abitudine ordinaria utilizzare gli strumenti che fornisce photoshop, non è un problema(ma grazie davvero comunque!). Il punto è questa raccomandazione che - davvero, non sono ironico e non voglio prendere in giro nessuno, figurarsi gente come quelli della rivista che fà un lavoro che a me piace tanto - mi suona equivoco. Nella mia testolina gira questo: ppi=schermo dpi=stampa. |
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sent on 23 Luglio 2014 (22:25)
“ Nella mia testolina gira questo: ppi=schermo dpi=stampa. „ Errato in effetti. Il monitor non ha pixel. Suona strano? eppure è così. Il monitor usa matrici di tre dots per definire un pixel; R G e B ovviamente.
 questo spiega come mai se in Photoshop sovrapponi un quadrato blu e uno rosso, oppure rosso e verde sembrano sfalsati, anche se i pixel sono allineati.
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sent on 23 Luglio 2014 (22:50)
Alfonso, scusa ma non mi è chiara una cosa: la foto che devi mandare serve a completare la grafica per una pagina della rivista? in questo caso la foto verrà trattata da un grafico/impaginatore che provvederà ad inserirla nel contesto grafico e a te non interessa il discorso cm/ppi ecc ecc, l'importante è che ti assicuri che la foto, una volta croppata, abbia almeno 2840 pixel di base (21/2,54*300) |
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sent on 23 Luglio 2014 (23:23)
“ Il monitor usa matrici di tre dots per definire un pixel „ corretto, ma l'unità di rappresentazione per un monitor è comunque il pixel, voglio dire se io guardo le caratteristiche del mio monitor mi viene detto che ha risoluzione 1920x1080 pixel (classico fullhd), e non 5760x1080. dal punto di vista come utente sono conscio che ogni singolo "punto" sullo schermo è un pixel e questo pixel può assumere svariati colori, ma non sono tenuto a sapere che può farlo combinando 3 subpixel di color rosso verde e blu. Alla stessa maniera se io ho a disposizione 300 pixel e decido che voglio "spalmarli" lungo 10 pollici di carta, mi aspetto di vedere sul foglio 30 pixel ogni pollice. La stampante è in grado di stampare 1440 dei suoi dot per pollice? bene, vuol dire che ha a disposizione una matrice di ben 48 dot per rappresentare un singolo pixel su carta, ma a me non deve interessare come fa o quanti suoi dot impiega per realizzare la stampa. Questo per dire che nell'uso comune, ormai, si tende ad usare il termine dpi anche nelle immagini digitali, il che non avrebbe senso come giustamente dici tu se non quando si parla di immagine destinata alla stampa. Un po' come se dicessi: la mia foto misura 21x15cm @ 300 dpi (dando per assurdo che 1 pixel=1 dot del dispositivo di stampa), una volta stampata, dovessi guardare con la lente di ingrandimento vedrei che ogni singolo pixel misurerebbe sulla carta 0,08 mm, costruito affiancando tanti più piccoli dot stampati, ma, ripeto, di quanti dot impiega la stampante per ogni singolo pixel a me non dovrebbe importare. |
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sent on 24 Luglio 2014 (0:58)
Semplicemente la rivista raccoglie foto di fotografi appassionati e/o professionisti, tutto qui. Se la foto piace bene, altrimenti se ne mandano altre quando se ne ha piacere :) Tutto qui. Ragazzi, domani voglio leggermi per benino tutta la discussione perchè sarà una bella occasione per vedere un pò meglio alcune informazioni o modi di spiegare certi argomenti che davvero mi sono piaciuti, tra le vostre risposte. Grazie! Grazie! Grazie! Spero che questo mio post possa essere utile anche ad altri, in futuro, come mi è stato utile tanto materiale che c'è qui sul forum, in passato. |
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sent on 24 Luglio 2014 (9:17)
...sto sanguinando dagli occhi...  Alfonso1985, dagli un tiff/eps in RGB e con la risoluzione sfornata dalla macchina e dormi tranquillo, fìdati. Problemi potrebbero essercene nel caso di affissioni di grande dimensione, ma per una rivista no certamente. ciao Alberto |
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sent on 24 Luglio 2014 (15:43)
“ La stampante è in grado di stampare 1440 dei suoi dot per pollice? bene, vuol dire che ha a disposizione una matrice di ben 48 dot per rappresentare un singolo pixel su carta, ma a me non deve interessare come fa o quanti suoi dot impiega per realizzare la stampa. „ Invece deve importarti di come la macchina opera, non sono fisime tecniche. Conoscere questi dettagli aiuta a fare scelte operative importanti. Come ho già spiegato, se conosci la tua stampante, farai in modo che il parametro ppi sia un sottomultiplo intero del dpi. Altrimenti la matrice di 48 dots non descrive un pixel dell'immagine, ma un intero virgola qualcosa. E questo non è bene. Prima di andare in stampa va scelto il ppi ideale per la propria macchina e in base a quello riscalare l'immagine in Photoshop; prima di entrare nel pannello di stampa, dove selezionerai 100% della dimensione senza adattamenti. |
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