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Le altre Arti, e quanto influiscono sulla nostra fotografia.







user39791
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sent on 15 Marzo 2015 (20:03)    

Quoto il carissimo Giamba!

avatarsupporter
sent on 15 Marzo 2015 (20:33)    

Grazie Giamba e FilibertoSorriso, l'intenzione era quella d'aggiungere un mosso con barche a vela ad Etretat, sarebbe stata la ciliegina..purtroppo la di vele neppure l'ombra;-)

avatarsenior
sent on 15 Marzo 2015 (21:40)    

Ok, ammetto che per quanto riguarda la pittura, qualcosa di Magritte mi è rimasto dentro
www.juzaphoto.com/galleria.php?t=1185520&l=it

avatarjunior
sent on 15 Marzo 2015 (21:51)    

Ciao a tutti, leggo post davvero interessanti e devo dire che sono contento di aver scoperto questo sito (mi son iscritto proprio oggi). A me ciò che ispira di più per la fotografia è paradossalmente la poesia, per lo più giapponese tradizionale, dotata di parola luminosa e illuminante che mi incoraggia e predispone a vedere la quotidianità secondo una coscienza più ampia. Stilisticamente non credo di avere invece nessuna particolare guida ispiratrice. Riguardo il cinema mi viene in mente "Timbuktu", un film con una fotografia meravigliosa. Se non lo conoscete vi consiglio caldamente di vederlo, se dovessi fare del reportage ci troverei molti elementi utili.

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (10:52)    

Trovo molto interessanti questa discussioni, che seguo, ma alle quali non sono mai intervenuto.
Sono naturalmente d'accordo con chi dice che
tutto ciò che ci circonda e quindi anche le altre arti influenzino, più o meno consciamente, il nostro modo di vedere e percepire le cose e quindi il modo di fotografarle
, ma vorrei approfondire un punto: quanto spazio occupano, nel nostro vedere quotidiano, quelle che possiamo chiamare arti?
Io sono appassionato di arte in generale e in particolare di quella paleocristiana e romanica, che però riesco a vedere solo quando vado, con molta fatica, a cercarmela. Certo, di "cose" paelocristiane e romaniche non ce ne sono molte, ma anche se parliamo di tutto quello che è stato prodotto nei secoli, che può passare sotto il nome di arte, antica, moderna o contemporanea che sia, la quantità di tutto ciò non ha confronti con tutto il resto del ciarpame con cui veniamo in contatto tutti i giorni. Parlo della pubblicità (forse l'uno per mille di ciò che viene prodotto per la pubblicità può passare sotto il termine di arte), ma anche della valanga di immagini che, tramite internet, ci travolge in ogni istante della nostra vita. Non dimentichiamoci che, solo in facebook, vengono immessi ogni giorno 300 milioni di nuove fotografie.
In Germania, dove c'è l'obbligo, per ogni nuova costruzione, di devolvere una percentuale delle spese a forme di arte, forse, camminando lungo una strada di una città, c'è una maggior possibilità di incontrare quotidianamente delle forme artistiche. Ma qui da noi....

Detto questo, credo che, tolti i casi in cui uno cerca di proposito il collegamento tra una determinata espressione e ciò che fotografa, è molto difficile che le nostre foto possano essere influenzate da altre arti.

Devo anche aggiungere che sono un po' pessimista su quanto la stessa fotografia possa esprimere in termini artistici. Per quanto mi riguarda, dopo aver fatto anch'io nel passato i miei esperimenti artistici, anche apprezzati, ora l'ho relegata alla sola funzione documentaristica.

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (11:08)    

Ma quando scattate, siete consciamente ispirati o vi accorgete dopo che la vostra foto ha una certa attinenza, o tutt'e due?

In altre parole, pensate di buttare giu' la frizione prima di cambiare o vi scoprite a pensare dopo, di averlo fatto inconsciamente ?

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (11:12)    

Io entrambe le cose ......
Quando scatto , inconsapevolmente applico il mio stile che è stato influenzato dal mio background , spesso però mi capita anche di ragionarci consapevolmente per ottenere un certo risultato traendo ispirazione specificatamente da un certo stile e/o fotografo . Sorriso

user46920
avatar
sent on 16 Marzo 2015 (11:49)    

A memoria penso di non essermi mai accordato con nessuna musica, mentre qualche volta ho ritrovato, forse e per caso, una situazione quasi-analoga con certe pitture.
Il cinema è legato stretto alla fotografia, anzi direi che è fotografia ad un livello unico, intermedio tra la documentazione e l'arte, ma quello che mi influenza e ispira maggiormente, è la luce.

Nel tempo ho sviluppato vari modi differenti di fare foto e non sono ancora "saturo" (c'è ancora tanto mondo da scoprire), quindi la scelta del modo, dipende molto dallo scopo.

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (13:14)    

Grazie per la nuova interessante discussione.
Pur conscio che tutte le emozioni e sensazioni che proviamo ascoltando suoni o guardando immagini finiscono in un grande database al quale accediamo inconsciamente quando queste emozioni vogliamo farle NOI provare a qualcuno, non ho mai cercato richiami nella musica e raramente nella pittura.
Da qualche periodo a questa parte invece mi ritrovo a guardare con occhio molto più critico e attento la parte fotografica di film e serie televisive.
Proprio da queste ultime, (ed in particolare dalla prima stagione di House of Cards) mi sono venute alcune idee che vorrei sperimentare prossimamente, per la costruzione dell'immagine e per il mood che si crea con immagini tendenzialmente più calde e sature di quelle che sono abituato a produrre. Spero di poter proporre qualcosa nei prossimi mesi sfruttando i cieli primaverili...

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (13:23)    

@Max57 è questo il vero senso della mia discussione.


@Lupolu
Detto questo, credo che, tolti i casi in cui uno cerca di proposito il collegamento tra una determinata espressione e ciò che fotografa, è molto difficile che le nostre foto possano essere influenzate da altre arti.


Non ne sono così certo. Posso piuttosto pensare che un certo "sapore" ci piaccia, e quindi se da un lato scattiamo cercando quel sapore, dall'altro amiamo un certo tipo di artista piuttosto che un altro.

Banalizzando, una persona cui piacciono i paesaggi probabilmente scatta paesaggi, e guarda dipinti di paesaggi.
Ma siamo certi che a lungo andare il suo occhio non "cerchi" più o meno inconsciamente la luce o i colori che ha amato in un quadro?

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (13:58)    


@ Shambola
Ne avevo avuto l'inconscio sospetto !! ;-)

avatarsupporter
sent on 16 Marzo 2015 (14:08)    

Credo che i casi in cui ci s'ispiri volutamente siano percentualmente minoritari, anche se gli esempi portati qui potrebbero far pensare il contrario;-)MrGreen
Invece quando si scatta, come dice anche Freeman, si attinge inconsciamente ad una sorta di database mentale che contiene tutte le informazioni accumulate nel tempo e solo dopo ci s'accorge d'essersi ispirati a qualcosa o addirittura non ce ne accorgiamo affatto.

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (14:47)    

In accordo con Caterina. Anche perchè penso ci sia pure un livello più sottile, attraverso cui la conoscenza metabolizzata del vivere agisce su di noi.
Per esempio, la musica... perchè non dovrebbe influenzare il nostro modo di comporre, nel senso del ritmo?
Certamente è più facile rilevare le influenze, diciamo così, dirette, ma credo proprio che a livello profondo tutto si muova in una dimensione più olistica, in cui ogni frammento influenza il tutto e ne diviene a sua volta parte.


avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (15:36)    

Comunque sono anch'io convinto che la maggior parte delle influenze avvenga a livello, come suggerisce Francesco, di "metabolizzazione" della conoscenza. Anzi, credo che questo valga non soltanto per le implicazioni che possono riguardare l'ispirazione, la scelta dei soggetti da fotografare, il modo di porci di fronte ai concetti che scaturiscono da quei soggetti, ma persino nell'uso e nell'abbandono delle regole compositive è facile che a posteriori ci si accorga di queste influenze.

avatarsenior
sent on 16 Marzo 2015 (16:04)    

Molto bella questa discussione. Effettivamente, in modo diverso a seconda della propria cultura, tutti ci lasciamo influenzare consciamente o inconsciamente dalle altre arti.

Però diceva il grande Bruno Munari che una cosa è fare, ed un'altra è rifare.
Se fai una cosa semplice e ti dicono "lo so fare anch'io" tu rispondigli: no tu sai rifarlo, perché altrimenti lo avresti fatto per primo! ;-)

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