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sent on 19 Febbraio 2015 (16:41)
Articolo molto interessante Paolo, sintetizza in modo più che credibile l'origine della maleducazione visiva che impera. Io stesso, che ho approcciato la fotografia solo da un paio d'anni, mi rendo conto di quanto differenza ci sia nel mio modo di vedere un immagine oggi rispetto a due anni fa. Quindi grazie all'acquisto di diversi libri, alla rete e a questo Forum il mio modo di leggere le immagini è sicuramente cambiato, credo "consapevole" sia il termine esatto. Però, come dicevo, a questa consapevolezza (assolutamente acerba, il cammino è lungo ... ) sono giunto con lo studio e l'interesse, quindi mi chiedo: ma chi dovrebbe educare i nostri ragazzi all'immagine ? Gli insegnanti, con questo sistema scolastico ?   ??? I miei figli, a scuola, leggono i libri che IO leggevo a scuola (35 anni fa ...), le lingue sono insegnate da insegnanti non madrelingua, l'informatizzazione è un miraggio ... e pensiamo che in questa scuola si possa educare all'immagine ? Non vorrei apparire pessimista ma credo siamo lontani anni luce ... |
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sent on 19 Febbraio 2015 (16:59)
Intanto sto facendo incetta di link da aggiungere ai preferiti (e ovviamente da studiare ). Shambola, in effetti quello sul surrealismo e HCB offre parecchi spunti sia di valutazione basata sulla composizione (vedi le linee colorate) e altre caratteristiche tecniche, sia sullo sforzo di "interpretazione" (simbolica, culturale ecc.) da compiere di fronte ad un'immagine e ad un autore. Che poi, spesso la lettura del percorso compiuto da un autore è già di per sé una lezione di educazione visiva. |
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sent on 19 Febbraio 2015 (17:05)
“ I miei figli, a scuola, leggono i libri che IO leggevo a scuola (35 anni fa ...), „ Ma ci scommetterei la testa che da quei libri sono stati via via esclusi quelli più importanti! Ai miei tempi all'Istituto d'Arte era pressoché obbligatorio sviscerare "Teoria del campo" di Attilio Marcolli; già 10 anni dopo era stato abbandonato persino a livello universitario perché troppo difficile Ma cosa significa difficile? Significa che nessuno ti aiuta a comprenderlo: compralo, leggilo e arrangiati! La scuola è sempre più indirizzata in questo senso, purtroppo (tranne qualche mosca bianca, si intende) |
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sent on 19 Febbraio 2015 (17:45)
tante verità nel blog... la fotografia è "purtroppo" una via di mezzo tra un risultato di un tecnicismo ed un opera artistica , bisogna solo scegliere cosa fare. Il tecnicismo deve esserci in ogni caso ma va addomesticato (picasso sapeva dipingere benissimo dal vero ma poi ha deviato verso "l'astrattismo") se si cerca di fare "arte". Saper leggere una fotografia, cercare il messaggio scritto è importante. Vedo spesso nei blog di fotografia una rincorsa alla nitidezza, all'esporre tutto se no è sbagliata, proprio non la capisco. Non ci vorrebbe un'educazione alla visione ma un'educazione alla bellezza, alla personalità alla composizione. (secondo me naturalemte) |
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sent on 19 Febbraio 2015 (17:51)
un mio grande amico e grande fotografo mi diceva (parlando di bianco e nero), se vuoi una foto "wow" tira su il contrasto piacerà a tutti la foto.....ma per 2 minuti. Dopo i 2 minuti, chi non capisce di fotografia si girerà dall'altra parte e chi capisce di fotografia pure. Se vuoi una foto che guarderai mille volte, che non stuferà a te e a chi capisce di fotografia, dosa molto delicatamente il contrasto, pensa alle sfumature ai mille grigi che esistono non dimenticando i neri ed i bianchi. e lui è un patito del contrasto nel bianco e nero. Con questo volevo solo sottolineare che purtroppo le fotografie sul web si guardano per attimi e si giudicano in un attimo... per far "fotografia" vi vuole tempo :) |
user46920
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sent on 21 Febbraio 2015 (16:03)
mi sa che il tuo amico aveva ragione, sia sul contrasto che sulla possibilità di rilettura ... e una "corretta" educazione o almeno adeguata al posto in cui viviamo (Italia - EU) era, è e sarà sempre necessaria, sia per chi usufruisce della bellezza, che per chi prova a riprodurla con personalità |
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sent on 23 Marzo 2015 (11:19)
imparare a vedere è tra le cose più difficili della fotografia, se non la più. Spesso ritorno sui miei passi sia fisicamente che mentalmente, e riprovo da capo |
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