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sent on 31 Ottobre 2024 (1:19)
Salve a tutti, da un paio di mesi mi sono allestito una camera oscura in casa che monto e smonto in pochi minuti, ho una difficoltà però a rendermi conto della "capienza" dei chimici per lo sviluppo carta e anche fissaggio, diciamo non ho voglia di mettermi a contare quanti metri quadrati i di carta ho sviluppato per adeguarmi alla resa dichiarata di uno sviluppo.. allora sono a chiedervi: come accorgersi empiricamente quando uno sviluppo è da buttare? |
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sent on 31 Ottobre 2024 (7:15)
Sostanzialmente quando la sua azione di rivelazione è troppo lenta (a temperature normali), oppure quando non è piú in grado di rivelare i dettagli nelle ombre (dettagli che ovviamente nel negativo ci devono però essere). Io mi sono sempre e solo basato su questi due aspetti, ma fatto il calcolo delle superfici di carta. |
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sent on 31 Ottobre 2024 (8:57)
empiricamente ... si cronometra in quanto tempo, con sviluppo fresco, avviene la comparsa dell'immagine (proprio i primissimi accenni d'immagine), ovviamente con una determinato diaframma e la stessa carta. Man mano, sviluppando, questo tempo (stesso diaframma, stessa carta!!) andrà ad allungarsi ... quando la comparsa dell'immagine sarà sensibilmente più lunga (più 50% ?) si può pensare che lo sviluppo è da buttare. Non è completamente esaurito, e farai fatica a raggiungere il nero, i grigi risulteranno impastati ed anche il contrasto non sarà esteso. |
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sent on 31 Ottobre 2024 (9:11)
Una volta preparati gli sviluppi liquidi si ossidano piuttosto in fretta, ma basta provarli con un frammento di carta esposta e se i tempi di sviluppo corrsipondono a quelli che ti aspetti puoi ancora utilizzarli. Se diventa scuro è un'indicazione sulla possibile necessità di cambiarlo. Per il fissaggio invece l'esaurimento è proporzionale alla carta fissata ed è meglio non farlo esaurire perché gli effetti negativi non li vedi subito a meno che non sia completamente esaurito. Quindi meglio prepararlo del tutto nuovo o rivitalizzarlo con del prodotto nuovo. Anche in questo caso si può fare una prova con un frammento di carta esposta, ma meglio cambiarlo o rinnovarlo abbastanza spesso |
user264361
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sent on 31 Ottobre 2024 (9:27)
“ ovviamente con una determinato diaframma e la stessa carta. „ “ Man mano, sviluppando, questo tempo (stesso diaframma, stessa carta!!) „ È possibile sapere cosa si intende con il termine "diaframma"? |
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sent on 31 Ottobre 2024 (9:56)
E' l'apertura dell'obiettivo che permette il passaggio della luce: quando è molto aperto consentirà l'ingresso di molta luce e viceversa. Normalmente regolato da un certo numero di lamelle. Il valore viene espresso in F-stop.
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sent on 31 Ottobre 2024 (9:57)
Il diaframma dell'obiettivo sull'ingranditore |
user264361
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sent on 31 Ottobre 2024 (10:17)
Ah, ecco, meno male che ha chiarito Phil Ippino cosa significa "stesso diaframma e stessa carta". Non sarebbe stato più corretto e comprensibile scrivere "stessi valori di esposizione" visto che, oltre al valore di diaframma, c'è di mezzo anche il tempo di esposizione? |
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sent on 31 Ottobre 2024 (10:31)
Grazie delle risposte, anche la necessità di alzare spesso il filtro di contrasto fino 4/4.5 può essere un' indicazione di fissaggio debole? mi si sta palesando con negativi che non sembrano affatto morbidi ma normali, se non ben contrastati.. fermo restando che, cmq, il nero pieno in stampa mi esce.. Questo sviluppo che sto usando lo comprai prima dell' estate, lo utilizzai in parte, poi è stato fermo due tre mesi, avevo però sgasato la bottiglia del concentrato con il gas per accendini e la soluzione di lavoro invece è nuova |
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sent on 31 Ottobre 2024 (11:00)
“ Grazie delle risposte, anche la necessità di alzare spesso il filtro di contrasto fino 4/4.5 può essere un' indicazione di fissaggio debole? „ Non è automatico ... può essere un segnale. Però è sempre il tempo di comparsa (!!!) l'indicazione fondamentale seppur empirica. Se il tempo di comparsa è il medesimo o leggermente superiore rispetto al tempo rilevato con sviluppatore fresco, la chimica NON è esausta. Quindi se devi alzare la filtratura, le ragioni sono altre. Anche perchè il nero a quanto dici ti esce. |
user264361
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sent on 31 Ottobre 2024 (11:22)
Suppongo che oggi non siano più reperibili in commercio ma in piena era analogica erano reperibili delle cartine di tornasole che, se immerse, cambiavano colore a seconda del grado di esaurimento del rivelatore. Mi pare di ricordare che fornivano risposte precise per cui erano molto affidabili. |
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sent on 31 Ottobre 2024 (11:31)
sono ancora in commercio le control strip ... non le ho citate perchè l'OP chiedeva un metodo ""empirico"" |
user264361
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sent on 31 Ottobre 2024 (11:43)
OK |
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sent on 31 Ottobre 2024 (20:17)
ok schyter il tempo di comparsa.. allora no non è esausto le control strip interessante invece!! non sapevo.. dicevo empirico nel senso che non mi va di fare conti su conti, ma questo potrebbe essere ottimo! tra l' altro ho delle cartine per ph già.. come funziona la questione? by the way, voi le sgasate le bocce del concentrato per evitare l' ossidazione? |
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