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Cos'é un fotoamatore?







user39791
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sent on 13 Ottobre 2019 (12:42)    

Ho trovato in rete questa considerazione della Valtorta, cosa ne pensate?

Molti dei grandi fotografi e degli artisti sono stati amatori. Un grande storico dell'arte e conoscitore della fotografia italiana, Lamberto Vitali, scriveva che la più interessante fotografia italiana è stata prodotta non dai professionisti, ma dai fotografi “irregolari”, appunto gli amatori. Si riferiva soprattutto all'Ottocento e al primo Novecento.

Oggi viviamo in un clima di grande apertura che non pone confini fra gli ambiti di produzione dell'arte, di tutta l'arte e non solo della fotografia. Dunque niente di strano se il lavoro di un amatore entra nel circuito dell'arte. Possiamo avere un designer che fotografa per diletto, un regista che fotografa per diletto, un pittore che fotografa per diletto, un musicista che fotografa per diletto… etc, come è già ampiamente accaduto nella storia dell'arte, e del resto l'arte è stata spesso ed è sempre di più multidisciplinare. Il problema sussiste se per amatore intendiamo la figura classica dell'amatore: cioè colui il quale vuole agire nel mondo amatoriale e frequentare solo il mondo amatoriale, con poca apertura culturale verso il mondo esterno. Il problema è tutto qui: se l'amatore è persona aperta alla cultura e ai cambiamenti, oppure se è persona affezionata al suo mondo, e magari solo il mondo della fotografia fotoamatoriale in quanto tale. Se è questo, il fotoamatore è una figura regressiva.

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (12:54)    

La principale differenza é che il fotoamatore fotografa solo quello che vuole, come vuole e quando vuole.
Il fotografo professionista fotografa quello che deve, come lo vuole il committente e quando lo vuole il committente.
La differenza non é sempre netta e costante. Fotografi professionisti nel tempo libero fanno foto personali come farebbe un fotoamatore, fotoamatori riescono a vendere le proprie realizzazioni.

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (13:11)    

Io separerei le cose Filiberto: cosa ipoteticamente significa fotoamatore da una parte, altri attributi (la poca o molta apertura mentale) dall'altra.
Il fotoamatore mi pare sostanzialmente uno che fa fotografie con un minimo di ambizione di andare oltre la foto ricordo, che ci si impegna un po' di più, che vuole cavare dalla fotografia qualcosina più dello "scatto e basta".
L'apertura mentale, la cultura, la sensibilità sono invece questioni prettamente umane: ce le hai oppure no, a prescindere dal tipo di attività che ti appassionano e a che titolo le svolgi.

Mi permetto comunque una considerazione.
Senza nostalgie, senza alcuna particolare passione per i "bei tempi andati", ma come osservazione, diciamo così, neutra.

In un tempo in cui fotografare richiedeva un impegno diverso (il rullino era più complicato, l'apparecchio meno comune, la realizzazione finale richiedeva un processo più lungo e articolato), alla fotografia ci si avvicinava se la spinta interiore era, diciamo così, 10.
Oggi, in cui tutto è molto semplice e ottenere risultati appaganti piuttosto facile, gli apparecchi di vario tipo sono fruibilissimi, probabilmente la spinta (intesa come qualche tipo di amore per la fotografia) basta forse che sia 3.
Questo allarga enormemente la platea, soprattutto verso chi è meno orientato a un certo, passami il temine, sbattimento.

Per via delle apparecchiature più agevoli da un lato, e della possibilità di esaminare fotografa molto allargata dall'altro, si possono ottenere risultati appaganti con uno sforzo davvero minimo, sia tecnico che culturale.
Ed è piuttosto normale, a mio avviso, che lo spirito generale risulti piuttosto diverso: più qualità media nei risultati certamente, ma una interiorizzazione della fotografia come forma espressiva decisamente più ridotta. E (forse) così anche la voglia di conoscere.
Sempre parlando in generale, con tutte le variabili ed eccezioni del caso.

Pensiero mio...

Buona domenica!
F

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (13:22)    

Aggiungo una cosa, su cui vorrei aprire anche un topic specifico.
E' normale, sempre di più, ambire al superamento di ogni limite (ISO, risoluzione, raffiche, sistemi af e così via).
Io credo che il limite sia invece proprio quella cosa che sviluppa le nostre capacità e stimola il nostro intelletto.
E favorisce spesso una più interessante evoluzione.

user39791
avatar
sent on 13 Ottobre 2019 (13:24)    

Concordo in pieno caro Francesco. Ora sbagliare una foto è più difficile che non sbagliarla. Senza contare che le difficoltà aumentavano moltissimo se le foto un fotoamatore se le stampava da solo in casa. Chi non ha vissuto l'era analogica credo che abbia perso buona parte del lato artigianale della fotografia. Mi piacerebbe però approfondire questo concetto espresso dalla Valtorta

Il problema sussiste se per amatore intendiamo la figura classica dell'amatore: cioè colui il quale vuole agire nel mondo amatoriale e frequentare solo il mondo amatoriale, con poca apertura culturale verso il mondo esterno. Il problema è tutto qui: se l'amatore è persona aperta alla cultura e ai cambiamenti, oppure se è persona affezionata al suo mondo, e magari solo il mondo della fotografia fotoamatoriale in quanto tale. Se è questo, il fotoamatore è una figura regressiva.

Concetto a mio avviso dirimente per capire cosa può essere un fotoamatore.

Concordo anche sul tuo secondo intervento. Se non si sta attenti si viene fagocitati dagli aspetti tecnologici e dal desiderio del possesso dell'ultima attrezzatura uscita. Questo fa sì che non sempre si riesce a dare il giusto spazio agli aspetti da te citati.

avatarjunior
sent on 13 Ottobre 2019 (13:48)    

Io credo che ognuno di noi viva interiormente quella spinta, il problema è da cosa viene originata quella spinta. Nella mia personale crescita come fotoamatore, la spinta,la voglia di evolvere la mia fotografiaè stata dettata dal l'impossibilità di stampare uno scatto fatto con il cellulare. Ed allora il mondo mi si è aperto. Certo poi con l'aspetto meramente tecnologico, io ho avuto fame, fame culturale, e la tecnologia ha dovuto andare a passo con le mostre,con i libri, non solo di tecnica ma di cultura appunto.
Aimè i social hanno disintegrato l'intimita Di alcuni scatti, ed hanno sicuramente un peso in quello che può essere considerato un fotoamatore oggi, artista o acchiappalike, che sia

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (13:50)    

Però Filiberto non capisco una cosa. Aiutami Sorriso

Intendi il fotoamatore in quanto tale, in sè , oppure lo stato concreto delle cose, cioè così come in generale si presentano essere i fotoamatori ?

Perché si si tratta di due cose molto differenti...

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (14:00)    

cos'è un fotoamatore? più o meno come lui




user39791
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sent on 13 Ottobre 2019 (14:05)    

Intendo il fotoamatore un soggetto dedito all'esercizio della fotografia come passione personale, colui che vive intensamente la fotografia come esigenza e valvola di sfogo per esprimere se stesso, e perché no si confronta anche con gli aspetti artistici legati alla fotografia.

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (14:12)    

Oggigiorno è l'accezione di colui che investe troppo danaro in attrezzatura e sempre meno in formazione personale. Capitalismo applicato alla fotografia in sintesi. Che poi sia buona o no la cosa, lo lascio intendere ad altri.

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (14:12)    

Intendo il fotoamatore un soggetto dedito all'esercizio della fotografia come passione personale, colui che vive intensamente la fotografia come esigenza e valvola di sfogo per esprimere se stesso, e perché no si confronta anche con gli aspetti artistici legati alla fotografia.


Si Filiberto, questo l'ho capito.
Ma la tua domanda è se certe caratteristiche sono intrinseche alla figura in quanto tale, oppure sono quelle che emergono in concreto dal panorama reale?
Perché, a mio avviso, nel primo caso la risposta è una. Nel secondo un'altra.

user39791
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sent on 13 Ottobre 2019 (14:22)    

Diciamo che allora ci sono due risposte. Tutte e due molto interessanti.

avatarsupporter
sent on 13 Ottobre 2019 (14:23)    

Professionista è colui che deve viverci e quindi deve fatturare attraverso la fotografia, non implicando questo nessuna garanzia sulla effettiva qualità del lavoro, sulle capacità, sull'apertura mentale. Ci sono fotografi matrimonialisti totalmente capre dal punto di vista culturale e fotografico. Fotoamatore è colui che fotografa per passione, ed anche in questo caso, potrai trovare soggetti innocenti ma chiaramente improbabili, come grandi conoscitori, fini ricercatori e così via. Come in ogni campo in cui l'uomo è impegnato bisognerebbe abbandonare questa necessità, direi persino ansia, di catalogare, etichettare tutto. L'umano è libero ed imprevedibile, almeno mi piace ancora pensarla così.

avatarsenior
sent on 13 Ottobre 2019 (14:32)    

Nel primo caso, perlomeno parlando di fotografia, io non credo ci sia una natura implicita al fotoamatore in quanto tale.
Una forma espressiva come la fotografia, per sua natura, oggi può attrarre e coinvolgere sia chi ha profondità enormi (con tutto quel che ne consegue), sia chi è assolutamente superficiale (per le ragioni che ho detto sopra).
E quindi incontrare o meno un certo approccio mentale è accidentale.

Se parliamo invece dello stato delle cose, ovvero di una sostanziale maggioranza che diventa emblematica a prescindere da quante eccezioni ci siano, condivido l'analisi.
Molti lo rilevano, e in vari modi: l'apertura è poca.
L'appassionato di fotografia spesso vede quella e basta, in modo chiuso, quasi avulsa dalle cose del mondo.
Quando mi confronto con chi pratica altre "arti", per esempio la musica, colgo generalmente un certo qual interesse verso "altro" (nel caso specifico, la fotografia appunto). Chi dipinge spesso guarda con qualche attenzione ai possibili inquinamenti che reciprocamente possono esprimersi.
Nell'universo dei fotoamatori mi pare piuttosto raro, e spesso il mondo finisce là dove inizia.

user39791
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sent on 13 Ottobre 2019 (15:17)    

Credo che questo aspetto sia fondamentale. Una accezione positiva della figura del fotoamatore implica una apertura mentale a 360 gradi. Se non è così si diventa delle fotocopiatrici di ciò che vediamo.

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