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sent on 21 Dicembre 2017 (12:57)
Qualcuno ne sa qualcosa? lo ha mai usato? |
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sent on 24 Dicembre 2017 (15:37)
Se parli di usarlo per astronomia è una goduria. A patto di usarlo con un supporto adeguato (cosa non scontata per bestioni simili). |
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sent on 24 Dicembre 2017 (15:46)
Ciao Malve, certo che lo userei per astronomia. Tu lo conosci? |
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sent on 24 Dicembre 2017 (16:45)
Io sapevo di un mio conoscente che lo aveva. Ora gli scrivo su Facebook per vedere se effettivamente era lui. Cmq io avevo un 15x85, stessa costruzione meccanica e stesso produttore. Veramente buono. E si potevano usare pure filtri anti inquinamento luminoso dato che sugli oculari aveva filettatura. Venduto per sopravvenuti problemi agli occhi e peso non indifferente (4.7kg). |
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sent on 24 Dicembre 2017 (16:49)
Putroppo non mio, l'ho provato e basta....io mi sono fermato al 20x80 dritto (e al 23-41x100 angolato). Comunque è impegnativo come peso e dimensioni, ma con una montatura adeguata è spettacolare. Stelle molto puntiformi e diametro perfetto per un bel pò di oggetti. Certo, come tutti i diametri "piccoli" (astronomicamente parlando), necessità di un cielo più che buono. Volevo comprarlo l'anno scorso, poi ho rimandato...magari in futuro! |
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sent on 24 Dicembre 2017 (16:52)
Ciao Sun, io ho il 15 x 85 preso usato. Vuoi vedere che. ... Proprio perché è ottimo stavo pensando di esagerare |
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sent on 24 Dicembre 2017 (16:55)
Un mio amico ha il gigante Vixen, uno spettacolo ma assai impegnativo. |
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sent on 24 Dicembre 2017 (17:00)
Ossia? |
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sent on 24 Dicembre 2017 (19:03)
30x125. Quando il cielo è buio veramente si indovinano i bracci delle galassie spirali. è però ingombrante e bisogna avere una grande pratica per viaggiare tra i campi stellari a 30X |
user46920
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sent on 05 Gennaio 2018 (8:50)
Bal, tu da 15x vuoi passare a 28x ed io da 10x vorrei provare il 20x ... più o meno il gap è quello! Ma mi vengono in mente alcuni passaggi di gap un pò più ampi: 1x - 3.3x - 10x - 34x - 110x - 360x Con questi ingrandimenti, che cosa ci guardereste di bello? |
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sent on 05 Gennaio 2018 (9:03)
Ciao Occhio, ti elenco i miei binocoli: teatro 2x22, 6,5x44ED, 15x70, solo con appoggio, 23x85, pesante e ingombrante, solo su cavalletto, 21-43-56x100, cavalletto mostruoso da 20Kg, ora penso al 28x110, al 110, non al 28 e sogno il 126, a ingrandimenti variabili.... sono principalmente astrofilo. Dimenticavo, gli stabilizzati, solo provati: una bomba, anche otticamente, ma costano un botto |
user46920
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sent on 05 Gennaio 2018 (9:42)
Il 10x è perfetto per il fatto che raccoglie precisamente quella parte centrale retinica chiamata Fovea, per cui il passaggio da occhio nudo a 10x è fantastico: io vedo quello che ad occhio nudo non vedo. Ma con ingrandimenti 34x, 110x e 360x, che cosa guarderesti di bello? Poi in questi giorni ho per le mani un 7x50 da sistemare e sarà interessante sul cielo .. è bello pesante e stabile, ma il gap non è poi così ampio rispetto al 10x e forse un 3.3x con un campo da 430m sarebbe uno vero spettacolo, m'immagino |
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sent on 05 Gennaio 2018 (10:03)
In realtà stai parlando della pupilla di uscita, il cono di luce che esce dall'ultima lente dell'oculare del binocolo. Di giorno la nostra pupilla di uscita è di 2 o 3 mm quindi perdiamo molta luce con un 7x50, e anche con un 10x50, ma questo in realtà non è importante di giorno. Di notte le cose cambiano. Bisogna intercettare l'intero cono di luce per poter sfruttare tutta la luce raccolta dagli obiettivi tenendo però conto che la pupilla delle persone adulte, diciamo sopra i 20/25anni non si dilata mai sopra i 6mm, sempre che sia effettivamente buio. Gli ingrandimenti aiutano, sempre che si disponga di uno stativo roccioso, insensibile alle vibrazioni, per scurire il fondo cielo (e qui siamo in campo astronomico) e avere il contrasto sufficiente per vedere oggetti deboli (galassie, nebulose gassose o ammassi stellari dei due tipi) e per sfruttare il potere risolutivo dato dal diametro degli obiettivi, e qui siamo sia in campo naturalistico che astronomico. Vedere più grande la luna permette di distinguere non decine ma i centinaia di crateri che adornano la sua superficie e distinguere quel particolare che permette all'appassionato ornitologo di identificare un uccello tra specie molto simili. Bisogna però tenere conto dell'emergere di una nuova complicanza quando si osserva con due occhi: la collimazione dei due treni ottici, che deve essere tanto più precisa al salire degli ingrandimenti. Spero di esserti stato utile. Un saluto, Bal |
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