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Tamron 15-30mm f/2.8 VC USD Pro: Nitidezza e QI in generale, distorsioni contenute, stabilizzatore, versatilità Contro: Quanto reso tecnicamente necessario per realizzare una lente di questa escursione, apertura e QI, quindi in sostanza nulla, a parte forse il non averlo. Opinione: Trovandomi sempre un po' lungo con gli zoom che su FF si fermano a 24mm, ne ho un paio, è nata l'esigenza di recuperare un buon grandangolare spinto. I dubbi erano tanti, a iniziare dai costi per me inavvicinabili dei modelli solitamente più apprezzati, anche nell'usato. Poi ho realizzato l'esistenza di questo 15-30, che ho guardato inizialmente con qualche incertezza non avendo mai utilizzato un Tamron. Dopo un po' si è presentata la classica occasione che non ti puoi far sfuggire e così l'ho preso, devo dire con grande soddisfazione. Per me peso e ingombro non sono stati questo grande problema, essendo abituato ai Sigma Art dei quali possiedo tre esemplari. Certo, la necessità di utilizzare filtri a lastra, soluzione sempre costosa, può essere un limite, ma se vuoi i 15 mm a f 2,8 con questa QI, altre possibilità non ce ne sono. La qualità dei colori e la possibilità di mettere a fuoco stando praticamente attaccati al soggetto, attenzione a non graffiare la lente in questo modo, sono altri aspetti che mi hanno stupito piacevolmente. Tanti hanno parlato di flare, ma personalmente non ne ho mai visti, anche col sole pieno nell'inquadratura in mattinate col cielo particolarmente terso. Altri hanno parlato di difficoltà nella messa a fuoco. Personalmente non l'ho riscontrata ma forse dipende dall'abbinamento con il corpo macchina. Su Nikon D 810, a volte schizzinosa, basta usare la messa a fuoco a gruppi e si è al riparo da qualsiasi incertezza, anche inquadrando soggetti sostanzialmente privi degli elementi visivi che permettono l'aggancio migliore, come ad esempio le superfici in marmo bianco. Lo stabilizzatore funziona in maniera eccellente, il che insieme all'f 2,8 permette di scattare a mano libera con risultati ottimi anche laddove con altre ottiche si riterrebbe di dover desistere. Pur se comporta qualche piccola rinuncia rispetto ai grandangolari più spinti, che però difficilmente offrono distorsioni così contenute, l'estensione è tale da farne quasi una specie di tuttofare, come nei fatti è diventato in breve dal momento dell'acquisto. L'unico vero difetto, forse, sta nella scarsa resistenza del tappo a venire via, non essendo del tipo a molla ma semplicemente da infilare sulla superficie esterna del paraluce, che a sua volta è fisso. In sostanza non esiste un bloccaggio vero e proprio del tappo, che tuttavia si protende in maniera alquanto significativa lungo il barilotto. Questo vuol dire che quando lo si estrae dalla borsa o dallo zaino si deve fare grande attenzione ad afferrarlo con saldezza dal barilotto. Altrimenti, complice il peso dell'obiettivo, ci si potrebbe ritrovare con in mano solo il tappo, mentre il resto cade a terra coi risultati immaginabili. Al riguardo si sarebbe forse potuto pensare a un innesto del tappo a baionetta, posizionato però all'esterno del paraluce, così da scongiurare eventi potenzialmente catastrofici. A parte questo direi che non ci sia niente altro da segnalare, se non la grande curvatura della lente frontale, che insieme alla ridotta sporgenza del paraluce la rende piuttosto esposta a contatti accidentali. L'impossibilità di montare filtri a vite impone di usare l'obiettivo con la dovuta attenzione. Insomma, per me il 15-30 è stata una grande sorpresa che ha destato la voglia di provare altre lenti di questo fabbricante. Magari proprio sulle focali a cui i prodotti di altri marchi sono inavvicinabili per le mie tasche. Spero quindi di recuperare un 85 f 1.8 e magari anche un 70-200 f2,8 che sono le lenti mancanti a un completamento ragionevole del mio corredo. inviato il 16 Maggio 2026 |
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Sigma 24-35mm f/2.0 DG HSM Art Pro: Tutto. Contro: Crea dipendenza: dopo averlo provato, tutto il resto lo si guarda con altri occhi. Non averlo. Opinione: Lente di cui si parla molto bene, quindi trovato un esemplare usato a prezzo non impossibile ho deciso di acquistarlo. Credo sia stata la decisione di gran lunga più azzeccata di tutta la mia dimenticabile carriera di fotografo amatoriale. Nitidezza estrema, contrasto e colori da paura, AF implacabile, qualità fotografica generale da fisso e anche di più, tanto è vero che lo trovo migliore anche del 50 Art e non di poco. Magari dovrei provare il 40, sempre Art, ma per soli 5 mm di differenza rispetto alla focale massima del 24-35 non so se ne valga la pena. Pesa e ingombra parecchio, ma che importa se i risultati che si hanno col suo impiego sono tanto fuori dal comune? In un lasso di tempo pari a 0 si è semplicemente inchiodato al corpo macchina, dal quale da allora in poi risulta inamovibile. Qualcuno lamenta l'assenza dello stabilizzatore: in realtà con un'apertura pari a f 2,0, oltretutto pienamente utilizzabile, servirebbe davvero a poco, a parte il fatto che si tratta di un dispositivo di compromesso, adatto più che altro agli obiettivi bui e utilizzabile solo in una gamma limitata di situazioni. Inutile parlare della robustezza e della finitura del corpo, delle ghiere e della loro fluidità, specie a paragone di certi Nikon da oltre 1000 euro che sembrano giocattoleschi. Un contrasto del genere porta alcune macchine in sofferenza, laddove le differenze tra zone di luce estiva a picco, quindi molto forte, e zone d'ombra sono particolarmente spiccate. Riguardando i file presi in condizioni simili sulle prime si rimane perplessi, tranne realizzare non solo che le possibilità di recupero sono enormi, sia pure con una DX come la Nikon D 7200, e poi pensare che dette possibilità siano date non solo dal sensore, come si legge di solito, ma anche e soprattutto dalle doti della lente utilizzata. Mai infatti mi è capitato di poter fare recuperi del genere su scatti presi con altre lenti. Ora, in realtà da fine 2022, sono finalmente in grado di valutare le potenzialità del sensore della mia macchina, davvero elevatissime. Certo l'escursione dello zoom non è particolarmente ampia, ma il 24-35 va osservato per quello che è: un obiettivo che offre le focali classiche di 24, 28 e 35 in un solo corpo e con una qualità eccezionale, con in più tutte quelle intermedie fra le tre menzionate. Mi chiedo solo chi me lo ha venduto con cosa lo abbia potuto sostituire. Per me lo sta ancora rimpiangendo. E' talmente nitido, anche con soggetti in movimento, da far riconsiderare l'effettiva necessità di usare le mirrorless, con tutte le controindicazioni che si portano dietro, a cominciare dal mirino elettronico. Voto 11. inviato il 26 Giugno 2024 |
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Nikon AF-S 16-35mm f/4 G ED VR Pro: Leggero, bei colori, VR, AF talmente silenzioso da sembrare rotto. Contro: Prezzo del nuovo, plasticoso, ingombrante, nitidezza migliorabile, problematico nelle foto notturne con macchine non particolarmente efficaci agli alti ISO, malgrado la presenza dello stabilizzatore. Opinione: Trovato a un prezzo cui non si poteva dire di no, inizialmente mi ha fatto una buona impressione. L'ho preso per affiancarlo a un Sigma 17/50 f 2,8, che in seguito al suo acquisto ho rivenduto, sbagliando. Montato su D 7200, il millimetro di differenza lato grandangolo si è dimostrato significativo, anche se a fronte di distorsioni geometriche che sul Sigma non avevo mai rilevato. In ogni caso avevo voglia di provare un'ottica Nikon relativamente moderna, per vedere se facesse davvero la differenza rispetto a quelle di concorrenza, come sostengono in molti. Sulla colorimetria, i contrasti e le transizioni tra le tonalità in effetti nulla da dire, ma per il resto non mi ha particolarmente convinto. Nitidezza e definizione mi sono sembrati in linea con l'idea che mi ero fatto nell'utilizzo di altre ottiche Nikon, ossia buone ma non eccellenti e soprattutto ingannevoli. Nel senso che guardando il file in maniera non troppo approfondita sembrano valide, ma se si osserva con maggiore attenzione mostrano i loro limiti, in particolare portando il file al 100%. Una serie di scatti presi in notturna, sia pure con la presenza di numerose luci artificiali che schiarivano la scena, mi ha costretto a buttare via la quasi totalità delle foto, malgrado l'impiego dello stabilizzatore. Forse non sarò capace o non avrò capito le esigenze dell'obiettivo, la macchina la conosco piuttosto bene, visto che ce l'ho da diversi anni. In quel periodo però è capitata l'occasione di un Sigma ART 24-35 che ho deciso di prendere al volo e, ripetuta la sessione di foto in notturna nella stessa zona e in condizioni del tutto simili, di foto da scartare ce n'è stata solo una quantità minima, per così dire fisiologica. Certo, al lato grandangolo si deve sostanzialmente rinunciare, ma allo scopo ho preso un 10-20 per un prezzo risibile, che mi ha dato anche quello belle soddisfazioni, in assoluto e non solo in funzione del prezzo che è stato pagato. Sul 24-35 lo stabilizzatore non c'è, ma la mancanza non si sente e soprattutto il salto di qualità fotografica è stato semplicemente abissale. Per 70 euro di differenza da quello che poi ho ripreso dal 16-35 non c'è stato da pensarci un solo istante. Il 16-35 l'ho venduto tra l'altro con grande difficoltà, malgrado fosse immacolato in tutto, scatola compresa, e nonostante ciò lo abbia proposto a un prezzo ben inferiore alla media. Data la perdurante mancanza di offerenti ho provato con RCE, che mi ha accordato una cifra se vogliamo bassa, ma comunque superiore a quella che lo avevo pagato. Mi riesce sempre difficile separarmi dagli oggetti fotografici che possiedo, ma il 16-35 è l'obiettivo che ho venduto e rimpiango di meno, ossia per nulla. Il prezzo a cui era venduto da nuovo mi sembra francamente fuori dal mondo e ancora una volta ingannevole: tale da far pensare a una lente di prim'ordine cui però corrispondono prestazioni che a parte i colori, quelli davvero belli, trovo largamente inadeguate. Sulla 7200 corredata di battery grip faceva una gran figura, cui però è corrisposto un comportamento troppo spesso deludente. Forse non si abbina bene con i sensori troppo densi e quello della 7200 è il più denso in assoluto di tutta la gamma reflex. Scrivo questo dopo aver rilevato i commenti positivi di chi lo ha utilizzato su sensori FF da 16mpx. Probabilmente ho scelto il modello sbagliato per saggiare le doti delle lenti Nikon, ma per quanto mi riguarda Sigma per tutta la vita, anche se non sono serie Art. inviato il 26 Giugno 2024 |
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