Myanmar 2017
Non una vacanza, bensì un viaggio. Mi piace definire così i 15gg passati in Myanmar, un paese che mi ha posto di fronte a situazioni che hanno scosso la mia parte più riflessiva. Questo è stato forse motivo principale per cui io e Barbara abbiamo scelto il Sud Est Asiatico come meta per il viaggio di quest'anno. Un viaggio non in un luogo, ma nella propria persona. Non che la riflessione su determinati argomenti non sia possibile nella vita di tutti i giorni, sia ben chiaro, ma in Myanmar è tutto più amplificato e quindi di più facile percezione. La differenza tra la nostra cultura e stile di vita rispetto a quella locale rappresenta sicuramente questo amplificatore umano. Il Myanmar profuma di pioggia, di spezie e di incenso. Il Myanmar lo si vive scalzi, nelle caverne e nei villaggi, con i piedi nel fango a pieno contatto con la natura. Il Myanmar lo si ammira dall'alto, delle stupa e delle colline, e del basso, chini per ammirare i lavori degli artigiani e per sorridere ai bambini e agli anziani. Il Myanmar ti da la buonanotte con il suono dei grilli, e il buongiorno con il cinguettio degli uccelli e il più classico "chicchirichì" dei galli. In Myanmar le "strade" sono occupate da macchine, "autobus", bici, motorini, carri, pedoni, buoi, bufali, galline, capre e cani. In Myanmar le aiuole delle scuole sono stracolme di biciclette, usate da insegnanti e bambini. In Myanmar i bambini giocano con gli insetti, tra i canali per cercare pesci, con delle sfere dì bamboo al posto dei palloni di cuoio, con i fili d'erba dei prati e saltano la corda. I bambini sono meravigliosi. In molti villaggi del Myanmar non c'è elettricità: i più fortunati hanno un pannello solare, altri semplicemente non hanno elettricità. In molti villaggi del Myanmar non ci sono reti idriche, e le persone sono costrette a percorrere a piedi o con in buoi pe