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The goats on the ancient snow-capped mountains of the Madoni...

Fauna

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The goats on the ancient snow-capped mountains of the Madoni... sent on 07 Aprile 2026 (20:53) by Matteoorlandofotografo. 1 comments, 46 views.

, 1/4000 f/8.0, ISO 400, hand held. Parco delle Madonie, Italy.

Le capre sulle antiche montagne innevate delle Madonie, con il Monte Ferro alle spalle e la neve ancora presente sulle quote più elevate: la fauna selvatica si mostra discreta mentre l’inverno lentamente si ritira Buonasera a tutti, oggi desidero condividere con voi uno scatto realizzato proprio in questi giorni. Salutiamo l’inverno e apriamo le danze con la primavera. Davanti a me, come custodi antichi di queste terre, un piccolo gregge di capre si muoveva lentamente sulle rocce carbonatiche delle Alte Madonie. Le osservavo mentre avanzavano con passo sicuro su quelle pietre antichissime, levigate dal tempo, dal gelo e dal sole, come se appartenessero a quel paesaggio da sempre. I loro sguardi attenti, la calma dei movimenti, la naturalezza con cui dominavano l’equilibrio su quei crinali mi trasmettevano un senso profondo di libertà e continuità. Tra loro, una capra portava al collo un campanaccio. Il suo suono, rompeva il silenzio della montagna senza disturbarlo, diventando parte del paesaggio. Il campanaccio non è solo uno strumento utile per seguire il movimento del gregge, è un segno antico della cultura pastorale, una presenza sonora che accompagna da secoli la vita delle alte quote. Il suo rintocco, diffuso nell’aria limpida, si univa al soffio del vento piacevole. In quel momento sembrava di ascoltare una piccola orchestra naturale, discreta e autentica, fatta di suoni essenziali e primordiali, capaci di raccontare la montagna meglio di qualsiasi parola. Intorno a loro tutto parlava di montagna vera, il grigio chiaro della roccia, punteggiato dai licheni aranciati che sembrano piccole tracce di fuoco sulla pietra, l’aria limpida e sottile che si respira solo in quota, la luce intensa che rende ogni profilo più netto, più essenziale. Alle loro spalle si stagliava il profilo maestoso e riconoscibile del Monte Ferro, ancora vestito della sua ultima neve almeno.... Una neve luminosa, fragile, quasi timida sotto il sole di aprile, come se stesse lentamente salutando queste montagne prima di lasciare spazio alla primavera ormai arrivata. Guardando quel bianco intenso sulla cima ho pensato che forse era davvero uno degli ultimi respiri dell’inverno, uno di quei momenti che bisogna fermare prima che svanisca, perché racchiude la bellezza di una stagione ricca di avvistamenti e avventure. C’era un silenzio particolare quel giorno. Non un silenzio classico... Un silenzio fatto di distanza ma tanto presente. Un silenzio che appartiene solo alle montagne vere, quelle che non hanno bisogno di parole per raccontarsi. Le capre, ferme sulla cresta, sembravano guardare lontano, verso nuovi orizzonti invisibili, come sentinelle di un tempo che scorre lentamente ma così tanto veloce. Passano i giorni e nel frattempo anche la vita. In quel momento ho provato una sensazione difficile da spiegare a parole, era come se tutto fosse rimasto sospeso e dentro quella sospensione ho sentito ancora una volta quanto queste montagne sappiano parlare a chi le attraversa con rispetto. Camminare tra queste rocce significa camminare dentro milioni di anni di storia. Ogni cresta, ogni lastrone, ogni profilo racconta un passato antichissimo che continua a vivere sotto i nostri passi. E mentre osservavo questo piccolo gregge muoversi con naturalezza tra le pietre, ho avuto la sensazione che fossero parte dello stesso racconto della montagna che attraversa le stagioni e le generazioni. Ci sono fotografie che non si limitano a mostrare un luogo e ci sono immagini che parlano dentro, che richiamano le nostre origini. Per me questo scatto è esattamente questo. È il richiamo delle Madonie più autentiche. Quelle dure e dolci allo stesso tempo, quelle che insegnano a rallentare, ad ascoltare, a guardare davvero ciò che ci circonda. Le Madonie, ancora una volta, mi hanno ricordato quanto siano casa, un luogo dell’anima prima ancora che un luogo sulla carta. Buona serata a tutti Matteo Orlando Fotografo Naturalista Divulgatore


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avatarsupporter
sent on 09 Aprile 2026 (9:44) | This comment has been automatically translated (show/hide original)    

Really a great shot
Sincere compliments


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