sent on 14 Ottobre 2016 (12:46)Avendo un po' di origini contadine desidero scrivere un paio di righe senza che si pensi che desidero contrariare il Tuo gesto.
L'anello al naso... che è una cosa sicuramente ingiusta... a quel toro l'avranno messo dopo pochi mesi dalla nascita come è consuetudine per molti di questi animali e quindi vi era abituato. Operazione compiuta da un veterinario o da un addetto qualificato.
Tale anello serve per "guidare" l'animale quando questi invece vorrebbe fare altro... e come altro intendo anche quando da in escandescenza e potrebbe divenire pericoloso.
Mi sembra di aver capito dalle Tue righe che nel toglierglielo l'animale sia rimasto ferito e se è così più che un aiuto potrebbe averne ricevuto dei danni... anche molto seri...
Se è un animale che vive allo stato brado per giorni nessuno potrebbe essersi accorto che l'animale era ferito e che si era probabilmente infettato con conseguenze che potrebbero pure averlo portato a morte certa se appunto nessuno per molti giorni non si fosse accorto della vicenda. Se è rimasto ferito nel naso... batteri microbi e chissà cosa di altro gli si possono essere introdotti nei polmoni e o nello stomaco... visto che il naso è la bocca sono estremamente vicini.
Senza contare il dolore che deve aver provato data la sensibilità della zona dove è avvenuto lo strappo e l'eventuale e quasi certa infezione...
A volte vengono compiute azioni dettate dall'impeto e senza pensare alle reali conseguenze, che possono essere invece catastrofiche...
Da ultimo... fai poca propaganda perché se qualcuno "interessato" leggesse il Tuo scritto potresti anche beccarti una denuncia per maltrattamento, danneggiamento e pure invasione di suolo privato...
Questa è solo una mia considerazione ma fatta alla luce di quello che conosco riaffermando che l'anello al naso non è certo una cosa giusta...
Essendo quel toro un animale allevato in cattività è già buona che possa vivere la sua esistenza, per quello che gli è stata designata, allo stato brado mentre la maggioranza dei suoi simili vivono in capannoni, definiti stalle, quasi perennemente sotto la luce dei neon per tutta la loro esistenza ed in recinti più piccoli di quelli designati per le celle di isolamento delle carceri medioevali... mentre nelle pubblicità sono sempre mostrati belli, puliti, liberi, rilassati, ecc...
Attualmente sono in corso diverse campagne per sensibilizzare sul bio, no olio di palma, prodotti a Km 0, ecc. ecc...
Ma qualcuno si è chiesto... e poi è andato di persona a vedere... quale invece sia la reale verità in queste filiere?
Alcuni detti popolari raccontano che "chi arte non sa far bottega chiude" e che "fatta la legge... si può poi trovare un inganno"...