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sent on 17 Febbraio 2026 (15:34)“ Cos'è un erotismo da traballo? „ branler /brâle/ v intr 1 (essere malfermo) traballare, ballare § cette table branle: questo tavolo balla 2 (dente) dondolare, ballare £ fig (situazione, istituzione) branler dans le manche traballare; essere instabile. grandidizionari.hoepli.it/Dizionario_Francese-Italiano/parola/B/branle Ma branler, ce branler, faire une branlette nel francese colloquiale si riferisce alla masturbazione perché la mano appunto traballa, dondola sul tronchetto della gioia... Insomma non è un erotismo da Balthus, ma da branlette “ Cos'è un erotismo da traballo? „ branler /brâle/ v intr 1 (essere malfermo) traballare, ballare § cette table branle: questo tavolo balla 2 (dente) dondolare, ballare £ fig (situazione, istituzione) branler dans le manche traballare; essere instabile. grandidizionari.hoepli.it/Dizionario_Francese-Italiano/parola/B/branle Ma branler, ce branler, faire une branlette nel francese colloquiale si riferisce alla masturbazione perché la mano appunto traballa, dondola sul tronchetto della gioia... Insomma non è un erotismo da Balthus, ma da branlette |
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sent on 17 Febbraio 2026 (15:55) | This comment has been automatically translated (show/hide original) On the photos of Rombro if I do the brainlette :-D Sulle foto di Rombro se famo le brainlette |
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sent on 17 Febbraio 2026 (18:02) | This comment has been automatically translated (show/hide original)
“ On Rombro's photos if I do the brainlette „ But no, Rombro is proudly authorial... It's Maserc who has some albums... but if you think about it, his is a recherche du temps perdu because the images he makes are actually a time machine, a journey to the era of magazines... The eighties... the moment when photographic realism supplanted the art of the designers... a Blitz by Grandi was enough to dissolve Jacula. “ Sulle foto di Rombro se famo le brainlette „ Ma no, Rombro è fieramente autoriale... E' Maserc che ha qualche album... ma a pensarci bene la sua è una recherche du temps perdu perché le immagini che realizza sono effettivamente una macchina del tempo, un viaggio verso l'epoca dei giornaletti... gli anni ottanta... il momento in cui il realismo fotografico soppiantava l'arte dei disegnatori... bastò un Blitz della Grandi per dissolvere Jacula. |
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sent on 17 Febbraio 2026 (18:08) | This comment has been automatically translated (show/hide original) Oh yes. I'm nostalgic. :-D Eh sì. Sono un nostalgico. |
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sent on 17 Febbraio 2026 (18:09) | This comment has been automatically translated (show/hide original) The :-D hours Le Ore |
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sent on 17 Febbraio 2026 (18:20) | This comment has been automatically translated (show/hide original) No, come on. Not at that level. More Playboys. :-D No, dai. Non a quel livello. Più Playboy. |
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sent on 19 Febbraio 2026 (8:09)Sì, @ Alvale, la morte che cura il suo orticello in crescita mi sembra azzeccato. Mi sto giusto ripassando un po' di Joy Division e Bauhaus di 'sti giorni, e ci sta tutto ( stamattina piove da 2 novembre qui) . Vero è IMHO che sono più attrattivi per la riflessione i mesti in tutte le arti che i giuggioloni a prescindere, non faccio esempi perché sarei necessariamente riduttivo o autoreferenziale. Sì, @ Alvale, la morte che cura il suo orticello in crescita mi sembra azzeccato. Mi sto giusto ripassando un po' di Joy Division e Bauhaus di 'sti giorni, e ci sta tutto ( stamattina piove da 2 novembre qui) . Vero è IMHO che sono più attrattivi per la riflessione i mesti in tutte le arti che i giuggioloni a prescindere, non faccio esempi perché sarei necessariamente riduttivo o autoreferenziale. |
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sent on 26 Febbraio 2026 (15:45) | This comment has been automatically translated (show/hide original) Latest arrival: "Hoc est, sic est. Aliud fieri non licet" What remains, what persists, is this, therefore... Da ultimo arrivato: "Hoc est, sic est. Aliud fieri non licet" Ciò che resta, che persiste, è questo, perciò... |
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sent on 26 Febbraio 2026 (18:01) | This comment has been automatically translated (show/hide original) So...? Perciò...? |
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sent on 26 Febbraio 2026 (18:45) | This comment has been automatically translated (show/hide original) ... therefore it is nourished, cultivated, kept alive (or dead). But this is ... perciò lo si nutre, lo si coltiva, lo si tiene vivo (o morto). Ma questo è |
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sent on 26 Febbraio 2026 (18:49) | This comment has been automatically translated (show/hide original) (sorry, maybe I was cryptic, but I tried somehow to adapt to the tone of your discussions, which I read from time to time, but almost always I don't understand a bunch of what you write.... it will be age. However, the latinorum is that of a Roman funerary inscription, mentioned by Gadda in the Pasticciaccio. I quoted from memory, so I don't guarantee. Always age). (scusa, forse sono stato criptico, ma ho cercato in qualche modo di adattarmi al tono delle vostre discussioni, che ogni tanto leggo, ma quasi sempre non capisco una mazza di quello che scrivete.... sarà l'età. Comunque il latinorum è quello di un'iscrizione funeraria romana, ricordata da Gadda nel Pasticciaccio. Citavo a memoria, quindi non garantisco. Sempre l'età). |
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sent on 26 Febbraio 2026 (18:54) | This comment has been automatically translated (show/hide original)
“ almost always I don't understand a sledgehammer of what you write „ :-D :-D :-D “ quasi sempre non capisco una mazza di quello che scrivete „   |
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sent on 26 Febbraio 2026 (19:17) | This comment has been automatically translated (show/hide original) Beyond understanding or not understanding, however, I don't want to be misunderstood: I read because I find these discussions often exciting and in particular your way of doing photography, very far from mine, fascinates me and I would like to understand more. I think it is also a lack of photographic culture; I have never gone much further than Henri Cartier-Bresson or Robert Capa and perhaps it would be time to make up for it. Al di là del capire o non capire, comunque, non vorrei essere frainteso: leggo perché trovo queste discussioni spesso appassionanti e in particolare il tuo modo di fare fotografia, lontanissimo dal mio, mi affascina e vorrei capirci di più. Credo che sia anche mancanza di cultura fotografica; non sono andato mai molto oltre Henri Cartier-Bresson o Robert Capa e forse sarebbe ora di rimediare. |
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sent on 26 Febbraio 2026 (19:27) | This comment has been automatically translated (show/hide original) Well... Don't think that photographically speaking I'm a living library :) Actually, of all that has led me to do this kind of thing, photography is the least of the influences/motivations. Mah...non credere che fotograficamente parlando io sia una libreria vivente :) Anzi, a dire il vero, tra tutto ciò che mi ha portato a fare questo tipo di cose, la fotografia è l'ultima delle influenze/motivazioni. |
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sent on 26 Febbraio 2026 (19:34) | This comment has been automatically translated (show/hide original) At this point, however, I am curious: what are the others? A questo punto però sono curioso: quali sono le altre? |
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sent on 26 Febbraio 2026 (20:02) | This comment has been automatically translated (show/hide original) The basic triptych has always been music, films and readings, with everything that gravitates around it. These influences have accumulated over time, taking on a supporting role and exploratory drive. The motivations, on the other hand, are solely linked to things that I live and/or hammer me even from times when I didn't even think of approaching the language of photography. Il trittico di base è sempre stato musica, film e letture, con tutto ciò che ci gravita attorno. Queste influenze si sono accumulate nel tempo, assumendo un ruolo di supporto e di spinta esplorativa. Le motivazioni, invece, sono unicamente legate a cose che vivo e/o mi martellano anche da tempi in cui nemmeno pensavo di avvicinarmi al linguaggio fotografico. |
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sent on 26 Febbraio 2026 (20:21) | This comment has been automatically translated (show/hide original) You're welcome. 8-) You're welcome. |
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sent on 06 Marzo 2026 (10:04)“ cose che vivo e/o mi martellano anche da tempi in cui nemmeno pensavo di avvicinarmi al linguaggio fotografico „ Facciamo che facciamo i filosofi: il modo di essere di queste 'cose che vivi' non è quello degli oggetti reali, quelli che tocchiamo, che sono 'a portata di mano' come direbbe il filosofo della Foresta Nera. Stanno in un altro mondo che non essendo quello di fuori, è quello di dentro. Questo è un paradosso divertente perché la macchina fotografica è una tecnologia per riprendere ciò che è fuori e davanti all'obiettivo. Allora mi chiedo: la macchina fotografica basta per raccontare queste 'cose che vivi'? Le leggi di ciò che è interiore sono diverse, a volte antitetiche alle leggi del mondo esterno. Forse sono le leggi del mondo del dormiveglia... non so. Mi chiedo se, nel tuo caso, il linguaggio fotografico non potrebbe mescolarsi a qualche medium artistico, non so il collage (Gilbert Garcin), intervenire sulle foto con la pittura, col disegno (Gianluigi Toccafondo), eccetera... Insomma non è che sarebbe utile pogare col linguaggio fotografico finché a forza di spinte e gomitate non si apre la via a un linguaggio più funzionale rispetto a quello che vuoi mettere in scena? Deve restare per forza fotografia e basta? “ cose che vivo e/o mi martellano anche da tempi in cui nemmeno pensavo di avvicinarmi al linguaggio fotografico „ Facciamo che facciamo i filosofi: il modo di essere di queste 'cose che vivi' non è quello degli oggetti reali, quelli che tocchiamo, che sono 'a portata di mano' come direbbe il filosofo della Foresta Nera. Stanno in un altro mondo che non essendo quello di fuori, è quello di dentro. Questo è un paradosso divertente perché la macchina fotografica è una tecnologia per riprendere ciò che è fuori e davanti all'obiettivo. Allora mi chiedo: la macchina fotografica basta per raccontare queste 'cose che vivi'? Le leggi di ciò che è interiore sono diverse, a volte antitetiche alle leggi del mondo esterno. Forse sono le leggi del mondo del dormiveglia... non so. Mi chiedo se, nel tuo caso, il linguaggio fotografico non potrebbe mescolarsi a qualche medium artistico, non so il collage (Gilbert Garcin), intervenire sulle foto con la pittura, col disegno (Gianluigi Toccafondo), eccetera... Insomma non è che sarebbe utile pogare col linguaggio fotografico finché a forza di spinte e gomitate non si apre la via a un linguaggio più funzionale rispetto a quello che vuoi mettere in scena? Deve restare per forza fotografia e basta? |
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