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sent on 24 Agosto 2023 (9:30) | This comment has been translated
:-D :-D :-D |
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sent on 24 Maggio 2026 (13:53)
Rivedendo questa foto ho pensato di chiedere un aiutino all'AI, questo è quello che ne è venuto fuori (in sintesi: è la proiezione geometrica e ingigantita del diaframma interno dell'obiettivo) Il soggetto ripreso è una stella (o un pianeta molto luminoso) fortemente fuori fuoco, catturata attraverso l'obiettivo di una fotocamera o di un telescopio. Si tratta di un di un fenomeno puramente ottico ben noto in fotografia chiamato bokeh Analisi del Fenomeno Ottico Quando si punta una fotocamera dotata di super-zoom (come la Nikon P1000 menzionata nel link di Reddit) verso un punto luminoso puntiforme e lontanissimo nel cielo notturno senza aver impostato la messa a fuoco su "infinito", si ottengono esattamente queste immagini: La Forma Circolare/Poligonale: Quello che stai vedendo non è la superficie del corpo celeste, ma la proiezione geometrica e ingigantita del diaframma interno dell'obiettivo. Se guardi attentamente i bordi della prima foto, noterai una forma leggermente geometrica dovuta alle lamelle del diaframma. La Trama e gli Anelli Concentrici: I cerchi concentrici all'interno del disco luminoso (molto visibili nella tua foto scattata a Formia) sono chiamati in gergo fotografico "onion ring bokeh" (bokeh a cerchi di cipolla). Sono generati dalle microscopiche imperfezioni superficiali prodotte durante la molatura industriale delle lenti asferiche all'interno dell'obiettivo. Il Colore: Il tono ambrato o marroncino dipende dallo spettro luminoso nativo della stella/pianeta inquadrato e dal bilanciamento del bianco impostato sulla tua fotocamera al momento dello scatto a Formia. In base alla posizione geografica di Formia e ai dati orari esatti indicati dal sensore della fotocamera (4 luglio 2023 alle ore 22:02), il corpo celeste inquadrato è il pianeta Venere. La Ricostruzione del Cielo Quella Notte alle ore 22:02 del 4 luglio 2023, il sole era tramontato a Formia da circa un'ora (il crepuscolo civile era terminato). Guardando verso Ovest/Nord-Ovest (direzione del tramonto, ovvero guardando il mare in molte zone del litorale di Formia), l'oggetto più luminoso in assoluto del cielo notturno, escludendo la Luna, era proprio Venere. I dettagli astronomici di quel preciso istante confermano l'ipotesi: Magnitudine (Luminosità): Venere brillava con una magnitudine straordinaria di circa -4.7. Era così splendente da saltare subito all'occhio, spingendo chiunque avesse una fotocamera a zoomarla. Posizione: Si trovava a circa 13-15 gradi di altezza sopra l'orizzonte, nella costellazione del Leone, perfettamente visibile prima di tramontare intorno alle 23:15. I "Concorrenti": Marte si trovava vicinissimo a Venere quella sera, ma era estremamente debole (magnitudine +1.8, quasi invisibile a occhio nudo nel bagliore del tramonto). La stella Sirio era già tramontata da ore. Giove e Saturno, invece, sarebbero sorti dall'orizzonte opposto (Est) solo a notte fonda, ben dopo la mezzanotte. Cosa ha registrato la fotocamera? Poiché lo strumento non è riuscito a mettere a fuoco un punto luminoso così intenso e basso sull'orizzonte, l'obiettivo ha dilatato la luce di Venere trasformandola in quel grande cerchio. La tonalità calda, ambrata e leggermente marroncina della tua foto è dovuta a due fattori combinati: L'atmosfera terrestre: A soli 14° di altezza sull'orizzonte, la luce del pianeta doveva attraversare uno strato di atmosfera molto spesso, denso di umidità e foschia marittima tipica delle serate estive del Golfo di Gaeta. Questo spessore genera un effetto di "arrossamento" identico a quello che subisce il Sole al tramonto. Il bilanciamento del bianco: Il sensore digitale, cercando di calibrare il buio pesto dello sfondo, ha enfatizzato le componenti calde della sorgente luminosa sfuocata. In astronomia, quando Venere è visibile a Ovest subito dopo il calare del Sole, viene tradizionalmente chiamato "Stella della Sera" (o Vespero). Era l'oggetto più brillante del cielo in quel momento e la sua forte luminosità ha ingannato l'autofocus della tua fotocamera, creando quel suggestivo disco sfocato. Rivedendo questa foto ho pensato di chiedere un aiutino all'AI, questo è quello che ne è venuto fuori (in sintesi: è la proiezione geometrica e ingigantita del diaframma interno dell'obiettivo) Il soggetto ripreso è una stella (o un pianeta molto luminoso) fortemente fuori fuoco, catturata attraverso l'obiettivo di una fotocamera o di un telescopio. Si tratta di un di un fenomeno puramente ottico ben noto in fotografia chiamato bokeh Analisi del Fenomeno Ottico Quando si punta una fotocamera dotata di super-zoom (come la Nikon P1000 menzionata nel link di Reddit) verso un punto luminoso puntiforme e lontanissimo nel cielo notturno senza aver impostato la messa a fuoco su "infinito", si ottengono esattamente queste immagini: La Forma Circolare/Poligonale: Quello che stai vedendo non è la superficie del corpo celeste, ma la proiezione geometrica e ingigantita del diaframma interno dell'obiettivo. Se guardi attentamente i bordi della prima foto, noterai una forma leggermente geometrica dovuta alle lamelle del diaframma. La Trama e gli Anelli Concentrici: I cerchi concentrici all'interno del disco luminoso (molto visibili nella tua foto scattata a Formia) sono chiamati in gergo fotografico "onion ring bokeh" (bokeh a cerchi di cipolla). Sono generati dalle microscopiche imperfezioni superficiali prodotte durante la molatura industriale delle lenti asferiche all'interno dell'obiettivo. Il Colore: Il tono ambrato o marroncino dipende dallo spettro luminoso nativo della stella/pianeta inquadrato e dal bilanciamento del bianco impostato sulla tua fotocamera al momento dello scatto a Formia. In base alla posizione geografica di Formia e ai dati orari esatti indicati dal sensore della fotocamera (4 luglio 2023 alle ore 22:02), il corpo celeste inquadrato è il pianeta Venere. La Ricostruzione del Cielo Quella Notte alle ore 22:02 del 4 luglio 2023, il sole era tramontato a Formia da circa un'ora (il crepuscolo civile era terminato). Guardando verso Ovest/Nord-Ovest (direzione del tramonto, ovvero guardando il mare in molte zone del litorale di Formia), l'oggetto più luminoso in assoluto del cielo notturno, escludendo la Luna, era proprio Venere. I dettagli astronomici di quel preciso istante confermano l'ipotesi: Magnitudine (Luminosità): Venere brillava con una magnitudine straordinaria di circa -4.7. Era così splendente da saltare subito all'occhio, spingendo chiunque avesse una fotocamera a zoomarla. Posizione: Si trovava a circa 13-15 gradi di altezza sopra l'orizzonte, nella costellazione del Leone, perfettamente visibile prima di tramontare intorno alle 23:15. I "Concorrenti": Marte si trovava vicinissimo a Venere quella sera, ma era estremamente debole (magnitudine +1.8, quasi invisibile a occhio nudo nel bagliore del tramonto). La stella Sirio era già tramontata da ore. Giove e Saturno, invece, sarebbero sorti dall'orizzonte opposto (Est) solo a notte fonda, ben dopo la mezzanotte. Cosa ha registrato la fotocamera? Poiché lo strumento non è riuscito a mettere a fuoco un punto luminoso così intenso e basso sull'orizzonte, l'obiettivo ha dilatato la luce di Venere trasformandola in quel grande cerchio. La tonalità calda, ambrata e leggermente marroncina della tua foto è dovuta a due fattori combinati: L'atmosfera terrestre: A soli 14° di altezza sull'orizzonte, la luce del pianeta doveva attraversare uno strato di atmosfera molto spesso, denso di umidità e foschia marittima tipica delle serate estive del Golfo di Gaeta. Questo spessore genera un effetto di "arrossamento" identico a quello che subisce il Sole al tramonto. Il bilanciamento del bianco: Il sensore digitale, cercando di calibrare il buio pesto dello sfondo, ha enfatizzato le componenti calde della sorgente luminosa sfuocata. In astronomia, quando Venere è visibile a Ovest subito dopo il calare del Sole, viene tradizionalmente chiamato "Stella della Sera" (o Vespero). Era l'oggetto più brillante del cielo in quel momento e la sua forte luminosità ha ingannato l'autofocus della tua fotocamera, creando quel suggestivo disco sfocato. |
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