sent on 30 Aprile 2018 (12:11)La prima volta che vedi Mauro Corona fu nei primi anni del 2000, non ricordo di preciso l'anno, ma ricordo bene la sua figura.
Mi trovavo alla libreria Feltrinelli di Padova ed ero assorto nel leggere le prime pagine di un libro.
Era un mese freddo, indossavo un cappotto o un loden di quelli che ormai non si usano più se non tra le montagne tirolesi.
Lo conoscevo come Autore di romanzi perché avevo già letto due o tre libri da lui scritti.
Appariva proprio come in una delle sue copertine, maglietta nera estiva senza maniche da piena Estate.
Io tenevo i guanti in tasca.
Fuori la nebbia e la bruma invernale, il tedio della pianura.
Non diedi nessun segno di riconoscerlo.
Mi interessava vedere uno scrittore tra gli scaffali di una grande libreria.
Parlava con una ragazza bruna che gli stava accanto e curiosava tra gli autori statunitensi.
Dopo un po' scelse un libro, un'edizione economica Feltrinelli dei "Cantos" di Ezra Pound.
Ne dedussi che non apprezzava il libro come oggetto da tenere in mano, ma come un veicolo di idee da tenere in testa.
Amava la grande letteratura.
Quello che un libro contiene, la sua verità, i suoi sogni.
Quello che c'è dentro un libro che una persona ha scritto proprio per te, solo per per te mentre lo stai leggendo.
Nel tempo ho assistito a varie conferenze e incontri con scrittori italiani, più famosi e meno famosi.
In molti ho trovato ricchezza di idee e sincerità, quella che si percepisce subito, come la franchezza e l'immediatezza, in qualcuno un certo manierismo, il compiacimento di una cultura profonda usata con un senso di superiorità.
Vi posso dire che per la mia impressione Mauro Corona è genuino come l'acqua di sorgente e forte come un vino da meditazione.
Se non lo avete mai letto scegliete un suo libro e leggete, ha tante storie da raccontare, un modo di sentire la Natura forte e duro, ma anche dolce.
Non ve ne pentirete.
E ora un grandissimo grazie a tutti voi!
Ciao
Patrizio