sent on 21 Agosto 2019 (19:57)Questo procedimento viene usato costantemente nelle acqueforti di Goya. Anche nei film l'illuminazione da dietro serve a darsi viene cosi a provocare è dovuta in parte al fatto che la figura oscura non esplica una presenza positiva di solido corpo materiale, con una grana di superficie percepibile, ma soltanto una presenza negativa di ostacolo alla luce senza volume e senza materialità. E come se un'ombra si muovesse nello spazio a simiglianza di una persona reale.
Specialmente quando l'ombra è cosi profonda da determinare quasi uno sfondo costituito da un nero nulla, chi guarda ha l'assoluta impressione di cose che emergono da uno stato di inesistenza a cui probabilmente torneranno.
Invece di presentare un mondo statico con una dotazione costante, l'artista mostra la vita come un processo di apparizione e di sparizione.
L'insieme è solo parzialmente presente, come lo sono la maggior parte degli oggetti. Di una figura può esser visibile solo una parte, mentre il resto è nascosto nell'oscurità. Nel film
Il terzo uomo il misterioso protagonista sta non visto sulla soglia di una porta; solo la punta delle sue scarpe riflette la luce di una lampada della strada e un gatto scopre l'invisibile straniero e soffia a colui che il pubblico non può vedere.
La paurosa esistenza di cose che sono al di là dei nostri sensi e che pure esercitano un potere su di noi trova il suo mezzo rappresentativo nell'oscurità.
[Cit. non dico da chi, per acuire la tua curiosità Arconudo]
Mi piacciono molte tue foto a molte delle quali credo si possa applicare questa descrizione.