sent on 19 Febbraio 2019 (12:27)Chi segue il mio profilo, sà che questo è uno dei miei animali "totemici", che seguo da più di 35 anni in una zona magredile vicino casa; è una specie che conosco discretamente bene;
il nido è sul terreno o sui greti dei torrenti asciutti, senza particolari ornamenti a noi percettibili; qualche sassolino e/o piccolo framento di legno portato durante il periodo di cova che dura mediamente 24 giorni;
i piccoli nascono in maniera asincrona con uno sfasamento di 18/24 ore;
dopo poche ore dalla nascita del secondo, necessarie per l'asciugatura del piumino e per dargli modo di reggersi in piedi, tutti abbandonano il sito di nidificazione e si disperdono nel territorio, diventando praticamente introvabili;
non è raro, se la nidificazione ha subito disturbi, che il primo nato venga allontanato subito dal sito da uno dei genitori, in attesa della nascita del secondo, poi la famigliuola si riunisce;
nel corso degli anni ho avuto la fortuna di fotografare e videoriprendere molte delle situazioni documentate in questa foto e, vi assicuro, che non è propriamente facile;
ci vuole una gran botta di c . . . e/o una buona conoscenza della specie;
a quindici giorni di vita (forse questo ne ha qualcuno di meno) il pullo si muove esattamente come gli adulti ed è decisamente molto più mimetico ed elusivo; doti in cui gli occhioni sono già maestri di loro;
per me questa è e resta una gran bella immagine e per nulla facile da realizzare;
i miei complimenti quindi a Roberto.-
Relativamente alle foto fatte sui siti di nidificazione; non voglio riaprire inutili diatribe che si protraggono dalla notte dei tempi, ma mi spiegate dove vengono fatte almeno l'80% delle foto di gruccioni?????
(ma potrei dire il 100%!)
Qual è la discriminante; se nell'inquadratura si vede o meno il pullo?????
Mi sembra mera ipocrisia!
In diversi concorsi dove era tassativamente vietato fare riprese sui nidi, ho visto arrivare in finale e, in taluni casi anche essere premiate, immagini realizzate palesemente nei pressi del nido; ma questo non era inquadrato . . . . . . .
e che differenza fa interagire su un nido o su un'arena di canto?
Nel primo caso si perde una nidiata; nel secondo si può compromettere un'intera stagione riproduttiva, che non dura più di 15/20 giorni, riferiti agli accoppiamenti, vista la giornaliera processione di fotografi naturalisti che ormai frequentano quei siti (anche nove capanni su un'arena di sei forcelli!);
e potrei tediarvi per ore sui comportamenti visti sulle arene di canto di forcelli e cedroni da pseudo fotografi il cui unico scopo è quello di portarsi a casa uno scatto del soggetto;
la vera discriminante è dentro di noi; se amiamo e conosciamo la specie che vogliamo ritrarre, sappiamo anche come interagire con essa per non arrecargli danno e/o disturbo;
via libera quindi alle foto sui nidi?
Direi di no, perché il testa di c . . . . è sempre pronto all'emulazione, senza rendersi conto che l'immagine che eventualmente otterrà è solo un'ennesima copia di quella che ormai ha già fatta tutto il mondo;
forse bisognerebbe cercare di fare qualcosa di nuovo e più compatibile coi soggetti che vogliamo seguire.-
Bravo ancora Roberto
Un saluto
Mauro