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b/n... ci sono regole per definirlo "riuscito"?


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avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 8:06

Per esempio a me piacciono molto le foto di Gabriele Croppi, stampa dal mio stesso stampatore e mi è capitato di vedere suoi lavori da vivio e li trovo molto belli





altro fotografo in cui mi sono imbattuto per caso e che trovo visivamente interessante è alan schaller
alanschaller.com/






altra autrice che apprezzo molto è lillian bassman




avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 8:27

"Le trovo di una tristezza cosmica."...credo che sia nell'intento dell'autore. Immagini dal forte contrasto in linea tra loro, non è da tutti.

"Per esempio a me piacciono molto le foto di Gabriele Croppi,"...ho avuto modo di vedere alcune sue foto davvero molto belle. Schaller altro autore molto bravo anche se non sono molto interessato al suo lavoro.

avatarjunior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 10:19

Occhio che perseguire un'idea non significa affatto lavorare bene, e secondo me Giacomelli ha lavorato male come stampa ai suoi tempi, idee buone, contenuto artistico buono, ma stampe realizzate male, talune perfide.

In Italia, a mio avviso personalissimo, per carenza di cultura tecnica e per una mera e vile necessità di risparmio economico, in quei tempi, parecchi fotografi si lasciarono irretire dalla fotomeccanica, tanto da divenire di moda: molta gente non ce la faceva a stampare tutta la gamma tonale della pellicola, in particolare i cieli, ed allora passavano il negativo in fotomeccanica, che tagliava i toni intermedi, il che rendeva facili le stampe.

Faccio un esempio.

Su di un paesaggio a pellicola, un cielo molto luminoso richiedeva anche 1- 2 minuti di esposizione nell'ingranditore per non farlo venire completamente bianco, mentre per la scena sottostante il cielo l'esposizione richiedeva magari 10 - 15 secondi: se volevi sia il cielo che l'area sottostante ricca di dettagli e di toni intermedi, una foto plastica, era inderogabilmente necessario mascherare, e mascherare bene la scena sottostante quando esponevi il cielo del paesaggio, per ottenere una stampa ben modulata, il significa dover obbligatoriamente avere tanta cultura e manualità di stampa, e poi ci volevano tante maschere, tanti provini, uno o due foto al formato grande finito come prova generale, il che si traduce in tante ore (anche oltre 10), tanta carta e tanti chimici, ossia un sacco di soldi per una sola fotografia.

Se invece passi quello stesso negativo in fotomeccanica, lo stampi in modo estremamente facile, senza provini, ci metti meno di 5 (cinque) minuti per stampare la foto grande finita, senza alcuna necessità di manualità o conoscenza tecnica, è un lavoro estremamente stupido che fornisce però una stampa vile, spesso vilissima.

Perché, inesorabilmente, ti becchi un cielo bianco sfondato, i neri tappati, ed i toni intermedi praticamente inesistenti, o tagliati a bestia.

Dunque, se a Giacomelli le sue stampe gli piacevano così, a me, "nummene po' fregà de meno".

Semplicemente perché a quei tempi c'erano fotografi come A. Adams, Mapplethorpe, Elliot Erwin, Ernest Haas, e con loro, tutta la scuola americana, all'estero, e gente come Mario Bocci ed altri qui in Italia, che seguivano la scuola americana, che stampavano diversamente, ed a mio avviso molto, molto, estremamente meglio, ossia con grande estensione tonale


ah, molto interessante.. ma non ho capito una cosa: Giacomelli era pigro, tirchio, o entrambe?

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 10:22

Giacomelli era pigro, tirchio, o entrambe?


Era un miccio! :-P

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 11:29

...credo che sia nell'intento dell'autore. Immagini dal forte contrasto in linea tra loro, non è da tutti.
********** **********

Beh Vincenzo io questo lo do per scontato.
Resta tuttavia il fatto che, almeno in ME, evochino una tristezza cosmica.

avatarjunior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 11:54

Era un miccio!

Chiamiamolo Giacomiccio! MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 14:37

"almeno in ME, evochino una tristezza cosmica."... Sicuramente non sono immagini allegreMrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Giugno 2024 ore 14:46

Si va dal troppo al troppo poco per pura smania di distinguersi e questo, oltre a portare ad un'assuefazione agli eccessi, finisce per renderci uguali nell'intento.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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