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Novizio. Vale la pena provare a stampare i miei b/n?


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avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 9:04

Secondo me era meglio se andavi fisicamente dallo stampatore e verificavi il file con lui
Ovviamente distanze permettendo

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 9:15

Normalmente non te ne accorgi nemmeno di una foto stampata con il miglioramento o meno...
Occhio perchè scattare in .jpg non ti insegna a fotografare meglio, soprattutto per la stampa!

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 9:50

Il Raw è nemico del fotografo e gli fa perdere un sacco di tempo in post produzione, convincendolo che la bellezza di una foto dipenda dalla leggibilità perfetta nelle ombre, anche se queste occupassero una minima porzione dell' inquadratura e pippe del genere. Capisco che quando manca la sostanza si tende a dare la massima importanza alla forma. Gia Feininger molti anni fa prendeva in giro il fotocaxxoamatore, che è un personaggio diverso dal fotoamatore , anche se possono convivere nella stessa persona in periodi alternati, e quest'ultimo, il fotoamatore lo reputo superiore alla maggior parte dei professionisti. Feininger descriveva il sogno del fotocaxxoamatore che secondo lui consisteva nel realizzare una stampa 70x100 cm con attaccato, in un angolo in basso il provino a contatto del negativo, di un soggetto qualsiasi del tutto insignificante, per bearsi della qualità dell' attrezzatura e della sua abilità tecnica.
Fotografare in JPEG è quanto di più vicino ci sia al fotografare su pellicola e costringe a fotografare bene, anche se poi anch'esso permette correzioni di inquadratura ed altro.
Però devo ammettere, perché lo spirito è forte ma la carne è debole, che anch'io fotografo in RAW+JPG. Poi controllo che JPG siano " venuti" bene e cancello i RAW.
Prima o poi riuscirò a fotografare solo in JPG, da vero uomo.
In quanto al quesito principale, il laboratorio produrrà sempre stampe migliori di quelle casalinghe perché ha attrezzature che quasi nessun fotoamatore può permettersi. Ai tempi della pellicola in casa si stampava il BN perché c' era il gusto di reinquadrare, scegliere il contrasto ecc. Cose possibili con un laboratorio professionale ma con costi molto elevati, anche se la stampa casalinga non era certo economica. Col colore le cose cambiavano: ho provato col Cibachrome, ma il confronto col laboratorio era umiliante. Dal negativo colore meglio tacere.
Oggi col digitale si possono, ove necessarie, apportare tutte le correzioni possibili per poi consegnare il file al laboratorio. Anche col BN.

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 9:57

Diciamo che queste stampe hanno scopo didattico (per me), per capire se devo fare modifiche sostanziali ai miei scatti per una corretta resa in stampa.

La stampa ha una gamma dinamica inferiore a quella di un buon monitor. Cioè in stampa è più facile bruciare le alte luci o tappare i neri in zone dove invece a monitor vedi ancora qualche dettaglio. Le carte lucide per fine art sono quelle che hanno la gamma dinamica maggiore.

Alcuni convertitori raw, ad esempio Capture One, hanno la possibilità di settare gli avvisi di sotto/sovraesposizione su valori diversi da 0 e 255 proprio per essere utili in questo senso.

Per il colore vale la stessa cosa, con in più la necessità di profilare/calibrare il monitor per la fedeltà del colore.
Ma anche in b/n dovresti farlo per centrare la luminosità.

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 10:01

In quanto al quesito principale, il laboratorio produrrà sempre stampe migliori di quelle casalinghe perché ha attrezzature che quasi nessun fotoamatore può permettersi.

Bè non è del tutto vero…
Ho un amico che con una Epson che costa "solo" un migliaio di euro tira fuori con regolarità dei b/n di qualità ottima. Prodotti che trovi solo in pochi lab digitali, non certo quelli online, e a prezzi cari…

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 10:31

Anche io ti consiglio di evitare JPEG ma di trovare una tua post che arrivi al risultato ottimale per la stampa e la carta scelta
Varia parecchio

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 13:05

Credo che la stampa bianco e nero in digitale sia estremamente più complessa rispetto al colore. Quindi tanto divertimento e tanti soldi da spendere sono assicurati.

La mia scelta è stata quella di usare la pellicola e la stampa in camera oscura per il bianco e nero. Per il colore mi trovo meglio con il processo digitale

avatarjunior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 14:23

Io, per ora, ho deciso di scattare in Jpeg perché voglio liberarmi della schiavitù "tanto poi correggo in postproduzione", cosa che effettivamente facevo fino a pochi mesi fa.

Il vantaggio è che sono anche costretto a ragionare di più sulle regolazioni della mia X-T5 in fase di scatto, così faccio pratica con la fotocamera. In futuro, per scatti importanti, magari tornerò al raw, ma per ora sono contento così. Comunque, anche solo giocando con le possibilità creative della mia fotocamera, c'è da sbizzarrirsi. E si impara tanto.

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 16:32

perché voglio liberarmi della schiavitù "tanto poi correggo in postproduzione"


Il punto sta proprio qui.

Non si fa postproduzione (o non si dovrebbe fare) principalmente per correggere degli errori. Si fa postproduzione: 1) per non lasciare il compito della conversione RAW alla "stupida" fotocamera; 2) perché il lavoro in "camera chiara" è una parte di un processo che inizia in ripresa (e anche prima) e si conclude con la fotografia finita (e magari stampata...). Un processo che è fatto di passaggi coerenti.

Quando lavoravi in camera oscura, non c'era forse una relazione tra come scattavi e come sviluppavi/stampavi? Con il digitale è la stessa cosa... Sorriso

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 16:50

Io, per ora, ho deciso di scattare in Jpeg perché voglio liberarmi della schiavitù "tanto poi correggo in postproduzione", cosa che effettivamente facevo fino a pochi mesi fa.


Col bianco e nero analogico quando inizi a usare i filtri colorati ti si apre un mondo. Non dico che si usino sempre ma un bel po' di volte sì. Stessa cosa anche col digitale, solo che si può fare (e secondo me conviene farlo) non con i filtri fisici ma in post. Non so se si possa fare direttamente dalla fotocamera, ma non credo.
Immagino si possa fare anche con i tradizionali filtri colorati davanti all'obiettivo ma mi pare un'assurdità: in post puoi simulare un filtro colorato di quasiasi colore tu lo voglia, mentre usando i filtri fisici, immaginando di voler avere almeno il giallo il rosso e il verde si spendicchia già. Se poi uno diventa sofisticato e vuole avere anche rosso chiaro/rosso scuro, giallo-arancio e blu la faccenda, avendo magari obbiettivi con diverso diametro della lente frontale e dovendo avere filtri di buona qualità (se sono fondi di bottiglia meglio lasciar perdere) diventa un bagno di sangue.
Per cui, secondo me, la post è importante nel BN tanto quanto nel colore, anzi, forse anche di più.

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 17:30

FrancoS64 tu puoi scattare come meglio credi ma il parallelismo con la camera oscura ed il jpg non esiste proprio.
Multigrade, mascherature, chimiche diverse, scaldare parti di foglio e tutto ciò che si poteva fare o si era in grado di fare è riconducibile alla più ampia potenzialità del raw. Come fai a rinunciare alla gamma tonale estesa del raw?Per quanto sgamato tu sia come fai agendo in camera a recuperare i 4-6 bit di profondità di differenza?

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 18:11

RobBot

perdona la mia ignoranza, ma il RAW alla fine non deve essere convertito in JPG per essere stampato ? Che poi sarebbe quello che fa la macchina fotografica quando pensiamo di riprendere solo in JPG ?
È vero che esistono formati meno compressi come il Tiff. Da questo sarebbe possibile stampare in casa ? E con la stampante che hanno la maggioranza dei fotoamatori le differenze con una stampa JPG saranno visibili ? Credo che portare un Tiff al laboratorio sia una perdita di tempo. Per i laboratori il tempo è denaro e te lo trasformano in JPG prima di mandarlo in stampa.
Mi occupo anche di musica pur senza essere audiofilo. Ho un discreto impianto a valvole, ma solo per ragioni estetiche. Ho conosciuto audiofili che giurano di distinguere all' ascolto un CD da un vinile ( e qui si va sul facile, per i rumori di quest'ultimo) e da un MP3. Tutti quanti avevano superato i 50 anni, capisciamme'. Un ascolto cieco sarebbe stata una Waterloo. Non è che in fotografia succede la stessa cosa ? Ho circa 10mila diapositive la cui visione ovviamente non è filtrata dalla stampa. Sono state fatte con macchine ed obbiettivi diversi nel corso degli anni, tipo Leica, Nikon ma anche Rollei 35 e Minox. Sono indistinguibili. Per conoscere l' attrezzatura occorre ricordare le circostanze in cui furono riprese. Si riconoscono facilmente le Kodachrome, quasi impossibile distinguere le Ekta dalle Fuji , ben riconoscibili purtroppo le Ilford e le Agfa.

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 18:19

No non viene convertito si stampa in tiff e col cazz.o che il mio stampatore lo converte anzi lo guardiamo e studiamo anche piccole ulteriori modifiche legate alla carta che si sceglie

avatarjunior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 19:36

Allora, rispondo in base a ciò che so e alle caratteristiche della mia fotocamera.

Per iniziare, i due profili di foto in bianco e nero di cui è dotata la mia X-T5 (e le altre Fujifilm recenti) hanno anche la possibilità di inserire filtri colorati (giallo, rosso e verde). Devo ancora sperimentare come lavorano, ma ci sono.

Ancora: so bene che un buon lavoro in postproduzione partendo da un file Raw ti fa ottenere risultati migliori. Ma continuo a sostenere che, se vuoi imparare veramente a usare la tua fotocamera, meno ti affidi alla postproduzione meglio è. Dietro i profili embedded di Fujifilm c'è una discreta scienza, e quindi per scatti "veloci" secondo me vanno benissimo. E inoltre, ho così il vantaggio di riuscire a produrre scatti "poco impegnativi" più velocemente.

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2023 ore 21:34

Vale sempre la pena di stampare, indifferente dal risultato e dalla resa su carta. Una foto non stampata e come se non esistesse, sarebbe solo ”polvere digitale”.
Forse non è la risposta che cercavi ma è l'unica che mi sento di darti.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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