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"i turisti stanno uccidendo il Carnevale"


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avatarsenior
inviato il 18 Febbraio 2022 ore 14:33

Tante cose sono sempre quelle.... basta divertirsi...


Giusto: anche fare sesso è sempre quello ...Sorriso

avatarsenior
inviato il 18 Febbraio 2022 ore 14:45

Esatto.... basterebbe farlo una volta sola... MrGreen

avatarsenior
inviato il 18 Febbraio 2022 ore 16:06

Ricordo il primo Carnevale di Venezia, quello del 1979. Rimasi là tre giorni con un gruppo di amici, alloggiavamo nella zona del Ghetto, in casa di una coppia di anziani che sembravano i gestori della locanda di " Per favore non mordermi sul collo " di Polanski MrGreen e la casa non era meno terrificante.
Pochissime maschere in giro, noi ci truccammo solo il viso. Il programma era composto più che altro da spettacoli teatrali organizzati da Maurizio Scaparro e laboratori artistici in giro per la città. Rimanemmo ore in quello di una artista nel campiello davanti a Palazzo Grassi (pre restauro) in cui insegnavano a creare e dipingere maschere, il nome era... Giulia Mafai?
Non esistevano ancora le "maschere veneziane" che poi hanno invaso come un blob tutti i negozi di souvenir della città.
Lo spettacolo più bello fu l'immensa ragnatela di materiale viscoso e elastico che di notte coprì tutta Piazza San Marco, estesa e tirata dalle mani di centinaia di persone, prima i mimi e poi tutto il pubblico.
Ritornammo l'anno successivo, quando c'erano già molte più persone vestite e mascherate in giro, e questa volta passammo la settimana prima a prepararci i vestiti. Io me lo feci da... banana :-P tagliando e cucendo gli spicchi della buccia in raso bianco e giallo imbottiti di gommapiuma, una fatica boia camminare su e giù per i ponti perché avevo lasciato poca apertura in basso. Arrivato in Piazza San Marco venni inseguito da uno vestito da scimmione, rischiando di rovinare tutto il costume.:-P
Ci tornammo per la terza volta, e io mi vestii da "notte" con una specie di cappa di più strati di tulle nero e striscie di plastica nera ritagliata dai sacchi della spazzatura, e in mano avevo una candela elettrica. Ma il tempo era pessimo, nevicò moltissimo e rimanemmo poco in giro.
Poi basta Carnevale.
Da allora a Venezia sono tornato sempre ogni due anni per la Biennale Arte, rimanendo anche in quei casi tre giorni.
Sì capisco, i prezzi dei trasporti sono alti (ma Venezia è piccola e si può girare benissimo a piedi), i ristoranti buoni e a prezzi decenti ormai si fa fatica a trovarli (ma ci sono), la ressa è tanta (ma nei soliti posti, basta girare l'angolo ed è bellissimo anche perdersi nei quartieri non-troppo-turistici).

Per dirla in due parole: amo Venezia.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 2:02

Conosco un veneziano e mi ha spiegato un po' come stanno le cose.
Voi immaginate se tutti i giorni viene a casa vostra suocera (i turisti), i vostri figli sono contenti perché portano sempre un bel regalo (i vari negozianti) e vostra moglie è contentissima perché ha la madre sempre a casa (gli albergatori), voi non siete molto contenti perché non potete mangiare i vostri piatti preferiti (ristoranti troppo cari e omologati al turista/suocera) e non riuscite più a vedere i vostri amici che ovviamente non sopportano la suocera e sono scappati da altre parte (di veneziani a Venezia non ce ne sono più).

A parte l'introduzione. Effettivamente a Venezia chi lavoro con i turisti è contento dell'affollamento perché guadagna senza far nulla. Ma chi non lavoro con i turisti e non ha un ritorno dal turismo è solo un grandissimo fastidio. A lavoro i vaporetti sono sempre pieni (anche se ci sono quelli per i soli abitanti sono meno di quelli turistici), per mangiare è un disastro, molti che ci abitano scappano via visto la vita cara, la famiglia (i genitori e fratelli) di questo mio conoscente ha fatto diventare la casa di proprietà un B&B ed è andata a vivere sulla terra ferma in affitto. Purtroppo lui avendo un lavoro comunale è dovuto restare a Venezia altrimenti scappava anche lui.

Venezia fa 12 milioni di turisti l'anno come Milano su una superficie e con dei problemi di viabilità enormemente superiori. Oltretutto molti ritengono che ce ne siano almeno il doppio considerando tutti quelli che non risiedono a Venezia.
Non ritengo giusto impedire ad una persona di poter andare a visitare Venezia, ma certamente eliminerei tutte le navi da crociera e metterei un numero chiuso. Poi ovviamente la colpa maggiore è dell'amministrazione, incapace di introdurre nuovi percorsi in modo che i turisti non si affollino nei soliti 2/3 posti famosi.


avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 9:10

Faccio notare che per andare a schizzare di cacca di vacca la macchina, in molte valli alpine chi non ha una baita paga il biglietto d'accesso. Fra quelli che entrano, molti sono operai o comunque hanno redditi bassi (come è noto, la classe operaia ha sempre amato la montagna, vedi la tradizione operaia e alpinistica di alcune città industriali e il caso tutto particolare di Lecco), non mi risultano lamentele e recriminazioni sulle libertà negate e l'iniquo balzello. Chi non vuol pagare il biglietto, quasi sicuramente non lo fa perché non ce la fa economicamente. È un po' come con il green pass... Forse a Venezia il biglietto terrebbe lontano solo alcuni fra gli str.zi, non sarebbe molto, anche se sarebbe qualcosa, considerando i numeri in gioco.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 9:50

Il confronto secondo me non regge assolutamente.
Il biglietto per passare in auto su strate agrosilvopastorali normalmente chiuse al transito non impedisce il passaggio a chi ama veramente la montagna, ossia chi va a piedi.
E' il biglietto per i 'comodini' che vogliono arrivare in auto al rifugio, farsi la mangiata e poi tornarsene a casa con la quattroruote contenti di 'essere stati in montagna'.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 11:24

Effettivamente a Venezia chi lavoro con i turisti è contento dell'affollamento perché guadagna senza far nulla. Ma chi non lavoro con i turisti e non ha un ritorno dal turismo è solo un grandissimo fastidio.

Doverosa premessa: per alcuni anni ho avuto un'attività che dipendeva strettamente dal flusso turistico.

Non sono d'accordo con né la prima né la seconda affermazione.

Riguardo agli operatori che amerebbero il superaffollamento, chi non ha esperienza del settore non si rende conto di come sia oneroso gestire un'attività subissata di richieste rispetto ad una con un flusso regolare e gestibile di clienti. Non solo: se i clienti sono poco disposti a spendere (per attitudine o per impossibilità) i margini si riducono molto, e talvolta lavori solo per coprire i costi. Costi che a Venezia sono assurdi, sia per gli affitti, sia per i rifornimenti.

Chi non lavora direttamente al servizio dei turisti tende purtroppo a dimenticare che il turismo porta risorse che, almeno in parte, vengono redistribuite sul territorio. Ovviamente, anche in questo caso i costi del sovraffollamento possono essere anche più elevati dei vantaggi.

Per sintetizzare, tutti gli abitanti di un luogo traggono vantaggio dal turismo, ma quando il sistema-città viene messo sotto stress per l'afflusso eccessivo questi vantaggi si assottigliano (più per alcuni che per altri, è ovvio) fino a svanire o a diventare svantaggi.

Non è un caso che tutte le mete turistiche cercano di evitare i picchi di presenze.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 11:57

FotografoAgnostico

Molto bene

user126294
avatar
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 14:04

Ma c'è il carnevale quest'anno?

Giuliano

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 14:25

Venezia con tutte le restrizioni che hanno messo e in forte difficoltà indifferentemente dal tipo di turismo sia mordi e fuggi che turisti a lungo termine se i turisti non ci sono non girano soldi se non girano soldi tutte le attività legate al turismo da negozi bar alberghi ecc… chiudono poi arrivano dall'estero per comprare a strozzinaggio come è capitato di recente
Tutte le città turistiche senza turisti sono finite

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 14:33

Tenente, sei in guerra con la punteggiatura?

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 14:50

Mi sa che sei proprio theRealB, il maestrinismo non lascia dubbi: la forma come soggetto, la forma come fine, la forma come mezzo. Bentornato!

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 17:10

“ Effettivamente a Venezia chi lavoro con i turisti è contento dell'affollamento perché guadagna senza far nulla. Ma chi non lavoro con i turisti e non ha un ritorno dal turismo è solo un grandissimo fastidio. ?

Doverosa premessa: per alcuni anni ho avuto un'attività che dipendeva strettamente dal flusso turistico.

Non sono d'accordo con né la prima né la seconda affermazione.

Riguardo agli operatori che amerebbero il superaffollamento, chi non ha esperienza del settore non si rende conto di come sia oneroso gestire un'attività subissata di richieste rispetto ad una con un flusso regolare e gestibile di clienti. Non solo: se i clienti sono poco disposti a spendere (per attitudine o per impossibilità) i margini si riducono molto, e talvolta lavori solo per coprire i costi. Costi che a Venezia sono assurdi, sia per gli affitti, sia per i rifornimenti.

Chi non lavora direttamente al servizio dei turisti tende purtroppo a dimenticare che il turismo porta risorse che, almeno in parte, vengono redistribuite sul territorio. Ovviamente, anche in questo caso i costi del sovraffollamento possono essere anche più elevati dei vantaggi.

Per sintetizzare, tutti gli abitanti di un luogo traggono vantaggio dal turismo, ma quando il sistema-città viene messo sotto stress per l'afflusso eccessivo questi vantaggi si assottigliano (più per alcuni che per altri, è ovvio) fino a svanire o a diventare svantaggi.

Non è un caso che tutte le mete turistiche cercano di evitare i picchi di presenze.


Non sono d'accordo con le tua contro risposta (ovviamente in clima molto socievole).

Tu dice che è molto difficile gestire un'attività con il pienone, ovviamente hai perfettamente ragione, ma il mio discorso era riferito al fatto che proprio perché c'è il pienone in ogni caso, non c'è la necessità di migliorare il servizio o renderlo migliore. Se invece i turisti sono pochi, si migliora il servizio per cercare di acquistare più clienti (che andrebbero altrove). Oltretutto il discorso di spese e margine è dovuto certamente in parte che a Venezia i rifornimenti sono più difficile da portare, ma soprattutto dall'affollamento di turisti. Solo per fare un esempio, un albergo a 100 Euro a 2 stelle che da qualche altra parte non verrebbe mai preso in considerazione a Venezia fa il pienone. Ovviamente tutta la catena (fornitori, affitti ecc...) aumenta i prezzi ecc.. E' un gatto che si morde le coda.

Per quanto riguarda che il turismo ribalta i propri guadagni su tutti è verissimo. Ma per un motivo ben preciso perché i soldi non arrivano dal sistema Venezia ma dall'esterno, quindi si crea ricchezza dove non ci sarebbe. Il problema che in questo caso specifico bisognerebbe vedere se effettivamente c'è un ritorno. I veneziani di Venezia pagato una spazzatura molto superiore rispetto a quella che produrrebbero i veneziani senza turismo, la quantità di mezzi nei canali è molto superiore a quella che Venezia può sopportare ed infatti le onde da battello a motore provano problemi alle fondamenta dei palazzi. Sono state aperte le bocche di porto per far passare le navi da crociera, questo ha peggiorato la situazione dell'acqua alta ed ha portato alla creazione del Mose (che con la cementificazione delle bocche di porto ha peggiorato ancora di più la situazione perché l'acqua defluisce più velocemente tra mare e laguna), per fare passare le navi da crociera si draga la laguna creando delle "pista" abbastanza profonde da consentirne il passaggio. Bisogna capire se tutti questi problemi vengono ricoperti dal maggior gettito che arriva a Venezia, ma dubito visto che molti di questi problemi vengono pagati dallo stato italiano o dalla regione veneto, quindi come al solito pochi guadagnano per bene ed i problemi vengono pagati da tutti.

Discorso Venezia e Montagna, in un certo senso è molto simile. Generalmente i paesini di montagna hanno un gettino minimo che non possono permettersi l'afflusso eccezionale dei turismi (anche solo per la gestione della spazzatura e per il rifacimento delle strade). Si parla di comuni da 600-1000 abitanti, quando va bene, che magari in alcuni weekend si trovano la popolazione triplicata. La differenza che il paesino di montagna rimane uno paesino di 10000 (cifra detta a caso) con lo stesso problema su tutto il suolo nazionale, mentre Venezia è unica. Per i paesino è una questione di costi economici/ambientali, per Venezia è una questione di sopravvivenza.

Una soluzione potrebbe essere quella di mettere il numero chiuso a chi arriva da fuori. E l'eliminazione dei battelli per i turisti non disabili ed ovviamente nessuna nave da crociera ne a Venezia ne in laguna, lo spostamento di Marghera da qualche altra parte.

avatarsenior
inviato il 20 Febbraio 2022 ore 17:31

il mio discorso era riferito al fatto che proprio perché c'è il pienone in ogni caso, non c'è la necessità di migliorare il servizio o renderlo migliore

Questo è un concetto diverso da quello che si poteva desumere dal tuo precedente intervento, e ovviamente concordo. Una clientela più selezionata a sua volta seleziona gli operatori. Proprio per questo ritengo che sia interesse di Venezia, e di tutte le mete turistiche italiane, far sì che chi la visita abbia capacità di spesa medio-alte.

Quello che provavo a spiegare è che si guadagna di più, e ci si stressa di meno (titolari e dipendenti, sia ben chiaro) quando il flusso di clienti è continuo e compatibile con le capacità di accoglienza, posto che si tratti di clienti che sanno riconoscere la qualità e che abbiano la possibilità di pagarla.

Il problema che in questo caso specifico bisognerebbe vedere se effettivamente c'è un ritorno.

quindi come al solito pochi guadagnano per bene ed i problemi vengono pagati da tutti

Certo, ci sono quelle che si chiamano "esternalità negative", che vanno compensate alla collettività.

Ma come tu sostieni giustamente, Venezia non è una città come le altre: oltre a essere bellissima è anche molto fragile. Per cui non si tratta solo di redistribuire ai residenti la ricchezza generata, ma anche si salvaguardare la città.

Credo comunque che siamo entrambi dalla stessa parte della barricata, sia pur con qualche distinguo.

avatarjunior
inviato il 21 Febbraio 2022 ore 10:20

Allora facciamo così: si potrebbe mettere una tassa per entrare a Venezia e poi una sottotassa per entrare nei negozi, con un timer che ne regoli l'accesso. Ah, dimenticavo, anzi due virgole, così recupero quella che non ho messo nel precedente post: i turisti devono anche dichiarare, prima di accedere alla città, il loro reddito, il risultato del test multidisciplinare e le intenzioni di spesa (non ho messo la virgola perchè ho usato la congiunzione E): praticamente un green pass super rafforzato e omnicomprensivo che attesti l'adeguamento agli standard minimi richiesti per godere delle bellezze veneziane.:.;



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