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E lo avevo detto che era solo questione di tempo


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avatarsenior
inviato il 24 Novembre 2021 ore 19:17

Hahaa

avatarsupporter
inviato il 24 Novembre 2021 ore 23:31

La cosa certa è che più avanza lo sviluppo dell'AI (estremamente affascinante), meno serve la componente umana.

provo a dire la mia.
Già "ieri" la situazione era gravemente compromessa.
Se tra 100 ( o mille ) anni qualcuno troverà (e guarderà ) le immagini dell' 11 settembre a NY, di Desert Storm in Iraq, della guerra in Jugoslavia assieme a pezzi di Matrix, di Titanic, ecc.... saprà distinguere la realtà dalla finzione?
Non è che già oggi abbiamo manipolato a tal punto le immagini da dare una visione distorta della realtà?
noi utilizzatori di Photoshop siamo solo un mattoncino di una realtà che forse ci è già sfuggita di mano

avatarsenior
inviato il 24 Novembre 2021 ore 23:56

Il rapporto tra essere umano e realtà è molto antico. Si va dalla caverna di Platone alla distinzione tra fenomeno e noumeno di Kant.
Perché?
Probabilmente perché l'essere umano ha due caratteristiche:
- la prima è il senso della trascendenza. Ha in sè qualcosa che lo spinge a percepire, a cercare, a sentire che vi è "di più di ciò che si vede, si tocca, si annusa, si gusta, si sente"
- la seconda è la capacità di creare, vera eredità del logos divino. L'uomo sa creare con la sua mente "storie, mondi, emozioni, sentimenti, creature".
Da notare il commovente dualismo dell'essere umano, inscidibile tra ciò che è realtà e ciò che è creazione. L'uomo sente che vi è di più oltre la cruda realtà, vorrebbe scoprirlo, spiegarlo, raggiungerlo, ma è incatenato in questa realtà. Ecco allora che egli crea con la propria mente un "oltre", un qualcosa che possa assomigliare all'"oltre" che egli sente esistere. Eppure anche lì l'uomo deve fae i conti con le proprie catene, giacchè la sua creazione non è divina, non può trascendere la dimensione del reale: tutto ciò che l'uomo crea, non è che un ibrido costruito miscelando elementi della realtà, l'unica cosa che l'uomo può raggiungere.
Allo stesso modo, questi software non fanno che mescolare elementi reali tra loro. Un sasso è un sasso, anche se quel particolare sasso non esiste nella realtà, ma è un'astrazione che parte dall'analisi di sassi reali. Un elefante con le pinne allo stesso modo è sempre e solo l'unione di un elefante con delle pinne, due elementi reali, che danno vita a una creatura che non esiste in questa realtà, ma che è sempre limitata a due componenti reali.

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 0:30

Il problema è questo ready-made portato all'estremo, perchè se da un lato comprendo questa visione dell'uomo che tende sempre a spingersi oltre e a usare gli strumenti a propria disposizione (la realtà che conosce) per creare qualcosa, dall'altro mi domando se è ancora l'uomo a farlo...a creare...o se l'intento è quello di dare vita a un'entità che crei al posto suo.

Il punto sta qui, e troppo spesso si riduce la questione a una rissa Marinetti VS Soffici, rivoluzione VS reazione.
Come se tutto ciò che è nuovo fosse male, oppure il contrario.
A riguardo io sono ottimista, perchè penso che il concetto di creazione e ricerca faccia parte dell'animo umano, ma sono sempre meno attratto dall'evoluzione, se così vogliamo chiamarla, della fotografia.
Ormai penso che il problema stia anche nella terminologia...chi è che oggi fa fotografia? E in quanti la faranno domani?

I software sono strumenti che possono liberare la creatività, per potersi spingere oltre la realtà...cosa che però non ha niente di nuovo, perchè in quasi tutte le arti questo concetto di "oltre" è già stato scoperto, sfruttato e sdoganato da un pezzo.
Qua però il discorso è diverso...non è software al servizio della creatività umana, ma software al servizio di sé stesso

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 0:45

beh, io adesso vado a nanna e lascio al mio inconscio il compito di farmi vivere la realtà virtuale.
Ho mangiato leggero per cui non dovrei aspettarmi degli incubi spaventosi.
Domani vi farò sapere....

ZZZZzzzzzzz ...

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 6:13

@ Gibus: il software che crea un qualcosa che va oltre la realtà esistente semplicemente dicendo(gli) cosa creare è l'apoteosi dell'uomo che cerca di trascendere la propria finitezza per divenire Dio, è la concretizzazione del logos divino: la parola che crea la realtà.
L'uomo parla e una nuova realtà, che va oltre quella esistente, viene creata.
"E l'uomo disse: sia la luce, ma non troppo dura, un poco diffusa...e luce fu".
Il software ci serve a farci sentire Dio, perché siccome non arriviamo in questa realtà ad essere Dio, ne creiamo una, virtuale, in cui siamo Dio per davvero.
La cosa commovente è che alla fine il tentativo di essere Dio, da parte dell'uomo, non si riduce a hybris di potere, ma è il tentativo di conoscere Dio stesso e di incontrarlo. Se l'uomo non può arrivare a Dio e a ciò che trascende la realtà cui è incatenato, non gli resta che incarnare Dio in questa realtà, ossia nell'uomo stesso.
Il processo genera mostri, però.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 7:46

Si ragazzi, sono tutte discettazioni molto interessanti, ma alla fine stiamo parlando di un Tizio, di un soggetto, di una macchina fotografica e di una pellicola... nulla più di questo!
Anche perché, parliamoci chiaro, la fotografia ha bisogno di un soggetto da ritrarre... non è la pittura con la quale si può cercare di materializzare un sogno, un qualcosa che non esiste insomma, la fotografia ha bisogno di un soggetto... ma soprattutto di un soggetto REALE non di un fantasma immaginario!

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 7:49

@PaoloMcmlx:
la fotografia ha bisogno di un soggetto... ma soprattutto di un soggetto REALE non di un fantasma immaginario!

Eh sì, sennò diventa arte grafica nuda e cruda.

I problemi iniziano quando non si capisce più cosa si sta osservando... io personalmente vorrei sapere cosa ho davanti a me.
(già ora in parte è così)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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