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Martin Pescatore. Ma voi come fate?


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avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 8:59

ma fai bene, io sono partito dal farlo posato al provare in volo..posato è venuto molto bene..in volo cosi cosi ma ripeto che senza sapere dove si butta sfido chiunque!.in certi contesti il richiamo non va usato sopratutto durante gli amori e quando ci sono i pulli da sfamare..MrGreen

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 9:08

Richiami, vasche con i pesci... Confuso

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 9:25

"Maurizio domanda banale.. Sti pescetti dove li vado a comprare e cosa devo prendere? MrGreen".

Chiedi nei negozi di pesca ma tieni presente che uno dei pionieri di questo genere di foto mi disse che il martino si accorge anche di quelli morti ed allora va bene anche il settore pesce della grande distribuzione alimentare. Non ho verificato comunque.

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 9:55

Francamente trovo aberrante questa pratica del richiamo, delle vasche con pesci e/o quant'altro.
E' una penetrazione attiva nell'etogramma comportamentale dell'animale ( con tutte le possibili conseguenze ).
E per cosa poi?

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 10:05

@Flagship l'ho fatto solo la prima volta, perdonami l'inesperienza. Non è nemmeno molto efficace altrimenti non sarei qua a scrivere.

@Francesco a sto punto lascio stare la vasca coi pesci. Effettivamente come mi han fatto notare mi sembra un metodo un po' invadente.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 10:12

Il richiamo diciamo subito che non è proprio indispensabile. Per il resto è un genere di foto che documenta l'attività di alimentazione di questi soggetti; non molti ci si sono cimentati e si cimentano per i tempi che richiede. Se praticato con avvedutezza non arreca danni; non è condannabile più di quanto non lo sia l'altro delle riprese ad animali notturni, soprattutto rapaci. La sua storia ha nomi come quelli di Paolo Fioratti e Meroni e Luzzini, nonché di Angelo Gandolfi per le riprese addirittura al nido; fotografi serissimi. La prudenza deve sempre guidare qualsiasi uscita fotonaturalistica; ritratti invernali su posatoi, apparentemente innocui, non lo sono affatto se il soggetto è in alimentazione, precaria per il periodo.

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 10:28

Se praticato con avvedutezza non arreca danni

Affermazione altamente opinabile e senza alcuna base scientifica e/o etologica.
Quale sarebbe l'evidenza etologica che non si è interferito nell'etogramma comportamentale dell'animale attraverso un processo d'abituazione cmq forzato ed innaturale ?
Sia ben chiaro... se non si fosse intervenuto, concettualmente, sul principio di indeterminazione di Heisenberg, molte cose ( o forse nulla ) sugli animali non le sapremmo. Quindi lungi da me fare facili moralismi.
Ma un conto è essere un etologo/naturalista, un conto un fotografo amatoriale che vuole portare a casa uno scatto fondamentalmente identico ( nella migliore delle ipotesi ) a quelli tra i millemila già presenti nel web.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 10:32

Spero che non tutti credano che tante foto bellissime di certi volatili siano solo risultato di abilità misto chiappa,Sorriso

per certe inquadrature un minimo di pasturazione è indispensabile, in caso contrario resta la foto un po' più ambientata e con cadenze assai rade,

l'importante è scindere bene i periodi, cosa utilizzare, dove posizionare e non utilizzare prodotti utili per magari una specie e dannosa per altre,

se poi pensiamo a chi paga profumatamente per andare per esempio a fare orsi nei capanni fuori confine li non è che vengono al capanno per pura vanità ma perché li si mangia la pappa, tanta pappa.Cool

Per i pescetti ( anche da ex pescatore ) importante è a fine giornata non liberare gli stessi dentro il fiume, stagno o lago che sia, il rischio di immettere specie non autoctone è alto e spesso danno inizio a proliferazioni dannose,

come dicevo da ex pescatore negli anni ho assistito personalmente a fatti analoghi per colpa di chi a fine giornata buttava i carassi avanzati con il risultato che che in alcuni laghi si sono riprodotti come ratti compromettendo di tanto i restanti.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 11:05

@Maurizio domanda banale.. Sti pescetti dove li vado a comprare e cosa devo prendere?


In negozio di caccia e pesca rigorosamente VIVI.
Li trovavo e li pescavo anche nello stesso torrente in una pozza a monte dove pullulavano.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 11:09

Affermazione altamente opinabile e senza alcuna base scientifica e/o etologica.

Eventualmente come la tua dal momento che riporti un sentire personale. Il martino, mie osservazioni di anni (tanti) all'interno di un'area ha un suo percorso abbastanza fisso, nel senso che su determinati posatoi, messi lì dalla natura, si presenta negli stessi intervalli orari, dettati presumibilmente dal fatto che corrispondono alle finestre di maggiore visibilità in relazione alla direzione della luce. Aggiungere o togliere una postazione nulla cambia nel suo giro giornaliero.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 11:15

Affermazione altamente opinabile e senza alcuna base scientifica e/o etologica.
Quale sarebbe l'evidenza etologica che non si è interferito nell'etogramma comportamentale dell'animale attraverso un processo d'abituazione cmq forzato ed innaturale ?
Sia ben chiaro... se non si fosse intervenuto, concettualmente, sul principio di indeterminazione di Heisenberg, molte cose ( o forse nulla ) sugli animali non le sapremmo. Quindi lungi da me fare facili moralismi.
Ma un conto è essere un etologo/naturalista, un conto un fotografo amatoriale che vuole portare a casa uno scatto fondamentalmente identico ( nella migliore delle ipotesi ) a quelli tra i millemila già presenti nel web.


www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=4098264

Mah.

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 11:22


Posto che il profilo comportamentale di una cincia è molto diverso da quello di un martin pescatore,
Mah cosa?
Mica le ho messe io le palline di grasso sull'albero ( non l'avrei fatto onestamente )

avatarjunior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 11:26

Affermazione altamente opinabile e senza alcuna base scientifica e/o etologica.

Eventualmente come la tua dal momento che riporti un sentire personale. Il martino, mie osservazioni di anni (tanti) all'interno di un'area ha un suo percorso abbastanza fisso, nel senso che su determinati posatoi, messi lì dalla natura, si presenta negli stessi intervalli orari, dettati presumibilmente dal fatto che corrispondono alle finestre di maggiore visibilità in relazione alla direzione della luce. Aggiungere o togliere una postazione nulla cambia nel suo giro giornaliero.

Non sei il solo ad osservare il comportamento del martino da anni.
Concordo su quasi tutto ciò che dici.
Eccetto il fatto che "togliere o aggiungere una postazione non cambi nulla".
Ciò che noi aggiungiamo o togliamo ha un impatto.
Per nostra incapacità vedendolo compiere concettualmente lo stesso percorso su base quotidiana, diamo per scontato che le variazioni non siano impattanti.
Ma non vi è alcuna certezza della cosa.
Pertanto, io preferisco non modificarne le abitudini ( per quanto minime possano essere ).

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 11:53

Le mie osservazioni di 19 anni le ho effettuate presso lo stagno principale dell'Oasi del Brusà nel comune di Cerea; per comodità, anche se sto pensando di sfruttare i km. di fossato al suo interno giusto per variare. Lo stagno è di 150 x 115 metri circa e la regolarità ai posatoi naturali facilmente osservabile; anche se distanti solo venti metri possono essere diversamente utili per visibilità delle prede o addirittura la stessa area ristretta può andar bene a seconda del modo in cui il martino si posiziona. 'E per questo che se ne aggiungo uno il soggetto certamente alla lunga lo aggiunge alle sue opzioni ed analogamente lo cancella se non più disponibile. Certi generi, ma non questo che direi abbastanza innocuo, espongono invece a reale pericolo gli uccelli ed allora bisogna avere alle spalle un'esperienza molto importante; per fortuna senza di essa non si riesce neanche ad avviare il progetto che è quindi autolimitante.

avatarsenior
inviato il 25 Novembre 2021 ore 12:01

Li trovavo e li pescavo anche nello stesso torrente in una pozza a monte dove pullulavano.


Mi riporti indietro negli anni quando per pescare in certi torrenti si posizionava la "bottiglia con il collo invertito" fissa nella pozza bassa per prendere le Sanguinerole, autoctone al 100% e una volta finito di pescare quelle non utilizzate si apriva e tornavano libere, azione credo a impatto super minimoCool

Per nostra incapacità vedendolo compiere concettualmente lo stesso percorso su base quotidiana, diamo per scontato che le variazioni non siano impattanti.


L'attenzione va bene ma non possiamo fare i puristi qui in questo contesto perché visibile in una determinata maniera perché poi durante tutte le nostre attività di vita di azioni impattanti ne facciamo e pure tante ma purtroppo le riteniamo "legittime in quanto vitali".

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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