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Custodia per diapositive. Quale scegliere?


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avatarsenior
inviato il 07 Ottobre 2021 ore 8:04

Mi trovo nella necessità di fare spazio e svuotare i numerosi caricatori di diapositive (35 mm) . Stavo valutando di acquistare i fogli trasparenti che contengono 20 dia per pagina ma su alcune recensioni Amazon ho letto che il prodotto li venduto non tiene ferme le dia che escono facilmente dal loro alloggiamento. Qualcuno sa consigliarmi un prodotto valido? Io sto valutando quelli della svar (taurus), printfile, hama, panodia. Grazie.

avatarjunior
inviato il 08 Ottobre 2021 ore 4:04

Ti consiglio le svar.
Ottimo prodotto fatto come si deve.
Le diapositive non escono se tu non vuoi.
Almeno quelle prodotte fino a 15 anni fa.
Adesso non so
Comunque dipende anche dal tipo di telaietto della diapositiva.
Ad esempio le Kodachrome, pellicola spettacolare ma telaietto ridicolo,ho visto sia quelli in cartone che quelli in plastica, telaietto del laboratorio in E6 (quello dove portavo normalmente i rulli) direi buono, telaietto per dia in striscia e poi intelaiavi manualmente (sia con o senza vetro) anche un po' troppo spesso, ma entrano bene nelle custodie svar.
Ne ho ancora una o due scatole complete sigillate (10 confezioni da 10 o 20 ) non ricordo di preciso.
Che bei ricordi, che bei tempi :-)
Un saluto :-)
Francesco

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2021 ore 5:07

Ottimi i "plasticoni" Svar, li ho adoperati per almeno vent'anni anni sia nella versione con l'apertura per l'inserimento della diapositiva dall'alto che in versione contrapposta.
È un prodotto davvero valido grazie all'ottimo materiale plastico impiegato, che essendo "inerte" non rilascia elementi che possano risultare deleteri per l'emulsione, e pertanto garantisce una conservazione non solo ottimale ma, soprattutto, molto lunga negli anni.

Da almeno dieci anni a questa parte però, non riuscendo più a trovare gli Svar, sto adoperando i Print File (www.printfile.com) e devo dire che questi ultimi, forse, sono addirittura migliori, di certo sono un poco più leggeri e le singole tasche sono molto più mordibe e, come dire "avvolgenti" per i telaietti... insomma li trattengono in sede anche meglio di quanto già non facciano i pur eccellenti Svar.

A proposito Giampyero: queste mie sono informazioni recenti e soprattutto attuali... visto che a tutt'oggi io fotografo ancora, ed esclusivamente, in diapositiva ;-) Sorriso

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2021 ore 8:28

Ad esempio le Kodachrome, pellicola spettacolare ma telaietto ridicolo,ho visto sia quelli in cartone che quelli in plastica,



In verità Francesco qui non sono d'accordo con te.
A onore del vero i telaietti Kodachrome di cartoncino, che esistevano solo per questa pellicola in quanto adoperati esclusivamente dalla casa madre che era anche l'unica autorizzata allo sviluppo di questa pellicola (al di fuori degli Stati Uniti chiaramente), a guardarli non erano solo ridicoli... erano decisamente grotteschi.
Grotteschi al punto che la prima volta che li ho visti non potevo capacitarmi del fatto che una tale pellicola mi fosse stata riconsegnata, pronta per la proiezione, in telaietti di una tale misera fatta.
Al che ho iniziato a smontarli per poter riporre le dia in altri, ben più decorosi, telaietti... e a questo punto mi resi conto di una cosa: erano virtualmente indistruttibili, insomma li avevo clamorosamente sottovalutati.

In definitiva dopo quarant'anni di utilizzo di quasi tutti i tipi di telaietti esistenti al mondo devo riconoscere che quei telaietti erano, probabilmente, una delle poche, forse l'unica, cosa buona che aveva prodotto Kodak nella sua più che secolare storia.
Sono, di fatto, telaietti eccezionali perché oltre a essere quasi indistruttibili, prima dote, ne hanno molte altre: in primis lo spessore minimo, circa un millimetro, che tra le altre cose permette l'uso dei caricatori Kodak a giostra da 140 diapositive; poi assicura una tenuta eccezionale alla diapositiva che in pratica è incollata nel telaietto, quindi non ha alcun gioco, e pertanto non si muove affatto... caratteristica questa di importanza capitale nelle dissolvenze incrociate; inoltre la tenuta salda della diapositiva all'interno del telaio annulla completamente il popping e quindi assicura una visione di un piacere assoluto.
In poche parole solo i telaietti Gepe Metamalsk, quelli per intenderci che al loro interno hanno una maschera metallica che serve appunto a tenere la dia in posizione, riescono QUASI a eguagliare la qualità dei telaietti Kodak in cartoncino pur senza averne la praticità, da un lato, ma consentendo però, dall'altro, la possibilità di un minimo aggiustamento della diapositiva in esso contenuta! Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2021 ore 21:32

Ringrazio entrambi per i consigli e per le informazioni da veri esperti.
Giampiero

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2021 ore 21:57

devo riconoscere che quei telaietti erano, probabilmente, una delle poche, forse l'unica, cosa buona che aveva prodotto Kodak nella sua più che secolare storia


durevoli sì ma... vigliacca la serva... avevano una finestrella molto piccola, roba che una dia fatta con un 21 una volta intelaiata aveva un campo inquadrato circa di un 23

Comunque: ho un migliaio di dia archiviate nei plasticoni (non ricordo il marchio), ma alcuni dopo 30 anni si sono deteriorati e tendono ad incollarsi all'emulsione. Ora sto migrando tutto nelle scatolette (quelle con le quali una volta i laboratori ti restituivano le dia), fortuna vuole che oltre 20 anni fa ne abbia accumulate qualche centinaio vuote.

così ora sto rimettendo a posto tutto l'archivio: sto digitalizzando tutto, e sto rimettendo in ordine di data tutte le dia per poi metterle nelle scatolette, perché a causa delle molte proiezioni che negli anni avevo montato, ormai erano tutte mischiate come carte da ramino.

avatarjunior
inviato il 09 Ottobre 2021 ore 5:41

Si Paolo hai ragione alla fine i telaietti della Kodacrome di cartone erano indistruttibili.
Anche me è capitato di dover smontare per forza (dia proiezione collettiva al club) e volevano per tutti i telaietti con i vetrini.
Quando poi hanno cambiato e hanno iniziato ad usare quelli in plastica le cose sono migliorate moltissimo, sia per lo smontaggio che per il problema evidenziato da Gsabbio (verissimo),
Quanto mi inc...innervosivo :-):-) :-) curando al massimo l'inquadratura in ripresa vedevo che allo sviluppo qualcosa mancava.
C'è anche da dire che la Kodacrome era nata per un uso "amatoriale" ed intendo che non tutti avevano le macchine che mostravano il 100 % dell'inquadratura.
Poi il Kodacrome lo usato più per scatti personali che per lavoro, più o meno era come oggi che vogliono gli scatti per....ieri...ancora prima di scattarli e il Kodacrome per quell'uso improponibile.
A me ci voleva minimo tre settimane dall'invio per riaverle sviluppate.
Ogni tanto ridò un occhiata alle mie diapositive e tra l'altro le tiro fuori dalle scatole della svar con cui facevo l'archivio.
Ripeto bei tempi, anche perché ero più giovane e tutto ti sembra più bello di adesso.
Un po' come la musica quella dei vent'anni è sempre la più bella.
Ovviamente non è così ci sono ottime cose anche oggi.
Certo che ascoltando l'assolo di Confortably Numb dei Pink Floyd in contrapposizione all'uso eccessivo dell'autotune dei cantanti della trap delle domande te le fai :-) :-) :-):-)
Un saluto :-)
Francesco

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2021 ore 6:16

Accertati che tali fogli-contenitori siano di materiali plastici inerti, come polipropilene (contrassegnato dalla sigla "PP") e polietilene (contrassegnato dalla sigla "PE"); evita quelli in PVC (policloruro di vinile), che rilasciano sostanze che possono dannegguare le pellicole; purtroppo però purtroppo questi ultimi spesso non riportano stampigliata la sigla PVC, ma li puoi riconoscere da alcune caratteristiche: emanano un po' di odore (dimostrazione che rilasciano sostanze) e in genere sono un po' più rigidi.

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2021 ore 8:29

durevoli sì ma... vigliacca la serva... avevano una finestrella molto piccola, roba che una dia fatta con un 21 una volta intelaiata aveva un campo inquadrato circa di un 23



In effetti non era gigantesca, sostanzialmente lo spazio utile misura 23x35 mm insomma il 93% della superficie effettiva... un po' poco in effetti anche perché qualcos'altro se lo mangia pure agli angoli che sono curvi e non vivi, netti insomma, come nei normali telaietti di plastica.
I Gepe MetalMask invece misurano 23,5x35,5 mm grosso modo il 97% che tralaltro, e non per caso, era anche il campo coperto dal mirino della Canon F-1n che non raggiungeva il 100% non perché non si potesse ma semplicemente perché il 97% è, appunto, lo spazio utile dei migliori telaietti per diapositiva... e guarda caso la diapositiva era il materiale professionale per eccellenza degli anni '70/'80/'90 ;-)

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2021 ore 8:35

Anche me è capitato di dover smontare per forza (dia proiezione collettiva al club) e volevano per tutti i telaietti con i vetrini.
Quando poi hanno cambiato e hanno iniziato ad usare quelli in plastica le cose sono migliorate moltissimo, sia per lo smontaggio che per il problema evidenziato da Gsabbio (verissimo),




Triste ahi, ahi ahi caro Francesco... i telaietti con vetrini sono assolutamente deleteri! Confuso
Una cosa peggiore proprio non potevano inventarla Sorry

Buona giornata,
Paolo.

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2021 ore 11:35

Accertati che tali fogli-contenitori siano di materiali plastici inerti, come polipropilene (contrassegnato dalla sigla "PP") e polietilene (contrassegnato dalla sigla "PE"); evita quelli in PVC (policloruro di vinile), che rilasciano sostanze che possono dannegguare le pellicole;

Grazie Diebu per le precisazioni
La SVAR propone due prodotti:
- Archival dichiarando Diapoly (PP) Acid Free e Certificato P.A.T.
- Taurus dichiarando Phthalate free – museum quality

la PrintFile dichiara
• Archival quality – NO PVC – safe for long-term storage
• 8 mil polypropylene (4 mil top & bottom layers)
• PAT passed

Quindi sia SVAR/Archival che PrintFile vanno bene, ma penso anche i Taurus perché, se ho capito bene, il PVC fa parte della famiglia degli "ftalati". Probabilmente la certificazione PAT (Photographic Activity Test) dà qualche sicurezza in più.


avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2021 ore 12:23

Fai una ricerca con "film storage propylene wilhelm research" quindi scarica il PDF "18. Handling and preservation of color slide collection".


avatarsenior
inviato il 13 Ottobre 2021 ore 20:09

direi che c'è molto da imparare, grazie.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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