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Leica Q 2 ma vale veramente quello che costa?? Parte 2


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avatarsenior
inviato il 02 Settembre 2021 ore 14:43

Gfirmani, te sei quello simpatico?


avatarjunior
inviato il 02 Settembre 2021 ore 14:56

vedo che nella sezione recensioni ci sono ben 16 positive opinioni articolate, il voto medio è 9,8 su 10. Considerando che i leica fanboy sono praticamente tutti sull'international Leica Forum o sulle pagine dedicate facebook (e non certo qui su Juza dove è pieno di detrattori che per diversi motivi non le hanno mai provate e/o possedute) beh.........direi proprio che vale quello che costaMrGreen

avatarjunior
inviato il 02 Settembre 2021 ore 19:27

personalmente a me sembra più un ibrido tra una Panasonic e il suo AF a solo contrasto che ama tanto portare avanti e una lente Leica adattata, la vera Leica è la serie M

avatarjunior
inviato il 02 Settembre 2021 ore 20:42

riporto un testo tratto da un articolo del Sole 24 ore

a Ferrari delle macchine fotografiche ha sede in Germania, a Wetzlar, piccola città dell'Assia a poco più di un'ora di macchina da Francoforte. Una città la cui storia è legata a doppio filo con la ricerca sulle proprietà ottiche del vetro e sullo sviluppo di quelle macchine fotografiche che sono considerate tra le più belle di sempre e che sono state adoperate da tutti i più grandi giornalisti di cronaca e di street photography della storia, a partire da Henri Cartier-Bresson sino a Gianni Berengo Gardin e al grande e purtroppo recentemente scomparso Mario Dondero.

Leica, che in origine si chiamava Ernst Leitz GmbH, dal suo fondatore, è nata alla fine dell'Ottocento ereditando precedenti stabilimenti e maestranze per la produzione di microscopi e strumenti di precisione. Nel 1913 uno dei suoi tecnici, Oskar Barnack, appena assunto dalla concorrente Zeiss, sviluppò il prototipo di un sistema di macchine fotografiche e obiettivi basati sulla pellicola cinematografiche in formato 24x36, quello che sopravvive fino ad oggi nel formato analogico ed è la base per la definizione dei sensori “full frame” nella fotografia digitale.

Leica portò avanti la produzione di macchine fotografiche, a partire dagli anni Venti a tutto il dopoguerra. Situata nella parte “giusta” della Germania, non venne assorbita dal blocco sovietico, come invece capitò alla concorrente Zeiss. Nel primo dopoguerra Leica lanciò la serie di macchine fotografiche a telemetro “M”. Divennero in poco tempo leggendarie: amate da tutti i più grandi fotografi e fotogiornalisti, univano la praticità di un formato ridotto (rispetto agli apparecchi medio formato) e l'eccellente qualità dei suoi obiettivi.

La leggenda di Leica, perché di questo si tratta, nel dopoguerra cresce. L'azienda, i cui prodotti di alta manifattura sono comunque nella fascia più costosa di mercato, diventano sempre più esclusivi e resistono ai prodotti giapponesi che, a partire dagli anni Settanta, dominano il nascente mercato delle macchine reflex. Leica riduce il giro di affati ma non va in crisi. Invece, con l'arrivo del digitale, i tedeschi non riescono a tenere il passo. Anzi: l'azienda, che nel frattempo ha assunto il nome del suo principale prodotto, Leica (dalle iniziali di LEitz CAmera), fa vanto nelle sue pubblicità degli anni Novanta e inizio Duemila di essere legata alla tradizione della pellicola chimica e della fotografia analogica. In pochi anni arriva sull'orlo della bancarotta. E viene rilevata da Andreas Kaufmann, riservato imprenditore austriaco figlio di una genia di produttori di carta, sessantottino non pentito (laureato in letteratura tedesca all'inizio degli anni Ottanta ha passato venti anni a insegnare in una scuola steineriana) dal 1998 tornato a fare il capitalista a tempo pieno con la sua ACM Projektentwicklung, società di investimenti che tramite la Lisa Germany Holding controlla Leica assieme al fondo di investimenti americano Blackstone.

Leica viene messa in mano ai consulenti di Porsche Consulting che disegnano il futuro dell'azienda, scegliendo strategie di ricerca sui prodotti, di comunicazione e di immagine. In poco tempo viene invertita una tendenza che invece colpisce molte imprese europee: il “dinosauro della pellicola” era una azienda altamente specializzata, schiacciata dalla delocalizzazione e dai costi eccessivi del lavoro e con una capacità di innovazione sempre più ridotta. Sotto la guida di Kaufmann, che fa da presidente del consiglio di amministrazione e da front-man di Leica, l'azienda si tuffa nel digitale, ridisegna la sua immagine, mette innovazione nella parte tecnologica dei suoi prodotti e tanto marketing in quella commerciale. Nasce il programma “Leica à la carte”, ad esempio, che permette di personalizzare l'apparecchio fotografico aggiungendo colori e componenti a piacere, a un prezzo ovviamente più alto. E le serie limitate: tanto che le Leica serie M diventano oggetti da collezione, sia quelle “antiche” a partire dagli anni cinquanta che quelle prodotte oggi. Infine, nuovi prodotti (la serie T, che ha poco successo, la nuova Q, che è il vero cavallo di battaglia della moderna Leica, e la nuovissima e molto potente serie SL) capaci di innovare ma anche di sfruttare il valore del brand per chiedere prezzi molto alti: fino a dieci, quindicimila euro per macchina più un obiettivo. Leica lancia anche una catena di negozi monomarca in tutto il mondo, assume e investe esattamente come fece a partire da quindici anni fa la Apple di Steve Jobs, e rilancia promuovendo fotografi ed eventi legati al mondo dell'immagine, del quale è stata protagonista nel dopoguerra.

Oggi l'azienda, che è stata delistata e non ha bilanci pubblici, mostra di essere economicamente solida. È riuscita a trasformare scommesse come la Leica M Monochrom (in tedesco senza la “e” finale, una macchina fotografica da ottomila euro solo corpo che scatta esclusivamente immagini in bianco e nero) in una nicchia di successo. L'azienda ha una forte alleanza con Panasonic (gruppo Matsushita) per il quale firma alcuni obiettivi delle mirrorless formato Micro Quattro Terzi, e alcuni apparecchi fotografici entry level prodotti da Panasonic vengono rimarcati Leica (come la Leica D-Lux Typ 109, analoga alla Panasonic Lumix LX100). Non sono chiari i termini dell'accordo, soprattutto cosa fanno l'una e l'altra azienda, così come non sono mai stati chiariti per quanto riguarda l'accordo siglato a febbraio con Huawei per la fotocamera dei nuovi telefoni P9. Chi produce il sensore? L'ottica? Il chip e il software per processare i dati catturati dal sensore? Particolari che non vengono rivelati ma che molti analisti ritengono siano parte di una alleanza di marketing più che realmente tecnologica. Leica ispira la filosofia delle scelte tecnologiche (il doppio sensore con una parte a colori e una in bianco e nero) ci mette il brand e “approva” il progetto finale. Ma non fa la ricerca e lo sviluppo, affidata tutta ai cinesi. È un modo anche questo per sconfiggere la crisi e sfruttare a proprio vantaggio la globalizzazione del mercato.

avatarjunior
inviato il 02 Settembre 2021 ore 21:21

Per me vale fino all'ultimo centesimo. Chi pensa che non sia così ha solo da acquistare altro. Ed il mercato è pieno di alternative, se pensa di poter spendere meno.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 7:50

@Ulisseita no, è che a volte c'è da chiedersi quanto dura un tread quando ha esaurito i suoi contenuti ?

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 9:10

Se è per questo ci sta il tread uscito appena dopo la presentazione della prima Leica Q, dove si fa una profonda disquisizione sul fatto che il suo obbiettivo non possa chiamarsi summilux in quanto chiunque è capace di prendere un samyang qualunque e traformarlo in summilux con la correzione software.
A sto punto mi chiedo perchè la Sony (o qualsiasi altro brand) non si mette a fare una copia della Leica Q2 e vendersela a metà prezzo quadagnandoci il doppio.
Del resto la Panasonic vende la lx100 a metà del prezzo della corrispondente IDENTICA versione Leica. E ne vende a tonnellate!
Che cacchio ci vuole!

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 9:23

Per uscirne secondo me si dovrebbero fare delle premesse:

Se si considera la Q o Q2 come oggetto, a mio avviso vale i soldi che costa. Bella, fatta con materiali di qualità, ottica buona resa eccellente dal software, robusta etc. Non ha nessuna concorrenza da questo punto di vista.

Se si considera la Q come strumento per fotografare non è che dia risultati molto diversi da quanto si ottiene con oggetti molto meno costosi. Certo ha la sua esperienza d'uso che è diversa, ma è una questione molto soggettiva, alcuni utenti potrebbero trovarsi bene perfino con la GRIII e dal punto di vista file, ripeto, non vedo grosse differenze usando la GRIII o la X100V con adapter, escluso il vantaggio di pixel, ovviamente. A mio avviso, se si considera il solo file la Q2 non vale il GAP con la concorrenza, ma è una valutazione soggettiva, ovviamente.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 9:29

Se è per questo fa le stesse foto di di un cellulare, visto che è comunque un 28mm MrGreen

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 10:27

Ma infatti io non capisco perché la gente continui a comprare Jaguar, Porsche o Maserati quando, spendendo un decimo del prezzo, si potrebbe prendere una Fiat qualunque. Alla fin fine, sempre quattro ruote, un volante, un parabrezza per spostarsi da una parte all'altra...
L'ho già scritto e lo ripeto: il mercato offre tante alternative per tutte le tasche e dai risultati più che dignitosi. Per cui, chi ritiene sia troppo cara, ha tanto da scegliere rimanendo soddisfatto. Ma sinceramente, far passare per gonzi quelli che comprano una Q o Q2 perché tanto non c'è differenza con le fotocamere più economiche, sinceramente mi infastidisce un po'.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 10:38

Fatto stà che l'unica macchina che gli somiglia è la Sony RX1R, della quale si lamentano tutti per il prezzo elevato, senza neanche indagare se il Sonnar sia corretto via software.

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 12:33

che cmq le somiglia molto poco (ho la prima serie)

avatarjunior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 13:01

@Mino99 parole sante ma ora verrai crocifisso in sala mensa MrGreen

@Giulia 88 in realtà è il contrario, chi acquista Leica fa parte di un Elite mentre gli altri della plebe che acquista macchine fatte in Cina

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 14:12

Ma quale elite? Stiamo parlando della Q e Q2. In ben 2 tread si è appurato che è un tipo di macchina che non ha concorrenti di prezzo superiore od inferiore se non la Sony, che costa comunque tanto.
La Q poi è accessibile ormai a chiunque.
Se poi uno ha altre esigenze e spende 5000 euro per una qualunque FF col cannone per fare avifauna è pure questo un elitario?

avatarsenior
inviato il 03 Settembre 2021 ore 14:27

Comunque lente corretta o non corretta, è comunque un corpo unico con vantaggi unici.

Ovvio che rimane un azzardo investire 5k su un oggetto che essendo digitale ha una durata (nello specifico anche le M son cosi ma solo nei corpi..le lenti NO) ma rimane qualcosa che mantiene la sua particolarità anche nell'affollato 2021.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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