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Leica APO-Summicron-SL 28mm f/2 ASPH, le prime foto


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avatarsenior
inviato il 05 Febbraio 2021 ore 21:13

Alex quello che dici e' vero, ho una MF digitale e la qualita' e' migliore di poco ma si vede, pero' sono due strumenti diversi, la SL2 ha il sensore stabilizzato e una messa a fuoco velocissima. Non credo che Steve l'utilizzi perche' aveva un 8 lenti da montarciMrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Febbraio 2021 ore 21:59

Credevo che Leica non usasse la Fluorite.

www.marcocavina.com/articoli_fotografici/Leitz_Apo-Telyt_180mm_glass/0


avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 0:30

Le ottiche Leica SL (specie i fissi) hanno una resa che nessun altro produttore attuale di ottiche Full Frame, tranne forse alcuni Zeiss, può equiparare; certo costano un botto.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 8:04

"Le ottiche Leica SL (specie i fissi) hanno una resa che nessun altro produttore attuale di ottiche Full Frame, tranne forse alcuni Zeiss, può equiparare"

Magari è vero, verissimo, nulla da dire.

Ma questo non signica affatto, per nulla, che altri costruttori diano ottiche che trattate oppurtumente in fotoritocco facciano fotografie con la stessa qualità, o migliore, delle Leitz SL.

La qualità d'immagine in fotografia a pellicola era affidata unicamente alla pellicola ed all'ottica, non c'era altro che interferiva con la qualità d'immagine, dando per scontato che otturatore ed esposimetro funzionassero bene.

A pari pellicola, la qualità d'immagine era unicamente affidata all'ottica.

Le ottiche Leitz erano e sono buone ed a pellicola la differenza di qualità d'immagine tra una fotografia stampata fatta con un obiettivo Leica o uno giapponese era molto palese, io vedevo al primo sguardo una diapositiva, ma anche una stampa fatta con ottica Leitz oppure un giapponese.

Oggi questo non è più vero, e per nulla.

La qualità d'immagine oggi è fatta più dalla fotocamera che dall'ottica, ed a quelli ci va aggiunto il fotoritocco che addirittura può diventare, e spesso diventa, la componente più importante.

Tra l'altro la qualità massima ottenibile in fotografia digitale richiede conoscenza approfondita del fotoritocco fatto bene, e se uno il fotoritocco non lo fa, rinuncia alle vette della qualità d'immagine, la qualità alta d'immagine non la può realizzare, perché, semplicemente, è tecnicamente impossibile.

Il risultato è che oggi l'importanza delle ottiche nella qualità d'immagine è lontana anni luce da quella che era a pellicola, le ottiche oggi contano poco.

Poi uno le compra buone, io sono uno di quelli, ma da una foto fatta col Nikon 28 - 300 F 3,5 - 5,6 AFS G, zoom vecchio e non certo fenomenale, ad una fatta con uno Zeiss Milvus 25 F 1,4 o 50 F 2, li ho tutti, se scattate bene, e con il fotoritocco fatto bene, è nulla su stampa A3, il che significa anche monitor da 27".

Solo che con lo Zeiss ci lavoro 10 minuti di fotoritocco, con il 28 - 300 ci lavoro più di un'ora.

Io feci una prova con un conoscente, sulla Terrazza Mascagni, a Livorno, io con la D4 ed il 24 - 70 F 2,8 AFS G, e lui con una Leica, mi pare fosse la M 240, con un Summilux 28 mm F 1,4 e poi le abbiamo prima esaminate a casa mia, su LaCie 324 calibrato, e poi fatto il fotoritocco, l'ho fatto io, ad entrambi i RAW.

Se guardi il RAW della Nikon e lo confronti col RAW della M 240 hai (io l'ho avuto!), un impulso fortissimo di buttar via immediatamente la D 4 con il 24 - 70: il RAW Nikon è più slavato, molto meno nitido, è molto più "piatto", manca di effetto presenza, l'effetto 3D tipico delle ottiche Leitz, mentre il RAW della Leica è ottimo, colorato, vivo e bello nitido:

- rispetto al RAW della M 240 col fisso 28 f 1,4 quello della mia D4 con lo zoom 24 - 70 è un emerito cesso.

Ma facendoci il fotoritocco, mirato ad una stampa A3, le differenze si assottigliano fino praticamente ad annullarsi, le stampe ce le fai uguali.

Perché in fotoritocco si riprende tutto, anche l'effetto 3D, la plasticità, si recupera poi nitidezza anche solo ai bordi, con le maschere di nitidezza, si cambia lo sfocato bene, si fa praticamente tutto, ma va saputo fare e ci vuole molto tempo, mentre con la M 240 la foto è praticamente finita allo scatto se uno accetta una buona qualità d'immagine, mentre se cerca la vera, alta qualità d'immagine, anche la M 240 va ripassata di fotoritocco.

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 11:14

Si ma quanto lavoro!
Ai tempi si sceglieva un sistema per le ottiche e per l'empatia,
ergonomia con/della macchina.
Ogni marca aveva ottime lenti, compravi e ti fermavi, spesso dopo
due tre ottiche.
Adesso non si arriva mai, è un continuo creare "bisogni", pseudo?
Ed è per questo che non mi ritrovo, anche perché per fortuna non
posso.
Trovo incomprensibile il termine "post produzione".;-)
Ma complimenti a chi l'apprezza.

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 11:31

Pilastrini chiacchiere che dimostrano cosa?

Se prendo D4 e 24/70 2.8 Poi una M240 con un 28 summilux e faccio delle foto, poi ci metto per ogni foto 1 ora in più di post produzione (poi saranno simili ma uguali vorrei proprio vedere).

Praticamente se uno ci lavora sono più economici i Leica SL perché ogni ora persa sono soldi persi.

Ogni matrimonio sono da postprodotte almeno 200/300 foto. Se conto 250 ore perse conviene ECONOMICAMENTE DI GRAN LUNGA una Leica SL2s+24/90 che una D4-D5-D6+24/70vr.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 11:34

Alessandro ti dico una cosa...vai a vedere le differenze di resa tra un teleobiettivo acromatico ed un apocromatico a parita' di schema ottico e poi capirai che il dettaglio che riesci a distinguere con l'apocromatico, qualsiasi sia il supporto di rivelzione che usi a valle del sistema ottico, e' sempre superiore.
In campo di stofotografia si sa molto bene che e' meglio un doppietto apocromatico che un tripletto semi apo (fl-51) e non parliamo poi di un tripletto semplicemento acromatico. Il doppietto con lenti (fl-53) se lo fuma. Questo per dire che conta immensamente di piu' la qualita' del vetro che la complessita' del siatema ottico. E, spero sia chiaro, la post puo' fare tutto meno che ricreare il dettaglio perso, c'e' poco da fare (Ai o menate varie si frrmano sempre li' ragazzi ;)). Per cui non diciamo che oggi la qualita' del vetro non conta! Ha sempre conto e conta ancora e contera' sempre. Non ci sono cavoli

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 16:22

"Per cui non diciamo che oggi la qualita' del vetro non conta!"

Io non ho detto che non conta, ho detto che conta estremamente meno dei tempi della pellicola, semplicemente perché in fotoritocco correggi, praticamente sempre e bene, problematiche di ottica che non siano gravissime, ossia da un'ottica normale ad una blasonata, se usate con fotoritocco fatto come si deve la differenza in immagine è nulla.



"Praticamente se uno ci lavora sono più economici i Leica SL perché ogni ora persa sono soldi persi."

Occhio che non ho mai parlato di soldi di acquisto dell'attrezzatura o di costi orari di chi quell'attrezzatura usa.

Ho fatto ben presente che con il fotoritocco fatto bene, ottiche d'alto bordo sono inutili per fare fotografie tecnicamente corrette, bastano ottiche normalissime.

Se uno non vuole fare il fotoritocco, che si compri della roba che fa fotografie praticamente finite in scatto, e la Leica o la mia D4 o la mia D 810 coi miei Zeiss Milvus le fanno.

Ma una fotocamera omologa con ottica normale, trattata bene in fotoritocco, le farà uguali o meglio di quelle.

avatarsenior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 16:33

Sicuramente le cose sono molto cambiate dai tempi della pellicola e il fotoritocco insieme al sensore sono senz'altro componenti oltremodo importanti nel risultato finale, tuttavia l'ottica lo è altrettanto; bisogna essere davvero bravi per assottigliare certe differenze e il lavoro su ogni foto diventa frustrante.

avatarjunior
inviato il 06 Febbraio 2021 ore 21:47

Condivido il pensiero di Alessandro Pollastrini.

avatarjunior
inviato il 08 Febbraio 2021 ore 9:43

Le foto di Alessandro sono belle, (ho usato l'aggettivo
più nobile attribuibile ad una fotografia);-) Ha occhio.
Ma perché poi "macchina" le sue foto col computer? Se prima non erano
belle, nel passato, non era un bravo fotografo? Invece penso che lo fosse.;-)
Se non avessi letto della sua conoscenza non mi sarei mai azzardato.
Mi rimane il dubbio nel senso che per me è illogico che uno, avendo
ben conosciuto i Leitz, oggi se ne privi nonostante il minor costo.
Scusate Claudio e Minimal ma per giudicare ci vuole un parametro.
Mi spiegate a che serve un 28 apo asferico?
Mi spiegate perchè, come, dove?MrGreen Ai fini della bellezza dell'immagine intendo.


A scanso di equivoci: ho usato Leitz (Leitz eh) come paragone perchè non conosco di meglio
anche se esistevano altre ottiche eccellenti, considerate anche queste come parametro.

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2021 ore 10:05

"Mi spiegate a che serve un 28 apo asferico?"

Detta in poche, si fa per dire, parole:

- La Leica nasce come fotocamera da passeggio, e la focale di 28 mm, sul formato 35 mm, è la focale tipica per foto di street: il 35 mm, peraltro di più facile realizzazone tecnica, in tante occasioni è un po' troppo "lungo" di focale (Leica stessa sulle sue fotocamere Q, tipiche da street, ci monta un 28 mm). Il 28 mm è stata l'ottica da street per eccellenza per oltre mezzo secolo, poi è ritornato di moda il 35 mm, nel tentativo di scimmiottare i grandi del passato.

Nel passato remoto fotografico, i grandi fotografi di street (Henry Cartier Bresson, etc) usavano prima il 50 mm, e lo usavano semplicemente perchè di ottiche buone in 35 mm non c'era altro, poi fecero buoni anche i 35 mm e poi i 28 mm.

- il prefisso "apo" sta per apocromatico, ed un obiettivo Leica apocromatico, è un obiettivo apocromatico vero, significa che quell'ottica è praticamente esente da aberrazione cromatica, il che significa che è bella nitida.

Da altre Case costruttrici di obiettivi, esclusa ovviamente la Zeiss, il temine "apo" è spesso abusato, a diverse ottiche gli danno il prefisso "apo" ma poi apocromatici veri non lo sono.

La Zeiss, che ha prima scoperto, poi teorizzato ed infine industrializzato tutto, ma veramente tutto dell'Ottica come la conosciamo noi sul pianeta Terra, fece il primo obiettivo apocromatico a fine del 1800, dunque non c'è nulla di nuovo sotto il sole quando si parla di ottiche apocromatiche.

- il termine "asferico" è relativo ad una o più lenti in schema dell'ottica che ha quel prefisso, e significa che la lente non ha un profilo completamente sferico, ma parte del profilo è parabolico o ellittico: una o più lenti asferiche vengono usate nello schema ottico di un obiettivo, in termini generali, per rendere più nitida l'immagine alla periferia, lontano dal centro ottico, ed ai bordi.

Oggi la gente è fissata con gli angolini nitidi come il centro, li guarda al 100% a monitor e li vuole belli nitidi, anche se fotograficamente parlando avere bordi belli nitidi non serve a nulla nel 99,9 % delle foto, e per farli nitidi ci vogliono lenti sferiche: le case glieli danno e glieli fanno pagare un sacco di soldi.

Le lenti asferiche oggi le fanno di stampaggio, costano poco più delle normali, ma le le fanno pagare molto salate, e nella grandissima maggioranza dei casi sput tanano, e per benino, lo sfocato, le transizioni tra piano del fuoco e piani fuori fuoco possono presentare delle discontinuità e lo sfocato diventa "duro" e spesso danno anche il famigerato l'effetto "cipolla" nello sfocato delle alte luci, che è dovuto a tracce dello stampo sul vetro della lente.


"Ma perchè poi "macchina" le sue foto col computer?"

Io stampo, e se vuoi fare delle foto stampate veramente bene, le devi trattare in fotoritocco, e le devi trattare in fotoritocco perché la curva di risposta (= gamut cromatico + contrasto + estensione gamma tonale) della stampante, anche professionale tipo la mia, è profondamente diverso dalla curva di risposta del monitor, la stampante ha meno di tutto, è un'accetta carogna che taglia tutto in modo oltretutto diverso, quella che taglia di più è la gamma tonale.

In una parola, quello che vedi a monitor non lo stampi, è tecnicamente impossibile, e per fare una stampa buona devi modificare l'immagine che vedi a monitor per adattarla alla stampante.

Tanto che la fotografia finita pronta per essere mandata in stampa, vista a monitor, è perfida: è troppo luminosa, ha troppa saturazione, ha troppo contrasto ed ha troppa nitidezza, è un cesso.

Ma in stampa viene ottima.

avatarjunior
inviato il 08 Febbraio 2021 ore 16:06


Nessun summilux tranne il 50 R primo o i due M di colore diverso ma costano troppo.. altro
non dico delle differenze tra i due.......... lascerei perdere gli altri lux.
Nel ritratto, il 50 summicronR è migliore in condizioni normali (esterno) con o senza sole.
In interni il Lux a tutta apertura è assoluto ma anche il summicron purchè non venga
sottoesposto. Il lux ha una capacità tutta sua, anche tutto aperto "illumina il colore nelle ombre" lo vivacizza.
Ai tempi della pellicola era, talvolta, determinante ma col digitale non saprei.
Di certo la sua è un'impronta unica.
Il summicron è molto più "avvolgente", il summilux separa l'aria, le distanze anche brevissime.
Sensazioni personali. Scegliere è difficile, in esterni lo sfondo, se abbastanza distanziato, viene
meglio con cron, se vicino e scalato viene meglio col lux.
Stiamo parlando dell'assoluto eh.;-)

Cromaticamente il lux è vivido ma garbato, il cron è garbato ma vivido.MrGreen




avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2021 ore 16:24

Zio Cano ne sai a pacchi

avatarjunior
inviato il 08 Febbraio 2021 ore 17:47

Sempre con calma ma sto ancora aspettando qualcuno che mi dica e mi insegni
a che serve, col digitale, un grandangolo apertissimo e pure apo asferico.


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