user19933 | inviato il 04 Febbraio 2021 ore 14:14
Ritenendo che la vita, di per sé, sia contraddittoria e che ci sia vita solamente laddove si lasci spazio al contraddittorio, vi propongo una sorta di gioco psico-fotografico. Lo scopo non è quello di identificarci - come monoliti - all'interno d'una categoria stagna ma può essere d'aiuto nel descriverci meglio, come fotografi. Eventualmente, qualcuno potrà usare questo gioco anche per “darsi contro” e, stabilito all'incirca il punto di partenza, ovvero la sua comfort zone istintiva, provare a sviluppare nuove abilità creative in aree fin qui poco frequentate. D'altra parte la creatività è un muscolo, e come ogni muscolo deve essere allenata per migliorare il proprio potenziale latente. Iniziamo con un diagramma cartesiano, asse y-y ed asse x-x. Ai vertici del nostro diagramma posizioneremo quattro estremi, un po' stereotipati, ma ciononostante utili al nostro scopo. La cosa più importante è capire cosa si oppone a cosa e perché. Sul nostro diagramma posizioniamo: Y (+) = il fotografo accaparratore Y (-) = il fotografo accarezzatore X (+) = Il fotografo creatore X (-) = il fotografo narratore Segue una sommaria descrizione dei nostri quattro estremi stereotipi, ma ci tengo a ricordarvi che non stiamo parlando di “generi fotografici” ma di profili psico-attitudinali. E' molto diverso. Non fate pertanto l'errore di identificare in ogni quadrante un genere, perché vi porterebbe fuori strada. Cosa fotografate non c'entra nulla, qui si parla del come lo fate, dell'approccio allo scatto. Il fotografo accaparratore: ricade in questo estremo il fotografo veloce e rapace. Quando ha la macchina fotografica con se questa è sempre pronta a scattare, reattiva come lui, e se c'è qualcosa che attira la sua attenzione e decide di immortalarla con uno scatto la sua immagine ci racconterà quello che ha visto e che cosa stava accadendo in quell'istante. Il fotografo accarezzatore: all'estremo opposto troviamo lui, il fotografo lento e riflessivo. E' un pianificatore, spesso è molto attrezzato, e se porta la macchina con se, generalmente, sa già dove sta andando e perché, ovviamente all'ora migliore per lo scatto, con l'attrezzatura migliore che si può permettere per quel tipo di scatto. Vi è chiaro perché stanno entrambi sullo stesso asse? Perché, pur cambiando “i tempi” ed “i modi” in entrambi i casi siamo in presenza di un approccio istintivamente portato a farci vedere tutto, ma proprio tutto, di quello che sta succedendo o succederà. Procedono in modo opposto, è vero, ma condividono lo stesso tipo d'istinto. Il fotografo creatore: l'Archimede Pitagorico, l'inventore, in cui il dato reale è un semplice punto di partenza per creare, dal nulla, qualcosa che sappia di magico. I difetti? Per lui sono vantaggi, che siano quelli di una lente che distorce o quelli d'un zampillo d'acqua che brucia l'istogramma di luce riflessa. Tutto sarà talmente decontestualizzato che prevarrà, comunque, il genio. Il fotografo narratore: in inglese lo story-teller. Le sue immagini ci dicono chi potrebbe essere li, e cosa potrebbe accadere, ma non c'è lo di-mostrano e svelano mai del tutto. Attraverso l'interpretazione della scena osservata ci vogliono lasciare intuire qualcosa; la loro urgenza è il racconto, sempre travisato, molto o poco, del dato reale. Analizziamo, anche in questo caso, perché stanno entrambi sullo stesso asse. Perché, pur divergendo nell'uso dell'elemento reale al punto da essere opposti, entrambi sono accumunati dalla volontà di travisazione dello stesso. Sotto, per comodità, vi propongo lo schema riepilogativo. E' interessante osservarlo in senso orario ed in senso anti-orario. Notate come s'intersecano le aree. Ad esempio quella tra l'accaparratore ed il narratore. Oppure quella tra l'accarezzatore ed il creatore. Ma tutte e quattro sono piuttosto interessanti. E' molto difficile resistere alla tentazione di farci ricadere qualche “genere fotografico” non è vero? Ma non è questo lo scopo del gioco. Lo scopo è: rifletteteci un po' su e poi provate a mettere un puntino sul diagramma, dove vi posizionereste voi ora come ora? E da li, chi vorrà, potrà eventualmente valutare quali altre zone del diagramma esplorare.
 p.s. Letto e tradotto da un post di una fotografa francese, non è farina del mio sacco, ma trovavo interessante proporlo. |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 16:26
Accaparratore ed accarrezzatore a prima vista fanno pensare ad un giudizio negativo su quegli approcci li sostituirei con Cacciatore e Pianificatore per esempio. Interessante comunque, parti tu visto che sei il proponente :) |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 17:09
Cosa sarebbero i fotografi accapparatore e accarezzatore? L'accaparratore è una sorta di fotografo istintivo? Mentre l'accareazzatore è più riflessivo? Non so se ho capito bene leggendo la descrizione. |
user19933 | inviato il 04 Febbraio 2021 ore 17:13
Sono stato "letterale" nel tradurre ed a me sembrava rendesse bene. Ovviamente non volevo dare alcuna connotazione negativa. Banalmente: uno "piglia" mentre l'altro "trattiene" la scena. Forse all'origine non sono stati usati termini più specifici perché il Cacciatore ed il Pianificatore essendo più esatti e circoscritti come concetti potrebbero rendere più facile il ricadere nel "genere fotografico". Comunque, l'importante è che passi il senso della cosa. Non litigheremo sui termini. Siamo liberi di interpretarli nel modo più giusto per noi. Quanto a me è un bel rebus. Ci torno a pensare sopra da un paio di settimane, ed è una cosa ancora non risolta. Per questo l'ho postato, mi sta dando da fare anche solo l'inquadrarmi. Quello che vorrei essere probabilmente ricadrebbe nell'area compresa tra il Narratore e l'Accarezzatore (X-Y-) Ma più spesso, per mancanza di progettualità, nonché di pazienza, fallisco miseramente. Il che forse significa che sono qualcosa di diverso... dalla visione idealistica a cui tendo, ma neppure troppo, alla fine. Poi devo dire che mi piacciono un sacco tutti e quattro i quadranti, trattandosi di fotografia Il gioco, nella versione originale, prevedeva 4 amici davanti alle loro foto, fatte nel medesimo giardino pubblico, nella medesima domenica mattina. Tutti e quattro proponevano 10 scatti. Ed onestamente era piuttosto lapalissiano riconoscere chi fosse, tra i quattro amici, il più tendente alla creazione vera e propria, chi quello che accarezzava meglio la scena, eccetera. C'è da dire infine anche che erano 4 fotografi tutti molto preparati/capaci e probabilmente già "definiti" o maturi. Il che forse semplifica il confrontare i loro lavori una volta accettato di interpretarli secondo queste 4 coordinate di opposti. |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 17:16
Simpatica stimolazione: sulle Y sto tra il punto 0 e l'accaparratore sulle x molto prossimo al narratore |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 17:43
Bisogna essere attenti a cogliere l'attimo (accaparratori), farlo in modo organizzato (accarezzatori) e possibilmente creativi per raccontare, o meglio suggerire una narrazione che e' il fine ultimo della fotografia. Almeno e' quello che, da ignorante, penso io. Detto questo vorrei collocarmi al punto d'intersezione fra gli assi... Comunque ogni foto ha una sua storia, e potrebbe essere collocata diversamente dalle altre su quel grafico. |
user132716 | inviato il 04 Febbraio 2021 ore 17:58
Non avrei dubbi su dove collocare Van Gogh, e il suo amico Gauguin, erano agli antipodi, come anche dove mettere Dali, o ligabue.. Invece non saprei in quale categoria collocare Degas |
user19933 | inviato il 04 Febbraio 2021 ore 18:16
@Zeromanara - @Alessandro Traverso Si, ovviamente il centro è il centro, dove tutto si somma, in perfetto equilibrio e tensione. Ma qui si proponeva non di trovare, come dire, una ricetta equilibrata per fare fotografia, ma più umilmente di auto-analizzare alcune nostre tendenze, come fotografi, all'interno di un doppio gioco di opposti. E non si proponeva di farlo su una foto, o le ultime dieci, ma un po' sul nostro storico, o quantomeno sul nostro vissuto fotografico di medio-termine. La butto li: forse percepirsi molto al centro del diagramma (parlo per me, per carità), oppure avere difficoltà a posizionarsi, può essere anche sinonimo di non aver ancora ben definito il proprio personale istinto fotografico? |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 18:43
Ok, giochiamo forse il quadrante in alto a destra. |
user132716 | inviato il 04 Febbraio 2021 ore 18:52
Ok io scherzavo.. Specialmente sull'ultimo.. Allora rifletto: |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 19:34
Io la mia l'ho detta |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 20:06
Io... pigro! Ci tengo alla fotto fatta bene, ma che non sia troppo uno sbattimento portarla a casa |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 20:22
non lo so e non mi importa |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 20:28
Creatore...o almeno...ci provo... |
| inviato il 04 Febbraio 2021 ore 20:58
“ Non litigheremo sui termini. „ No no, lungi da me voler litigare... solo non ero sicuro di aver capito. Per quanto mi riguarda credo di essere più verso il creatore che verso il narratore (mai fatto reportage o narrazione di storie e/o eventi), ma non escluderei di poter fare qualcosa in ambito narrativo se mi si presentasse l'occasione. Tuttavia la mia foto "Inquietante" potrebbe pendere più verso la narrazione. Per quanto concerne invece accaparratore o accarezzatore penso di essere un pochino più verso l'accaparratore, nel senso che non pianifico tantissimo. Ogni tanto guardo il meteo, ma non spessissimo ed anche se talvolta pianifico l'orario e quale attrezzatura portarmi dietro sono più per "l'esplorazione" di quello che mi potrei trovare davanti. C'è da dire che, però, non sono sempre reattivissimo a scattare ed avere qualche secondo in più in alcuni momenti mi fa comodo. Anche se è vero che adoro avere il mio tempo, se posso, per riflettere e valutare senza fretta, di solito mi bastano pochi minuti. Quindi un pelo più accaparratore, ma non tanto: su una scala +5/-5 direi +1 o +2. |
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