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Anno Sabbatico - Un viaggio in solitaria 4 (terzo post)


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avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 1:02

In India ci si lascia il cuore :)


Se conosci bene gli indiani, finisci sempre per detestarli.

avatarjunior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 4:01

@AlceWRC a non c'entrare “una fava” sono le risposte di questo tenore che danno solo la misura di quanto la nostra società sia inquinata dalla più becera intolleranza: se permetti, infatti, nel totale rispetto altrui e dell'autore del topic in special modo, scrivo ciò che mi pare e non permetto a nessuno di attribuire connotazioni politiche (@ lookaloopy ) moralistiche o di qualsivoglia altra natura a ciò che di fatto era soltanto una mia personale constatazione scaturita dalle emozioni trasmesse dalla lettura della cronaca di questo viaggio. Pertanto suggerisco io di tenere qualunque “suggerimento” non richiesto fuori dal topic, grazie.
P.S. Per quanto mi riguarda fine primo e ultimo OT ( e ne chiedo scusa).

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 9:56

x TheRealB

Se conosci bene gli indiani, finisci sempre per detestarli.


Io no . Anzi stavo per aprire una Joint Venture in India ... poi ho dovuto mollare per salvaguardare in Italia .

avatarsenior
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 11:02

a non c'entrare


a non entrarci .

avataradmin
inviato il 11 Gennaio 2020 ore 22:45

ho tolto un po' di "seguo" altrimenti tre pagine sono già consumate così ;-) per seguire un topic in cui non avete scritto basta usare il pulsante segnalibro.

avatarsupporter
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 18:58

Giorno 62 – 10 Gen 2020
drive.google.com/open?id=13yI9FMcocb5aeUAVlt97UMkLLsIMoPVh&usp=sharing

Modifico la mappa fino ad avere il percorso tutto visibile e mi viene spontaneo un “cavolo”. A vederla da casa senza il tracciato della strada fatta non mi faceva lo stesso effetto. Ci sono, e con l'Ammiraglia.




Al Wagah border tra Pakistan ed India c'è un grande anfiteatro in cui ogni sera agghindati militari delle due nazioni fanno a gara ad attirare l'attenzione dei turisti durante la parata che precede la chiusura della frontiera. Dato che per me, ed anche per qualcuno di molto più importante, tutto è relativo, non sono fondamentalista in nulla e quindi nemmeno nella mia allergia verso tutto ciò che è militare. Sarebbe anche interessante, ma al momento non rientra nei miei piani e nemmeno nei miei orari.
Arrivo prima dell'apertura e devo aspettare un po', ma non ce ne sarebbe bisogno perché questo è il primo confine in cui non c'è nessuno. Qualcuno a piedi e soprattutto nessun camion. Tra le due nazioni da sempre non corre buon sangue ed il grosso problema dei confini nel Kashmir e Jammu annulla totalmente gli scambi. Velocemente completo l'iter pakistano. Mentre mi avvio verso i cancelli che mi faranno passare in India, viene verso l'auto un doganiere che, con espressione seria ma alla stesso tempo serena, mi dice qualcosa in un inglese che non comprendo. Penso di aver dimenticato qualcosa oppure che ho un ultimo controllo da superare, ma dopo vari tentativi capisco finalmente e con mia enorme sorpresa che mi sta dicendo di essere dispiaciuto del fatto che sto lasciando il suo paese. Sono veramente colpito. Non potevo avere migliore commiato da un difficile, ma affascinante Pakistan. Gli dico che probabilmente ripasserò ad Aprile o Maggio se il viaggio non si dovesse interrompere prima e ne è sinceramente rallegrato.
Un militare pakistano apre e richiude un pesante cancello dietro l'Ammiraglia, mentre contemporaneamente uno indiano con un cappello da ranger mi spalanca la porta di un nuovo pianeta. Quei pochi centimetri, come mi rendo conto quasi subito, segnano mille differenze ma anche molte similitudini. Innanzitutto rivedo le donne, ma non è da dimenticare che anche in India hanno i loro bei problemi. Su una scala un addetto sta spolverando le pale di un grande ventilatore. I grandi saloni in cui ci sono sportelli e non uffici danno una immagine di cura ed attenzione. Per la prima volta controllano anche il numero sul motore. Fortunatamente all'interno dell'Ammiraglia sbirciano solo e chiedono di spiegare il contenuto di qualche borsa, si vede che nemmeno a loro va di farmi scaricare l'auto per controlli più seri. In poco tempo entro in India.
Amritsar è una piccola città di più di un milione di abitanti. In questo paese, che è un vero continente, il concetto di grandezza è molto diverso dal mio. Dopo aver scaricato qualcosa nella gelida stanza dell'Hotel presa a 12 euro e che sembra accettabile e fornita di acqua calda, sono già in cerca di una sim e so che non sarà semplice. Ho letto che le compagnie telefoniche hanno diffusione limitata ad alcune regioni ed in altre lavorano in roaming, ma in questo campo le novità sono quasi giornaliere e mi consigliano la Jio che sembra abbia diffusione in tutta l'India. Dopo aver fatto almeno un paio di chilometri a piedi seguendo varie indicazioni sempre errate, fermo un tuk-tuk. Qui i tuk-tuk sono più grandi e moltissimi sono ricavati da un'ape con una grossa scritta Piaggio dietro. Ci sono anche quelli trainati da moto, ma le novità sono quelli a pedale e soprattutto quelli elettrici. Il traffico è comunque caotico, i clacson sono potenti e sembra non esserci mai una pausa negli strombazzamenti. Il ragazzo mi dice di sapere dove portarmi ed inizia da un ufficio della BSNL, unica compagnia telefonica statale che è consigliata dalla Lonely Planet. Qui conosco Mr. Sandhu. Questo signore Sikh con turbante in testa sembra l'incarnazione dei dettami di uguaglianza, condivisione ed altruismo del Sikhismo ed Amritsar è la loro città più importante. È evidente che è un riferimento ed una guida per tutti gli altri nell'ufficio. Mr. Sandhu, che va ad aggiungersi alla lista delle persone splendide conosciute, mi offre un thè e verifica che ho tutti i documenti necessari compresa foto tessera. Come indirizzo do quello dell'Hotel a cui telefona per la necessaria verifica. La burocrazia è ferrea e complessa, ma dopo un'oretta anche di piacevole conversazione, ci siamo. Mi spiega la procedura per l'attivazione da fare dopo aver avuto accesso al segnale. Circa 22 euro per avere per un anno 2Gb al giorno. Ha anche un amico che può farmi l'assicurazione temporanea per l'Ammiraglia, ma oggi è venerdì e deve passare il fine settimana. Il ragazzo olandese non ha fatto l'assicurazione nemmeno in India dove è obbligatoria, ma io se riesco preferirei farla anche se sono consapevole che in caso di incidente sarei sempre dalla parte del torto ed avrei comunque problemi nonostante l'assicurazione. Foto varie e mi chiede di registrare anche un video in cui ringrazio tutto l'ufficio per l'aiuto ricevuto.
È ancora presto e mi metto comunque alla ricerca di una compagnia assicurativa che mi hanno indicato all'Hotel ed ho cercato in rete. Sempre a piedi per rendermi anche conto di dove sono, cosa che al momento mi sfugge. Tutto troverò tranne che gli uffici indicati su Google.
Passo per una zona poco illuminata ed abbastanza sporca e dopo aver già visto le attese mucche tranquillamente in giro per le strade mi blocco per qualcosa di inaspettato. Cinghiali. Si aggirano grufolando nel fango e nell'immondizia. Ne vedrò almeno una quindicina assuefatti al caos ed alla gente.
Sento dei canti. Un grande tempio indù non segnalato sulla guida, lo Sri-Durgiana-Temple. Entro lasciando le scarpe agli addetti. Totalmente impreparato fotograficamente ho il primo approccio con la tradizione hindu.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443638&l=it




www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443639&l=it

In un grande spazio quadrato che rappresenta la perfezione, il tempio principale che al momento posso solo ipotizzare dedicato a Ganesh con la testa di elefante, è al centro di una vasca d`acqua ed è raggiungibile tramite una passerella. Una ritmata preghiera, a cui farei bene ad unirmi visto che il Dio incarna la buona sorte, è, non so perché, ripresa da telecamere.


Un piccolo corteo fa intanto un giro del quadrato, cantando ed accompagnando un'immagine.
Sono stanco, torno in hotel.

avatarsupporter
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 18:59

Giorno 63 – 11 Gen 2020
drive.google.com/open?id=13yI9FMcocb5aeUAVlt97UMkLLsIMoPVh&usp=sharing

Dopo una notte passata letteralmente al gelo chiedo di cambiare stanza e ne prendo una con finestra da cui entra il sole. È affacciata sullo strombazzamento costante, ma tanto sono settimane ormai che, per vari motivi, posso dormire solo con i tappi. Tre euro circa in più a notte.
Mentre rivado all'ufficio BSNL mi si attiva la sim, ma ormai sono arrivato. Sono tutti riuniti perché la figlia di uno di loro si sposa e Mr. Sandu è impegnato in un discorso celebrativo a cui tutti assistono in silenzio. Mi fa mettere accanto a sé e comincia a raccontare di me, del mio viaggio e di come ieri l'ufficio mi abbia aiutato. Sono un po' in imbarazzo dato che c'è anche l'applauso finale di benvenuto in India. Con una distribuzione di buoni dolcetti portati dal padre che sta per lasciare la figlia nelle mani di un altro uomo, l'assemblea si scioglie.
Qui ad Amristar c'è il luogo più sacro dei Sick, il Golden Temple.
Lunga visita ad un luogo incredibile e primo vero approccio con una delle mille sfaccettature dell'India. Non racconto qui nulla per un semplice motivo. Tornato in hotel e scaricate le foto mi rendo conto, purtroppo colpevolmente in ritardo, che al Centro Nikon di Lahore mi hanno cambiato il formato di scatto da NEF a JPG. Tutte le numerose foto sono da cestinare. Non ho un calendario, ma almeno due mesi di Santi li recito. Domani ci ritorno e ne vale la pena, ma certo è stato un bel colpo.

avatarsupporter
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 19:14

Giorno 64 – 12 Gen 2020
drive.google.com/open?id=13yI9FMcocb5aeUAVlt97UMkLLsIMoPVh&usp=sharing

Verso le dieci e mezza vado da un rivenditore di parti auto aperto anche oggi che è domenica e faccio vedere il mio filtro dell'aria. Niente, mi dice di provare a Delhi. Per i cerchioni ci sarebbero anche, ma di alluminio e non mi fido, potrei spaccarli ed allora sì che sarebbero dolori.
Nuovamente al Golden Temple.
A piedi si percorre una bella strada piena di negozi e bei palazzi, gremita ogni giorno di fedeli.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443640&l=it




www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443650&l=it

Nel tempio tutti senza distinzione devono entrare a piedi nudi, senza calze, e con il capo coperto. Già a varie centinaia di metri si è assediati da chi vuole vendere degli scarni e plasticosi fazzolettini arancione da mettere a mo' di bandana, ma basta coprirsi il capo con qualunque cappello o cappuccio.
Sul lungo percorso si possono incontrare alcuni guardiani Sikh del tempio che controllano che le persone non abbiano atteggiamenti ed abbigliamento sconveniente. Con scimitarre o lance sono riconoscibilissimi perché vestiti di blu, notevolmente fotogenici e serissimi. All'interno del tempio, in cui non è possibile fare riprese video, li ho visti più volte chiedere di vedere cosa si è appena registrato con gli smartphone. Ieri una ragazza ha dovuto cancellare un selfie in cui si era fotografata a capo scoperto.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443649&l=it

Prima del tempio la folla si accalca in un altro dei luoghi famosi di Amristar che aspettavo di vedere. Il Jallianwala Bagh è un ampio spazio, chiuso completamente dai muri in mattoni delle case circostanti e con solo un piccolissimo accesso largo non più di un metro e mezzo. Fu il teatro di una delle pagine più buie della storia militare Inglese risalente al periodo in cui Gandhi sollevò la nazione contro l'occupazione, unico esempio nella storia di lotta vinta senza utilizzare la violenza oltretutto contro una delle più forti potenze mondiali. L'episodio è stato ottimamente ricostruito da R.Attenborough nel film Gandhi. Su una folla totalmente inerme che protestava pacificamente, fu ordinato di aprire il fuoco e, senza alcuna via di fuga, furono massacrate 1500 persone comprese donne e bambini. A suo tempo sollevò lo sdegno dell'opinione pubblica mondiale. Il parco, in questo momento, è un enorme cantiere. Sono visibili i muri in cui si vedono i fori provocati dai colpi sparati ad altezza d'uomo ed un monumento che dovrebbe rappresentare proprio una pallottola. Il flusso di visitatori, peraltro poco contriti e molto alla ricerca di selfies, non ha pause.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443651&l=it




www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443659&l=it

Proprio sotto le mura del tempio oggi è organizzato un punto per la donazione del sangue. I volontari sono distesi su tavolacci e le sacche che si riempiono sono poggiate su semplici bilance da cucina che ne registrano la quantità.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443660&l=it

Consegno scarpe e calze ricevendo un prezioso numeretto in acciaio ed entro nel tempio. La folla è impressionante.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443661&l=it

L'enorme vasca quadrata ha grandi gradini che portano all'acqua coloro che vogliono bagnarsi in queste acque credute curative ed è circondata da un grande colonnato e da un ampio percorso. Prima di entrare, tutti devono passare da una piccola vasca con l'acqua alta pochi centimetri. Sulle scale, in marmo come tutto il complesso, delle fitte griglie in plastica dura, utili per evitare fatali scivolate, sono l'unica cosa che da veramente fastidio ai piedi nudi.
Nella vasca nuotano, a pochi centimetri dai devoti immersi, grossi e colorati pesci. Nonostante i cartelli più d'avviso che di divieto, ieri ho visto un Sikh che dopo l'abluzione ne ha mandato giù un bel sorso.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443677&l=it




www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443678&l=it

Fuori dal quadrato, ma dentro il complesso, è allestita e permanente la mensa comune in cui chiunque, anche io, si può sfamare gratuitamente. Le dimensioni e quello che vi si svolge costituiscono uno spettacolo che non esito a definire più interessante del tempio stesso. Si stima che siano serviti 100.000, sì ho scritto bene, pasti al giorno e vedendola di persona non faccio fatica a crederci. La mensa è il luogo dove i Sikh mettono in pratica i principi di uguaglianza, mangiando tutti insieme in terra in lunghe file in cui il ricco è al fianco del povero, e di condivisione, donando denaro a degli sportelli e soprattutto partecipando tutti insieme, a centinaia dandosi il cambio, al lavaggio in lunghe vasche in cui altri volontari scaricano senza sosta i piatti d'acciaio sporchi.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443686&l=it




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www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443688&l=it

Con delle lunghe catene umane i vassoi sporchi vengono portati dal punto raccolta al lavaggio.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443679&l=it

I saloni dove si mangia sono grandissimi. Ne ho visto riempirsi uno che conteneva almeno 6-700 persone in una decina di minuti. Appena ci si siede passano vari addetti che versano nei vari scomparti il mangiare. Al riempimento la sala è chiusa ed i commensali devono mangiare celermente e poi portare i vassoi al punto raccolta. In poco tempo la sala è di nuovo libera e pronta per un altro turno.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443691&l=it




www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443692&l=it

In altre zone viene distribuito il thè e le ciotole, sempre d'acciaio, sono pulite anche con la sabbia.
Mi aggiro per molto tempo nelle cucine tra schizzi d'acqua ed un fragore assordante di stoviglie che riesce a coprire il canto sacro diffuso dagli altoparlanti, una musica piacevole suonata dal vivo che accompagna costantemente la visita fin dalle lontane strade d'ingresso.
Mentre faccio scatti che presentano non poche difficoltà di vario genere, qualcuno mi offre da mangiare e qualcun altro mi invita ad unirmi al lavaggio comunitario, offerta che devo declinare perché dovrei essere abbigliato in un altro modo.
Lasciata la Guru-Ka-Langar, questo è il nome della mensa, arrivo all'inizio della passerella che conduce al tempio centrale in cui non è possibile scattare foto. Anche oggi rinuncio a questo bagno di folla in cui nessuno dei variopinti turbanti sarebbe in grado, se accidentalmente divelto, di toccare terra.



www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3443693&l=it

Stavolta le foto sono quantomeno corrette nel formato e mi avvio a concludere la giornata scrivendo di questi primi approcci all'India.

avatarjunior
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 21:13

La domenica sera in italia si conclude con i tuoi racconti, sono felice.. grazie

avatarsenior
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 22:20

Proprio un bel racconto, peccato sia già finito per oggi.
Complimenti per tutto anche perchè ho notato che cambi spesso obiettivi ed in quella calca credo non sia facile girare con tutto l'armamentario e cambiare l'ottica, evidentemente sei ben organizzato ed esperto ed al tempo stesso attento a non dare troppo nell'occhio.
Buon viaggio
GigiSorriso

avatarsenior
inviato il 12 Gennaio 2020 ore 23:15

Alla prossima...grazie

avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 7:38

Una domanda, riesci a fotografare sempre liberamente?
35 anni fa in Arabia ( per lavoro in piu' riprese ) sono riuscito a scattare qualche foto solo con la Minox.
Vero che India non è Arabia , ma negli altri stati ?

avatarjunior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 18:06

grande Gianluca!! e grazie per le bellissime immagini e i racconti!!

Alessandro

avatarsupporter
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 18:25

Giorno 65 – 13 Gen 2020
drive.google.com/open?id=13yI9FMcocb5aeUAVlt97UMkLLsIMoPVh&usp=sharing

Piove a dirotto e tuona. Vado all'ufficio di Mr.Sandhu che mi ha organizzato un incontro con il suo amico della Oriental Insurance che mi fa una assicurazione per l'Ammiraglia per sei mesi valida anche in Nepal. Costo circa 50 euro. Domani ho il documento. Apprendo che dal 15 Gennaio sulle autostrade non si potrà più pagare in contanti, ma occorre ottenere ed installare un Telepass, ci mancava pure questa. Mr.Sandhu cercherà di aiutarmi anche in questo. All'hotel mi dicono però che gli stranieri possono circolare liberamente senza pagare nulla. Devo ancora avere conferma.
Non ho la minima intenzione di avventurarmi nel diluvio e resto in stanza uscendo solo per cenare con della carne di pollo. Sono giorni che mangio vegetariano. Ieri perfino il McDonald nella zona del Tempio aveva solo hamburger vegetariani.
I negozi sono oltretutto quasi tutti chiusi perché oggi in Punjab è la festa degli aquiloni. Nei giorni scorsi ne ho visti parecchi che si libravano altissimi rendendo impossibile vederne sia il filo, sia tantomeno il luogo da cui erano controllati. Dei puntini morbidamente svolazzanti come dotati di vita propria. Oggi con questo diluvio chiaramente non ce ne sono, forse domani.

avatarsenior
inviato il 13 Gennaio 2020 ore 20:56

.

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23 Febbraio 2020

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