| inviato il 11 Novembre 2016 ore 12:55
Salve a tutti, è da un po' di tempo che mi sorgono molti dubbi sui ritratti. Quando un ritratto (nel link sotto un esempio di che genere di ritratti, non messo per le visualizzazioni o commenti sulla foto in particolare) si differenzia da una semplice fototessera? Se parliamo di foto fashion, ritratti ambientati il discorso è diverso ma tutti gli altri ritratti classici dove magari c'è una bella modella/o, una bella luce e quindi una buona tecnica? Queste foto cosa hanno di diverso da una buona fototessera? Che ne pensate voi? www.juzaphoto.com/galleria.php?t=2081502&l=it |
| inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:26
Ciao Mario. Intanto devo dirti che la tua foto, secondo me, è molto bella. Poi ti dico che, sempre secondo me, ognuno può prediligere il genere di fotografia che più gli aggrada. A me,per esempio, piace il ritratto e in particolare quello femminile. Ovviamente non penso che i miei ritratti valgano un granché, però farlo mi piace e, soprattutto, mi permette di estrinsecare la mia modestissima creatività. Poi se qualcuno dovesse dirmi: "Belle le tue fototessera" ..... pazienza, ho visto fototessera talmente brutte ...... !!! :-) |
| inviato il 12 Novembre 2016 ore 16:43
Mi pare fosse Nadar a dire che per fare un buon ritratto bisogna saper riconoscere l'intelligenza morale del proprio soggetto. In linea molto teorica e generale, con l'evidente difficoltà di tradurre in pratica quell'idea lì, io penso che la differenza con la fototessera stia da quelle parti Buon week-end F |
| inviato il 12 Novembre 2016 ore 18:20
Anche se oggi...ritratto non fa sempre rima con un piano frontale.. Guardatevi la galleria di F.m ....Nadar è passato da li..  |
| inviato il 13 Novembre 2016 ore 1:07
Hai presente la differenza tra una persona semplicemente bella fisionomicamente, ed una che trasuda una bellezza espressiva che si coglie visibilmente? Magari non è nemmeno una questione di 'bellezza', ma piuttosto di fascino. La scelta di soggetti affascinanti, da parte di un fotografo, si riflette sul 'successo' che avranno le foto di quel fotografo (successo inteso anche semplicemente come gradimento riscosso, no-profit). |
| inviato il 13 Novembre 2016 ore 12:26
@Caneca...così il gioco è facile. E' "riflettere" ciò che è già visibile a tutti. Suggerivo la galleria del Merenda proprio per il motivo opposto. Gli esempi postati da Rattieri, a mio avviso, stanno li ad avvallare ciò che penso. |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 9:41
Hai calato degli assi ....Possiamo dire che per un ritratto stretto non è sufficiente disporre di una "bella modella"...o viso interessante che dir si voglia? Forse la particolarità sta nell'aver un progetto...o più semplicemente, nel progetto, qualcosa da dire. Commercialmente...o meno. (?) |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 10:00
solo qualche spunto di riflessione, e si concordo dipende da cosa si ha da dire |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:20
“ „ Eccomi, ottimi spunti e discussione diventata molto interessante Intanto grazie a @Giuseppe Lisi: “ Intanto devo dirti che la tua foto, secondo me, è molto bella „ @Labirint “ E poi c'è chi come Thomas Ruff fa volute fototessere e le stampa enormi per dimostrare che fotografia e realtà sono 2 cose ben distinte: s-media-cache-ak0.pinimg.com/originals/93/40/80/9340805a954a153b55cb78 „ Perdonami ma non riesco a capire questo suo progetto (probabilmente per un mio gusto stilistico o per una mia immaturità fotografica) Concordo molto con @Caneca: “ Hai presente la differenza tra una persona semplicemente bella fisionomicamente, ed una che trasuda una bellezza espressiva che si coglie visibilmente? „ Infine ho visto la galleria di Francesco Merenda. Che dire?! foto strepitose, complimenti. Vedo dei ritratti che esprimono e raccontano una storia. Forse, effettivamente, la differenza è proprio qui..ritratti che raccontano o meno una storia |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:30
Caro Mario, in primis ti ringrazio molto per il tuo apprezzamento, che davvero mi fa grande piacere. Va comunque detto che il ritratto ha molte forme, ed è normale che la ricerca segua vie differenti. Io non sono in particolare un ritrattista, per cui quando mi ci dedico, sono questo tipo di immagini che si adeguano al resto e non viceversa. E per rifarsi alla tua ultima frase, credo che anche il ritratto, come ogni altro tipo di fotografia, possa e debba esprimere un linguaggio proprio al fotografante, al suo modo di esprimere la vita per immagini. E per questo differente dalla natura stessa dell'idea di "fototessera", che credo ognuno di noi immagini come qualcosa di totalmente impersonale |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:51
“ Perdonami ma non riesco a capire questo suo progetto (probabilmente per un mio gusto stilistico o per una mia immaturità fotografica) „ Ruff spesso nei suoi lavori va al di la della foto ma fa riflessioni sul mezzo fotografico, questo è un vecchio lavoro ma il tema del mezzo fotografico è anche in altri suoi lavori. la domanda alla base è: la macchina fotografica riprende la realtà? “ `Credo che la fotografia può riprodurre solo la superficie delle cose. Lo stesso vale per un ritratto. Prendo foto di persone allo stesso modo vorrei prendere le foto di un busto di gesso ". „ Quindi Ruff fa queste "fototessere", chiede a persone normali di avere posa e espressione neutra, usa luci neutre e stampa le foto in enorme. L'idea alla base è che non avendo messo nessuna interpretazione persenole nè come inquadratura nè come luci il mezzo ha ritratto il soggetto nel modo più fedele e "reale" possibile, solo che al momento dell'esposizione amici e persone ritratte non si riconoscevano perchè in quelle foto mancava qualcosa. Siamo così abituati a interpretare fotografia in un certo modo che è quasi impossibile ammettere a noi stessi che, alla fine della giornata, ciò che stiamo guardando non è una persona ma un pezzo di carta trattata chimicamente per produrre un'immagine, ma Ruff riesce bene nel suo intento e a farci riflettere su questo tema |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 12:56
Sono stati citati tra gli altri Nadar e Avedon, allora provo a offrire un ulteriore spunto di riflessione con le parole di David Bailey che avevo riportato in una discussione di qualche tempo fa e che, perfettamente in tema, definiscono i suoi famosi ritratti come "fototessere molto sofisticate": www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=1864170&show=2#8951974 |
| inviato il 14 Novembre 2016 ore 13:00
Trovo molto interessante l'esempio portato da Labirint, con Ruff. Credo comunque che sia interessante vederlo stampato... Nel 2000 vidi una mostra a Bologna, titolo "100 al 2000", con cento foto e cento autori a rappresentare un secolo. Ruff c'era, e la foto esposta, se ben ricordo, era proprio quella che Labirint ha linkato qui. Il formato era determinante, e apriva un po' la via a quello che Labirint sta scrivendo. Perlomeno, da semplice appassionato, così mi pare... |
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