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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 23:38
Io non ne conosco ma potrei sbagliare, se effettivamente non ve ne fossero come penso credo che sarebbe piuttosto arbitrario portare avanti con sicurezza la tesi che la caccia di selezione al lupo fosse opportuna. Tutto qui. |
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inviato il 05 Gennaio 2026 ore 23:55
“ Sicuramente hai esperienza nel tuo campo: é quella che porti o conosci e puoi anche condividere studi/analisi che mostrino dove/come i piani venatori, una volta eseguiti, abbiamo portato qualche forma di beneficio certo - per le altre specie - la' dove sono stati attuati? Ne esistono, magari altrove e dove é più diffuso da tempo, sul lupo, ad oggi? „ Attenzione, onde evitare malintesi ripeto ancora che il mio discorso sulla efficienza dell'operato umano rispetto alla predazione del lupo è strettamente riferita a luoghi con grande presenza di attività umane dove non credo sia difficile immaginare come le attività di prelievo umano possono essere maggiormente selettive e con zero impatto sulla attività zootecnica, questo è difficile da confutare, mentre in zone totalmente esenti da attività di zootecnia in varie forme tipo grandi estensioni purtroppo oramai assenti sul nostro territorio li il bilanciamento automatico è ovvio che funziona, ha sempre funzionato e non vedo come possa essere altrimenti, li sarebbe da ignoranti e ipocriti sostenere il contrario, quello che vorrei far capire è che in certi contesti il volere a tutti i costi un bilanciamento naturale costringe con ingiusto arbitrio un grande passo indietro se non la totale rinuncia a certe attività umane, troppo spesso leggo che basta una rete elettrificata, due cani maremmani, i ristori emessi dagli enti per rimediare a tutto, suggerimenti che troppo spesso vengono ripetuti a pappagallo da posizioni totalmente lontani dalle realtà. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 11:22
Saro, forse non bastano 2 maremmani ma sicuramente non basta un border collie. Io - vero che ultimamente la mia salute non mi consente di muovermi come un tempo - di maremmani nelle nostre zone non ne vedo. E collegare orsi del Trentino con lupi nel triveneto è sbagliato: i primi vengono da un progetto di reintroduzione e vedono quindi l'azione dell'uomo; i secondi sono arrivati da soli. Tra l'altro, anche in queste zone ci sono testimonianze di persone che adottando le misure opportune problemi coi lupi non ne hanno mai avuti. Che poi i branchi nostrani sono normalmente formati da pochi esemplari, mentre magari la gente ha in mente l'immagine dei grandi branchi nordamericani. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 12:04
Pensare che un numero adeguato di cani da guardiania, come i maremmani, non possa essere sufficiente a scoraggiare un attacco dimostra spesso una scarsa conoscenza sia del comportamento del lupo sia di quello dei cani da gregge. Semplificando: il lupo non è un predatore impulsivo che attacca alla cieca quando ha fame. È un animale altamente sociale e intelligente, che prende decisioni valutando costi e benefici. Anche un infortunio non mortale può compromettere la sua capacità di cacciare, nutrirsi e sostenere il proprio nucleo familiare, ed è per questo che il confronto diretto viene generalmente evitato. I cani maremmani, selezionati da millenni per la difesa del bestiame, delimitano l'area del gregge attraverso marcamenti olfattivi, vocalizzazioni e presenza costante. Questi segnali vengono percepiti chiaramente dai predatori e funzionano come un efficace deterrente. A questo si aggiungono strumenti di prevenzione come i collari protettivi per i cani da guardiania, progettati per ridurre la vulnerabilità nei punti più critici e aumentare ulteriormente il rischio percepito dal lupo. Fa sorridere pensare che in passato, con meno tecnologia e meno strumenti di studio a disposizione, si avvertisse una minore necessità di ricorrere a piani di abbattimento verso un animale che, nei fatti, svolge una funzione di regolazione dell'ecosistema più che di distruzione. Parliamo quindi di sistemi di difesa testati storicamente e supportati da numerose esperienze sul campo. Ridurre tutto a una contrapposizione ideologica o liquidare queste pratiche come inefficaci non aiuta a comprendere la complessità reale della convivenza tra allevamento e fauna selvatica. Ma forse la colpa è di chi non è vegano. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:32
“ Fa sorridere pensare che in passato, con meno tecnologia e meno strumenti di studio a disposizione, si avvertisse una minore necessità di ricorrere a piani di abbattimento verso un animale che, nei fatti, svolge una funzione di regolazione dell'ecosistema più che di distruzione. „ In passato si usavano altri metodi, gli stessi che ancora oggi si usano per eliminare legalmente le volpi, e i cani da pastore servivano solo per condurre le greggi ed evitare che si disperdessero. Poi con il ritorno del lupo si è provveduto ai cani da guardiana che sono sicuramente efficaci come deterrente, se in numero adeguato. In Valmenera, sempre in Cansiglio, per proteggere le greggi non ci sono maremmani ma una razza che sembra il Kangal o simile. In caso di incontro con questi cani e buona norma mantenere la calma |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:42
Non fa assolutamente statistica ma personalmente ho avuto molti più problemi con vari cani da guardiania e cani liberi intorno alle malghe o cascine (ho rischiato diverse aggressioni) che non con i lupi (mai visto uno dal vivo). Cosa è realmente più pericoloso per le persone? 3.000 lupi oppure 700.000 cani randagi? |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 17:16
“ Non fa assolutamente statistica ma personalmente ho avuto molti più problemi con vari cani da guardiania e cani liberi intorno alle malghe o cascine (ho rischiato diverse aggressioni) che non con i lupi (mai visto uno dal vivo). „ In passato, in prossimità del Parco Nazionale d'Abruzzo, ho incontrato un gruppo di cani randagi e me la sono vista parecchio brutta. Questo episodio me lo ricorderò per tutta la vita. In Bosconero (Dolomiti), invece, mi si sono avvicinati due meticci da pastore di un gregge di capre, che peraltro non era particolarmente vicino a me, mi hanno abbaiato un po' e mi hanno tenuto d'occhio mentre mi allontanavo, ma niente di che. Capita di incontrare cani in giro per boschi, ma fino a che è uno solo e a meno che non sia un cane particolarmente aggressivo e grosso si può gestire. Comunque le statistiche dicono che sono molto più pericolose di qualsiasi lupo le mucche al pascolo. Lo so che fa sorridere, ma ci sono stati anche incidenti mortali. |
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