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Darktable 5.2






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avatarsenior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 12:32

Ho detto WB per dire, può essere qualunque metadato o processo di interpretazione.
Se il dng è più piccolo del TIFF originario, già vuol dire che una conversione con compressione ed un incapsulamento ci sono stati.
Dal momento che dng è sì un quasi standard aperto, ma è comunque farina del sacco di Adobe, ecco che il mancato recepimento da parte del pacchetto Darktable di qualche "pezzo" dello standard del dng compresso potrebbe portare a problemi del genere.
A me le prime versioni di topaz denoise leggevano I cr2 del tutto mascherati di magenta, per dire. Lì c'è di mezzo pure la demosaicizzazione e siamo d'accordo, ma più o meno come "errore di interpretazione" penso siamo sulla falsariga.

avatarsenior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 12:38

non so cosa possa essere ma é redibitorio, almeno per me che sviluppo sistematicamente con C1, DxO, ecc..tutti i raw in tif 16bt prophoto e poi li converto in dng per ridurre il peso dei files senza nessuna perdita di qualità...
persino con Digikam sono identici



avatarjunior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 15:49

Passare da software blasonati su Win e Mac a soluzioni open source su Linux può sembrare complicato, soprattutto se ci si aspetta di replicare lo stesso identico flusso di lavoro. Ma questa aspettativa è in realtà il primo ostacolo: i software sono diversi, ed è naturale che richiedano un approccio diverso.
All'inizio questa differenza può sembrare un limite e portare a pensare che l'open source non sia all'altezza. In realtà è un'occasione per reinventare i propri flussi di lavoro, aprendo la mente a soluzioni nuove che possono persino portare a risultati migliori. Il fatto che dopo anni con, ad esempio, i software Adobe ci si trovi spaesati con alternative libere non significa necessariamente che Adobe abbia strumenti imbattibili.
Piuttosto, significa che la loro strategia è rendere il passaggio ad altro difficile, così da spingere a restare vincolati al loro abbonamento.
Personalmente vedo l'open source non come una rinuncia, ma come un'opportunità: libertà di scelta, possibilità di adattare il flusso creativo alle proprie esigenze, senza essere imprigionati in logiche di mercato e dire addio alla obsolescenza programmata dell'hardware.
Se la versione xx del software non può girare sul pc deve essere l'utente a stabilirlo basandosi sulla poca usabilità del software stesso, non il produttore che non ti permette di installarlo ma sussurrandoti di aggiornare il tuo sistema.

avatarsenior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 15:55

Stefano, non passi dai psd agli xcf di Gimp così come non passi dagli xcf di Gimp ai psd... Ogni software nasce col suo standard di salvataggio, e prima ancora dei flussi di lavoro o delle compatibilità OS/SW è quello, lo standard di salvataggio, che ti vincola ad una soluzione piuttosto che all'altra.
Il formato particolare dei sidecar, il db del sistema DAM, il file di salvataggio del programma di fotoritocco.
Il fatto che i software open source abbiano a disposizione di tutti il codice per l'interpretazione dei file salvati, non ha portato e non porterà comunque a degli standard condivisi in quel senso (a meno che i consorzi di standardizzazione non si sveglino producendo qualcosa, e che qualcuno "di grosso" poi non adotti gli standard così prodotti).

avatarjunior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 16:02

Certamente, quello è indichi è sicuramente il vincolo principale. Se devo assolutamente lavorare su sorgenti sono quasi obbligato ad utilizzare il software che lo ha generato. Il mio (forse fuori tema qui) voleva essere un discorso più per coloro che installano un software libero e la prima cosa che si fa è notare le differenze con il software usato fino a quel momento e cercare di farlo somigliare il più possibile ad esso. Ciò non è quasi mai possibile ed è inevitabile quindi che ci si scoraggi subito.
Ma mi riferisco a privati che utilizzano i software o i SO per scopi hobbistici.
Ho una discreta passione per la fotografia e ho in archivio cataloghi sia di LR che C1.
Quando sono passato a Linux e di conseguenza a Darktable (in realtà lo usavo già sotto win e mac) non mi sono sognato di dover riadattare tutti i cataloghi.
Se mi occorre una foto da un catalogo me la rielaboro in DT.
Poi ovviamente ognuno ha le sue necessità, questa è solo la mia testimonianza.

avatarsenior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 16:10

Concordo al 100%.
Così è, per i software liberi.
Va tenuto anche conto che non nascono mai da professionisti di quel settore (o aziende di quel settore) che commissionano a programmatori il programma che deve fare determinate cose, ma nascono sempre da programmatori (o gruppi di programmatori) che vogliono crearsi uno strumento che li serva nei loro hobby (editing fotografico, modellazione 2D/3D, mixing o riproduzione musicale, gestione libreria digitale...).

Quindi non possono proprio materialmente essere come i sw a pagamento, ma proprio mai...

Perciò...
Le uniche discriminanti valide che vedo io nell'adozione di un software di ritocco sono:

- possibilità e volontà di affrontare la curva di apprendimento necessaria per imparare ad usarlo senza sentire di star perdendo tempo in relazione a ciò che si vuole fare -- e qui entra in gioco anche la propria attitudine all'uso del PC e capacità sull'argomento per cui il software è stato fatto (fotografia, musica, CAD ecc...)

- longevità del progetto (guardando in prospettiva futura, che è sempre importante)

- supporto della comunità (se è un software senza manco mezzo straccio di forum dedicato, già si sa che praticamente si sarà "da soli con il software" se c'è qualche punto oscuro nell'uso)

- prezzo spalmato sul medio e lungo termine (ma qua tutti gli open source hanno un indubbio vantaggio MrGreen )

avatarjunior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 16:16

Si in effetti ai programmatori piace rendere le cose un pò più complicateMrGreen
Ma è giusto così, Adobe pagherà una squadra di UI/UX designer che ha il compito di rendere l'interfaccia più amichevole possibile, cosa che chi offre un software libero non può permettersi.
Per il resto condivido in pieno i tuoi punti per la scelta di un software libero.

avatarsenior
inviato il 31 Agosto 2025 ore 18:03

Non dico niente di tutto questo, per me è un'ottimo sw putroppo non è adatto per coloro che come me sono 20 anni che usano i sw adobe e che hanno accumulato decine di migliaia di raw e dng sviluppati con Lightroom, non posso rifarli tutti daccapo con Darktable sarebbe un'enorme perdita di tempo...ecco tutto.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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