user177356 | inviato il 17 Novembre 2019 ore 18:30
Non faccio in tempo a rispondere che Salt ne spara altre. La dogana non segna alcun numero di matricola, perché non sono elementi univoci identificativi del prodotto ai fini delle norme italiane e della UE. Se come consumatore acquisto online il venditore non è tenuto ad emettere alcuna fattura, ma una ricevuta, e non è assolutamente obbligato ad indicare la matricola. Può farlo per proteggersi dal rischio di frodi sulla garanzia (chiedo la riparazione di un oggetto identico per il quale i termini della garanzia sono scaduti). Sorvolo sulle altre inesattezze, altrimenti facciamo notte. Salt, ti è già stato suggerito di moderare la tua sicumera, ma vedo che non ne hai fatto tesoro. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 20:01
Vero, ma credo che in nessun'altra nazione del mondo il commerciante/cittadino sia tartassato come in Italia e abbia quindi maggiori margini di guadagno/sopravvivenza. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 20:05
“ La prima costituisce un costo, la seconda una partita di giro (incasso dal cliente e verso all'erario). Questo nell'ipotesi che sia l'importazione sia la vendita siano effettuate rispettando le norme. Altrimenti è evasione, non "aggiramento" della normativa. L'evasione va provata, „ che e' esattamente quello che sostengo. Per il resto.. ammetto che l'esempio dell'auto non e' troppo calzante. Ma sugli acquisti intracomunitari, le norme son piuttosto precise. |
user111807 | inviato il 17 Novembre 2019 ore 20:21
Comunque il consumatore non può pretendere di spuntare lo stesso prezzo dove da una parte praticamente non pagano tasse e hanno un potere di acquisto enorme a confronto. Quindi non ci si deve lamentare del commerciante che per forza di cose non può essere competitivo sul prezzo, non ti sta bene allora compra online . |
user111807 | inviato il 17 Novembre 2019 ore 20:22
Se non si capisce o non si vuole capire l'evidenza é un altro discorso. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 20:41
Salt ragiona dannatamente bene. E con una lucidità che odi pochi ahimè. E questo fa funzionare il disegno dei colossi (Amazon e altri). Purtroppo, la soluzione è che certi problemi non si risolvono affidandosi al libero mercato ma devono essere regolati dalla politica economica. Questa, ammesso che la si sappia fare (e oggi ne dubito fortemente, semplicemente perché non si è formata la classe politica ma anche qui si attinge da quello che "offrono al mercato" ), può essere fatta se si è forti economicamente. E non no lo siamo. P.S. Passando di palo in frasca, la questione Ilva giù a Taranto, non si risolverà mai se non non un disastro se non verrà affrontata in un certo modo, che non certo affidarsi alle leggi di mercato (della domanda e dell'offerta dell'acciaio nel breve periodo). Ci vuole una politica economica di un orizzonte ampio almeno 25-30 anni. Se non c'è, si chiuda in tronco, altro che esuberi. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 21:24
Raga basta. Questa discussione sta degenerando in un corso di economia politica. Vi dico solo che io a givrisprvdenza l'esame di economia politica l'ho rifatto 3 volte e non mi va di discutere la materia. Propongo ai partecipanti della discussione un mega gruppo di acquisto dal noto sito "globale" di Hong Kong. Catartico |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 21:26
@ilcentaurorosso Non avevo letto. Concordo. Ci manca solo che lo stato italiano si metta a fare causa per stabile se c'è inadempimento contrattuale oppure che la magistratura stabilisca se vi è illecito penale nella condotta degli acquirenti. Fra 10 anni escono le sentenze di primo grado e andiamo tutti a togliere le ragnatele agli impianti. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 21:30
Il problema si sta risolvendo da solo. Le vendite sono precipitate e sicuramente continueranno a precipitare. Quindi i negozi fisici subiranno un ulteriore contraccolpo. Ne rimarranno veramente pochi. |
user111807 | inviato il 17 Novembre 2019 ore 21:39
Non mi pare che chi ha aperto il thread avesse dei dubbi su quale ottica usare per ritrattistica , le sue motivazioni erano di natura economica |
user111807 | inviato il 17 Novembre 2019 ore 21:43
Pochi di grandi dimensioni con vendita online di prodotti di importazione con una presenza fisica sul territorio come sta già accadendo da qualche tempo a questa parte. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 21:54
Una piccola riflessione sui negozi fisici. Ho esperienza diretta, perché parecchi anni fa, fine anni '70 inizio anni '80, ho lavorato in un negozio romano di materiale fotografico. Il ricarico su macchine e obiettivi, se volevi venderli e non tenerli nelle vetrine ad impolverarsi, non poteva superare il 10%, anzi gli scontisti più forti, a volte vendevano quasi al costo, contando sul premio di fine anno. Naturalmente ci si rifaceva sugli accessori (filtri e robetta varia). dove il ricarico era in media del 50%, ma il grosso dell'utile veniva da sviluppo e stampa, anche perché era abbastanza facile evadere le tasse su quella voce, visto anche che allora non c'era lo scontrino fiscale. Ma anche su macchine e obiettivi, girava parecchio materiale di importazione parallela, si diceva così, ma spesso era di contrabbando, e a volte capitavano apparecchi senza IVA, anche dall'importatore ufficiale, almeno finché sulle fatture non fu obbligatorio mettere il numero di matricola, perché bastava avere in casa le fatture che coprissero il quantitativo presente in magazzino. In quegli anni i commercianti se la passavano bene, diciamo che uno "piccolo" si cambiava la Volvo ogni due anni, allora andava molto la 240 SW. Della mia esperienza non riporto particolare simpatia ma neanche astio nei confronti dei commercianti, insomma non faccio il tifo né per loro né per Amazon, ognuno tira l'acqua al suo mulino, ed anche io, come acquirente, cerco di comprare dome mi conviene di più. |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 22:33
Vorrei vedere se la gente non cambiasse fotocamera o obiettivi una volta all'anno dove finirebbe il commercio on line. Ho visto la pubblicità del famoso rasoio elettrico Braun e quello dovrebbe essere lo spirito corretto di chi produce ma anche di chi consuma. Puoi dirmi che così una azienda chiude dopo 2 anni ma ritengo che il fallimento del sistema si innesca quando non c'è più posto per nessuno ma si continuano ad aprire attività in settori saturi. Vero che nessuno lo può vietare ma un buon senso dovrebbe prevalere anche politicamente in certi casi. In Italia credo siano aperte più sale slot che librerie e poi vogliamo un paese capace di affrontare il presente per costruire un futuro facendolo vivere di sogni che si rivelano veri e propri incubi? |
| inviato il 17 Novembre 2019 ore 23:18
“ Ma anche su macchine e obiettivi, girava parecchio materiale di importazione parallela, si diceva così, ma spesso era di contrabbando, „ All'epoca si andava a Chiasso o a Lugano a comprare macchine fotografiche e materiale ottico. In Svizzera non c'era manco l'IVA ... |
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